venerdì, 27 giugno 2008

 

Roldano

OTTO LUGLIO: Ricordiamo Roldano

 

Il ricordo di Roldano, pubblicato su questo blog, ha colpito profondamente tante persone: docenti e amministrativi della scuola, soci dello Juve club, amici.

 Roldano era una persona stimata e amata da tutti per la sua cordialità, per la facilità con cui sapeva rapportarsi, per la generosità che dimostrava in ogni occasione. Nessuna meraviglia, dunque, se in tanti hanno lasciato commenti sui vari blog o mi hanno chiamato al telefono o fermato per strada, per…ringraziarmi di aver ricordato Roldano.

L’idea è, quindi, venuta spontanea: ricordarlo tutti insieme, nella giornata anniversario della sua scomparsa, in luogo degno, in una manifestazione di solenne semplicità. Ho lanciato l'idea a scuola, ho chiamato il presidente dello Juve club: tutti hanno manifestato disponibilità ed entusiasmo.

La manifestazione si terrà, dunque, l’otto luglio nella basilica della “Madonna della Grazia”, con questo programma:

-         ore 19:30: santa messa, officiata da don Giuseppe Orlando;

-         a seguire, nella sala convegni della stessa basilica: ricordo di Roldano Ruberto con interventi della Scuola, dello Juve club e di tutti gli amici che vorranno intervenire.

 

Sono sicuro che saremo in tanti e che sapremo, con le nostre parole, ricostruire i tratti significativi di una persona che ha lasciato pesante traccia di sé nella nostra città.

Chi vuole riportare un ricordo di Roldano può farlo inserendo un commento. Saranno tutti, unitamente agli interventi della cerimonia, messi insieme e consegnati ai familiari, come testimonianza dell’affetto di quanti ebbero modo di conoscerlo.

 

Enrico Longo

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categoria:scuola
mercoledì, 25 giugno 2008

avvisoportavoce17CONDIZIONI E LOGICHE DELLO SVILUPPO

 

E’ possibile oggi, pur tra le oggettive difficoltà dell’economia nazionale, sperare nello sviluppo della nostra economia? Su quali risorse contare? Cosa chiedono imprenditori, artigiani e commercianti, il mondo del lavoro, all’amministrazione cittadina e a quelle provinciale e regionale? E’ possibile dare una speranza ai giovani in attesa di prima occupazione?

Tante sono le domande che vengono spontanee nell’auspicare il perseguimento di quella strategia che nell’ultima puntata de “Il Portavoce” abbiamo battezzato “Progetto Città” e che immaginiamo come la delineazione di un disegno di azione strategica tra Privato e Pubblico, singoli e amministratori, dove al coraggio e al genio dell’imprenditore si accompagni un’azione di sostegno e di facilitazione da parte dell’amministrazione cittadina.

Di queste ed altre problematiche parleremo con questi ospiti che hanno aderito prontamente e con entusiasmo all’invito rivolto:

- Cosimo Casilli, ex sindaco e parlamentare, direttore generale della Provincia di Lecce e docente di Economia nell’Ateneo Salentino;

- Livio Nisi, consigliere comunale, leader politico del P.D.L. e imprenditore;

- Michele Ciccarese, titolare della Tecknodiver, azienda che ha saputo conquistare i mercati nazionali ed internazionali;

- Carlo Bentivenga, titolare di una importante azienda artigiana e vice presidente provinciale della Confartigianato.

La puntata n. 17 de “Il Portavoce” sarà registrata nella serata del 30 giugno e andrà in onda nella tarda mattinata del giorno dopo.

Sono certo che anche questa puntata sarà di vostro gradimento. A presto,

 

Enrico Longo

 

 

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categoria:salento, galatone
sabato, 21 giugno 2008

 

IL PORTAVOCE N.16 – LA PAROLA AI SINDACI

 Tre o quattro domandine per rompere il ghiaccio per poi entrare nelle questioni importanti, con l’obiettivo dichiarato di sfruttare quanto possibile il contributo di esperienza politica e di cultura, comuni ai quattro ospiti. Sì, fare il sindaco è un’esperienza esaltante e difficile insieme, che richiede un mix di capacità e di coraggio, forse di incoscienza, ma sicuramente tanto amore per la propria cittadina. Amministrare una città è responsabilità grave, e lo è tanto di più quanto maggiormente è avvertito il peso di dover raccogliere e soddisfare i bisogni della gente. I cittadini vanno ascoltati, coinvolti, responsabilizzati, perché in una società democratica non è accettabile la delega assoluta e il disimpegno. Giuseppe D’Oria rileva, oggi, un preoccupante deficit di democrazia, che si può notare, tra l’altro, pensando a come dalle ultime due amministrazioni sia stato affrontato il problema dei “contratti di quartiere”; Roberto Maglio rimarca la sua preoccupazione di creare, negli anni del suo mandato, ogni possibile struttura che potesse favorire il legame tra amministrazione e cittadini e chiamare questi alla partecipazione e all’impegno sociale. Ricorda, in particolare, la costituzione delle consulte, finalizzate a creare le occasioni per incontrarsi-discutere-partecipare. Consulte che poi, chissaperchè, non sono state più ricostituite. Suggestivo un ricordo di Fernando Maglio: la prima riunione di consiglio comunale protrattasi per tutta la notte, ma condotta, pur nella contrapposizione ideologica, secondo un alto livello di contenuti e la forma più rispettosa del gioco democratico. Una diversa sensibilità al dialogo democratico, dichiara Carmine Caputo; un maggior senso della partecipazione e del reciproco rispetto, che forse sono andati scemando nel corso degli anni insieme ad altri modelli di comportamento, come ciascuno può constatare.

 Si è parlato veramente di tante cose nel corso della trasmissione, sono affiorati ricordi e aneddoti, alcuni molto significativi. Lo slancio di generosità del popolo galatonese in occasione del terremoto della Basilicata, la pseudoepidemia di epatite che fruttò quell’importante struttura del depuratore, la demolizione di piazza Itria e la vicenda del frantoio ipogeo, il progetto dell’attuale piazza Padre Pio e lo spostamento del mercato…

Si è poi passati ad affrontare le questioni dell’oggi e son venute fuori importanti proposte. L’economia cittadina è stagnante, a tutti i livelli e in tutti i settori, l ‘amministrazione deve fare qualcosa di più, migliaia di giovani e meno giovani attendono di entrare o rientrare nel mercato del lavoro e avrebbero bisogno di risposte concrete, informazione e orientamento. Carmine Caputo suggerisce un duplice impegno, per imprenditori e giovani: i primi debbono sapere competere sul mercato giocando sull’innovazione e sulla qualità; i secondi debbono opportunamente equipaggiarsi di competenze e specializzazioni. Al centro della discussione, il “Progetto città”, con i temi dell’urbanistica, dell’economia, del lavoro, del turismo.

Anche questa risulterà certamente una puntata utile, perché si è discusso su “cose” e non su chiacchiere. Del resto nessuno aveva voglia di fare della retorica e men che meno portare attacchi personali contro chicchessia. Da parte mia cosa posso aggiungere al già detto?  Che è sempre un piacere discutere di questioni importanti con persone qualificate, per cultura e senso civico: si debbono creare le occasioni perché ciò avvenga più spesso.

E' da dire però che Myboxtv.com  e “Il Portavoce” sono nati per questo.

Enrico Longo

Di seguito il link della trasmissione:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=5652

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categoria:politica
venerdì, 20 giugno 2008

 

CI SIAMO:  LA PAROLA AI SINDACI

 

Questa sera sarà registrata la puntata n.16, che vedrà protagonisti i primi quattro sindaci della nostra Galatone. Saranno presenti in trasmissione: Fernando Maglio, Giuseppe D’Oria, Carmine Caputo e Roberto Maglio. A loro chiederò del significato, dell’importanza e della difficoltà di amministrare una città, dei problemi affrontati, delle cose realizzate e di quelle che, per i più svariati motivi, non sono state realizzate. Chiederò di parlare di Urbanistica, Economia, Lavoro, Turismo, del triste problema della disoccupazione e dell’emigrazione di nostri concittadini verso l’estero o località di altre regioni. Chiederò di parlare della Galatone di oggi, di come la vorrebbero, cosa sarebbe opportuno e cosa possibile fare…Parleremo di tutto quanto possa risultare utile per veder crescere la nostra cittadina in ogni settore e a vantaggio di tutti.

La trasmissione sarà registrata e andrà in onda a partire dal primo pomeriggio di domani. Non potrete dunque intervenire con la chat.

Se comunque avete delle domande da proporre agli ospiti o a qualcuno in particolare, potete farlo inserendo un commento: anche in questa occasione sarò il vostro PORTAVOCE.

Enrico Longo

 

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categoria:politica, galatone
martedì, 17 giugno 2008

barbianaDa Barbiana abbiamo iniziato a gridare, tutti insieme: “We Care”. Mi auguro che resti il motto che orienterà per sempre il nostro agire. “We care” è farsi carico, è aver cura, è aprirsi agli altri; è il contrario di ogni atteggiamento di egoismo e di indifferenza.Del lavoro teatrale ho già parlato; il testo scritto è già presente sul blog.Di seguito il link della rappresentazione:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=5622

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categoria:galatone
lunedì, 16 giugno 2008

 

               SCIENZA E SORRISO

 

Il testo teatrale Nel mondo misterioso delle parole è nato dal desiderio di presentare l’insegnamento della lingua come un processo di ricerca che veda il bambino protagonista attivo e consapevole di quanto viene scoprendo. Apprendere la lingua non è soltanto imparare la tecnica della lettura e della scrittura e incasellare nella memoria le principali regole del buon scrivere. E’ invece entrare, nel senso letterale del termine, “nel misterioso mondo delle parole”, nella struttura della lingua, del suo lessico, nella regola grammaticale che ha sempre una ragione per esistere e che va scoperta, nei tanti processi di evoluzione storica e di differenziazioni geografiche, nel pluriforme mondo della comunicazione con i suoi sottocodici e registri e con le innumerevoli possibili manifestazioni della creatività individuale. Guai a presentare la lingua come una materia da insegnare, un insegnamento strutturato, impacchettato e pronto all’uso. Non il così è, ma l’eureka deve essere alla base dell’insegnamento della lingua come di tutte le altre discipline, che vanno utilizzate, secondo la terminologia di J.Bruner, in funzione dello sviluppo del soggetto che apprende. Se poi riusciamo a calarci nel caratteristico mondo del bambino e riscopriamo l’importanza della levità e del sorriso, che sono sovente il segreto della motivazione, allora l’esperienza educativa si trasforma, si avvicinano gli spazi tra educatore ed educando, si pongono le condizioni per una relazione educativa piena di senso e di reciproca comprensione.

Si realizza quella situazione che Giuseppe Lombardo Radice nelle sue “Lezioni di didattica” dell’ormai lontanissimo 1914, definiva compenetrazione di anime e considerava come ineludibile condizione per una proficua esperienza di insegnamento-apprendimento.

Il testo teatrale porta questo sottotitolo, “quattro scenette tra scienza e fantasia”, a significare che la battuta allegra e l’ironia non tolgono nulla alla conoscenza scientifica, che va sempre e comunque salvaguardata.

Enrico Longo

 

il link:

 http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=5612

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domenica, 15 giugno 2008

 

portavoce16avviso 

"SORTIRNE INSIEME E' LA POLITICA" 

  

La politica è azione fondamentale per il progresso civile delle popolazioni nel senso della libertà e della democrazia. Tutti i cittadini debbono sentirsene coinvolti e nessuna età è da considerare precoce o tarda. L’educazione alla politica, così come l’ho descritta nelle prime puntate de “Il Portavoce”, è parte importante della formazione sociale della persona, motivo per esaltarne, nella pratica, l’assiologia e l’etica acquisite in tale processo. La politica è azione pratica illuminata e diretta da scelte di fondo e chiare direzioni di marcia, dove la finalizzazione fondamentale è il benessere del popolo, di uomini e donne che, nel sistema democratico rappresentativo, offrono la loro fiducia a persone, loro delegati, che, appunto perché tali, non possono rappresentare se stessi e i propri interessi.

La politica non è dunque mero esercizio dialettico, non è ideologia chiusa in se stessa, non è contrapposizione ad ogni costo, non è rifiuto verso tutto quanto provenga dall’altra parte, non è un insieme di slogans inventati dai leaders e mandati a memoria. Non è esibizionismo, mettersi sempre in prima fila, occupare le poltrone più appariscenti, legare il proprio nome ad una riforma, ad una qualsiasi, pur di restare nel ricordo o nella storia. Se ci fermiamo a considerare la scuola, la prima preoccupazione di ogni ministro è stata quella di legare il proprio nome ad una riforma, ad una qualsiasi, e così negli ultimi decenni le riforme, vere o presunte, legittime o non legittime, necessarie o non necessarie, si sono succedute le une alle altre con ritmo frenetico, non certamente con beneficio per l’insegnamento o per gli utenti, ma con i devastanti effetti di non consentire una adeguata “digestione” delle riforme precedenti e aggravando la confusione e il disorientamento generale.

Protagonismo e contrapposizione ad ogni costo, ecco due “virus” da debellare nelle vicende politiche e sociali.

Ed ecco perché mi è sembrato opportuno muovermi, con la rubrica “Il Portavoce”, secondo un modo che ritengo più produttivo, ossia chiamando a discutere sulle problematiche cittadine tutti i protagonisti della politica, in primis i sindaci che si sono succeduti nel tempo, che, forti della propria cultura e dell’esperienza pregressa, possono risultare particolarmente utili, soprattutto nei confronti della popolazione, per entrare più “dentro” alle questioni ed avere più chiaro il quadro della situazione presente.

L’approccio storico-genetico alla conoscenza delle questioni è particolarmente significativo, se ha ragione Dario Antiseri, allievo autorevole di K.Popper, il quale afferma che la storia della scienza è il miglior metodo per comprendere la scienza stessa.

Ascoltiamo tutti i sindaci, i primi quattro saranno presenti nella puntata del 20 p.v., riviviamo con loro le problematiche che si sono trovate di fronte e le soluzioni individuate, ascoltiamo quanto hanno da dirci in merito ai problemi di oggi, cerchiamo di recuperare il senso della continuità storica e dell’interesse collettivo.

“Un paese vuol dire non essere soli” e noi vogliamo sentire tutta l’importanza di far parte di una comunità di nobili e alte tradizioni.

 

Enrico Longo

 

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categoria:politica, salento, galatone
sabato, 14 giugno 2008

 

Agli alunni delle classi quinte

Dopo un anno di studio e dopo la rappresentazione teatrale, vi invito a leggere queste parole di don Milani, tratte dalle sue opere. Rifletteteci su e scopritene il senso, esplicito o nascosto. La lettura di questi passi può risultare utile a tutti, piccoli e grandi, per scoprire una nuova e più autentica dimensione della politica e, in ultima analisi, del vivere e dell’impegno sociale.

 

Da Esperienze pastorali

“Non vedremo sbocciare dei santi finché non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all’ingiustizia sociale.”

 

“Con la parola alla gente non gli si fa nulla. Sul piano divino ci vuole la grazia e sul piano umano ci vuole l’esempio.”

 

 “E qual è mai il giornale che scrive per il fine che in teoria gli sarebbe primario cioè informare o non invece per quello di influenzare in una direzione.”

 

Da Lettera a una professoressa

“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia.”

 

“Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”

 

“Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.”

 

“Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è tutt’uno.”

 

“È solo la lingua che rende uguali. Uguale è chi sa esprimersi e intendere l’espressione altrui.”

 

 “Il disoccupato e l’operaio d’oggi dovranno uscire dal cinema con la certezza che Gesù è vissuto in un mondo triste come il loro che ha come loro sentito che l’ingiustizia sociale è una bestemmia, come loro ha lottato per un mondo migliore.”

 

“L’elemosina è orribile quando chi la fa crede d’essersi messo a posto davanti a Dio e agli uomini.”

 

“La politica è altrettanto orribile quando chi la fa crede d’essere dispensato dal sentir bruciare i bisogni immediati di quelli cui l’effetto della politica non è ancora arrivato. È evidente che oggi bisogna con una mano manovrare le leve profonde (politica,

sindacato, scuola) e con l’altra le leve piccine ma immediate dell’elemosina.”

 

Da Lettera ai giudici

“Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande "I CARE". È il motto intraducibile dei giovani americani migliori: "me ne importa, mi sta a cuore". È il contrario esatto del motto fascista "me ne frego".



Lettera a Pipetta(1950) (“Pipetta” era il soprannome dato al giovane attivista del Pci di nome Italo Bianchi, allievo della sua Scuola popolare; la lettera si trova in: Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana).

 

 

“Caro Pipetta,
ogni volta che ci incontriamo tu mi dici che se tutti i preti fossero come me, allora…
Lo dici perché tra noi due ci siamo sempre intesi anche se te della scomunica te ne freghi e se dei miei fratelli preti ne faresti volentieri polpette. Tu dici che ci siamo intesi perché t'ho dato ragione mille volte in mille tue ragioni.
Ma dimmi Pipetta, m'hai inteso davvero?
È un caso, sai, che tu mi trovi a lottare con te contro i signori. San Paolo non faceva così.
E quel caso è stato quel 18 aprile che ha sconfitto insieme ai tuoi torti anche le tue ragioni. È solo perché ho avuto la disgrazia di vincere che…
Mi piego, Pipetta, a soffrire con te delle ingiustizie. Ma credi, mi piego con ripugnanza. Lascia che te lo dica a te solo. Che me ne sarebbe importato a me della tua miseria?
Se vincevi te, credimi Pipetta, io non sarei più stato dalla tua. Ti manca il pane? Che vuoi che me ne importasse a me, quando avevo la coscienza pulita di non averne più di te, che vuoi che me ne importasse a me che vorrei parlarti solo di quell'altro Pane che tu dal giorno che tornasti da prigioniero e venisti colla tua mamma a prenderlo non m'hai più chiesto.
Pipetta, tutto passa. Per chi muore piagato sull'uscio dei ricchi, di là c'è il Pane di Dio.
È solo questo che il mio Signore m'aveva detto di dirti. È la storia che mi s'è buttata contro, è il 18 aprile che ha guastato tutto, è stato il vincere la mia grande sconfitta.
Ora che il ricco t'ha vinto col mio aiuto mi tocca dirti che hai ragione, mi tocca scendere accanto a te a combattere il ricco.
Ma non me lo dire per questo, Pipetta, ch'io sono l'unico prete a posto. Tu credi di farmi piacere. E invece strofini sale sulla mia ferita.
E se la storia non mi si fosse buttata contro, se il 18… non m'avresti mai veduto scendere là in basso, a combattere i ricchi.
Hai ragione, sì, hai ragione, tra te e i ricchi sarai sempre te povero a aver ragione.
Anche quando avrai il torto di impugnare le armi ti darò ragione.
Ma come è poca parola questa che tu m'hai fatto dire. Come è poco capace di aprirti il Paradiso questa frase giusta che tu m'hai fatto dire. Pipetta, fratello, quando per ogni tua miseria io patirò due miserie, quando per ogni tua sconfitta io patirò due sconfitte, Pipetta quel giorno, lascia che te lo dica subito, io non ti dirò più come dico ora: «Hai ragione». Quel giorno finalmente potrò riaprire la bocca all'unico grido di vittoria degno d'un sacerdote di Cristo: «Pipetta hai torto. Beati i poveri perché il Regno dei Cieli è loro».
Ma il giorno che avremo sfondata insieme la cancellata di qualche parco, installata insieme la casa dei poveri nella reggia del ricco, ricordatene Pipetta, non ti fidar di me, quel giorno io ti tradirò.
Quel giorno io non resterò là con te. Io tornerò nella tua casuccia piovosa e puzzolente a pregare per te davanti al mio Signore crocifisso.” (don L.Milani)

 

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categoria:politica, scuola, educazione
mercoledì, 11 giugno 2008

 

UNA PUNTATA CON TUTTI I SINDACI

 

Alla puntata del 20 giugno con ogni probabilità parteciperanno tutti gli ex sindaci di Galatone. Hanno, infatti, dato la loro disponibilità anche Luigi Vaglio e Cosimo Casilli. Soltanto impedimenti dell’ultima ora potrebbero causare l’assenza di qualcuno che, comunque, sarebbe presente nella puntata successiva. La presenza dei sindaci ci consentirà di dare alle questioni  un “taglio” particolare, direi storico-genetico, e potrà consentirci di rivivere i più significativi momenti della nostra storia cittadina.

 

Enrico Longo

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categoria:politica, galatone
martedì, 10 giugno 2008

 

GALATONE OGGI: La parola alla politica.

 

Dopo aver ascoltato la voce dell’attuale amministrazione cittadina, è necessario sentire altri contributi per una informazione plurale, completa, critica.

Il Portavoce ritiene importante allargare quanto più è possibile alla partecipazione di tutte le forze politiche e sociali che si dichiarino disponibili a fornire il loro prezioso contributo di idee e proposte. Sinora debbo dire che sono pervenute tante adesioni; tutti gli interpellati si sono dichiarati pronti e felici di collaborare al progetto che condividono pienamente. Il Portavoce non vuole naturalmente escludere nessuno, pertanto ha deciso di prevedere non una ma due puntate dedicate al mondo della politica cittadina: alla prima parteciperanno gli ex sindaci; alla seconda gli esponenti di rilievo delle varie forze politiche.

Seguiranno puntate tematiche, la prima delle quali sarà dedicata al turismo.

 

La prima di queste puntate andrà in onda il prossimo 20 giugno con la partecipazione di Fernando Maglio, Giuseppe D’Oria, Carmine Caputo e Roberto Maglio.

La seconda sarà trasmessa il 30 giugno e vedrà la partecipazione di altri esponenti dei vari partiti politici cittadini. Ad oggi hanno già dato la loro adesione Livio Nisi, Luigi Maglio, Tiziano Resta. Si attende la segnalazione del rappresentante dell’UDC,  che ha già espresso la propria adesione per il tramite del segretario cittadino e di Rifondazione comunista.

Enrico Longo

 

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