IL PORTAVOCE n.13 “Progettare un futuro senza cancro: E’ possibile”.
“Il lavoro più importante è quello che faccio nel pomeriggio”, dice il dott. Serravezza, a significare l’importanza dell’informazione e della cultura della prevenzione, alla quale l’illustre sanitario dedica tutto il tempo libero dagli impegni nei nosocomi di Casarano e Gallipoli.
La malattia non è dovuta al caso, all’improvviso impazzimento delle cellule del nostro organismo; dipende da cause ormai chiare e note, ancora però non sufficientemente uscite dalle stanze degli “addetti ai lavori” o dal mondo di chi riveste importanti ruoli e poteri.
A scorrere l’ultimo numero della rivista della L.I.L.T. (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) leccese si ha modo di conoscere tante cose. Si scrive dell’inquinamento dell’aria, delle acque, del terreno, delle scorrette procedure nello smaltimento dei rifiuti, dell’uso delle solite dannose fonti energetiche, dei colpevoli ritardi nell’innovazione e nel bando di materiali e strumenti dannosi per la salute dell’uomo, ormai peraltro entrati profondamente nella vita di tutti i giorni. Si parla della mancanza di tutele nei settori lavorativi, dove continua a non essere sufficientemente salvaguardata la salute e l’incolumità fisica dei lavoratori.
Il dott. Serravezza lancia uno strale verso lo stesso mondo della medicina, troppo sensibile al business economico per prendere sul serio la salute delle persone. Meglio occuparsi della cura piuttosto che della prevenzione, più utile concentrarsi sulle strumentazioni diagnostiche, sui medicinali e sui protocolli sanitari piuttosto che far venir meno la materia prima che, nella fattispecie, è il malato.
Dei tre aspetti-momenti della drammatica vicenda, prevenzione primaria – prevenzione secondaria (diagnosi precoce) – cura, gli sforzi, nel campo della repubblica sanitaria dei grandi luminari, sembrano concentrarsi quasi esclusivamente sul terzo momento, il più interessante, soprattutto il più fruttuoso. Questa denuncia fu fatta a suo tempo, dice, dal dott. Di Bella, al quale va riconosciuto almeno il merito di aver squarciato i veli di una tacita intesa che vedeva, e che forse ancora vede, insieme medici e industriali del settore, ai quali evidentemente non sta troppo a cuore la salute di milioni di ignari cittadini.
Ben vengano le strumentazioni diagnostiche più avanzate anche nei nostri ospedali, così come le più aggiornate ed efficaci cure, ma si abbia tutta la necessaria attenzione alla prevenzione primaria e, nello sfortunato caso della malattia, si usino tutti i necessari accorgimenti, di cura e di sostegno psicologico e umano, al malato e ai suoi familiari, perché la malattia è un dramma collettivo, che colpisce il malato e quanti gli stanno intorno. Ecco il significato vero di “centrazione sul malato” che, come dice il dott. Serravezza, è purtroppo “una frase fatta”, una tra le tante che vengono gettate nei discorsi che si vanno facendo su questioni relative alla medicina.
Questo è il monito che ci viene dal dott. Serravezza, che, come detto, considera di fondamentale importanza l’informazione e la conoscenza, vera-reale-onesta, in tutti gli ambienti, soprattutto nelle scuole, nei confronti dei giovani, verso i quali il discorso preventivo assume un significato del tutto particolare. La cultura della prevenzione è l’unica premessa per “progettare un futuro senza cancro”.
Credo che questa tredicesima puntata de “Il Portavoce”, che già da oggi sarà disponibile su myboxtv.com, per tutti gli stimoli e le provocazioni a riflettere, potrà essere collocata, anche per il futuro, tra gli strumenti di conoscenza utili ad affrontare questa sfida, per la quale tutti siamo chiamati a partecipare come singoli cittadini e come parte delle varie istituzioni sociali.
Enrico Longo
I video
prima parte:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=5308
seconda parte:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=5310