L'INCONTRO CON LA MANIERI: SCUOLA E TURISMO
Già nella chiacchierata durante il tragitto che dalla sua abitazione di Nardò ci portava nella sede della trasmissione traspariva l’entusiasmo con il quale la senatrice si apprestava ad affrontare il colloquio. Vengo volentieri a Galatone, diceva più volte, che sento come la mia città d’origine. Le nostre due città, del resto, non possono essere considerate come due realtà lontane e separate. Queste parole, che condividevo appieno, richiamavano alla memoria la mia esperienza di vita, vissuta tra le due cittadine che ormai quasi si toccano e che, insieme a qualche altra località, si mescolano d’estate nelle meravigliose marine tra le quali sembra difficile individuare i confini di pertinenza.
Come avevo preannunciato, non si è parlato soltanto di scuola e del piano Gelmini; il confronto ha toccato anche le questioni legate al turismo, data la funzione che la Manieri riveste all’interno della giunta Pellegrino alla provincia. Scuola e turismo, dunque, mentre l’esperienza parlamentare è apparsa, quale “forma kantiana”, in tutte le questioni che venivano affrontate.
Sulla scuola, nessun attacco preconcetto alla Gelmini. Si comprendono le ragioni del risparmio e dei conseguenti tagli che sembrano utili e necessari in un periodo non certo felice per l’economia nazionale. Quello che però è difficile da accettare è che si voglia procedere in tempi strettissimi, all’interno delle stanze ministeriali e senza alcuna apertura nei confronti del mondo della scuola militante e delle forze sociali. Sfuggono le ragioni, offende il metodo che indubbiamente contrasta con il sistema democratico; l’intero processo appare assolutamente eterogeneo rispetto alle precedenti riforme, venute fuori da un percorso che aveva mobilitato docenti, dirigenti scolastici, associazioni delle famiglie e i rappresentanti più autorevoli delle scienze pedagogiche e disciplinari. La scuola italiana soffre sicuramente di tanti mali, - forse di un esasperato sperimentalismo, di sperimentazioni mai conchiuse, come quella promossa da Beniamino Brocca, di progettismo, di un riformismo riproposto ad ogni legislatura, forse anche di sindacalismo -, ma non merita di essere destrutturata anche nei suoi punti più sani e funzionali, sulla base di argomentazioni affrettate e spesso inesatte o di tatticismi contrabbandati per intelligenti strategie pedagogiche. Richiamo un illuminante articolo di Luigi Berlinguer sull’ultimo numero di Tuttoscuola, dove l’illustre cattedratico, già ministro della P.I., invoca il ritorno alla pedagogia, alla scienza e all’epistemologia quali rimedi per la demotivazione degli studenti e per i deludenti risultati formativi che la scuola italiana vede certificati dall’OCSE.
Contenuti significativi, metodi euristici e coinvolgenti, problematizzazione dell’esperienza, un impianto disciplinare costruito su chiare linee epistemologiche, superamento delle resistenze storiche, di matrice idealistica, che tengono lontani da sempre la scienza e i metodi scientifici…ecco i rimedi per migliorare la qualità dell’insegnamento e non le banalità del grembiule, del voto in condotta e delle valutazioni numeriche. Lasciamo la scuola alle scienze pedagogiche che meritano più rispetto; improvvisarsi pedagogisti è un atto ingiustificabile di rifiuto della scienza; è il persistere, forse inconsapevole, in un atteggiamento opposto a quello che si vuole sostenere: quello di presentarsi come i paladini di un approccio scientifico e pratico alle varie questioni. Anche gli esperti della formazione di Confindustria (vedi l’intervento di Luigi Mastrobuono allo stesso convegno di Genova al quale mi riferivo per l’intervento di Berlinguer) insistono sulle questioni formative (scienza, metodi scientifici e competenze) e non su aspetti marginali e tattici. Niente strategia, dunque, nella proposta Gelmini? No, temo che la strategia ci sia ed è quella che Boselli e la Manieri individuarono nel convegno di Roma del 14 dicembre 2002, alla vigilia della riforma Moratti, al quale diedero questo titolo: “Scuola pubblica, diritto di precedenza”. Mettiamo insieme la finanziaria 2009, il decreto 112, il 137 e il disegno di legge Aprea che vuole la scuola trasformata in fondazione e il quadro apparirà chiaro. Fate voi.
La Manieri ha parlato anche del suo impegno di assessore al marketing territoriale e al turismo, delle azioni previe di documentazione e di studio, del modello di turismo costruito soprattutto con la collaborazione degli operatori del ramo e degli esperti di marketing territoriale e dei risultati fatti registrare dopo la debacle del 2004. Il turismo presuppone, come abbiamo detto nelle puntate del Portavoce, la promozione del territorio, l’emersione di tutte le risorse di cultura e di tradizione, l’impegno delle amministrazioni cittadine, tra le quali, peraltro, deve diffondersi il senso della collaborazione e della sinergia. Il Salento ha tutto per un turismo ricco, di qualità e destagionalizzato, non balneare. Si tratta di saper sfruttare le risorse che la Provvidenza e i nostri antenati ci hanno lasciato. Ho cercato di provocare una risposta critica nei confronti delle amministrazioni galatonesi, di oggi e di ieri, ma non sono riuscito a strappare granchè dalla senatrice, che è affettivamente troppo legata alla nostra città. Ma dalle cose appena accennate e non dette mi è sembrato di cogliere un giudizio, se non di bocciatura almeno di non promozione. Galatone avrebbe dovuto fare di più, deve fare di più, entrando nelle reti, proponendosi come partner nelle varie proposte, assumendo un ruolo non di comparsa. Il villaggio Santa Rita, il castello di Fulcignano, la grotta dei Cappuccini, la splendida piazza SS.Crocifisso, il suo barocco, gli affreschi delle chiese cittadine, i frantoi ipogei, il Galateo, Ercole Ugo D’Andrea, le ville, il tratto di mare, il sole e il clima, la posizione geografica che la vede su una provinciale di collegamento tra Lecce e Gallipoli…le offrono tutto quello che può servire per un turismo lungo e di qualità. Bisogna saperne approfittare e rimboccarsi le maniche.
Enrico Longo
Il link della puntata:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6914