IL PORTAVOCE N.16 – LA PAROLA AI SINDACI
Tre o quattro domandine per rompere il ghiaccio per poi entrare nelle questioni importanti, con l’obiettivo dichiarato di sfruttare quanto possibile il contributo di esperienza politica e di cultura, comuni ai quattro ospiti. Sì, fare il sindaco è un’esperienza esaltante e difficile insieme, che richiede un mix di capacità e di coraggio, forse di incoscienza, ma sicuramente tanto amore per la propria cittadina. Amministrare una città è responsabilità grave, e lo è tanto di più quanto maggiormente è avvertito il peso di dover raccogliere e soddisfare i bisogni della gente. I cittadini vanno ascoltati, coinvolti, responsabilizzati, perché in una società democratica non è accettabile la delega assoluta e il disimpegno. Giuseppe D’Oria rileva, oggi, un preoccupante deficit di democrazia, che si può notare, tra l’altro, pensando a come dalle ultime due amministrazioni sia stato affrontato il problema dei “contratti di quartiere”; Roberto Maglio rimarca la sua preoccupazione di creare, negli anni del suo mandato, ogni possibile struttura che potesse favorire il legame tra amministrazione e cittadini e chiamare questi alla partecipazione e all’impegno sociale. Ricorda, in particolare, la costituzione delle consulte, finalizzate a creare le occasioni per incontrarsi-discutere-partecipare. Consulte che poi, chissaperchè, non sono state più ricostituite. Suggestivo un ricordo di Fernando Maglio: la prima riunione di consiglio comunale protrattasi per tutta la notte, ma condotta, pur nella contrapposizione ideologica, secondo un alto livello di contenuti e la forma più rispettosa del gioco democratico. Una diversa sensibilità al dialogo democratico, dichiara Carmine Caputo; un maggior senso della partecipazione e del reciproco rispetto, che forse sono andati scemando nel corso degli anni insieme ad altri modelli di comportamento, come ciascuno può constatare.
Si è parlato veramente di tante cose nel corso della trasmissione, sono affiorati ricordi e aneddoti, alcuni molto significativi. Lo slancio di generosità del popolo galatonese in occasione del terremoto della Basilicata, la pseudoepidemia di epatite che fruttò quell’importante struttura del depuratore, la demolizione di piazza Itria e la vicenda del frantoio ipogeo, il progetto dell’attuale piazza Padre Pio e lo spostamento del mercato…
Si è poi passati ad affrontare le questioni dell’oggi e son venute fuori importanti proposte. L’economia cittadina è stagnante, a tutti i livelli e in tutti i settori, l ‘amministrazione deve fare qualcosa di più, migliaia di giovani e meno giovani attendono di entrare o rientrare nel mercato del lavoro e avrebbero bisogno di risposte concrete, informazione e orientamento. Carmine Caputo suggerisce un duplice impegno, per imprenditori e giovani: i primi debbono sapere competere sul mercato giocando sull’innovazione e sulla qualità; i secondi debbono opportunamente equipaggiarsi di competenze e specializzazioni. Al centro della discussione, il “Progetto città”, con i temi dell’urbanistica, dell’economia, del lavoro, del turismo.
Anche questa risulterà certamente una puntata utile, perché si è discusso su “cose” e non su chiacchiere. Del resto nessuno aveva voglia di fare della retorica e men che meno portare attacchi personali contro chicchessia. Da parte mia cosa posso aggiungere al già detto? Che è sempre un piacere discutere di questioni importanti con persone qualificate, per cultura e senso civico: si debbono creare le occasioni perché ciò avvenga più spesso.
E' da dire però che Myboxtv.com e “Il Portavoce” sono nati per questo.
Enrico Longo
Di seguito il link della trasmissione:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=5652