domenica, 30 novembre 2008

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PUNTATA SPECIALE DE “IL PORTAVOCE” SULLA VEXATA QUAESTIO DELLA ZONA INDUSTRIALE

 La questione della zona industriale comunale sta suscitando grande interesse. I politici dell’opposizione chiedono di far conoscere la propria posizione, l’amministrazione comunale insiste nel ritenere valida e opportuna l’ idea, i cittadini chiedono di sapere. Il Portavoce, come sempre al di sopra delle parti e desideroso di servire onestamente la Città non chiudendosi e non sbarrando le porte a nessuno per fornire invece una informazione plurima e critica, promuove per domani, 1 dicembre, una puntata speciale dedicata all’argomento. Saranno presenti un rappresentante dell’Amministrazione comunale, probabilmente il Vicesindaco Ginetto Filoni e i consiglieri Flavio Filoni, Livio Nisi, Giovanni Tundo. Una tavola rotonda della quale lo scrivente sarà moderatore imparziale.

  Enrico Longo

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domenica, 30 novembre 2008

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domenica, 30 novembre 2008

ZONA INDUSTRIALE: CHE SUCCEDE?

 

Abbiamo letto sulle news di Mybox questo documento. Secondo gli imprenditori di Galatone l’amm.ne cittadina non starebbe facendo gli interessi degli imprenditori. La decisione di lasciare il SISRI sarebbe stata dannosa per gli interessi del mondo del lavoro; la volontà di dar vita ad una zona industriale comunale sarebbe inutile, avventata e antieconomica, oltre che ulteriormente dannosa per loro.

L’argomento, previsto nell’ultimo Consiglio comunale, è stato sospeso; sarà trattato in un altro Consiglio che si terrà in data anteriore al tavolo tecnico promosso da ASSOIMOPRESE che vorrebbe vedere insieme le massime autorità istituzionali e del mondo del lavoro per una completa e chiara trattazione di tutti gli aspetti della problematica.

Intanto giunge notizia che sarebbe contraria alla creazione di questa seconda area industriale anche un’ altra parte  politica dell’opposizione in consiglio comunale, oltre a quella di cui fa parte il presidente di Assoimprese di Galatone.

E’ necessario vederci chiaro, saperne di più, capire.

Di seguito riporto il Comunicato di Assoimprese.

//////

 

La convocazione del tavolo tecnico da parte di AssoImprese mira a creare un momento di confronto tra le istituzioni e le associazioni di categoria anche al fine di valutare l'opportunità della creazione di una nuova zona industriale, soprattutto alla luce di quanto discusso nel Consiglio Comunale dello scorso 26 Novembre, dove si è provveduto al ritiro momentaneo - è prevista infatti a breve una nuova convocazione del Consiglio comunale sull'argomento - della proposta di delibera inerente l'acquisto di suoli adiacenti alla zona industriale da destinare alla creazione di nuovi insediamenti produttivi. Si segnala infatti che, con il nuovo Regolamento del SISRI per l'assegnazione dei suoli e la realizzazione delle opere infrastrutturali in fase di definitivo completamento, sono venute meno tutte le riserve avanzate dall'Amministrazione Comunale che hanno poi portato la maggioranza a decidere il recesso dalla partecipazione al SISRI.



          AssoImprese

Galatone – Nardò

Sig. Prefetto - Lecce

Presidente Regione Puglia

Presidente Provincia Lecce

Sindaco Comune di Galatone

Presidente SISRI -Lecce

Presidente Confindustria Lecce

Presidente Confartigianato Lecce

Galatone, 26 Novembre 2008

 

OGGETTO: Organizzazione tavolo Tecnico – Istituzionale

Il contenzioso giudiziario in essere tra l’Amministrazione Comunale di Galatone e il SISRI sta generando tra i nostri associati un clima di sfiducia e di allontanamento verso le istituzioni.

In un momento così delicato per il sistema economico in generale e per le aziende in particolare, sembra incomprensibile che enti pubblici possano contrastare lo sviluppo economico del nostro territorio.

In considerazione di ciò riteniamo opportuno richiedere nell’interesse generale un tavolo di confronto tra i diversi soggetti per il giorno 10 Dicembre alle ore 18.00 presso la sala consiliare del Comune di Galatone.

Si pregano pertanto le S.V., se d’accordo, voler dare conferma entro il 3 Dicembre al Dott. Dino Salamanna (cell. 328/1204283).

Fiduciosi di poter concorrere insieme a ristabilire un clima di positivo confronto necessario ad ottimizzare al massimo le energie di ognuno, confidando nella Vs. partecipazione, ringraziandovi, distintamente Vi salutiamo.

AssoImprese Galatone-Nardò

Il Presidente

Livio Nisi

 

AssoImprese Associazione tra le imprese del Distretto Industriale di Galatone – Nardò

Sede operativa: C/O Softex S.r.l. – Zona Industriale Galatone

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mercoledì, 26 novembre 2008

La prossima puntata de “Il Portavoce” che sarà registrata il 4 dicembre p.v. per andare in onda il giorno successivo, affronterà le questioni legate al PUG con quattro ospiti:

L’assessore all’Urbanistica, geom. Ginetto Filoni e gli architetti Elena Zacchino, Giuseppe Resta e Antonio Zuccalà.

Il fatto che la trasmissione non andrà in diretta toglie al pubblico degli spettatori la possibilità di intervenire sulle tematiche che obbiettivamente sono molto importanti e particolarmente sentite.

Per ovviare a tale inconveniente e considerando fondamentale il concorso dei cittadini, invito quanti hanno interesse a prospettare problematiche per la discussione e l’approfondimento, di segnalarle attraverso un “COMMENTO”.

Di seguito mi sembra opportuno riportare alcuni passi dell’Atto di indirizzo – All. A – che possono consentire una utile base per la discussione.

Questi gli obiettivi su cui si è fermata l’attenzione della Giunta Comunale:

 

Ø  “Centro storico decadente, popolato, molto poco fruibile, quasi totalmente privo di attività commerciali e di vitalità, carente di parcheggi, anzi saturo di automobili;

Ø  Centro abitato più in generale;

Ø  Rapporto tra centro storico e restante parte del territorio;

Ø  Viabilità, mobilità e spazi aperti di relazione sociale;

Ø  Spazi per la pratica di attività socio-culturali e di aggregazione;

Ø  Vincoli e segnalazioni di beni culturali nell’accezione più ampia;

Ø  Zone di espansione dell’abitato, di fatto tali, fino ad ora, solo sulla carta, ovvero stasi atavica dei comparti delle zone C;

Ø  Volano economico e occupazionale: aree per gli insediamenti produttivi, ovvero per le attività artigianali, commerciali e industriali;

Ø  Risorsa Mare e risorsa Terra, ovvero sviluppo sostenibile delle forme di turismo connesse alla campagna (turismo rurale, agriturismo e simili), connesse alla fascia costiera, connesse al centro storico;

Ø  Consolidata abitudine delle famiglie galatonesi, se non proprio oramai tradizione, riferita alla residenza stagionale in campagna, ovvero dimora, di solito solo estiva, a scopo di villeggiatura;

Ø  Posizione strategica della città di Galatone, anche con riferimento agli ingressi dalla S.S. 101, ovvero vicinanza ai più importanti centri del Salento."

 

Da tali obiettivi ecco alcune strategie:

 

“Il piano dovrà mirare al superamento del sistema rigido di pianificazione previsto dal  PRG,  consentendo maggiore flessibilità  e  maggiore specificità  normativa rispetto alle singole opportunità operative…”

“Il Piano dovrà permettere e agevolare l’incremento della qualità ambientale, ponendo la giusta attenzione sugli aspetti storici e paesaggistici, anche formando le basi per la salvaguardia del patrimonio testimoniale esistente, attraverso forme sostenibili di sviluppo territoriale;”

 

 

“ll Piano dovrà permettere la valorizzazione, la riqualificazione e la necessaria rivitalizzazione del centro storico di Galatone;”

“...Il borgo, decisamente sofferente, dovrà rinascere anche attraverso lo stimolo alla mobilità sostenibile, la vivacizzazione degli spazi aperti, quale occasione di vita e di relazione sociale, in modo da decongestionare e dare nuovo respiro alle strette vie e alle piazzette;”

“Il PUG dovrà permettere una più efficace configurazione della viabilità, anche attraverso coraggiosi interventi di pedonalizzazione dei percorsi e/o di interdizione al traffico veicolare, con specifico riferimento alle ormai croniche problematiche connesse al traffico e ai parcheggi nel centro storico, favorendo nel contempo l’organizzazione di tragitti ciclo-pedonali e parcheggi in posizione strategica.”

“Il Piano dovrà garantire livelli elevati in termini quantitativi e qualitativi nella dotazione dei servizi da individuare, se del caso, anche attraverso adeguate forme di cooperazione pubblico-privato;”

“Il PUG terrà opportunamente conto delle fasce immediatamente esterne al borgo antico, di completamento, ovvero le zone B, andando a ristabilire tutti quegli elementi necessari a ridefinire lo skyline della città.“

 

“Il Piano non trascurerà di valorizzare le aree del territorio interessate da segnalazioni archeologiche.”

 

 “…il PUG dovrà necessariamente tener conto dell’abitudine, della tradizione galatonese relativa alla villeggiatura: le famiglie, da sempre, hanno ritenuto di spostarsi nella campagna durante il periodo estivo…”

 

“È volontà di questa Amministrazione dare nuovo impulso alle zone “C”, di espansione dell’abitato, anche nella considerazione che trattasi di aree del territorio patologicamente bloccate già da più di un ventennio…”

 

“Adeguate risposte dovranno essere date alla domanda insediativa di tipo produttivo, commerciale, artigianale, industriale in termini rigorosi di sostenibilità economico-ambientale degli interventi.”

“Il piano dovrà dare grande impulso al turismo, anche nell'ottica della destagionalizzazione, specialmente nelle zone aventi tale vocazione;

“…il PUG dovrà valorizzare la risorsa turistica legata al mare e quella legata alla terra e alla campagna, strutturandole e integrandole in modo da conferire un plusvalore al territorio nella sua interezza;………….”

 

L’Atto di indirizzo fornisce molti stimoli alla discussione. Gli amici cittadini di Galatone possono tranquillamente avanzare idee, proposte, critiche. Sarà mia cura portare le vostre richieste all'attenzione degli ospiti e discuterne nel corso della trasmissione.

 

Enrico Longo

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lunedì, 24 novembre 2008

IL "P.U.G. -  PIANO URBANISTICO GENERALE" : Cerchiamo di saperne di più.

 

Tre documenti di grande rilievo, pubblicati sul sito web del Comune, che vanno letti attentamente perché riguardano il processo di elaborazione dello strumento urbanistico che dovrà dare un assetto nuovo e più funzionale alla nostra città. Un processo che chiama in causa il contributo di tutti, associazioni e singoli cittadini, e che spera di potersi avvalere di tutte le possibili competenze.

Tutti, chi più chi meno, abbiamo una domanda nascosta, una particolare esigenza, una ipotesi di città. Tutti, nel passato, abbiamo avuto da ridire sulle scelte, sulle carenze, sulle inadempienze delle varie amministrazioni comunali;  abbiamo segnalato incongruenze o errori, ci siamo lamentati di non ricevere attenzione e ascolto. Bene, adesso possiamo far valere le nostre idee, possiamo fornire un contributo concreto, che peraltro ci viene chiesto e che è auspicato dalle nuove normative, possiamo assolvere ad un importante servizio sociale. Alcune associazioni lo hanno gà fatto presentando appositi documenti, che sono andati ad arricchire la documentazione del settore urbanistico.

Perché questa partecipazione possa realizzarsi, appare però necessario dare avvio ad una accurata informazione e ad una capillare e paziente illustrazione degli aspetti e delle questioni che rivestono particolare difficoltà per la loro natura tecnica. Non sembra possibile, infatti, avanzare proposte utili, se non si conoscono adeguatamente le disposizioni di legge e i termini del processo appena iniziato, se non si comprendono appieno le questioni, se non si entra con sufficiente cognizione di causa nelle varie problematiche. Questa la documentazione che appare necessario delibare e spiegare puntualmente: la delibera di giunta n.178 del 6 ottobre 2008; l’atto di indirizzo, All. A, che è parte integrante della delibera; il V.A.S., ossia la valutazione ambientale strategica. L’insieme di questi atti dà la chiara idea delle valutazioni effettuate dagli amministratori comunali, degli obiettivi che ci si prefigge di perseguire, del modello di città che si intende realizzare, dei limiti posti a tutela del territorio e dei beni culturali e artistici, dei bisogni dei cittadini presi in particolare considerazione, dei criteri entro i quali il processo deve muoversi. Sono tre documenti che ho letto con molta attenzione e con tanto interesse e che meritano di essere adeguatamente illustrati a tutti i cittadini. Non sembra inutile inoltre, per quanti volessero comprendere meglio le novità introdotte per il pug rispetto ai vecchi piani regolatori, una lettura comparativa delle due leggi sottese ai due atti, le Leggi Regionali 56/1980 e 20/2001, tra i quali intercorrono diverse sostanziali differenze.

A tali questioni ho deciso di dedicare la puntata n. 26 de “Il Portavoce”, che sarà ripresa il prossimo 4 dicembre. Per quanto concerne gli ospiti,  al momento posso già anticipare che sarà presente l’assessore all’Urbanistica, geom. Ginetto Filoni, che nel processo riveste un ruolo cardine, che sarà accompagnato da un suo stretto collaboratore. Saranno anche presenti gli architetti Elena Zacchino e Giuseppe Resta, ai quali potrebbe aggiungersi qualche altro ospite.

Difficilmente una puntata risulterà sufficiente, perchè si dovrebbe anche parlare finalmente dei Contratti di Quartiere, per capire il loro nesso con il Pug, la loro natura, i tempi e i modi della loro realizzazione. Siamo entrati nella tematica, ne usciremo soltanto dopo che avremo reso alla cittadinanza la dovuta informazione.

Enrico Longo 

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categoria:politica, turismo, societĂ , portavoce
giovedì, 20 novembre 2008

 

La Galatone dei blog. Quelli che…

 

Un blog per fare poesia, per cantare l’amore per il proprio paese, per le cose di tutti i giorni, per i figli che si fanno grandi e partono e ci lasciano soli con la nostra trepidazione e le nostre speranze. Dove troverebbe sfogo quel bisogno incontenibile di espressione, come dare forma e realtà  all’irresistibile pulsione del sentimento? Salvatore Calò trova nel mezzo informatico la possibilità di creare e di tenere ben calda la sua naturale vocazione di poeta. Con due sue liriche si è aperta e si è chiusa la trasmissione. La bella poesia “Galatune” è stata dedicata ai galatonesi innamorati della loro città che, per i motivi più svariati, si trovano lontano da essa.

Ma il blog risponde a tante diverse motivazioni e a svariati interessi. La politica la fa da padrona, il bisogno di sapere, di confrontarsi, di essere parte significativa del contesto in cui si vive e si vuol vivere come cittadini che comprendono e che vogliono dare un contributo qualsivoglia al benessere comune. E’ profondamente sentito il bisogno di essere soggetti attivi e non numeri, di contare, di esprimere i propri personali convincimenti, di poter esercitare il diritto-dovere di fare politica tutti i giorni di tutti gli anni e non secondo il ritmo consueto del clamore nel breve periodo delle votazioni e dell’assurdo silenzio nei quattro anni successivi. Un silenzio assordante più delle grida e del clamore, perché è un silenzio che colpisce al cuore la democrazia e il diritto-dovere di partecipare e di concorrere criticamente alle scelte che contano.

Ritorna il discorso sul deficit di informazione e di socialità, ritorna l’inspiegabile buio sui consigli comunali e sull’opacità dell’informazione che continua a caratterizzare la nostra cittadina. Forse il mondo dei blogger colma qualche lacuna, scalfisce l’impenetrabilità dell’informazione, squarcia veli e filtri che si frappongono tra amministratori e amministrati. Conserva e custodisce un minimo di interesse a conoscere, stimola quanto meno la curiosità intorno a tematiche trascinanti come dovrebbero essere, per citare qualche esempio, quella relativa al pug, che è questione di larghissimo interesse, quella delle pratiche della raccolta e smaltimento dei rifiuti, dei contratti di quartiere, del lavoro e della sicurezza, delle strutture scolastiche, sanitarie o dei problemi dell’economia, il destino dei nostri monumenti, degli impianti sportivi e le scelte sulla loro gestione… Tanti problemi che dovrebbero appassionare e vedere tutti protagonisti e che invece risultano stranamente coperti dal silenzio e dalla dimenticanza. Temi che però sono ben presenti e criticamente approfonditi nei blog cittadini che, sotto questo punto di vista, colmano lacune gravi e colpevoli dimenticanze. Il blog può sostituire il rapporto faccia a faccia? Può, in una società che tende alla chiusura o all’isolamento, rappresentare  una nuova forma di socializzazione? La piazza virtuale è la nuova agorà? Porgo la domanda a Giuseppe D’Oria, particolarmente sensibile alle suggestioni della tradizionale chiacchierata, e la risposta è quella che immaginavo. No, la relazione tra le persone è più che un rapporto di idee e di concetti, perché l’uomo, evidentemente, non si esaurisce nella sua dimensione intellettuale. Nell’esperienza del parlare e del colloquiare c’è un interscambio che giunge ad interessare tutte le componenti della personalità, quindi, accanto a quelle razionali anche le emotive, affettive e sentimentali, per cui l’interazione assume il carattere della “compenetrazione di anime”, come con icastica espressione Giuseppe Lombardo Radice definiva il rapporto educativo tra maestro e scolaro, che è appunto relazione tra persone nell’integralità delle loro dimensioni. Riusciranno i blog a diffondere un significativo interesse per la partecipazione? Riusciranno a incidere e in qualche misura a condizionare gli indirizzi politici e le scelte degli elettori? In sintesi, il mondo dei blog potrà risultare importante, e in che misura, a fare opinione, a informare, a far crescere la democrazia?

A queste domande le risposte sono diversificate. Si va da un certo scetticismo di qualcuno alla relativa fiducia di qualche altro, fino a giungere, dopo una soddisfacente interazione, col concludere che il mondo dei blog può fare qualcosa e che farà progressivamente molto di più, man mano che riuscirà ad allargare la sfera dei fruitori del web e a coinvolgerli più decisamente. Ma questo obbiettivo nasconde anche un problema economico, perché non sono ancora tanti quelli che possono permettersi il computer e il collegamento ad internet  e la grave congiuntura economica non incoraggia  certamente per gli anni a venire. Ciò non toglie che la repubblica del blog rimane una risorsa su cui la società potrà sicuramente contare. Ma perché tale possa effettivamente essere, sembra necessario che da parte dei blogger si facciano delle scelte coraggiose, che si assuma una chiara componente pedagogica tra le proprie finalità insieme ad alcune condizioni che ad essa  necessariamente debbono accompagnarsi e cioè la scelta per le proprie trattazioni di contenuti concreti e interessanti ed un linguaggio comunicativo diretto, chiaro, comprensibile a tutti.

Ebbene su questi punti sembra essere emersa una larga e convinta convergenza.

 

Enrico Longo

il link della trasmissione:

 http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=7261

martedì, 18 novembre 2008

Adunanza del 17 novembre 2008

IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Visto il D.L.vo 16 aprile 1994, n.297 e successive modifiche ed integrazioni;

Visto l’art. 30 - Capo X - del proprio Regolamento interno;

Il CNPI esprime fermo dissenso e viva preoccupazione sulle scelte operate sul sistema di istruzione che, se confermate, comportano per entità e modalità degli interventi finanziari e di natura normativa, una destrutturazione del sistema scolastico pubblico ed una netta riduzione quantitativa e qualitativa dell’offerta formativa.

Il CNPI, richiamando gli orientamenti espressi dallo stesso Ministro presidente nella seduta del 9 luglio scorso, considera necessario per l’interesse generale della scuola che si apra un vero confronto nel paese a partire dal coinvolgimento di quanti, insegnanti, dirigenti e altri operatori della scuola, hanno attraversato stagioni riformatrici diverse garantendo l’unica vera continuità dell’azione formativa, impegno nell’innovazione della didattica e dell’organizzazione scolastica e, nonostante le crescenti difficoltà, una buona qualità complessiva della scuola italiana.

In questo quadro il CNPI considera quindi necessaria una profonda revisione dei provvedimenti adottati, a partire da quanto previsto per la scuola primaria con l’introduzione dell’insegnante unico e l’orario di 24 ore settimanali.

E’ altresì indispensabile un approfondito confronto sul piano programmatico e sui vari regolamenti relativi ai diversi settori scolastici, con l’obiettivo prioritario di migliorare concretamente la qualità dell’offerta formativa.

A questo proposito il CNPI, sulla base delle specifiche competenze istituzionali di organo collegiale nazionale, ribadisce il diritto-dovere di un pieno coinvolgimento nei processi decisionali e, in tal senso, conferma il proprio impegno per un puntuale esame di tutti i provvedimenti in atto.

IL Segretario M.R.Cocca           Il V.Presidente M.Guglietti

POSTILLA: Il C.N.P.I. è il massimo organo democratico della Scuola. E' presieduto dal Ministro della P.I. Per quanto attiene alle competenze si rimanda agli artt. 23,24 e 25 del Decr.Leg.vo 16.04.1994, n.297- Testo Unico delle Disposizioni Legislative in materia di Istruzione.              

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categoria:cultura, politica, scuola, educazione, democrazia, societĂ 
domenica, 16 novembre 2008

portavoceblog[1] 

 Il mondo del blog

Un fenomeno da esplorare quello dei blogger, un mondo ormai largamente diffuso e in continua espansione. Che certamente andrebbe indagato con le armi scientifiche della sociologia. Perché nasce un blog, quali sono le motivazioni che ci spingono a scrivere e a leggere cosa dicono gli altri, a interagire, a confrontarci, ad esporci ad una platea sconosciuta di persone, con tutti i rischi che tale esposizione comporta. Fernando Ferrocino, nell’accettare l’invito, motiva così :” perché credo nella libertà di parola che ci offre internet”. Ecco, una grande possibilità offerta dalla moderna tecnologia che consente di esercitare quella che rappresenta una delle maggiori aspirazioni degli uomini, comunicare, parlarsi, dare e ricevere pensieri e sentimenti, sentirsi parte di “quella bella d’erbe famiglia e d’animali” superando i confini spaziali e le  barriere che spesso si frappongono, innaturali, alla libera circolazione delle idee.

Un fenomeno che cercherò di esplorare insieme ad una importante rappresentanza dei blogger della nostra città.

Saranno ospiti della puntata Giovanni Santi, Vito Baglivo, Fernando Ferrocino, Sergio Spirito, Giuseppe Resta, Giuseppe D’Oria, Valentino Moretto, Salvatore Calò.  Cercheremo di capire insieme e di socializzare motivazioni, interessi, attese.

Daremo uno sguardo collettivo sulla realtà che ci circonda, “leggeremo” insieme aspetti positivi e negativi della nostra città, faremo analisi, critiche e proposte, presenteremo i nostri punti di vista sulle questioni di maggior rilievo. Allargheremo lo sguardo anche sulla realtà sociale, economica e politica nazionale e sovranazionale, dal momento che anche queste problematiche occupano parte delle generali esternazioni e sono motivi di largo interesse nelle interazioni tra blogger.

Non sarà una discussione accademica e formale, perché il mondo dei blogger appare, almeno nei settori più evoluti culturalmente, come nel caso degli ospiti, significativamente impegnato su questioni concrete e di assoluto rilievo. Si parlerà, dunque, di tutto quanto verrà fuori di importante, anche se l’interesse maggiore sarà dedicato ai problemi della nostra Galatone.

Il mondo del blog. Quelli che…A completare l'espressione sono giunte le prime risposte. Giuseppe Resta propone “quelli che… partecipano”; Giovanni Santi “quelli che… volano, o quelli che…sognano, o quelli che… trascinano”. Salvatore Calò (“Localo” o “Il terrone”) con la sua ricca produzione artistica ha già implicitamente suggerito la sua determinazione, quelli che…amano, perché la sua poesia appare sempre più come un atto d’amore verso la sua città e le cose e persone che gli appartengono. Le altre proposte giungeranno in questi giorni o verranno fuori nel corso della trasmissione.

La puntata sarà registrata Giovedi 20 novembre alle ore 18,30 e andrà in onda la mattina del giorno dopo. Sono certo di vivere un’altra esperienza di arricchimento culturale e di poter offrire, insieme agli ospiti, un utile contributo di riflessione e di socialità.

 

Enrico Longo

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categoria:cultura, comunicazione, portavoce, galatone
venerdì, 14 novembre 2008

 

La presentazione del libro “Tra parola e conflitto” di Mauro Bortone ha acceso ancora una volta le luci su Don Milani e la sua travagliata esperienza. L’autore ha centrato l’attenzione sul problema della comunicazione e della parola, argomento forse poco approfondito ma centrale e particolarmente significativo nel pensiero e nella esperienza milaniana. La comunicazione è incontro, relazione, partecipazione, esercizio di un fondamentale diritto che attiene ad ogni persona, quello di far parte di un contesto sociale e di esercitare un ruolo attivo e responsabile al suo interno, è diritto di cittadinanza. Don Milani dovette però scoprire che nell’Italia dei suoi tempi tale diritto non era da tutti, perché non tutti possedevano gli strumenti necessari al suo effettivo esercizio, ossia la cultura e la parola. Dovette pure constatare che tali gravi mancanze, sicuri deficit di democrazia, non sembravano turbare nessuno, uomini o istituzioni. La Chiesa, la politica, i due più importanti partiti politici del tempo, i media, la scuola sembravano irresponsabilmente coinvolti in un tacito patto di conservazione e di ratifica dell’esistente. Don Milani fu soprattutto e forse soltanto, un prete, ma dovette per necessità inventarsi maestro e calarsi profondamente nei vari settori della società facendo sistematico uso della frusta e della lingua. Ad uso del povero, dalla parte del diseredato, perché lottare per loro era la sua scelta di campo sicura e ferma. La critica di “classista” gli calza a pennello, perché si iscrisse decisamente nella classe dei poveri ma, si badi bene, non per vivere tra i poveri ma per tentarne, con tutti i mezzi e i modi possibili, il riscatto e la promozione umana e culturale. Tante cose si son dette e si vanno dicendo su Don Milani. Dalla destra politica dei suoi tempi gli vennero derisione e addirittura minacce; da quella di oggi viene considerato responsabile di aver  bandito la meritocrazia dalla scuola, di aver causato il caos del 1968 ed altre cose del genere. Dalla sinistra si registrò una considerazione diametralmente opposta, che giunse forse fino alla speranza di appropriazione. La lettera a Pipetta valse a fugare ogni dubbio e a far capire che l’unico schieramento del priore era accanto agli uomini e, tra essi, accanto al povero e all’emarginato.  Tanti i riconoscimenti e le valutazioni oneste e obbiettive, da parte di importanti studiosi, di politici illuminati, di religiosi, di uomini di scuola. Qualche tentativo di “domenicalizzazione” e di santificazione che  va subito respinto, perché finirebbe per tradire la vera natura del personaggio. Uomo colto, intelligente, deciso, coerente, ecco chi era Don Milani. Rispondendo ad un intervento ho detto che, se applicassimo il metodo strutturale della “reductio ad unum”, potremmo definire il priore di Barbiana come una persona che voleva il prete fare il prete, il maestro fare il maestro, e così il sindacalista, il politico, il giornalista. Tutte persone che assolvono una funzione sociale, che trova la sua origine e giustificazione nell’uomo e nella sua utilità, ma che spesso e sistematicamente, più allora ma anche oggi, dimenticano il soggetto cui va rivolta la propria azione istituzionale. La Chiesa è per l’ uomo e così la scuola e così ogni istituzione sociale che dall’uomo e dai suoi bisogni trae la ragione di esistere. L’assenza di comunicazione e il deficit di cultura e di parola di cui soffrivano negli anni di Don Milani tante persone era sicuramente una prova che non si era data ancora significativa attuazione alla Carta Costituzionale che, opportunamente, era uno dei documenti che a Barbiana veniva letto con maggiore frequenza. “Cosa è cambiato rispetto ad oggi”- mi ha chiesto un giovane studente- “anche oggi registriamo una comunicazione faziosa, incompleta, tendenziosa, futile…”. Cosa è cambiato? “Sei cambiato tu –ho risposto- “è cambiata la tua famiglia, la tua scuola, il tuo prete che ti hanno dato, attraverso modi e contenuti diversi, la possibilità di capire, di criticare, di opporti, di poter rilevare le cose che stai dicendo adesso. In questo senso è cambiata la società e in tale cambiamento è rinvenibile il processo della nostra democrazia”. La soddisfazione del ragazzo, autore di una domanda intelligente e profonda, è stata la mia soddisfazione. Ebbene questo era l’obiettivo non nascosto di Don Milani: che i giovani, tutti i giovani, fossero aiutati a crescere in ogni dimensione della persona perché potessero divenire soggetti attivi e critici all’interno della società.

Enrico Longo

il link del video della presentazione del libro:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=7175

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categoria:letteratura, scuola, portavoce
lunedì, 10 novembre 2008

Ecco alcuni pensieri di Don Lorenzo Milani. Vale la pena di soffermarsi un attimo su ciascuno di essi:

“Non vedremo sbocciare dei santi finché non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all’ingiustizia sociale.”
Da Esperienze pastorali

“Con la parola alla gente non gli si fa nulla. Sul piano divino ci vuole la grazia e sul piano umano ci vuole l’esempio.”
Da Esperienze pastorali

“Io al mio popolo gli ho tolto la pace: Non ho seminato che contrasti, discussioni, contrapposti schieramenti di pensiero. Ho sempre affrontato le anime e le situazioni con la durezza che si addice al maestro. Non ho avuto né educazione né riguardo né tatto. Mi sono attirato addosso un mucchio di odio, ma non si può negare che tutto questo ha elevato il livello degli argomenti e di conversazione del mio popolo.”
Da Esperienze pastorali

“E qual è mai il giornale che scrive per il fine che in teoria gli sarebbe primario cioè informare o non invece per quello di influenzare in una direzione.”
Da Esperienze pastorali

“Da bestia si può diventare uomini e da uomini si può diventare santi: Ma da bestia a santi con un solo passo non si può diventare.”
Da Esperienze pastorali

“Io non vendo le mie singole prestazioni ma vendo la mia vita intera a una comunità intera, e quello che faccio lo faccio per tutti eguali e non faccio piaceri speciali a nessuno, perchè tutti sono ugualmente miei figliuoli“.
Da Esperienze pastorali

“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia.”
Da Lettera a una professoressa

“Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”
Da Lettera a una professoressa

“Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.”

Da Lettera ad una professoressa

“Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è tutt’uno.”
Da Lettera ad una professoressa

“È solo la lingua che rende uguali. Uguale è chi sa esprimersi e intendere l’espressione altrui.”
Da Lettera ad una professoressa

“Non mi ribellerò mai alla chiesa, perchè ho bisogno più volte alla settimana del perdono dei miei peccati e non saprei da chi altri andare a cercarlo quando avessi lasciato la chiesa.”
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“Quando ci si affanna a cercare apposta l’occasione pur di infilare la fede nei discorsi, si mostra d’averne poca, di pensare che la fede sia qualcosa di artificiale aggiunto alla vita e non invece ‹modo› di vivere e di pensare.”
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“Dai superficialissimi giudizi che voi intellettuali osate farci sulle cose della vita reale e che per forza di cose non potrete mai palpare con mano, ma solo attraverso l’inchiostro e la rielaborazione intellettuale.”
Da Lettera di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“Mi fa tenerezza pensare come sei giovane per addentrarti nell’immensa solitudine di chi cerca solo di salvarsi l’anima. Ma solitudine per modo di dire. Si perde tutti i superiori, quasi tutti i confratelli, tutti i signori quasi tutti gli intellettuali e si trova in compenso tutti i poveri, gli analfabeti, i deficienti (mi ha fatto tanto ridere di gioia il sentire che a vespro non avevi che un deficiente. Io sono più in gamba di te, ne ho quattro. Molte domeniche non ho che loro e penso sempre che Dio mi deve volere molto bene se mi circonda di suoi elettissimi a quella maniera).”
Lettera a don Ezio Palombo Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana.

“La scuola deve tendere tutto nell’attesa di quel giorno glorioso in cui lo scolaro migliore le dice: ‹Povera vecchia, non ti intendi più di nulla› e la scuola risponde con la rinuncia a conoscere i segreti del suo figliolo felice solo che il suo figliolo sia vivo e ribelle:”
Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“Ho badato a accettare in silenzio perchè volevo pagare i miei debiti con Dio, quelli che voi non conoscete. E Dio invece mi ha indebitato ancora di più: mi ha fatto accogliere dai poveri, mi ha avvolto nel loro affetto: Mi ha dato una famiglia grande, misericordiosa, legata a me da tenerissimi e insieme elevatissimi legali. Qualcosa che temo lei non ha mai avuto. E per questo m’è preso pietà di lei e ho deciso di risponderle.”

Lettera all’Arcivescovo di Firenze Card. Ermenegildo Florit
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana.

“Quando avrai perso la testa, come l’ho persa io, dietro poche decine di creature, troverai Dio come un premio.”
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“L’arte dello scrivere è la religione. Il desiderio di esprimere il nostro pensiero e di capire il pensiero altrui è l’amore. E il tentativo di esprimere le verità che solo si intuiscono e le fa trovare a noi e agli altri. Per cui essere maestro, essere sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa. “Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“Ma il giorno che avremo sfondato insieme la cancellata di qualche parco, installato insieme la casa dei poveri nella reggia dei ricchi, ricordati Pipetta, non ti fidare di me, quel giorno ti tradirò. Quel giorno io non resterò lì con te. Io tornerò nella tua casuccia piovosa e puzzolente a pregare per te di fronte al mio signore crocefisso.”
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“Il disoccupato e l’operaio d’oggi dovranno uscire dal cinema con la certezza che Gesù è vissuto in un mondo triste come il loro che ha come loro sentito che l’ingiustizia sociale è una bestemmia, come loro ha lottato per un mondo migliore.”
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana.

“L’elemosina è orribile quando chi la fa crede d’essersi messo a posto davanti a Dio e agli uomini. La politica è altrettanto orribile quando chi la fa crede d’essere dispensato dal sentir bruciare i bisogni immediati di quelli cui l’effetto della politica non è ancora arrivato: È evidente che oggi bisogna con una mano manovrare le leve profonde (politica, sindacato, scuola) e con l’altra le leve piccine ma immediate dell’ elemosina.”
Da Lettere di don Lorenzo priore di Barbiana

“ho voluto più bene a voi (ndr ragazzi) che a Dio, ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto.” Da Lettere di don Lorenzo priore di Barbiana

“Dio non mi chiederà ragione del numero dei salvati, ma del numero degli evangelizzati.”
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“Vuoi tu che i poveri regnino presto? Vuoi che regnino bene? Scrivi dunque o un libro per loro o un giornale per loro oppure fatti.. apostolo tra i tuoi compagni laureati cattolici per dare vita a una grandiosa scuola popolare a Firenze. Non come un dono da fare ai poveri, ma come un debito da pagare e un dono da ricevere.”
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“T’ho scritto solo per metterti in guardia contro te stesso e per difendere la mia carissima moglie chiesa che amo tra infiniti litigi e contrasti (come ogni buon marito usa fare).”
Da Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana

“Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande "I CARE". È il motto intraducibile dei giovani americani migliori: "me ne importa, mi sta a cuore". È il contrario esatto del motto fascista "me ne frego".”
Da Lettera ai giudici

“In quanto alla loro vita di giovani sovrani domani, non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siamo cambiate. La leva ufficiale per cambiare la legge è il voto. La Costituzione gli affianca anche la leva dello sciopero. Ma la leva vera di queste due leve del potere è influire con la parola e con l’esempio sugli altri votanti e scioperanti: E quando è l’ora non c’è scuola più grande che pagare di persona un’obiezione di coscienza. Cioè violare la legge di cui si ha coscienza che è cattiva e accettare la pena che essa prevede.”
Da Lettera ai giudici

“Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto.”
Da Lettera ai giudici

“Se la vita è un bel dono di Dio non va buttata via e buttarla via è peccato. Se un’azione è inutile, è buttar via un bel dono di Dio. È un peccato gravissimo, io lo chiamo bestemmia del tempo. E mi pare una cosa orribile perché il tempo è poco, quando è passato non torna.”
Da Una lezione alla scuola di Barbiana.

 e.l.

postato da: EnricoLongo alle ore 22:45 | Permalink | commenti
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