domenica, 28 dicembre 2008

L’Enigma della politica d'opposizione.

Nella scena politica italiana sembra regnare un tranquillizzante (per alcuni) o preoccupante (per altri) enstablishment diretto da Berlusconi; a Galatone il centrodestra si è addirittura sdoppiato, accollandosi il doppio carico di maggioranza e opposizione. I partiti a sinistra del Pd, in campo nazionale e locale, vengono dati per dispersi; il partito democratico, da parte sua, continua a rimanere schiavo della presupponenza e del più vieto astrattismo. Se è questo il panorama politico, c’è poco da stare allegri. Almeno per quanti, come me, ritengono che il monopolio è sempre il peggior sistema e che esso, in campo politico, confina con il regime, con il quale, nei tempi lunghi e in maniera più o meno soft, finisce col coincidere. Perchè i numeri generano numeri, il potere diventa autorità, la sicurezza diventa tracotanza e il tutto accade in modo spontaneo, naturale, addirittura inconscio e inconsapevole da parte degli attori, attivi e passivi, del processo. Forse ancora non siamo giunti a questo, forse ancora qualcosa è possibile fare per conservare al nostro sistema i caratteri della democrazia, ma la democrazia vuole che chi detiene il potere stia costantemente sulla graticola, nel dubbio e nell’insicurezza, con l’incombenza della spada di Damocle di una possibile sconfitta. Ma, di grazia, come fa Berlusconi a temere, nel breve o nel medio termine, un ribaltamento di situazione se tutto sembra giocare a suo favore? Se i suoi avversari sono preoccupati soprattutto di farsi la guerra al loro interno, piuttosto che mettere insieme le forze per creare un’opposizione reale e credibile? La stessa cosa accade a Galatone. Miceli può stare tranquillo e dormire tra quattro guanciali. Può addirittura permettersi di sfottere per lettera i consiglieri comunali (di opposizione), invitandoli a presentargli delle condizioni di acquisto dell’area adesso divenuta “artigiana” a prezzi “più competitivi di quelli che all’amministrazione sono stati offerti”, fermo restando però che “l’amministrazione non intende derogare alle esigenze di dotarsi di area artigiana”. Come dire, se volete, posso pure concedervi di divenire miei strumenti ma, per le decisioni, ci sono soltanto io e la mia (forte) maggioranza. Finalmente i consiglieri d’opposizione sono stati presi da un conato d’orgoglio ed hanno deciso di rispondere, e hanno risposto, per le rime. Ma a che serve tutto ciò se sino ad oggi l’opposizione, sbrindellata, che in consiglio comunale procede in ordine sparso, non ha saputo partorire, di fronte alla cittadinanza, il ben che minimo topolino? Come fa a sperare di recuperare un certo consenso se continua a registrarsi il classico “nihil sub sole novi”? L’UDC, assente come partito e come segreteria, si è limitata ad un manifesto attraverso il quale ha fatto gli auguri di Natale. Niente altro, da mesi è silenzio assoluto. Nessuno parla, nessuno risponde al telefono, nessuno propone qualcosa. Detto delle sinistre, passiamo al PD. E’ stata l’unica forza politica a darsi da fare; ha creato una sezione, ha organizzato dei dibattiti pubblici, ha fatto parlare di politica. Un ottimo segretario cittadino però è stato costretto a dimettersi, al suo posto ne è subentrato un altro, giovane e pieno di entusiasmo, il quale sicuramente dovrà fare i conti con la natura “particolare” della sinistra, dove convivono tanti di quei vizi capitali di cui dissi qualche post addietro. Presupponenza, astrattismo, indocilità, incostanza, personalismo e chi più ne ha più ne metta regnano sovrani tra gli “intellettuali” della sinistra. L’apodittica superiorità culturale sembra postulare il pensiero senza l’azione, il teorizzare “senza sporcarsi le mani”, il pensiero divergente prima di quello convergente, la critica prima della costruzione di un qualcosa, la nascita di conventicole prima di mettere in campo una forza unica, l’opposizione prima di un programma. Dove andrà a finire di questo passo? Riuscirà a divenire una forza vitale ma omogenea, critica ma unitaria, in tensione di crescita ma salda su un progetto condiviso? Queste mi sembrano condizioni imprescindibili per poter alimentare qualche speranza di poter competere nei tempi ragionevoli e su tale speranza credo che si ritrovino tante persone di buona volontà che amano la democrazia più della stessa parte politica nella quale si ritrovano.

Credo comunque che di queste cose si debba parlare più a lungo e più approfonditamente con gli attori della politica cittadina dell’opposizione che si dichiarino disponibili al confronto e alla discussione.

In attesa di ricevere qualche segno di vita da parte dell’UDC, Il Portavoce inizierà dalle sinistre. Il prossimo 15 gennaio discuterò con rappresentanti della Sinistra cittadina. Vediamo se sarà possibile sciogliere l’ Enigma Sinistra attraverso un dibattito onesto e approfondito.

 

Enrico Longo

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mercoledì, 24 dicembre 2008

Michele e Mauro

 

Tempo di bilanci, di riflessioni, di giudizi. Su ciò che è stato, su quanto è stato fatto, sui principali protagonisti della storia di un anno, anche e perché no?, nella nostra cittadina.

Ed è tempo di “oscar”, di premi, di riconoscimenti.

Anche Il Portavoce vuole fare le sue segnalazioni e assegnare i suoi premi. Premi senza compensi materiali e senza diplomi ufficiali. Niente, soltanto l’indicazione del nome, del cognome e della motivazione.

Ai vincitori va assegnata soltanto UNA STRETTA DI MANO.

Ebbene, il riconoscimento de “Il Portavoce” per l’anno 2008 va a Michele Mariano e Mauro Longo con questa motivazione: “Con Mybox hanno creato uno strumento di comunicazione, di informazione e documentazione, di apertura e di relazione, di confronto, di dibattito, che ha contribuito non poco a svegliare la città da un evidente progressivo letargo ed a sollecitare il dialogo e l’impegno sociale che non potrà non avere benefici effetti nella complessiva vita civile e politica.”

Il primo, sempre impegnato nel suo studio e dietro le telecamere a inventare modi e forme per raccogliere immagini e parole ed affidarle al pubblico oggi e alla storia domani; il secondo, a correre nei locali e nelle piazze ad intervistare, a tessere servizi e documenti, a cogliere pensieri e sentimenti, a ricercare e dare sostanza agli eventi.

Se myboxtv cresce, conquista consensi, guadagna interesse e curiosità e se con essa cresce e guadagna notorietà anche Galatone, quanti sono legati alla nostra cittadina non possono non convenire che l’individuazione di Michele e Mauro come GALATEI DELL’ANNO sia più che legittima. Che ne pensate? Se anche voi vi ritrovate con la mia decisione potrete concorrere ad attribuire il premio che Michele e Mauro hanno vinto, dando loro UNA STRETTA DI MANO, il meno materiale e più significativo premio per una persona perbene.

 

Enrico Longo   

 

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lunedì, 22 dicembre 2008

LA  PACE  DEL  CUORE

 

 Un seme di pace,

 un semplice gesto,

 un sorriso, una stretta di mano

 e negli uomini trepida attesa:

 Che presto finisca ogni guerra?

 Che regni concordia?

 Più dolce si fece l’attesa,

 più forte speranza

 di un mondo migliore.

 

             Un bimbo che nasce,

             un piccolo povero bimbo,

             un canto, un gesto d’amore.

             Perché questo dolce sentire?

             Perché questa pace interiore?

             O bimbo celeste, sei tu

             della pace il fattore!

              Raccogli quell’umile seme

              e tutto trasformalo in fiore,

              diffondilo ovunque nel mondo.

              La pace più vera tra gli uomini

              sei tu.

               E’ la pace del cuore.

Auguri di pace, di serenità, di concordia, di solidarietà, di rispetto, di amore. Auguri agli amici e a chi non conosco, auguri a tutti i cittadini di Galatone, ai grandi e soprattutto ai bambini, ai vicini e soprattutto a chi sta lontano. Auguri ai giovani perchè possano costruirsi un futuro e auguri ai meno giovani perchè sappiano aiutarli a realizzarsi compiutamente. Auguri a chi è impegnato nella vita sociale perchè sappia dare un positivo contributo di crescita e auguri a chi è emarginato perchè conquisti la dignità di "far parte" e di sentirsene pienamente gratificato. Auguri a chi riveste ruoli e responsabilità nella vita politica perchè sappia farsi carico delle vere esigenze della gente e darvi significativa risposta. Auguri a tutti perchè sappiano cogliere il senso vero e profondo di una festa che ritorna ogni anno sempre nuova e sempre uguale. 

ENRICO LONGO

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venerdì, 19 dicembre 2008

IL PORTAVOCE N.28 - Il Consiglio comunale

 

Alcune domande per rompere il ghiaccio e per tastare il polso agli ospiti. Il Presidente D’Agati si autodefinisce aperto e tollerante nella sua leadership e su questo sembrano essere d’accordo i consiglieri e, in particolare, il rappresentante dell’opposizione. Sì, si sente tutelato nella sua difficile condizione di oppositore isolato e senza appartenenze; quanto ha da dire in consiglio, lo dice regolarmente e a viva voce. E’ difficile comunque il ruolo del presidente di un consiglio comunale, a volte vacilla l’abito democratico e tollerante, specialmente con i tanti che hanno l’abitudine di utilizzare tempi biblici per dire cose che potrebbero essere abbondantemente spiegate in poche battute. Ma questa è una caratteristica molto diffusa, ne so qualcosa anch’io per le puntate del Portavoce che regolarmente “esondano” dai sessanta minuti canonici. Tutti d’accordo nel ritenere importante la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale e alle questioni dibattute all’interno del massimo organo di vita democratica, solo che non possono non rilevare come a Galatone risulti difficile poterla esercitare. Non c’è informazione sistematica, in particolare da parte dei partiti politici, praticamente in stato di letargo per tutto il tempo che separa una campagna elettorale dall’altra. E’ resa difficoltosa la partecipazione ai consigli comunali, a causa dell’angustia del locale che sembra studiato apposta per tenere lontana la gente, mentre il web del Comune non risulta ancora perfettamente funzionale e i consigli comunali continuano a risultare tabù. Nel fuori onda prepuntata c’è stato uno scambio dialettico tra il presidente e il gestore di mybox: sembra che l’interdizione alle telecamere della web locale sia giustificata da un vizio di forma, da una richiesta non ortodossa avanzata dall’editore di mybox. Se le cose stanno così e se, come mi è sembrato di capire, il presidente e i consiglieri tutti ritengono utile ridare alle telecamere i consigli comunali, credo che presto la questione troverà felice conclusione. Chissà, quindi, che non si metta riparo, in tempi brevi, ad un vulnus, che sembra inspiegabile anche alla luce dello stesso regolamento, che all’art. 2 così recita: “Il Comune di Galatone, in attuazione dello Statuto, attribuisce alla diffusione televisiva e/o attraverso web delle sedute pubbliche del Consiglio Comunale la funzione utile di favorire la partecipazione dei cittadini all’attività politico-amministrativa dell’Ente.” L’informazione è quindi uno degli obiettivi fondamentali, sui quali si dovrebbero trovare d’accordo tutti i consiglieri dal momento che votarono il documento all’unanimità. Confermano la loro piena condivisione i tre ospiti, fra i quali il Presidente del Consiglio, sul quale grava la reponsabilità della concessione. Speriamo bene, ma non voglio neppure ipotizzare che il Presidente pensi davvero, come ha detto a conclusione, di affidare il compito ad altro attore che non sia mybox, perché ritengo che, così facendo, commetterebbe l’ancora più grave errore di osteggiare una creatura, come la web di Michele Mariano, che da quasi due anni sta compiendo un inestimabile lavoro di informazione e di promozione sociale che gli viene ormai riconosciuto da tutta la cittadinanza e da migliaia di persone che vivono lontano dalla nostra cittadina. Questi dichiarano che attraverso le rubriche e i programmi che vengono proposti dalla nostra web si sentono parte della loro gente potendone condividere  eventi e notizie. Se il presidente D’Agati, seguito in questo dal Consiglio, dovesse dar seguito a quanto detto, commetterebbe una mancanza ancora più grave perché andrebbe a toccare la vita e i sentimenti delle persone.

Quando Galatone avrà una vita politica normale? Quando nasceranno una destra e una sinistra organiche?  Fino a quando l’individualismo e l’egoismo politico faranno aggio sugli interessi dei cittadini? Bove non si nasconde la difficoltà della nascita, anche a Galatone, del P.D.L.; Maglio ha presenti i problemi da affrontare e che ritiene quasi insormontabili, perché si giunga anche a sinistra ad un Blocco unitario. Invitato ad indicare una questione che meriterebbe maggiore attenzione da parte della maggioranza, Luigi Maglio segnala come si continui ad affrontare senza slanci e fantasia il problema del diritto allo studio. Non si può meccanicamente limitarsi a finanziare la mensa, il trasporto e qualche altra piccola cosa da routine; il diritto allo studio deve impegnare l’Amministrazione a rilevare gli altri bisogni dei cittadini, specialmente della fasce sociali più deboli, ed a rispondervi con tutto l’impegno possibile per assicurare condizioni di vita più accettabili e consone ad una società come la nostra. Su questo problema non poteva mancare il confronto, anche acceso, cosa che si è puntualmente ripetuta anche per l’altra questione, ormai ricorrente: quella della zona bis, industriale o pip o commerciale, o come la si voglia chiamare. Per Bove l’operazione è finalizzata alla promozione del lavoro, per Maglio è uno spreco inutile di denaro che potrebbe essere investito altrimenti. Qualche accenno al problema del lavoro, della difficile condizione economica di tanti cittadini che non riescono a sbarcare il lunario e che debbono far fronte a tasse e gabelle. Il governo centrale ha previsto almento una “tessera alimentare”, dice Maglio, perché a Galatone non si fa qualcosa del genere, in favore delle famiglie con gravi problemi? Un accenno anche al problema della casa e ai tanti giovani che hanno di fronte a sé entrambi i problemi, quello del lavoro e della casa per poter mettere su famiglia. Vengono fuori i “contratti di quartiere”, ma pare che su questo problema, al di là di frasi dette e non dette, di parole di circostanza e di qualche accenno ad una processualità in corso, ci sia poco o nulla di concreto. Ci lasciamo nel segno delle festività incombenti e con l’animo aperto alla speranza. La mia raccomandazione è che il Consiglio comunale recuperi tutto lo slancio possibile per affrontare questioni di rilievo sociale, che metta ai primi punti dell’agenda il lavoro, la casa, i bisogni più immediati dei cittadini e che cerchi ogni possibile iniziativa utile ad alleviare le difficoltà delle tante famiglie in sofferenza. Questa è la politica che predilegiamo, queste sono giuste direzione di marcia, quelle per le quali vale la pena di lavorare e, se necessario, di fare polemica e di litigare. Ma sono problemi che possono meglio essere affrontati nella concordia e in spirito di collaborazione. Ma perché questo avvenga è necessario che di contro agli interessi politici di parte prevalgano le urgenze vive e concrete della cittadinanza.

 

Enrico Longo 

il link della puntata:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=7688

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venerdì, 19 dicembre 2008

      LA POSTILLA n. 1

 

Il diritto – dovere all’informazione

Il primo compete a tutti, in quanto cittadini di una società aperta e democratica; il secondo, per gli stessi motivi, incombe su chi riveste ruoli e funzioni, di qualunque genere, nella società di tutti.

Ricercare l’informazione è una giusta esigenza, è voler sapere, bisogno di consapevolezza, ansia di partecipare; fornire l’informazione è comprendere che ogni incarico è per delega, e la delega non è una cambiale in bianco, un trasferimento di potere, definitivo e senza condizioni. Pertanto, il politico, l’amministratore di qualunque società, il sindaco, ciascun assessore e consigliere comunale debbono cercare i modi e i tempi giusti per dare conto di quanto vien fatto. Meglio sarebbe se, qualche volta, dimenticando le procedure, ricorressero a brevi forme di democrazia diretta, chiamando in causa l’universitas civium dei tempi che furono. Cosa possibile, peraltro, specie in una piccola cittadina come la nostra. Il dirigente scolastico deve informare e così ciascun insegnante, e debbono informare il commerciante e l’artigiano del perché e del come di certi prezzi e di certi lavori.

E’ difficile la società dell’informazione? E’ gravosa la società dell’informazione? Sarà mai possibile averne qualche accettabile forma nella nostra comunità cittadina?

Mybox ci sta provando. Prima una-due-tre-quattro rubriche; pronte risposte  a chiamate di qua e di là a raccogliere  e fermare parole e immagini; oggi una redazione di giovani, brillanti e preparati, a confezionare l’informazione giornaliera.

Siamo sulla buona strada. Non so se altrettanto si possa dire, invece,  del primo cittadino o dei singoli consiglieri comunali. Sinora non hanno particolarmente brillato per comunicazione e trasparenza, in particolare hanno ignorato l’appello per la trasmissione in diretta dei consigli comunali. Su tale tema non si è fatta valere la forza della maggioranza e non si è levata alta la voce dell’opposizione. Hanno tutti preferito il silenzio o il basso profilo. Questa è una loro decisione, della quale prendiamo atto ma che non possiamo non ritenere un significativo indicatore di qualità nel giudizio politico.

La gente intanto continua ad invocare la ripresa dei consigli comunali, sino a ieri, tra gli altri con commenti sul blog del Portavoce.

 Non credo, però, che da parte nostra debbano essere avanzate altre richieste. Il tempo è abbondantemente trascorso.

 

Enrico Longo

il link del MyboTG di venerdì 19 dicembre in cui è presente La Postilla n.1

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=7682

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giovedì, 18 dicembre 2008

 portavoce_28avviso[1]

IL PORTAVOCE N. 28: Il Consiglio comunale

 

       Ospiti della puntata:

 

        Giovanni D’Agati, presidente del Consiglio comunale

        Luigi Maglio, consigliere d’opposizione

        Agostino Bove, consigliere di maggioranza

 

Inizierò con una serie di domande alle quali chiederò delle risposte sintetiche e veloci, anche perché le domande previste sono tante e il tempo complessivo non può superare la durata di un’ora. Successivamente passeremo ad affrontare alcune importanti questioni trattate o non trattate in Consiglio. Lo scopo è di dare al pubblico degli utenti la possibilità di fare capolino nelle questioni della vita politico-amministrativa della città.

Ecco alcune delle domande che farò agli ospiti:

³    Come valuta il CONTROLLO SOCIALE sull’azione dei consiglieri comunali?

³    Considera LEGITTIMA la volontà di un singolo cittadino di avere accesso agli atti del Consiglio comunale?

³    Un CITTADINO che voglia copia di una DELIBERA di Consiglio o di Giunta a chi deve rivolgersi?

³    Le segreterie dei partiti intervengono nella vita amministrativa? Come?

³    Come valutate il livello di partecipazione dei cittadini all’azione amm.va: basso - normale -considerevole - esagerato

³    All’esponente dell’Opposizione: definisca la destra/le destre di Galatone

³    All’esponente di destra: definisca la sinistra/le sinistre di Galatone

³    All’esponente dell’Opposizione: cosa ha/hanno la destra/le destre di Galatone che proprio non le piace?

³    All’esponente di Maggioranza: cosa ha/hanno la sinistra/le sinistre di Galatone che proprio non le piace?

Queste, come detto, sono soltanto alcune delle domande, quelle che ho previsto sono tante, forse troppe. Mi auguro di poterne fare il più possibile e che gli ospiti possano venirmi incontro con risposte esaurienti e sintetiche nello stesso tempo.

Ci sono poi delle domande specifiche per il Presidente del consiglio.

 

La puntata sarà registrata domani, 19 dicembre, alle ore 19 e sarà postata su myboxtv.com la mattina del giorno dopo.

 

 Enrico Longo 

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martedì, 16 dicembre 2008


    MAESTRO UNICO?

Cadono ad una ad una le ragioni sulle quali la ministra Gelmini fondava il radicale sconvolgimento della scuola primaria. Con tutte le riserve che ho sempre nutrito nei confronti delle prove così dette scientifico-oggettive (OCSE-PISA), vale comunque far presente come la scuola primaria italiana sia uscita costantemente a testa alta dalle varie valutazioni alle quali è stata sottoposta. Sempre fra le prime, regolarmente presentandosi come una scuola in grado di fornire alti livelli di apprendimento e di formazione complessiva. Dopo i brillanti risultati conseguiti in occasione della rilevazione del 2006 sulle abilità di lettura e di comprensione del testo, i nostri scolari fanno registrare, contro ogni nera previsione di chi riteneva di "saperla lunga", brillanti risultati anche nelle discipline scientifiche, segnatamente in matematica e nelle scienze. Questi risultati si riferiscono alle rilevazioni della IEA (International Association of educational Achievement). Ma veniamo ai dati.

Nel 2006 lo studio PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study) sulle abilità di lettura si concluse con un brillante risultato, così espresso nel Rapporto dell’Invalsi: “l’Italia, con 551 punti, si colloca nella fascia alta del rendimento nella lettura con un punteggio significativamente più alto della media internazionale.”

Tale risultato non poteva essere ignorato dal ministero che si dichiarava sconfortato dalle performance che la scuola italiana faceva registrare nelle competizioni internazionali. Veniva però ignorato o nascosto nel momento in cui si procedeva con decisione sulla strada della destrutturazione della scuola primaria con l’introduzione del “maestro unico”. E comunque restava, qualcuno potrà obiettare, la conclamata indubitabile insufficienza dei nostri studenti nelle materie scientifiche a giustificare quanto era stato deciso. Senonchè, per sfortuna della ministra e della corte di emeriti esperti e consiglieri, giungevano, uno dopo l’altro, i risultati sorprendentemente positivi dei nostri studenti di ogni ordine e grado in tutte le competizioni che avevano la ventura di affrontare. Il fatto è che i nostri ragazzi  ad un certo momento son sembrati coalizzati per smentire sistematicamente, e clamorosamente, certi assiomi, ritenuti, in quanto tali, incontestabili. In questi ultimi giorni infine, esattamente il 9 dicembre, è stato presentato alla stampa il risultato del TIMSS 2007 (Trends in International mathematics and Science Studies), il più avanzato e importante programma di valutazione degli apprendimenti in matematica e nelle scienze, sempre condotto dall’IEA in un arco di tempo di dieci anni sugli alunni in uscita dalle scuole elementari e medie di sessanta Paesi. Ebbene, in particolare gli alunni delle scuole elementari si collocano ai primissimi posti, nonostante che la loro età risulti inferiore ai “rivali” degli altri Paesi. Infatti i soggetti valutati sono gli alunni delle classi quarte che per l’Italia hanno nove anni, mentre negli altri Paesi ne hanno uno o due in più. Cosa dire a conclusione di tutto questo?

Che forse la scuola italiana meriterebbe maggiore e diversa attenzione, che non ha assolutamente bisogno di alcuna riforma. L’attuale assetto è il frutto di uno sforzo di studio, di ricerca e di sperimentazione che, iniziatosi all’alba degli anni Settanta, si è concluso con i programmi del 1985 e con l’assetto istituzionale del 1990. Di quell’assetto pedagogico-organizzativo la pluralità dei docenti rappresenta il fiore all’occhiello, probabilmente il vero segreto della sua funzionalità e dei brillanti risultati che si fanno registrare. Teniamo veramente alla nostra scuola primaria? La vogliamo davvero competitiva sul piano internazionale? Se queste sono le vere intenzioni, basta poco per realizzare i nostri sogni: lasciamola in santa pace, ancora per qualche lustro.

 

Enrico Longo

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venerdì, 12 dicembre 2008

  

Un doveroso bilancio

Sarà dedicata al massimo organo della democrazia cittadina la prossima puntata de “Il Portavoce”. Si parlerà dei problemi relazionali “interni ed “esterni”, ossia dei rapporti tra maggioranza e opposizione/i, tra Consiglio Comunale e Giunta, del raccordo tra i consiglieri e le Commissioni consiliari. Si cercherà di capire esistenza e carattere del legame tra i consiglieri e le rispettive Segreterie dei partiti e degli stessi con i Gruppi associativi cittadini e con la cittadinanza. Si metteranno a fuoco alcuni principi oggettivamente fondamentali nell’esercizio della democrazia rappresentativa: il significato del voto, della delega, della rappresentanza, della partecipazione, dell' informazione, del controllo sociale. Ospiti della trasmissione saranno il Presidente del Consiglio Comunale, dott. Giovanni D’Agati e due Consiglieri, l’ins. Luigi Maglio per l’opposizione e l’ing. Agostino Bove per la maggioranza. Con loro entreremo soprattutto nei contenuti dell’attività consiliare: delle cose fatte, da fare e di quelle che si dovrebbero e non si vogliono fare, delle questioni di particolare rilievo, delle decisioni e delle scelte qualificanti, degli errori e delle omissioni più gravi. Si farà un bilancio, insomma, dell’attività sinora svolta, si fornirà al pubblico dei cittadini un’ informazione onesta e critica, perché ciascuno possa entrare in possesso, attraverso la diretta testimonianza degli attori protagonisti dell'azione politico-amministrativa, di quelle conoscenze che sono indispensabili per le doverose valutazioni che rientrano nel più legittimo diritto di ciascuno.   

La puntata sarà registrata venerdì 19 dicembre alle ore 19 e andrà in onda nella mattinata del giorno dopo.

N.B.: Dopo la puntata speciale sulla zona industriale bis mi sembra giusto indicare questa come la puntata n.28.

Enrico Longo

 

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mercoledì, 10 dicembre 2008

La Postilla: una nota a margine, un’appendice, una puntualizzazione, un approfondimento ad una delle tante interessanti notizie che saranno fornite dal tg cittadino di myboxtv.  Per riflettere insieme su fatti ed eventi che ci accadono intorno o che meritano comunque la nostra attenzione. Il venerdì, al termine del tg e nelle occasioni che lo richiedano.

Enrico Longo

il link della sigla a cura di Skakkomatto:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?cod=7518

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lunedì, 08 dicembre 2008

I sette vizi capitali della politica cittadina (e non solo). 

Ho l’impressione che quanti si fermino a pensare alla politica cittadina non possono che rilevarne mancanze o difetti più o meno vistosi. Da tempo mi sorprendo ad osservare quanto accade da noi e non posso fare a meno di pensare che le cose potrebbero andare meglio, se si prestasse maggiore attenzione ad alcuni aspetti della politica, che si ripetono da così tanto tempo da sembrare sua sostanza e carattere intrinseco. Di seguito ne indico qualcuno di questi aspetti e li sottopongo all’attenzione. Nessuna volontà di ergermi a supervisore, ma soltanto quella di portarli in superficie nella speranza che possano a uno a uno venir meno.

 

Primo : Il leader.

Sembra che la leadership sia la conclusione di una corsa ad ostacoli. La corsa ha inizio non appena si scorge che il capo storico sta per “tirare i remi in barca”. Cosa che però accade, per fortuna o per sfortuna, assai raramente. In questi casi è d’uopo giocare d’anticipo, battere gli altri, con ogni mezzo. E questi mezzi sono l’eccentricità (delle cose che si dicono), l’individualismo, il protagonismo ad ogni costo, il dirla in una maniera “esagerata”. Essere squadra non sembra giovare alle ambizioni di chi si candida ad esserlo. Nel momento in cui, nonostante ci si reputasse degni, si è usciti ingiustamente battuti, rimangono pur sempre le armi dell’ostracismo, della polemica, dell’individualismo, della contrapposizione. Insomma si finisce col “remare contro”. Contro il fortunato leader e contro il partito. Questa cosa accade a Galatone, ma, a ben vedere, anche fuori dalla nostra cittadina.

 Nella leadership, che non è da tutti, convivono intelligenza, apertura intellettuale, capacità di relazionarsi, di coinvolgere, di saper mediare, di ricercare il confronto e l’analisi sapendo giocare il ruolo, di volta in volta, di orientamento, coinvolgimento, di sintesi, di proposta. Leader si nasce, insomma, anche se il leader, in un gruppo politico, può essere, e spesso lo è, più di uno. Il leader vero, se sconfitto, si mette al servizio e attende il suo turno. Dando prova, nel contempo, di possedere le doti necessarie ad esserlo, a suo tempo.

 

Secondo: Il partito.

La vita del partito politico batte soltanto alla vigilia delle campagne elettorali. Allora il letargo si interrompe, suona la carica, si accendono le luci, si spolverano le bandiere, ci si rischiara la voce. Riappaiono i leaders, spesso si fanno annunciare da circoli culturali che improvvisamente nascono come i funghi.

Il politico non può apparire dal buio di mesi o anni di deserto. A cosa avrà pensato durante quel periodo? Ai problemi della gente o alle proprie ambizioni? Il politico non ha il compito di stare accanto alla sua gente e viverne, giorno dopo giorno, esigenze, problemi, difficoltà per cercare di tradurle in ipotesi di lavoro, all’interno della sua mente e nei pubblici confronti?

 

Terzo: i contenuti della politica.

Chi ricorda i temi dell’ultima campagna elettorale non potrà che condividere che di tutto si sia parlato tranne che di “problemi” reali. Tra beghe personali e offese gratuite son venute fuori anche dotte disquisizioni di filosofia della libertà e di diritto, ma niente di concreto, di chiaro, di interessante.

 

Quarto: maggioranza e opposizione.

Chi vince le elezioni si arma presto di arroganza e di spirito di superiorità; chi le perde cerca di scovare ogni possibile occasione per criticare. Guai ad aprirsi agli altri; guai a giudicare positivamente una cosa fatta bene dall’altra parte. Chi perde le elezioni credo che dovrebbe prepararsi a vincerle la volta successiva. In fondo l’alternanza è l’aspetto sostanziale della democrazia. Forse su questo siamo tutti d’accordo, ma evidentemente non sulle strategie utili a perseguirla, per cui, sia in campo locale che in campo nazionale, sembra che la minoranza adotti la strategia che rischia di confermarla sempre più minoranza. Anziché cercare le cause della mancata vittoria e pensare di porvi rimedio, attraverso un lavoro di analisi critica indirizzato all’interno, si vanno a cercare i difetti e gli errori degli altri. Anche questo accade sia nell’ambito cittadino che in campo nazionale. Nessuno mai ha il coraggio di riconoscere la sconfitta e di sapersi meritare la vittoria futura.

 

Quinto: i discorsi di politica.

Per me sono incomprensibili: sono battute, slogans, frasi fatte, episodi relativi a singoli personaggi. No, il politichese non mi appassiona, preferisco affrontare una questione e approfondirla con il mio interlocutore. Oggi vanno di moda gli “opinionisti”. Chi sono? Sono dei personaggi che “fanno opinione”, che si offrono di risparmiarci la fatica di pensare, che pensano per noi insomma. Offrono frasi ad effetto, parolacce, insulti, espressioni icastiche contro questo e quello. Creano un lessico, un frasario, un modo di pensare. E, purtroppo, diventano personaggi, lautamente pagati e …maestri di vita.

 

Sesto: la delega.

I consigli comunali sono soltanto per gli “addetti ai lavori”. Nell’angusto spazio disponibile per il pubblico, dieci persone sembrano una folla. Attraverso il video si possono vedere le partite di calcio, gli spettacoli spazzatura delle varie reti, ma non si può seguire un consiglio comunale. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, dietro una mozione presentata da un consigliere dell’opposizione, il sindaco, mentre parlava di ingiuste critiche al suo operato, si è lasciato sfuggire una frase, rimasta interrotta “..ma poi questo mybox…”. Non ha concluso la frase, ma sembrava che volesse chiuderla mettendo anche la webtv locale nel calderone delle critiche indiscriminate che vengono rivolte al sindaco e agli amministratori. No, caro sindaco, se era quella la tua intenzione, stavi per dire qualcosa di assolutamente infondato. In particolare la mia rubrica vuole essere motivo di partecipazione e confronto libero e costruttivo, rifugge da ogni secondo o terzo fine, combatte sistematicamente, come stai leggendo in queste note, ogni deviazione dal confronto onesto e razionale. Chiudere invece le porte all’informazione e blindare il Consiglio comunale è l’esplicita asserzione che la “delega” ricevuta dai consiglieri corrisponda ad una contemporanea rinuncia, da parte dei cittadini elettori, alla partecipazione e al controllo.

 

Settimo: L’indifferenza.

La gran parte dei cittadini sembra indifferente a quanto accade in città. Contratti di quartiere, pug, strisce blu, raccolta differenziata, piano traffico, centro storico…niente sembra appassionare più di tanto. Ma questo è un problema che riguarda la gente, appunto, la cittadinanza. Non è responsabilità di chi amministra. O no?

 

Enrico Longo 

postato da: EnricoLongo alle ore 09:10 | Permalink | commenti (17)
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