domenica, 28 settembre 2008

       UNA NORMA OFFENSIVA

In attesa di discutere approfonditamente e criticamente l’ennesima riforma della scuola nella puntata n. 22 de “Il Portavoce”, voglio sottoporre all’attenzione di quanti leggeranno queste righe alcune riflessioni circa le prime azioni dell’attuale governo nei confronti della scuola e del personale che vi lavora.

Durante la campagna elettorale da parte dello schieramento di centrodestra si insisteva nel dire che la scuola è il fondamento della società e il vero segreto del progresso sociale e civile, che il personale della scuola, in ragione degli stipendi bassi, avrebbe avuto subito degli aumenti, che si sarebbero studiate forme di incentivo per premiare il merito e la qualità. Probabilmente queste promesse sono servite a rompere il fronte prosinistra del mondo della scuola e probabilmente, anche dietro le carenze e gli errori dell’allora governo in carica, molti sono stati conquistati dalle accattivanti sirene che sembravano venire dall’altra sponda. A cose fatte, però, alle attese non sembrano corrispondere le azioni sperate. Prima si sono sentiti dare del “fannulloni”, anche se accomunati, in questa espressione, a tutto il pubblico impiego, poi, inopinatamente, si sono visti preannunciare la riduzione degli emolumenti in caso di assenza dal servizio, anche per malattia regolarmente certificata.

In tutte le assenze dal servizio per malattia, infatti, se non si ricovera in ospedale o non è colpito da una patologia irrimediabile, per i primi dieci giorni il personale della scuola si vede ridurre lo stipendio di circa sei euro al giorno. Questo è stato visto come giusto stratagemma per ridurre le assenze. A me è invece sembrata una disposizione offensiva e indegna di uno stato civile. L' amministrazione, non sapendo come accertare lo stato di malattia di un dipendente, dal momento che evidentemente ritiene fannulloni e imbroglioni anche i medici fiscali, colpisce tutti indiscriminatamente: lavativi e persone perbene. Le prime statistiche sembrano dare ragione al ministro Brunetta, che ha dato esultante giorni fa l’annuncio che le assenze si sono ridotte! In tanti giornali si è sottolineata l’opportunità della decisione, si è detto che è stata trovata la giusta cura per ridurre il triste fenomeno dell’assenteismo. Non mi è capitato di leggere che qualcuno sottolineasse, invece, l’offesa che si è recata ai tanti docenti, seri – onesti e attaccati al lavoro- che, per non vedersi ulteriormente taglieggiare il già magro stipendio, si vedranno costretti a prestare servizio anche in precarie condizioni di salute.

 

Enrico Longo

postato da: EnricoLongo alle ore 19:12 | Permalink | commenti (1)
categoria:scuola
martedì, 23 settembre 2008

portavoce22annuncio 

“Scuola, cantiere (sempre) aperto”

Pluralità dei docenti o Maestro unico? Voto in condotta,valutazione numerica, grembiule…

Orario corto, prolungato, doppio turno, tempo pieno?

Troppi docenti? Troppi collaboratori scolastici? Troppi indirizzi? Troppe scuole? Pochi alunni nelle classi?

Per la scuola si spende troppo?

Che fine farà l’autonomia?

Razionalizzare – tagliare – risparmiare = qualità?

Tante sono le questioni sul tappeto, la scuola è, ancora una volta, nell’occhio del ciclone, all’interno di un processo di una nuova e  forse radicale riforma.

E’ giusto approfondire e discuterne. Senza preconcetti e condizionamenti di sorta.

“Il Portavoce”, data l’importanza dei temi che riguardano una delle più importanti strutture sociali, ha deciso di dedicare alla Scuola la puntata n. 22.

Il 6 ottobre p.v. alle ore 18,30 nella sala teatro dell’edificio “G.Susanna”- via A.De Pace- GALATONE

“Scuola, cantiere (sempre) aperto”

Ospiti:

prof.ssa Ada CHIRIZZI, segretaria provinciale della Cisl scuola;

prof. Salvatore VALENTINO, dirigente nazionale dello SNALS;

prof. Alcino SICULELLA, docente Università del Salento.

La puntata è aperta al pubblico. Intanto sono gradite osservazioni e richieste che possono essere proposte attraverso un “commento” in calce.

Vi aspetto in tanti

Enrico Longo 

postato da: EnricoLongo alle ore 12:15 | Permalink | commenti (10)
categoria:scuola, salento, galatone
sabato, 20 settembre 2008

 

Una città in crisi

 

Debbo confessare che accetto con sofferenza l’idea della nostra Galatone come una cittadina in crisi di socialità. Eppure quest’idea è molto diffusa, nei blog-nei convegni-nelle discussioni di piazza. Nell’ultimo numero de “Il Portavoce” ho riferito circa le espressioni di Giuseppe Resta, che amaramente si vede costretto ad ammettere il dilagare del disinteresse e della demotivazione a qualsivoglia forma di partecipazione della gente alla cosa pubblica; ho riferito di quel deficit di democrazia che Giuseppe D’Oria descrive come il venir meno della “dimensione di agorà”. Giudizi simili vengono da tanti, giovani e meno giovani, i primi, purtuttavia motivati e desiderosi di fare, dichiarano di vedersi le porte sbarrate e i canali informativi interdetti; i secondi stanchi di tentativi reiterati nel tempo e ripetutamente frustrati, denunciano di cedere definitivamente le armi.

 Se queste sono le lagnanze e le critiche vediamo però come stanno le cose, cerchiamo cioè di esaminare la fenomenologia della situazione e di tentare di ricavarne qualche possibile ipotesi di azione pratica, se non di soluzione. Dico di “fenomenologia” perché mi sembra opportuno fare una ricerca il più possibile obbiettiva, registrando fatti e situazioni ampiamente certificate dalla realtà, perché in discorsi come questi c’è sempre il rischio di farsi prendere dall’ideologia e dalle appartenenze politiche, che rischiano di sfalsare le valutazioni e quindi le direzioni di marcia. Ad una prima osservazione la città appare con le carte pienamente in regola, potendo registrare la presenza di circoli e associazioni e partiti politici. Sembra che non manchi nulla per una vita sociale aperta e partecipata e invece siamo tutti qui a registrare il crescente deficit di partecipazione e di socialità. E’ chiaro allora che le ragioni vanno trovate non nei numeri e nella quantità dei gruppi, ma nelle forme e nelle caratteristiche qualitative delle diverse strutture. Circoli e associazioni, se si eccettuano quelli religiosi, gli scout e i gruppi sportivi, ad una analisi appena approfondita appaiono  chiusi, impermeabili, refrattari alla collaborazione. A queste caratteristiche i partiti politici sembrano aggiungere la centrazione sul capo e l’assenza di dibattito, di confronto, di formazione, di operatività nei "tempi lunghi". Se questa è la situazione, cosa potremo mai attenderci dalle strutture sociali per l’incentivazione della partecipazione e per la formazione alla socialità? Ma veniamo ad altri dati oggettivi che mi sono stati forniti da "commenti" di cittadini lettori del blog e fedelissimi della rubrica.  Qualcuno lamenta il fatto che Galatone è assente dalla stampa locale se non per fatti di cronaca nera, il che lascerebbe intendere che la città è ignorata e si fa ignorare; molti lamentano che il sito web comunale non è aggiornato e che, comunque, non pubblica le più importanti delibere di giunta, sulle quali è posto, volutamente o meno, un velo di omertà; tutti, e specialmente i concittadini residenti in altre regioni o in altri paesi, denunciano la delusione per non poter seguire i consigli comunali in diretta perché è stato spento l’unico canale informativo rimasto.

 Se alle prime considerazioni, che mi auguro sbagliate o inesatte, si aggiunge dunque anche l’assenza di uno sforzo dell’amministrazione di sollecitare o facilitare la partecipazione, il quadro è davvero preoccupante e giustificativo della situazione denunciata all’inizio. Amici che leggerete queste semplici riflessioni, siete d’accordo con l’analisi che viene fatta? Galatone è davvero in crisi di partecipazione? Se lo è, certamente non può trattarsi di una crisi irreversibile. Cosa proponete, dunque, di fare per rompere questa situazione di stallo e di mortificazione della socialità? Rispondete, lasciate un commento, contribuite tutti alla costruzione di una diagnosi chiara e completa. Da essa sola si potrà partire per cercare le più giuste risposte.

 

Enrico Longo

postato da: EnricoLongo alle ore 17:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:galatone
mercoledì, 17 settembre 2008

 

             L’incontro con Livio Nisi

 

Mi auguro che la puntata sia stata all’altezza delle attese ed abbia soddisfatto, che abbia interessato soprattutto le persone alle quali era stata particolarmente dedicata, ai nostri concittadini che, per lavoro, per studio o per diporto, si trovano lontani da Galatone, la loro città che, a distanza, si avverte ancora più cara. Sono in tanti a vederci da lontano, qualcuno ha inviato un messaggio di ringraziamento al Portavoce, e di questo mi sento profondamente gratificato nel mio impegno di informatore. Livio Nisi ha confermato, ancora una volta, la chiarezza di idee e dei progetti che è tipica dell’imprenditore. Una proposta chiara per le problematiche del Santa Rita, così come per la gestione del complesso sportivo: dal concorso tra pubblico e privato possono discendere soluzioni valide e soddisfacenti. Il complesso sportivo può andare verso la gestione più naturale, quella delle società sportive, ed essere posto nella piena disponibilità di chi intende fare dell’attività sportiva o, comunque, del sano movimento. Una concessione gratuita da parte del Comune, l’assolvimento degli oneri di manutenzione e la più scrupolosa cura da parte delle società. Questo lo schema, fermo restando l’impegno di un controllo assiduo da parte dell’’amministrazione, la quale deve riservarsi il diritto di rompere immediatamente l’intesa di fronte a gravi inadempienze dei gestori. Per il Santa Rita, una saggia strategia può assicurare l’esigenza dei villeggianti di quel “centro vivo, dotato di ogni possibile struttura per lo svago e il divertimento per le persone di ogni età” che hanno dichiarato di preferire compilando il questionario.

Si è parlato di tante cose nel corso dell’incontro; la disponibilità alla sintesi, da parte dell’interlocutore, mi ha consentito di porre tante domande, alcune delle quali coincidevano con i “commenti” degli amici, pervenuti, come sempre, in grande quantità. Galatone appare ai più come una cittadina in crisi, in crisi di socialità soprattutto. “Isolamento, egoismo, segregazione, distacco dalla civicità, scarsa partecipazione alla cosa pubblica ed alla vita culturale”, lamenta Giuseppe Resta, che chiama alla mobilitazione di quanti condividono la diagnosi; manca la “dimensione di agorà”, sottolinea, sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe D’Oria, il quale rileva evidentemente un preoccupante deficit di democrazia e di partecipazione. A Galatone c’è troppo silenzio ribadiscono un po’ tutti, che segnalano come le discussioni, i confronti, i dibattiti ricorrono puntualmente soltanto a scadenze ben precise, per poi spegnersi regolarmente dopo i fuochi elettorali. La lotta politica (sic!) si consuma soltanto all’interno dei consigli comunali, inopinatamente interdetti al vasto pubblico; le sezioni dei partiti politici hanno sprangato le porte; maggioranza e opposizione fanno a gara a chi risulti maggiormente latitante. La città appare leibnizianamente "senza porte e senza finestre" e senza neppure la volontà di reclamare. Sorprendente l'exploit della protesta di oltre duemila cittadini che hanno sottoscritto la petizione contro un'operazione che per tanti versi appariva subdola, surrettizia, non trasparente. Ho fatto presente a Nisi che ad amministrare la città non è solo la maggioranza; che il controllo sul suo operare e la relativa informazione è altrettanto rilevante, che il cittadino deve poter conoscere e che la conoscenza è tale solo se plurima e oggettiva, che il silenzio e il buio nell’informazione stuzzicano il sospetto che non si voglia essere trasparenti. L’interlocutore si è mostrato d’accordo; spero che saprà in tempi brevi dare seguito alle promesse di riaccendere le luci sui consigli comunali e di riprendere il dialogo interrotto con i cittadini. Altra questione affrontata, che per me è di assoluto rilievo, è il problema del “ricambio” della classe dirigente. Esiste a Galatone una classe dirigente nuova-giovane-preparata? Non ci si improvvisa sindaco, o assessore e, al limite, anche consigliere comunale; si deve essere pronti e preparati per tempo. Ma chi prepara i giovani a fare il consigliere comunale, o l’assessore, o il sindaco? Come debbono essere preparati? Questa resta una questione aperta, perché, in assenza di scuole o di istituti di formazione ad hoc, dovrebbero essere i partiti, quindi…lasciamo perdere. La formazione politica è stato uno dei primi punti che ho trattato nella rubrica “Il Portavoce”. Ho sottolineato, anche ieri sera, che ascolto con estrema sofferenza parlare i giovani di politica, perché spesso ripetono acriticamente parole-frasi-battute nate altrove e da altri per i miseri scopi della prevaricazione, della contestazione, dell’offesa, della distruzione dell’avversario. La formazione alla politica dovrebbe evidentemente seguire altre strade e strategie e fornire soprattutto cultura, chiarezza di idee, critica, capacità di progettare. Anche di questo è stato detto qualcosa. Per le altre cose rimando alla visione della puntata.

A conclusione, voglio inviare un sentito ringraziamento a quanti hanno contribuito ad impreziosire la puntata con le loro richieste avanzate attraverso il blog. Un ringraziamento a tutti quanti seguono le puntate della rubrica e, in particolare, se me lo consentite, agli amici che la seguono da località lontane. L’interesse di tutti voi è un prezioso feed-back, che mi incoraggia ad andare avanti.

 

Enrico Longo

il link della puntata:

 http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6565

postato da: EnricoLongo alle ore 15:38 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, salento, galatone
giovedì, 11 settembre 2008

       livioterzogrado 

      INCONTRO CON LIVIO NISI

 Come già preannunciato, il secondo “Terzo grado” vedrà come protagonista Livio Nisi, imprenditore di successo e politico di sicuro spessore, che certamente fornirà un prezioso contributo di conoscenza e di proposta su tante questioni di scottante attualità, alcune delle quali già toccate dal sindaco Miceli. Anche con lui si parlerà di tante cose: di turismo, di cultura, di lavori pubblici, del Villaggio S.Rita, di sviluppo e di economia, di impresa, della politica nazionale e cittadina, dei progetti presentati dal sindaco nel corso dell’ultima puntata. Con Livio Nisi si darà voce all’opposizione, in particolare su problemi ancora non sufficientemente chiariti e approfonditi, come quello relativo alla gestione del palazzetto dello sport e delle strutture annesse che l’amministrazione vorrebbe gestire direttamente o come quello dell’energia solare e degli annunciati impianti fotovoltaici, si parlerà probabilmente di smaltimento dei rifiuti e delle azioni necessarie per scongiurare quel triste spettacolo delle nostre strade e campagne sovente invase da ingombranti e rifiuti di ogni genere.  So già che c’è molta attesa tra i fedelissimi de “Il Portavoce”, anche perché Livio Nisi, che peraltro è già apparso in una precedente puntata della rubrica, non ha avuto ancora modo di esprimersi nei tempi e nelle forme giuste sulle più varie problematiche sociali e politiche. Da parte mia, rinnovo l’invito a quanti seguono questo blog e la rubrica di proporre quesiti all’ospite attraverso un commento in calce a queste note: ad essi si darà sicura ed esauriente risposta.

La puntata n. 21 sarà ripresa martedi prossimo 16 settembre e andrà in onda nella mattinata successiva.

A presto

Enrico Longo

postato da: EnricoLongo alle ore 21:00 | Permalink | commenti (7)
categoria:salento, galatone
venerdì, 05 settembre 2008

 

Nel ricordo di Barbiana

 

Alla vigilia dell’avvio di un nuovo anno scolastico il pensiero va ai cento alunni di quinta dell’anno trascorso, oggi brillantemente approdati alla scuola media. Col pensiero rivolto a loro scrissi questo brano, che ha preso corpo mentre ero intento ad affrontare la fatica dei quattro chilometri di salita che ci separavano dai luoghi del priore di Barbiana. Sarebbe dovuto essere l' articolo di un giornale locale, ma sino ad oggi questo giornale non ha visto la luce e i ragazzi di quinta non lo hanno ancora potuto leggere. Lo porgo oggi alla loro attenzione con la certezza che sapranno trasferire nell'impegno di ogni giorno la grande lezione che hanno mostrato di comprendere.

 

Viaggio a Barbiana

Salendo la stradina che si snoda per circa quattro chilometri fino all’eremo del prete-maestro mi chiedevo perché una persona di tale fede e di tale cultura era stata segregata in un posto così isolato, quasi strappato alla comunità sociale e culturale. Ma subito dopo un’impressione opposta mi portava a pensare a cosa sarebbe stato il priore se fosse rimasto in Calenzano e poi magari avesse raggiunto, dietro le sue indubbie qualità, località più prestigiose. Sicuramente, mi veniva di pensare, Barbiana avrebbe continuato a non esistere né sulle carte geografiche né nei nostri pensieri ed oggi certamente non mi troverei, insieme ad un centinaio di scolari e a circa cinquanta adulti, ad affannarmi lungo questi faticosi chilometri di salita.

Cosa avrebbe potuto dare Don Milani in un grosso centro? Avrebbe avuto l’occasione di trasmettere un pensiero tanto semplice e chiaro quanto difficile da accettare in un tempo in cui nella società e nella chiesa sembravano irrazionali e inaccettabili i principi di uguaglianza, di rispetto, di dignità che pure erano parte essenziale della filosofia costituzionale e della dottrina della chiesa cattolica?

 Il prete deve stare dalla parte degli umili, deve recuperare il senso primario dell’insegnamento di Cristo, nella società democratica non possono esserci discriminazioni e disuguaglianze, la scuola è “pro-mozione” e non bocciatura, l’essere umano deve essere aiutato a realizzarsi e la scuola è lo strumento privilegiato perché ciò avvenga…

Se per queste colpe Don Milani fu condannato all’esilio, allora questa è una prova evidente della presenza della Provvidenza nelle vicende dell’uomo, perché in nessun altro contesto la parola e l’azione di Don Milani avrebbero fatto eguale rumore. Quell’eremo sperduto che ancora fatichiamo a raggiungere continua a gridare il messaggio di emancipazione e di democrazia che nel breve periodo di vita egli ha trasmesso ieri ai suoi allievi e oggi a tutto il mondo.

Una piccola chiesa, la canonica annessa, un piccolo locale scolastico con dei libri e una suppellettile modesta e sobria, uno spazio aperto, una tomba. Ad una porta la scritta I Care e sotto, la spiegazione di quell’espressione, “ho cura”, con la quale don Milani voleva esorcizzare i nefasti ammaestramenti del “me ne frego” fascista, che sembrava esaltare l’indifferenza e il disprezzo.

Niente altro. Eppure siamo venuti soprattutto per vedere questi semplici e poveri luoghi; nessuno è rimasto abbacinato dalle bellezze di Siena viste il giorno prima, né ha dimenticato Barbiana dopo la visita della splendida Firenze. I bambini, del viaggio, ricorderanno soprattutto Barbiana, l’eremo di Don Milani, quel suo discepolo, uno dei primi sei, che ha mostrato di aver profondamente interiorizzato gli insegnamenti del priore, che guardava ammirato la serietà e la religiosa attenzione con cui i bambini trattavano, quasi reliquie, le tracce del personaggio che per un intero anno scolastico è stato oggetto di studio, di riflessione e che presto presenteranno al pubblico nel testo teatrale.

Un viaggio che ha avuto dei significati particolari e che sembra destinato a restare nella memoria e, mi auguro, nella coscienza dei nostri scolari.

Enrico Longo

 

postato da: EnricoLongo alle ore 21:30 | Permalink | commenti
categoria:scuola, salento, galatone
mercoledì, 03 settembre 2008

 

Confronto e partecipazione

La puntata n. 20 mi ha fatto comprendere quanto sia avvertito nella cittadinanza il bisogno di conoscere, di comunicare, di partecipare. Non è vero che la gente si interessi di politica soltanto in occasione delle vicende elettorali, che sia diffusa la “delega” e la chiusura nel privato, che ci sia poca propensione a discutere-relazionarsi-documentarsi. Il problema è se mai che riuscire a sapere e documentarsi è da sempre molto problematico nella nostra cittadina, nonostante che anch’essa possa avere tutte le occasioni e le opportunità che offre la società della comunicazione. Galatone è presente nei quotidiani soltanto in occasione di disgrazie o di episodi da cronaca nera; le normali vicende civili, sociali, politiche e culturali non sembrano assurgere a dignità di cronaca; il sito web non è sincronizzato con le attività amministrative e consiliari, l’informazione “diretta” (quella proveniente dagli attori dell’azione politica e amministrativa) sembra difficile, incompleta, latitante. Qualcuno aveva chiesto il confronto tra il sindaco e il capo dell’opposizione, qualche altro lamentava che il sindaco avesse disertato il confronto sul “Santa Rita”. Cosa dire a tal proposito? Dico che hanno ragione, che il confronto è utile perché consente di cogliere in diretta il senso della varietà dei punti di vista, che contribuisce in maniera efficace a dare il senso della pluralità e della problematicità. I confronti quindi non vanno evitati, ci saranno, saranno promossi soprattutto allorquando entrerà nel vivo la battaglia elettorale per le provinciali. Allora si imporrà il confronto sulle cose, sulle concrete questioni, sui vari punti dei programmi; si cercherà di fornire un contributo prezioso di informazione ai cittadini, i quali potranno conoscere dal vivo le questioni sul tappeto e le persone candidate a portarle nel consiglio provinciale. Il confronto non va fatto sulle persone, sulla loro dialettica, sulla capacità di retorica e di prevaricazione, di catturare l’attenzione e risultare simpatici. Il dibattito critico si fa sui contenuti e non sui "tratti soprasegmentali", sulla politica come la intendiamo noi, ossia come progetto per la gente e per la soluzione dei suoi problemi. Il Sindaco ha parlato del "S.Rita", ha presentato alcuni progetti, uno dei quali finalizzato a risolvere l’insolubile problema dell’igiene e della pulizia dei nostri siti. Materassi, ogni genere di ingombranti, amianto nelle nostre campagne, lungo le vie cittadine, sotto i ponti della superstrada, lungo la via del mare. Chi gestisce la raccolta degli ingombranti sia sollecito nel rispondere alle chiamate, l’amministrazione cittadina si dia una mossa e si faccia sentire, ma si colpiscano anche quanti (non sono pochi) ancora non possiedono il minimo senso civico e non comprendono di attentare alla salute delle persone oltre a fornire una immagine indegna delle nostre stupende zone di mare e di campagna. Educazione e sanzione, carota e bastone: questo il senso del progetto al quale tutti dobbiamo sentire il dovere di partecipare. Progetti per lo sviluppo culturale, per la promozione dello sport, per il turismo; il palazzo Belmonte Pignatelli sarà un contenitore plurimo di strutture e attività culturali; il palazzetto dello sport sarà gestito direttamente dall’amministrazione ed utilizzato al meglio a vantaggio della città, il centro storico rivivrà di nuova vita, sarà potenziato il verde e l’arredo urbano, avrà migliore sistemazione la piazza Padre Pio con felicità per grandi e piccolini. Per tutte queste cose i progetti ci sono, alcuni già avviati, altri di prossimo avvio. Il Comune ha in corso contatti con le Università di Bari e di Lecce per video conferenze e altre iniziative culturali; un importante rapporto si è creato con la Lettonia e la Polonia per scambi culturali e commerciali. Il quadro che ci ha delineato il sindaco non sembra drammatico, anzi ci apre a buone speranze in tutti i settori della vita sociale. I progetti ci sono come pure la volontà di realizzarli. Cosa dire a conclusione? Il Portavoce si augura che alle buone intenzioni seguano i fatti, che le idee si traducano in azioni, che i progetti diventino cose e sostanza. A questo punto, ritorno a quanto dicevo a proposito del confronto. Ecco, si apra il confronto, al quale invito tutti i partiti politici e i singoli cittadini. Interveniamo su quanto ha detto il sindaco, aspettiamolo al varco, verifichiamo che le cose dette e promesse vengano realizzate, contestiamone le idee e proponiamone di nostre: questo è il vero senso del confronto, che non è chiamare a singolar tenzone, non criticare senza proporre, non fermarsi alla sola denuncia. Il Portavoce è felice di ospitare tutti, di ascoltare tutti: giudice imparziale, si pone al servizio di chiunque voglia dire o ascoltare.

Enrico Longo

il link della trasmissione:

 http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6397

postato da: EnricoLongo alle ore 20:25 | Permalink | commenti (9)
categoria:salento, galatone