E’ (forse) caduto un tabù.
La prima considerazione che mi viene riflettendo sulla puntata ultima de “Il Portavoce” è che forse è caduto un tabù, quello che del Santa Rita non si dovesse parlare, se non con circospezione, in silenzio, di nascosto. Mai una parola sul Villaggio S. Rita nelle campagne elettorali, nei dibattiti pubblici, nelle libere conversazioni. L’argomento si era circondato di un alone di mistero e di un certo senso di complessità che sembrava non potesse essere dipanata, qualunque sforzo si potesse pure compiere. Un argomento da avvocati, una trama problematica e inestricabile, destinata a restare definitivamente irrisolta. Interessi economici contrapposti, litigi permanenti, contenziosi e giudizi: meglio dunque non parlarne. Al centro di tutta questa farraggine, una realtà, il Villaggio S.Rita, naturalisticamente un sito da sogno, in realtà un insieme di costruzioni disseminate tra superfici incolte, preda di sterpaglie e ricettacolo di cartacce e di ogni genere di rifiuti e un residuo di verde costituito di alberi d’ alto fusto, lasciati, non sempre ordinatamente, a creare uno schermo contro la prepotenza dei raggi del sole.
Finalmente ieri se n’è parlato, con un gruppo di relatori che hanno saputo mettere a fuoco le questioni che contano, e con gli stessi ospiti del villaggio, attraverso l’intermediazione di un questionario appositamente predisposto. Sono venute fuori le analisi oneste e concrete, le esigenze reali, le richieste di chi vive la realtà sociale del villaggio ed avverte la necessità che vada realizzato almeno il minimo per un soggiorno meno difficile e frustrante. Una stradina, anche soltanto pedonale, per poter raggiungere il mare senza dover affrontare le insidie della boscaglia; una migliore illuminazione, la sistemazione delle strade interne che minacciano l’incolumità delle persone, una più costante e ordinata raccolta dei rifiuti, l’impianto fognante, una migliore pulizia. Questo chiedono fondamentalmente i villeggianti (proprietari e non) del Santa Rita e, tutto sommato, non sembra che chiedano la luna, se si considera che pagano le tasse, come tutti gli altri cittadini di Galatone. C’è chi chiede qualcosa di più, come un supermercato, l’edicola dei giornali, qualche struttura per il divertimento dei giovani e, perché no?, degli anziani. Delle piste da ballo, dei campi da calcetto, per la pallavolo, per le bocce. Almeno un accenno di quel “Villaggio turistico” che aveva fatto sgranare gli occhi in tutte le parti d’Italia, dato che nel 1974 era la prima proposta di tal genere. Non so se si realizzerà mai il progetto primitivo, perché tanti continuano ad essere gli interessi contrapposti e tanta la miopia degli attori in gioco. Possibile non comprendere che la valorizzazione del sito farebbe la fortuna di tutti? Che la promozione del territorio è un incentivo costante per il privato ad intervenire? Che il Santa Rita potrebbe rappresentare un richiamo irresistibile per un turismo pluriforme e per l’intero periodo dell’anno? Si consideri la presenza di una considerevole ricettività (94 residence + 14 stanze), un Centro convegni in un sito che non avrebbe problemi di parcheggio, strutture sportive, ivi compresa una piscina olimpica, percorsi salute… e si avrebbe una struttura che darebbe altra immagine alla nostra città e ai cittadini che la abitano. E invece no, si resta l’uno contro l’altro, la politica continua ad occuparsi di astruserie di ogni genere, i politici e gli amministratori continuano a sottrarsi al confronto e alle discussioni. Dalla puntata è emersa una proposta che mi sembra degna di attenzione e di immediata realizzazione, una conferenza di servizio tra tutte le parti interessate, un protocollo d’intesa, una concertazione, un accordo di programma, un qualunque confronto aperto e democratico che chiarisca e faciliti la soluzione dell’annosa questione. Proprietari degli immobili, imprese impegnate nelle opere, amministrazione pubblica siedano al più presto attorno ad un tavolo e ricerchino le vie più brevi ed utili per fare del Santa Rita una località degna di una società civile, come è senza dubbio la nostra Galatone. E’ questa la proposta, nata da un commento di Giuseppe D’Oria al mio precedente articolo, che io ho pienamente condiviso e che, riproposto nel corso della puntata, è stato fatto proprio dagli altri relatori.
Di seguito mi sembra opportuno riportare il questionario che è stato diffuso e compilato da 44 ospiti del Villaggio, completo dei dati numerici e delle risposte che sono state date alle varie domande. Mi auguro che risultino utili a tutti e, in special modo ai vari partiti politici cittadini, ai quali si raccomanda l’impegno ad occuparsi delle concrete esigenze delle persone e non soltanto delle ideologie o delle contrapposizioni personalistiche.
Enrico Longo

Cliccando sul file potete leggerlo o scaricarlo sul vostro P.C.
Il link della puntata:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6157