L’incontro con Livio Nisi
Mi auguro che la puntata sia stata all’altezza delle attese ed abbia soddisfatto, che abbia interessato soprattutto le persone alle quali era stata particolarmente dedicata, ai nostri concittadini che, per lavoro, per studio o per diporto, si trovano lontani da Galatone, la loro città che, a distanza, si avverte ancora più cara. Sono in tanti a vederci da lontano, qualcuno ha inviato un messaggio di ringraziamento al Portavoce, e di questo mi sento profondamente gratificato nel mio impegno di informatore. Livio Nisi ha confermato, ancora una volta, la chiarezza di idee e dei progetti che è tipica dell’imprenditore. Una proposta chiara per le problematiche del Santa Rita, così come per la gestione del complesso sportivo: dal concorso tra pubblico e privato possono discendere soluzioni valide e soddisfacenti. Il complesso sportivo può andare verso la gestione più naturale, quella delle società sportive, ed essere posto nella piena disponibilità di chi intende fare dell’attività sportiva o, comunque, del sano movimento. Una concessione gratuita da parte del Comune, l’assolvimento degli oneri di manutenzione e la più scrupolosa cura da parte delle società. Questo lo schema, fermo restando l’impegno di un controllo assiduo da parte dell’’amministrazione, la quale deve riservarsi il diritto di rompere immediatamente l’intesa di fronte a gravi inadempienze dei gestori. Per il Santa Rita, una saggia strategia può assicurare l’esigenza dei villeggianti di quel “centro vivo, dotato di ogni possibile struttura per lo svago e il divertimento per le persone di ogni età” che hanno dichiarato di preferire compilando il questionario.
Si è parlato di tante cose nel corso dell’incontro; la disponibilità alla sintesi, da parte dell’interlocutore, mi ha consentito di porre tante domande, alcune delle quali coincidevano con i “commenti” degli amici, pervenuti, come sempre, in grande quantità. Galatone appare ai più come una cittadina in crisi, in crisi di socialità soprattutto. “Isolamento, egoismo, segregazione, distacco dalla civicità, scarsa partecipazione alla cosa pubblica ed alla vita culturale”, lamenta Giuseppe Resta, che chiama alla mobilitazione di quanti condividono la diagnosi; manca la “dimensione di agorà”, sottolinea, sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe D’Oria, il quale rileva evidentemente un preoccupante deficit di democrazia e di partecipazione. A Galatone c’è troppo silenzio ribadiscono un po’ tutti, che segnalano come le discussioni, i confronti, i dibattiti ricorrono puntualmente soltanto a scadenze ben precise, per poi spegnersi regolarmente dopo i fuochi elettorali. La lotta politica (sic!) si consuma soltanto all’interno dei consigli comunali, inopinatamente interdetti al vasto pubblico; le sezioni dei partiti politici hanno sprangato le porte; maggioranza e opposizione fanno a gara a chi risulti maggiormente latitante. La città appare leibnizianamente "senza porte e senza finestre" e senza neppure la volontà di reclamare. Sorprendente l'exploit della protesta di oltre duemila cittadini che hanno sottoscritto la petizione contro un'operazione che per tanti versi appariva subdola, surrettizia, non trasparente. Ho fatto presente a Nisi che ad amministrare la città non è solo la maggioranza; che il controllo sul suo operare e la relativa informazione è altrettanto rilevante, che il cittadino deve poter conoscere e che la conoscenza è tale solo se plurima e oggettiva, che il silenzio e il buio nell’informazione stuzzicano il sospetto che non si voglia essere trasparenti. L’interlocutore si è mostrato d’accordo; spero che saprà in tempi brevi dare seguito alle promesse di riaccendere le luci sui consigli comunali e di riprendere il dialogo interrotto con i cittadini. Altra questione affrontata, che per me è di assoluto rilievo, è il problema del “ricambio” della classe dirigente. Esiste a Galatone una classe dirigente nuova-giovane-preparata? Non ci si improvvisa sindaco, o assessore e, al limite, anche consigliere comunale; si deve essere pronti e preparati per tempo. Ma chi prepara i giovani a fare il consigliere comunale, o l’assessore, o il sindaco? Come debbono essere preparati? Questa resta una questione aperta, perché, in assenza di scuole o di istituti di formazione ad hoc, dovrebbero essere i partiti, quindi…lasciamo perdere. La formazione politica è stato uno dei primi punti che ho trattato nella rubrica “Il Portavoce”. Ho sottolineato, anche ieri sera, che ascolto con estrema sofferenza parlare i giovani di politica, perché spesso ripetono acriticamente parole-frasi-battute nate altrove e da altri per i miseri scopi della prevaricazione, della contestazione, dell’offesa, della distruzione dell’avversario. La formazione alla politica dovrebbe evidentemente seguire altre strade e strategie e fornire soprattutto cultura, chiarezza di idee, critica, capacità di progettare. Anche di questo è stato detto qualcosa. Per le altre cose rimando alla visione della puntata.
A conclusione, voglio inviare un sentito ringraziamento a quanti hanno contribuito ad impreziosire la puntata con le loro richieste avanzate attraverso il blog. Un ringraziamento a tutti quanti seguono le puntate della rubrica e, in particolare, se me lo consentite, agli amici che la seguono da località lontane. L’interesse di tutti voi è un prezioso feed-back, che mi incoraggia ad andare avanti.
Enrico Longo
il link della puntata:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6565