mercoledì, 29 ottobre 2008

 

progetto Differentemente - Scuola

 

Nei mesi di Ottobre e Novembre gli alunni delle scuole elementari di molti comuni del Salento apprenderenno i molteplici aspetti inerenti la raccolta differenziata, grazie alla campagna di educazione e sensibilizzazione ambientale promossa dal L.E.A. della Provincia di Lecce con il Centro di Esperienza Mediterraneo del Comune di Veglie.

I Comuni coinvolti sono Alezio, Campi Salentina, Castrignano dei Greci, Castrignano del Capo, Collepasso, Galatone, Giuggianello, Giurdignano, Melendugno, Parabita, Poggiardo, Ortelle, San Cesario, Salice Salentino, Specchia, Surano, Tuglie, Ugento.
Galatone, a differenza di tutti gli altri comuni, è stato scelto nonostante che non si sia particolarmente distinto per la raccolta differenziata.

Le scuole del primo circolo hanno aderito con entusiasmo al progetto, convinti dell'importanza di dare l’esempio e di  smuovere le acque.
La campagna, promossa dalla Regione Puglia attraverso il Sistema INFEA per l'Educazione Ambientale, si propone di coinvolgere le scuole in tutte le sue componenti, scolari, docenti e genitori, e, insieme a loro e per loro tramite, l'intera cittadinanza. L’obiettivo è quello di accrescere il grado di sensibilità e consapevolezza delle popolazioni finalizzate alla riduzione dei rifiuti e alla promozione della raccolta differenziata.
Il progetto si articolerà in lezioni frontali e laboratori didattici per gli allievi effettuati da esperti, momenti di discussione e confronto; visite guidate presso imprese impegnate nella gestione della raccolta differenziata.

Saranno formati e impegnati in azioni pratiche sia i bambini, che i loro genitori. Il lavoro, già iniziato, fa sperare in risultati soddisfacenti.

Noi, come scuola, stiamo facendo la nostra parte. A questo punto ci rivolgiamo ai nostri amministratori perché il nostro impegno sia l’inizio di un’attività di differenziazione che si estenda a tutta la città  e che resti una scelta definitiva.

Chiediamo, inoltre,di ricevere gli strumenti necessari per procedere regolarmente nell' azione di differenziazione: sacchi, contenitori, ecc...

Differenziare è avere rispetto degli altri e dell’ambiente.

Differenziare si può. Differenziare si deve.

Noi abbiamo iniziato.

 

Enrico Longo

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categoria:rifiuti
martedì, 28 ottobre 2008

 A LEVANTE….

Cosa c’è a levante?

Una cittadina di circa sedicimila abitanti, ricca di storia e di tradizioni. Che ha certamente  qualche problemino di natura economica e sociale, che ancora oggi non sa dare ai suoi giovani un futuro di sicurezza e di serenità all’interno del suo perimetro territoriale, che, forse, attende da decenni una classe dirigente più attiva e meglio attrezzata.

Non mancano i problemi nella nostra cittadina, ma , grazie a Dio, accanto ad essi non difetta il coraggio e lo spirito d’iniziativa di artigiani, commercianti e imprenditori che segnano nuove strade e prospettive; non difetta l’ingegno e la creatività di non pochi suoi cittadini, né il senso sociale e l’umana solidarietà. Non difetta l’impegno intelligente e generoso per gli altri.

Ad alcuni di questi importanti esempi è dedicata la prossima puntata de “Il Portavoce”.

Ospiti saranno quattro nostri concittadini che in campi diversi e in forme diverse danno testimonianza certa di quelle doti di ingegno e di intelligente attivismo: Giulia Santi, fondatrice del giornale “A Levante”, importante iniziativa editoriale di cultura e informazione, testimonianza significativa della volontà dei nostri giovani che, forti di cultura e creatività, vogliono farsi largo e smuovere lo stagno della passività e dell’indifferenza; Giuseppe Manisco, a cui si devono opere artistiche di notevole spessore, come il nuovo Carro di Sant’Elena  e i lavori leonardeschi che ci hanno fatto gridare al miracolo; Mimino Nuzzo che, avvertendo l’importanza di una intelligente e precoce educazione motoria, si spende, accanto a tanti entusiasti collaboratori, per assicurare a fanciulli e ragazzi una sana formazione sportiva, sacrificando gran parte del tempo libero e affrontando difficoltà di vario genere; Italo Gatto, che ormai da anni dedica le sue migliori energie fisiche e intellettuali nel campo della donazione del sangue sino ad essere ormai divenuto un significativo punto di riferimento a livello nazionale.

 Quattro nostri concittadini, che figurerebbero degnamente in una rosa di candidati al premio Galateo, se questo avesse altre ragioni e serie modalità organizzative. Con loro parlerò di tante cose, approfondirò soprattutto  il particolare impegno, cercherò di capire ragioni e strategie del loro lavoro, cercherò di capire se, da parte nostra, è possibile assicurare un qualche apporto che possa positivamente influire sulla loro fatica.

 Il Portavoce n. 24 sarà registrato il prossimo 6 novembre e sarà messo in onda su mybox, come sempre, nella mattinata del giorno successivo.

Enrico Longo

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sabato, 25 ottobre 2008

Ricevo e volentieri pubblico

COMITATO NERETINO

SALVIAMO LA SCUOLA PUBBLICA

 

Stai per iscrivere tuo figlio o tua figlia

alla Scuola Primaria…

ma sai quali sorprese troverai?

- un orario ridotto

- un maestro unico per tutte le materie

- classi più numerose

- niente uscite didattiche, attività di recupero,

compresenze…

 

CIOÈ MENO SCUOLA

 

INFORMATI!!!

 

SABATO 25 OTTOBRE 2008

ALLE ORE 18.00

PRESSO IL CHIOSTRO DI SANT’ANTONIO

ASSEMBLEA INFORMATIVA SUL TEMA

“DECRETO GELMINI:

COME CAMBIERÀ LA SCUOLA

 

OCCUPATI IN PRIMA PERSONA

DEL FUTURO DI TUO FIGLIO!

 

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sabato, 25 ottobre 2008

 

NON SOLO DALL’ITALIA LE CRITICHE ALLE STRATEGIE GOVERNATIVE NEI CONFRONTI DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITA’

 

dal sito della Cisl-Scuola

25.10.2008

“Molti sindacati europei hanno risposto al nostro appello (francese) (inglese) alla solidarietà mandato in Europa e si uniscono a noi per appoggiare la lotta di tutti coloro che intendono combattere contro i provvedimenti del Governo Berlusconi e il piano di smantellamento del sistema educativo italiano.

 Anche L’Internazionale dell’Educazione e il Comitato Sindacale Europeo della Educazione esprimono, in una dichiarazione congiunta, il loro sostegno alla lotta del settore dell’Educazione in Italia e denunciano i provvedimenti presi dal Governo Berlusconi, chiedendo ai loro affiliati di esprimere solidarietà a tutti gli attori del mondo della Conoscenza che in questo momento stanno lottando per difendere il futuro del loro paese e che scenderanno in piazza il 30 ottobre e il 14 novembre 2008.

Essi ricordano che, nel rapporto “Sguardi sull’Educazione 2008”, pubblicato recentemente dall’OCDE, l’Italia si colloca all’ultimo posto dietro alla Repubblica Ceca per le risorse dedicate all’Istruzione pubblica: meno del 10% del totale della spesa pubblica nel 2006.

Ricordano ugualmente che l’Italia risulta 23a, dietro alla Slovenia, per i livelli dei salari dei docenti: un docente guadagna in media 21.257 euro l’anno.

 Essi denunciano inoltre il taglio del personale, la riduzione del servizio alle famiglie, la riduzione d'orario e il ritorno ad un sistema scolastico vecchio di trent’anni.

 Essi denunciano anche i provvedimenti che colpiscono l’università e la ricerca ed esprimono forte preoccupazione per il progetto di questo governo che riguarda la trasformazione in fondazioni del sistema della Conoscenza. Un’università ed una ricerca pienamente indipendenti, con risorse sufficienti, sono alla base della competitività economica e dell'infrastruttura educativa di un paese e sono un pre-requisito imprescindibile nell’Europa di oggi.

La mancanza di risorse ed il tentativo di controllare politicamente la ricerca mettono in pericolo la competitività dell’Italia e lo sviluppo del paese.

Un paese che non attrae i giovani ricercatori è un paese senza futuro. Denunciano in questi provvedimenti un piano, il cui unico scopo è quello di ridurre le spese, che porterà il nostro paese verso un sistema educativo non corrispondente agli obiettivi di Lisbona.

 Infine ricordano che, nel contesto europeo, un’educazione moderna e di qualità necessita di risorse e che questo obiettivo rappresenta una priorità per la stabilità economica di un paese.

Il CSEE/ETUCE e l’IE/EI concludono dichiarando il proprio impegno a livello nazionale ed internazionale ad agire e utilizzare, di concerto con tutti gli affiliati, ogni mezzo possibile per mettere fine a questa minaccia, tanto incredibile quanto ingiustificata, che pesa in questo momento sui docenti e sul sistema educativo italiano nel suo complesso.”

Roma, 25 ottobre 2008

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categoria:scuola, portavoce
venerdì, 24 ottobre 2008

 

GALATONE SI MOBILITA A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

 

L’associazione pedagogica “il Piccolo Principe”

e il comitato insegnanti delle scuole di Galatone

 

invitano

genitori, insegnanti, personale ATA, studenti, cittadini

ad un incontro - dibattito sul tema

QUALE FUTURO PER LA SCUOLA

PUBBLICA, PLURALISTA, DI QUALITA'

INTERVERRANNO

esponenti del mondo della scuola e dell’associazionismo

 

-   per “il Piccolo Principe” mce  Teresa Musca, Claudia Cantatore

-   per il comitato insegnanti  Livio Romano, Rossana Carpentieri

-   i dirigenti scolastici  Enrico Longo, Addolorata Zingarello, Maria Rosaria Però, Caterina Aprile (vice pres. ITIS)

-   per il sindacato Caterina Panareo FLC-CGIL, Nelli Olive CISL

-   il rappresentante dell’unione studentesca UDS  Antonio Caputo

-   per la componente dei genitori Salvatore Piccinno

-   il direttore amministrativo DSGA  Roberto Rizzo

TROVIAMOCI

LUNEDÌ 27 OTTOBRE ALLE ORE 18.30 presso il Centro Servizi "M.Vitaliano" di Galatone

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martedì, 21 ottobre 2008

 

L'INCONTRO CON LA MANIERI: SCUOLA E TURISMO

Già nella chiacchierata durante il tragitto che dalla sua abitazione di Nardò ci portava nella sede della trasmissione traspariva l’entusiasmo con il quale la senatrice si apprestava ad affrontare il colloquio. Vengo volentieri a Galatone, diceva più volte, che sento come la mia città d’origine. Le nostre due città, del resto, non possono essere considerate come due realtà lontane e separate. Queste parole, che condividevo appieno, richiamavano alla memoria la mia esperienza di vita, vissuta tra le due cittadine che ormai quasi si toccano e che, insieme a qualche altra località, si mescolano d’estate nelle meravigliose marine tra le quali sembra difficile individuare i confini di pertinenza.

Come avevo preannunciato, non si è parlato soltanto di scuola e del piano Gelmini; il confronto ha toccato anche le questioni legate al turismo, data la funzione che la Manieri riveste all’interno della giunta Pellegrino alla provincia. Scuola e turismo, dunque, mentre l’esperienza parlamentare è apparsa, quale “forma kantiana”, in tutte le questioni che venivano affrontate.

Sulla scuola, nessun attacco preconcetto alla Gelmini. Si comprendono le ragioni del risparmio e dei conseguenti tagli che sembrano utili e necessari in un periodo non certo felice per l’economia nazionale. Quello che però è difficile da accettare è che si voglia procedere in tempi strettissimi,  all’interno delle stanze ministeriali e senza alcuna apertura nei confronti del mondo della scuola militante e delle forze sociali. Sfuggono le ragioni, offende il metodo che indubbiamente contrasta con il sistema democratico; l’intero processo appare assolutamente eterogeneo rispetto alle precedenti riforme, venute fuori da un percorso che aveva mobilitato docenti, dirigenti scolastici, associazioni delle famiglie e i rappresentanti più autorevoli delle scienze pedagogiche e disciplinari. La scuola italiana soffre sicuramente di tanti mali, - forse di un esasperato sperimentalismo, di sperimentazioni mai conchiuse, come quella promossa da Beniamino Brocca, di progettismo, di un riformismo riproposto ad ogni legislatura, forse anche di sindacalismo -, ma non merita di essere destrutturata anche nei suoi punti più sani e funzionali, sulla base di argomentazioni affrettate e spesso inesatte o di tatticismi contrabbandati per intelligenti strategie pedagogiche. Richiamo un illuminante articolo di Luigi Berlinguer sull’ultimo numero di Tuttoscuola, dove l’illustre cattedratico, già ministro della P.I., invoca il ritorno alla pedagogia, alla scienza e all’epistemologia quali rimedi per la demotivazione degli studenti e per i deludenti risultati formativi che la scuola italiana vede certificati dall’OCSE.

Contenuti significativi, metodi euristici e coinvolgenti, problematizzazione dell’esperienza, un impianto disciplinare costruito su chiare linee epistemologiche, superamento delle resistenze storiche, di matrice idealistica, che tengono lontani da sempre la scienza e i metodi scientifici…ecco i rimedi per migliorare la qualità dell’insegnamento e non le banalità del grembiule, del voto in condotta e delle valutazioni numeriche. Lasciamo la scuola alle scienze pedagogiche che meritano più rispetto; improvvisarsi pedagogisti è un atto ingiustificabile di rifiuto della scienza; è il persistere, forse inconsapevole, in un atteggiamento opposto a quello che si vuole sostenere: quello di presentarsi come i paladini di un approccio scientifico e pratico alle varie questioni. Anche gli esperti della formazione di Confindustria (vedi l’intervento di Luigi Mastrobuono allo stesso convegno di Genova al quale mi riferivo per l’intervento di Berlinguer) insistono sulle questioni formative (scienza, metodi scientifici e competenze) e non su aspetti marginali e tattici. Niente strategia, dunque, nella proposta Gelmini? No, temo che la strategia ci sia ed è quella che Boselli e la Manieri individuarono nel convegno di Roma del 14 dicembre 2002, alla vigilia della riforma Moratti, al quale diedero questo titolo: “Scuola pubblica, diritto di precedenza”. Mettiamo insieme la finanziaria 2009, il decreto 112, il 137 e il disegno di legge Aprea che vuole la scuola trasformata in fondazione e il quadro apparirà chiaro. Fate voi.

La Manieri ha parlato anche del suo impegno di assessore al marketing territoriale e al turismo, delle azioni previe di documentazione e di studio, del modello di turismo costruito soprattutto con la collaborazione degli operatori del ramo e degli esperti di marketing territoriale e dei risultati fatti registrare dopo la debacle del 2004. Il turismo presuppone, come abbiamo detto nelle puntate del Portavoce, la promozione del territorio, l’emersione di tutte le risorse di cultura e di tradizione, l’impegno delle amministrazioni cittadine, tra le quali, peraltro, deve diffondersi il senso della collaborazione e della sinergia. Il Salento ha tutto per un turismo ricco, di qualità e destagionalizzato, non balneare. Si tratta di saper sfruttare le risorse che la Provvidenza e i nostri antenati ci hanno lasciato. Ho cercato di provocare una risposta critica nei confronti delle amministrazioni galatonesi, di oggi e di ieri, ma non sono riuscito a strappare granchè dalla senatrice, che è affettivamente troppo legata alla nostra città. Ma dalle cose appena accennate e non dette mi è sembrato di cogliere un giudizio, se non di bocciatura almeno di non promozione. Galatone avrebbe dovuto fare di più, deve fare di più, entrando nelle reti, proponendosi come partner nelle varie proposte, assumendo un ruolo non di comparsa. Il villaggio Santa Rita, il castello di Fulcignano, la grotta dei Cappuccini, la splendida piazza SS.Crocifisso, il suo barocco, gli affreschi delle chiese cittadine, i frantoi ipogei, il Galateo, Ercole Ugo D’Andrea, le ville, il tratto di mare, il sole e il clima, la posizione geografica che la vede su una provinciale di collegamento tra Lecce e Gallipoli…le offrono tutto quello che può servire per un turismo lungo e di qualità. Bisogna saperne approfittare e rimboccarsi le maniche.

 

Enrico Longo

Il link della puntata:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6914

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categoria:scuola, turismo, galatone
giovedì, 16 ottobre 2008

manieri

Si parlerà anche di turismo, e di Galatone.

 

Tra le tante cose delle quali potrò discutere con la senatrice Manieri alcune possono riguardare la nostra cittadina. Com’è noto la senatrice ha ricoperto nel corso della consiliatura provinciale ormai giunta agli sgoccioli, la carica di “assessore alla gestione territoriale - turismo e marketing territoriale”, dando sicura prova di attivismo e di lungimirante azione a vantaggio della promozione del territorio salentino. L’idea di turismo della senatrice e le strategie portate avanti nella sua azione non sembrano discostarsi da quelle della nostra rubrica, “Il Portavoce”, che ha considerato sin dalle prime puntate il turismo come la vera ricchezza delle nostre zone, dove sono presenti, ancora forse non sufficientemente integrati, gli elementi per un progetto di turismo significativo e sicuramente vincente: il paesaggio, la cultura, le tradizioni, i beni artistici e architettonici, i sapori e la buona cucina. Parlando di “nostre zone” includo ovviamente anche Galatone, ma sinceramente non sono sicuro di affermare che la nostra cittadina possa essere compresa in quel “Sistema Salento” che si presenta sempre più competitivo, per l’offerta turistica, sul piano nazionale e non solo nazionale. La senatrice nel luglio di quest’ anno, alle prime valutazioni sui flussi turistici aveva modo di dichiarare:  "Il Salento si conferma destinazione trainante: il punto di forza dell'offerta turistica regionale. Questo è il frutto del lavoro degli operatori salentini, che crescono costantemente in termini di professionalità e cultura imprenditoriale. Questo è il frutto delle politiche delle istituzioni locali, che investono in cultura, in eventi, in animazione del territorio, facendo del Salento una terra attraente".

Ecco, una prima domanda: Galatone, ai vari livelli di competenza, fa tutto quanto dovrebbe essere fatto per promuovere il suo territorio? Ha fatto di tutto per entrare nei circuiti che contano, fa parte di sinergie e di sistemi di reti per chiamare a sé quel 45% di turisti che, venendo in Puglia, scelgono il Salento per le proprie vacanze?

Nel mese di giugno di quest’anno, la Confindustria di Lecce, in collaborazione con la Regione Puglia, la Direzione regionale dei Beni Culturali, la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Lecce, Brindisi e Taranto, la Provincia di Lecce, l'Università del Salento, l'Accademia di Belle Arti, il Cnr – Ibam Lecce, le Aree Vaste di Lecce e Casarano, ha realizzato il progetto "Alla scoperta del Salento" teso al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio storico, culturale e produttivo del Salento a fini turistici.
Il progetto, che poteva contare su un badget di 170 milioni di euro, è partito dalla valorizzazione di percorsi esistenti da gestire in maniera efficace a fini turistici. Questi i percorsi:  il percorso delle torri, il percorso dei borghi, dei castelli, dei palazzi baronali, delle masserie, delle pagliare e dei muretti a secco, dei tratturi, delle sagre, della cultura e delle arti, della cultura immateriale del Salento, di archeologia industriale, dell'olio, del vino, del paesaggio industriale, il recupero delle cave dismesse, il percorso della moda, dei prodotti tipici. Il metodo prevedeva l'integrazione tra attività economiche, tradizioni storico-culturali, beni culturali ed ambientali. Un progetto importante, ambizioso, che ha potuto davvero fornire un contributo fondamentale per la promozione del nostro territorio e per l’incremento di un turismo compatibile e, nei limiti del possibile, destagionalizzato. La domanda è questa: Galatone, attraverso i suoi imprenditori e soprattutto attraverso i suoi amministratori, ha fatto la sua parte a vantaggio del territorio salentino?  Si è inserita in uno o più di questi percorsi? Non c’è dubbio che per le sue caratteristiche e risorse avrebbe potuto partecipare, se non a tutti, a un considerevole numero di percorsi. Temo però che non sia stato così. Ecco, vorrei sapere come sono andate realmente le cose e se i vari responsabili abbiano compiutamente fatto quanto sarebbe stato necessario, e utile.

 

Enrico Longo



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categoria:politica, turismo, salento, portavoce, galatone
venerdì, 10 ottobre 2008

manieri

 

Incontro con M. Rosaria Manieri

 

Le avevo chiesto di partecipare alla precedente puntata de “Il Portavoce”, quella sui problemi della scuola, su cui avrebbe potuto fornire un contributo particolarmente importante, ma si era vista costretta a declinare l’invito, dopo aver controllato l’agenda degli innumerevoli impegni. Avevo colto tutto  il suo dispiacere nel comunicarmi l’indisponibilità: traspariva dalle sue parole, come sempre cortesi e rispettose. Mi ero ripromesso di coinvolgerla comunque, alla prima occasione, per assicurare alla rubrica una voce autorevole e dotta.

Parleremo di scuola e non solo di scuola con la senatrice Manieri, in considerazione della cultura e delle varie esperienze professionali e politico - amministrative, in campo nazionale e locale.

Più volte parlamentare e membro della VII commissione istruzione del Senato, direttamente interessata ad importanti passaggi di riforme, ci consentirà di toccare tematiche di grande interesse, per il personale scolastico e per il vasto pubblico dei cittadini.

Analizzeremo il progetto Gelmini, sentiremo il suo parere sulle più importanti novità che stanno per interessare il mondo della scuola. Cercheremo di entrare dentro alle problematiche della scuola attuale e di comprenderne possibilità e limiti. Parleremo di istruzione ai vari livelli, di università, di formazione dei docenti, della funzione della scuola come fondamentale istituzione sociale.

Chiederò alla senatrice di “raccontarci” i più significativi passi dell’ esperienza politica, gli interessi culturali e le grandi idee portate avanti nel corso della sua infaticabile attività.

Limitare il confronto ad una sola tematica sarebbe certamente un’occasione sprecata.

La puntata n. 23 de “Il Portavoce” sarà ripresa il 20 ottobre p.v. e sarà postata su myboxtv.com la mattina del giorno dopo.

Enrico Longo 

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categoria:scuola, salento, galatone
martedì, 07 ottobre 2008

 

 Aspettando l’uragano

 

I Sindacati finalmente d’accordo e decisi a dare battaglia, le più importanti associazioni scolastiche e dei genitori contrari a tutti i punti del Decreto 137, Dario Janes e Andrea Canevaro dimissionari dalla collaborazione con il ministero della p.i. che avrebbe decretato la morte della pedagogia, pedagogisti e autorevoli uomini di scuola, come Scurati e Fiorin che adombrano non il ritorno al passato, ma la corsa contro il buio. Niente, la marcia decisa della ministra e del governo verso la riforma (sic!) della scuola non si ferma. Oggi sarà presentata la fiducia e, in virtù della forza parlamentare, tutto sarà concluso. “Oggi in Italia le riforme si possono fare solo per decreto”, asserisce il presidente del Consiglio: dobbiamo rassegnarci a tale forma di intervento. Pertanto, secondo la stessa modalità, vedremo le scuole diventare “fondazioni”, vedremo le unità scolastiche bandire i concorsi per coprire i vuoti di personale e tutte le altre cose previste nel disegno di legge Aprea, depositato nello scorso mese di maggio, che a qualcuno desta qualche preoccupazione.

La ministra assicura che la scuola acquisterà efficienza organizzativa ed efficacia nei risultati formativi: il prossimo scudetto Ocse-Pisa sarà sicuramente nostro! Speriamo che la profezia si avveri, anche se alcune perplessità, emerse nel corso della discussione, fanno alquanto pensare. La scuola italiana, dice Siculella, ha tentato più volte di darsi una riforma seria e completa, ma ogni tentativo si è fermato soltanto all’inizio, ossia alla scuola elementare; nel momento del passaggio ai gradi più alti …sono caduti i governi. Il risultato di tale curiosa situazione è che la scuola elementare è stata interessata da più sconvolgimenti riformistici, senza avere il tempo di assimilarli bene, mentre la scuola secondaria, in attesa di essere finalmente raggiunta dal vento riformatore, ha vivacchiato tra tentativi ed errori, tra sperimentazioni storiche (Brocca) o imposizione di modelli anglosassoni (debiti- crediti) che, come l’erbetta degli stadi di calcio, verdeggiano soltanto nel mondo anglosassone e non presso di noi.

Questa volta sembra che il turbine della riforma debba colpire, qualcuno dice penalizzare, l’intero universo scolastico. Senonchè, sino ad oggi, la novità più sicura, quella su cui non hanno nessun dubbio né la ministra, né l’onnisciente Feltri, né i massmediologi “neutrali” Vespa e Fede, è quella del "maestro unico" nella scuola primaria, che rappresenta agli occhi del mondo (vedi i dati Iea-Pirls) una delle migliori scuole del pianeta. Insieme alla scuola dell’infanzia che, probabilmente, sarà tagliata a metà conservando il solo turno antimeridiano e perdendo forse i connotati di “vera scuola” e non di “istituto di assistenza” che ha faticosamente conquistato nel corso degli ultimi decenni (la legge 444 è del 1968).

Che senso ha l'introduzione di “Cittadinanza e Costituzione”, se i programmi del 1985 parlano di “Educazione alla convivenza democratica” come insegnamento trasversale a tutto il curricolo; quale significato dare al voto numerico, se ormai i genitori negli incontri (faccia a faccia- nei collegi- nel corso delle assemblee di classe) chiedono di conoscere anche i lati più nascosti della personalità in fieri dei loro ragazzi, se i rapporti con le famiglie sono ormai parte fondamentale dell’azione educativa della scuola. Quale valutazione deve essere data all’adombrata lotta al bullismo che si dovrebbe giocare con il voto in condotta e con l’introduzione di metodi autoritaristici e repressivi.

Una domanda viene spontanea: “I mali della scuola trovano tutti origine all’interno di essa e sono tutti responsabilità degli insegnanti, che, oltre che fannulloni sarebbero inetti o incapaci di educare?”  Quanti la pensino così, governanti- genitori o cittadini, farebbero bene a riflettere meglio e di più sulla nostra società, sui nostri modelli culturali, sulle nostre idee pedagogiche (siamo tutti pedagogisti oltre che allenatori di calcio). La scuola è cassa di risonanza e vittima nello stesso tempo della società di cui è espressione e , di questa società, i docenti sono piccola cosa rispetto a chi detiene il potere politico e culturale. Miglioriamo la società, diamo una diversa impostazione educativa alle famiglie, recuperiamo il senso del rispetto e dell’apertura, riappropiamoci dei valori e restiamo più fedeli alla nostra indole e alla nostra cultura di italiani, guardiamo alla scuola con fiducia e diamole risorse e potere reale e avremo forse posto le premesse di una riforma (vera) del nostro sistema formativo. Ascoltare la pedagogia di Bossi o di Borghezio, i teoremi dell’onnisciente Feltri o le allegre argomentazioni di Fede, le ibridazioni scientifiche di pedagogia e finanza servono a ben poco.

Mi rendo conto però che c’è poco spazio per queste riflessioni. Niente. Prepariamoci all’uragano, barrichiamoci in casa e aspettiamo. Qualcosa potrebbe forse ancora succedere.

 

Enrico Longo

il link della puntata:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?cod=6764

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categoria:salento, portavoce, galatone
venerdì, 03 ottobre 2008

Il Piano Gelmini con il ritorno al maestro unico nelle scuole elementari e forse nelle materne, con la riduzione del tempo della didattica in tutti gli ordini e gradi di scuole, il ridimensionamento dei curricoli, l’aumento del numero di alunni per classe, la riduzione delle unità scolastiche e così via, comporterà una pesante riduzione degli organici. Da tale riduzione discenderà  una gravissima situazione di disagio, sia per il personale di ruolo, che si troverà nella condizione di “soprannumerario” anche se scampato al diluvio, sia, soprattutto, per il personale precario, che difficilmente potrà sperare nella conferma dell’incarico anche per l’anno venturo, sia, infine,  per quanti si trovano inseriti nella graduatorie ad esaurimento che chissà quando potranno davvero esaurirsi. E che dire poi di quanti sono collocati nelle seconde e terze fasce delle graduatorie dei docenti e degli ata? E che dire ancora dei giovani che si iscrivono ai corsi universitari finalizzati all’insegnamento?

 

Il Sindacato Flc-CGIL, per dare un quadro dei suoi riflessi  sull’occupazione, riporta una tabella con una simulazione disposta sulla base della previsione del piano programmatico del Miur. Di seguito riporto i dati relativi alla nostra provincia, mentre invito a leggere il quadro completo che ci può far comprendere la gravità della situazione che si verrà a creare in tutte le regioni,e in particolare, soprattutto, in quelle meridionali.

Scuola Tagli previsti nel 2009-2010 Soprannumerari di ruolo Supplenze rispetto all’a.s.attuale
ELEMENTARE 266 170 -187
MEDIA 262 102 -180
SUPERIORE 208 33 -99
ATA 223 --- -134

 

L’invito a leggere il quadro è rivolto anche ai nostri parlamentari, di destra e di sinistra, con un caldo invito a riflettere.

 

Enrico Longo

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categoria:scuola