sabato, 31 gennaio 2009

IL PORTAVOCE INCONTRA L’U.D.C.

 

Un incontro necessario e atteso per più di un motivo, il primo dei quali era la necessità di chiarire la collocazione del partito nello scacchiere politico cittadino: maggioranza, opposizione o qualcosa di mezzo?

Il chiarimento c’è stato e ne prendiamo atto con soddisfazione. Nessuna ambiguità, i due consiglieri comunali dell’U.D.C. occupano gli scranni dell’opposizione e si sentono impegnati nel compito di controllo degli atti e di tutela dei cittadini, non rifuggendo da contatti e intese con gli altri consiglieri dell’opposizione. Con questi ultimi è attualmente in corso un’intesa centrata sul problema dei rifiuti e volta ad ottenere l’impegno del governo cittadino a dare finalmente il via alla raccolta differenziata spinta che possa contribuire a risolvere il problema, esploso, nella forma drammatica che tutti conosciamo, nell’ultimo periodo. Fracasso e Tundo si dichiarano parimenti disponibili ad intese con la stessa maggioranza, qualora intravedano utilità e vantaggio per la cittadinanza. Molto chiare e precise le idee di Tundo sul problema dei rifiuti e sulle strategie utili per farvi vantaggiosamente fronte; interessanti le proposte di Fracasso sul turismo, intorno al quale esplicita un progetto completo e strutturato. Sinergie con i comuni di Gallipoli, Sannicola e Nardò per azioni coordinate per le fasce costiere; valorizzazione del S.Rita e recupero dell’intero patrimonio architettonico e culturale della città, utilizzo ecocompatibile del tratto marino e boschivo sovrastante, da attrezzare, quest’ultimo, come parco ambientale, “scalfito” soltanto da piste pedonali e ciclabili. “Non esiste turismo senza promozione del territorio”, dice Fracasso, e non posso non concordare, essendo questa una mia idea fissa, come di qualunque persona ragionevole e veramente attaccata al proprio ambiente. Si parla finalmente di “Contratti di quartiere”, che non sono stati dimenticati e che anzi potrebbero vedere quanto prima la luce. I dubbi che li circondano vanno individuati nel difficile momento economico che potrebbe rendere problematica la partecipazione dei privati, che ne sono fondamentali partners. Per il buon esito della procedura, è necessaria una loro robusta partecipazione che, a causa della grave crisi economica, potrebbe tardare o venir meno. Fracasso e Tundo su questa questione manifestano una certa preoccupazione. Certamente sarebbe un peccato se dovessero venir meno, se solo ci si ferma a considerare gli interventi previsti: la costruzione di ventuno alloggi nel comparto 14 del Piano di Zona; la pavimentazione e l’ arredo urbano di alcuni percorsi e piazze principali del nucleo antico; la riqualificazione e ristrutturazione urbanistica dell’area dell’ex mercato coperto di via Roma; il recupero e la rifunzionalizzazione dell’ex cinema Minerva come sala per conferenze e manifestazioni; la ristrutturazione urbanistica dell’area della caserma dei Carabinieri di via Paraporti; la pubblica illuminazione dei comparti 13 e 14 del Piano di Zona.

 Un progetto importante, insomma, capace di cambiare il volto della città e di dare risposta ad esigenze fortemente avvertire dalla cittadinanza e volto a risolvere problemi abitativi per giovani coppie, a creare nuovi luoghi di aggregazione, migliorare esteticamente e funzionalmente la città, favorire l’occupazione. A questo punto, anche in considerazione della crisi finanziaria e dei costi richiesti da qualunque progetto, mi sorge spontanea la domanda se non sia necessario stabilire una rigorosa scala di priorità tra i progetti, avendo riguardo alla loro importanza ed utilità obbiettiva. Se non è possibile realizzare tutto, cosa privilegiare tra i Contratti di quartiere, un progetto turistico che investa anche il S.Rita e la marina e la realizzazione della nuova zona PIP, che non sembra ancora uscita di scena? Per Fracasso la priorità va data ai progetti che producono lavoro e, secondo lui, nulla più del turismo sembra oggi rispondere a tale caratteristica. Tundo non esclude che si possa realizzare anche la zona bis, se solo si riflette sull’utilità della sua proposta, avanzata in consiglio comunale e non presa in considerazione, ma che oggi improvvisamente sembra assurta agli onori della cronaca. Lunedì prossimo, infatti, in consiglio comunale si discuterà su una delibera già disposta dal Sindaco che ricalca fedelmente quella da lui presentata nel mese di dicembre scorso. La proposta prevede di non cancellare l’ipotesi della zona bis, ma di subordinarla all’assegnazione dei fondi europei, in assenza dei quali verrebbe definitivamente archiviata. A questo punto passo ad affrontare il problema di una emergenza che sembra essere tutta nostra. Sollecitato da più parti, e personalmente turbato dalla gravità delle condizioni igieniche in cui versa il centro storico e, a ben vedere, l’intera città, chiedo agli ospiti se non ritengano di dover intervenire con ogni urgenza per migliorare il decoro e la pulizia delle nostre strade, delle piazze, dell’intero centro storico, dove latita addirittura la raccolta dei rifiuti e si nascondono vere e proprie microdiscariche di eternit di amianto. Grave e inaccettabile è anche l’attuale gestione del cimitero, che non ci fa certamente onore. Anche questo è un problema da risolvere al più presto. I due ospiti concordano in pieno e si ripromettono di farsi sentire. Nel concludere la puntata, tento di scoprire le carte degli ospiti per quanto concerne le prossime scadenze elettorali per le provinciali. Niente. Restano entrambi abbottonati e prudenti. Saranno, invece, espliciti nel “fuori onda” finale, quando mi confessano cose abbastanza importanti. Ma di questo non posso dire niente. Per professionalità e rispetto.

 

Enrico Longo 

Il link della puntata:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8197

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categoria:politica, turismo, rifiuti, portavoce, galatone
venerdì, 30 gennaio 2009

Piaccia o non piaccia

“Piaccia o non piaccia!”, gridò la Poli Bortone, appena divenuta sindaco di Lecce; piaccia o non piaccia – pensò – la città deve recuperare il suo più autentico splendore, divenire città d’arte com’era giusto e legittimo attendersi, mettere in mostra i suoi gioielli, le mura di Carlo V, da sempre offese dalla vicinanza opprimente di prosaiche strutture che le occultavano agli sguardi e all’ammirazione dei leccesi e dei non ignari turisti. Da tempo custodiva il progetto di dare alla sua città l’immagine e la funzione che più le competeva, pur consapevole che avrebbe trovato ostacoli di ogni genere dinanzi alle sue ambizioni. E infatti gli ostacoli non tardarono a manifestarsi, rappresentati dai commercianti, bellicosi e pronti alla pugna, che non volevano saperne di abbandonare il cuore pulsante del centro cittadino per le proprie preziose mercanzìe. Fermi e decisi a rifiutare ogni ipotesi che la Poli offriva, difendevano strenuamente il diritto di poter vendere aringhe e scorfani, pantaloni e giacchette nei pressi delle preziose mura, e accanto si trovavano tanti sciocchi e miopi cittadini che all’amore per l’arte e la cultura preferivano la comodità di avere a portata di mano, al centro della città, tutti gli oggetti della spesa quotidiana e settimanale. Altra battaglia, altri nemici in occasione della rimozione degli alberi del viale dell’università. E così per tante altre cose, oggettivamente utili e necessarie, ma per le quali nessuno desisteva dall’organizzare la solita crociata. In ogni occasione la Sindaca ha fatto valere il progetto, serio-importante-utile; ha opposto il suo “Piaccia o non piaccia” ed è andata avanti. A testa bassa, con  decisione. Oggi sono tutti d’accordo nel dire che aveva ragione lei: lo dicono i commercianti, lo ripetono i pescivendoli, se ne sono fatta una ragione persino le cernie e i capitoni.

 “Piaccia o non piaccia”, è stato gridato a Galatone la sera del 16 gennaio scorso, in faccia ai tecnici, corsi a dare il proprio contributo di idee nel processo di costruzione del pug, che ritenevano veramente aperto al contributo di idee delle varie componenti della socialità cittadina. La frase, gettata lì nel mezzo della discussione, ha improvvisamente cambiato la faccia alle cose e dato diverso significato alle operazioni presenti, passate e future. Il pug è apparso una cosa già fatta; gli incontri programmati, una inutile perdita di tempo; le speranze dei tanti cittadini, illusioni e chimere; i lamenti degli abitanti del centro storico, soltanto grida nel deserto; le proposte avanzate da qualcuno, delle semplici velleità destinate a non ricevere nè ascolto nè attenzione.

Si sta forse ripetendo a Galatone quanto già accaduto a Lecce con la Poli? Siamo un popolo di ciechi davanti a chi vede lontano e in profondità?  Sinceramente me lo auguro, perchè ciò, indipendentemente dalla violazione formale del percorso democratico, potrebbe lasciare la speranza che Sindaco e collaboratori abbiano in mano un progetto serio, intelligente, utile e prezioso per la città. Un progetto che preveda la rinascita e la valorizzazione del nostro patrimonio architettonico e artistico, delle nostre risorse culturali e paesaggistiche, del nostro centro storico con cuore, polmoni e fegato finalmente funzionanti. Se così fosse, sarei il primo a plaudire a questo ulteriore “Piaccia o non piaccia”. Senonché a lasciarmi sospeso nel dubbio e a non farmi presagire niente di buono, nonostante l’immutata fiducia nei confronti dello staff politico e tecnico che sovrintende al partecipapug, sono tante cose che m’è capitato di sentire negli ultimi tempi: le facezie dette sulla raccolta differenziata, la strenua difesa dell’utilità della zona bis, l’oblio sui Contratti di quartiere, l’assenza del S. Rita nel questionario e in qualunque discorso sul turismo, i sussurri sulla volontà di cementificare campagne e zona costiera, la strana teoria di qualcuno che vuole la sporcizia come un nostro storico e definitivo tratto distintivo. Possono tutte queste cose rappresentare indizi di un, se pur minimo, progetto di città? Mi sembra che sia lecito nutrire più di qualche perplessità o, quanto meno, restare in amletica attesa. Che si abbia tutti torto. Che le tante giornate dedicate agli incontri sortiscano un qualche risultato. Che il partecipapug risulti, non solo grammaticalmente, un nome composto.

Intanto, prendiamo atto che “Il Piaccia o non piaccia” è apparso anche da noi, come una delle tante frasi destinate a restare nella memoria.

A Lecce possono tutti ricordarlo come il monito di un’azione decisa e forte della Poli per la rinascita della città, cosa che oggi tutti possono constatare. Per quanto ci riguarda s’impone l’epochè e il legittimo dubbio: sarà una cosa del genere o dovremo invece ricordare la frase come un arbitrario vulnus alla partecipazione democratica, dettato dalla vile forza dei numeri, ma che non può trovare alcuna giustificazione di ordine etico e culturale?

 

Enrico Longo

Il Link del MyboxTG di venerdì 30 gennaio in cui è presente "La Postilla"

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8195

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categoria:cultura, politica, turismo, democrazia, societĂ , portavoce, galatone
venerdì, 23 gennaio 2009

 

       

     Lettera Aperta

 

      Al Sindaco

      All’Assessore all’Urbanistica

      Alle segreterie dei partiti politici

      e p.c.   A tutti i Cittadini di Galatone

 

 

Nel questionario predisposto per il Partecipapug non è fatto alcun cenno al Villaggio S.Rita. La domanda n. 26, infatti, che chiede se “è importante favorire lo sviluppo del turismo”, fa riferimento a “un pezzetto di costa -La Reggia-, le campagne, il Centro Storico”. Niente altro. Che dire? Una dimenticanza, la considerazione che il sito non abbia alcun pregio o la deliberata scelta di evitare vecchie e nuove diatribe?

In tutte e tre le ipotesi non ho dubbi nel ritenere che si stia commettendo un imperdonabile errore di sottovalutazione di un sito che può e deve rappresentare un importante punto di qualità  per una seria strategia di promozione del territorio e di sviluppo turistico. Un elemento di pregio che può funzionalmente legarsi alla città che, con il suo Palazzo marchesale, le Chiese, il Barocco, i Frantoi ipogei, il Castello di Fulcignano, la Grotta dei Cappuccini, il Centro storico offre indiscutibilmente un’ offerta turistica di assoluto pregio. A tale patrimonio architettonico, artistico e culturale il Santa Rita può offrire il sostegno della ricettività e del paesaggio, contribuendo a costituire un complesso dove natura, arte e cultura possono unirsi in un insieme allettante per ogni genere di presenza. Ad uno sguardo appena un po’ attento non possono sfuggire le potenzialità di sviluppo che possono discenderne se solo lo si salva dall’attuale trascuratezza e lo si fa oggetto di un minimo di attenzione e di una sinergica politica d’interventi di privati e pubblica amministrazione. Un Santa Rita recuperato ad una condizione accettabile può, infatti, far pensare a una ulteriore e stimolante destinazione. Non soltanto un villaggio residenziale o un dormitorio, ma anche un centro per incontri di carattere culturale, politico, sociale,

UN POLO CONVEGNISTICO DI ALTA QUALITA’

 e di ampio raggio territoriale, aggiungo,  se solo ci si muove nelle giuste direzioni che mi sembrano suggerire le azioni che seguono:

1.    Lasciar perdere storie e storielle del passato e del presente, sposare finalmente la strategia dell’azione e della programmazione, superando, tra l’altro, le lentezze burocratiche della macchina amministrativa che, in più di una occasione, fanno pensare a un vero e proprio ostracismo nei confronti di chi voglia fare impresa.

2.    Stabilire virtuose intese con i privati per favorire il completamento dell’albergo, del Centro congressi e incoraggiare il miglioramento quanti-qualitativo del settore della ristorazione. In particolare, per quanto attiene al centro congressi, dargli struttura e conformazione d’ avanguardia (ampio e confortevole salone centrale con stanzette attigue collegate in audio-video per i lavori paralleli al convegno o per l’ascolto riservato…).

3.    Completare e/o potenziare gli impianti di illuminazione e fognante, dare una migliore sistemazione all’insieme, sistemare le strade, possibilmente in maniera acconcia, guardando a quanto è stato fatto per S. Maria al bagno, predisporre delle terrazze/rotonde ai punti più caratteristici e panoramici, realizzare, finalmente, la tanto invocata stradina di collegamento con il mare.

4.    Realizzare o consentire la realizzazione di un ampio e funzionale parcheggio.

Una struttura di qualità, insomma, da utilizzare in ogni periodo dell’anno, conchiusa e riservata ma vicina alle più importanti arterie stradali, paesaggisticamente apprezzabile, invidiabile per la posizione, da collegare, se necessario anche a mezzo navetta, al centro storico cittadino e alle risorse artistiche e culturali del comprensorio turistico.

Qui si ferma la mia proposta che sottopongo alla Vs attenzione, perché possiate dedicarle riflessioni e approfondimenti. Mi auguro che la vogliate accogliere nei vostri rispettivi ambiti di interesse e di competenza, per evitare che il processo di costruzione del PUG e l’impegno dei partiti politici si lascino sfuggire un’occasione di sviluppo che mi sembra reale e possibile.

In attesa di cortesi riscontri Vi saluto cordialmente

 

    Enrico Longo

Il link del MyboxTG di venerdì 23 gennaio in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8112  

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categoria:politica, turismo, portavoce, galatone
mercoledì, 21 gennaio 2009

protavoceudc

   IL PORTAVOCE INCONTRA L’U.D.C. 

Continua il viaggio nella politica galatonese. Sono di scena questa volta due rappresentanti dell’UDC, Enzo Fracasso e Giovanni Tundo. Per parlare dei problemi più importanti sul tappeto: della strana configurazione del Consiglio comunale, di alleanze e strategie, di maggioranza e opposizione, di Pug e dell’emergenza rifiuti. Parleremo probabilmente anche di zona bis e dell’ incomprensibile oscuramento dei consigli comunali, di centro storico e di albergo diffuso, di cultura e di turismo, di lavoro, di giovani, di prospettive per l'economia locale e dell’attenzione che si presta o che si dovrebbe prestare a queste tematiche. Qualche accenno si potrebbe anche fare ai Contratti di quartiere, solennemente annunciati e silenziosamente messi da parte.  Chiederemo di conoscere obiettivi, speranze e certezze del partito e la collocazione che gli si vuol dare, sia in campo nazionale che locale. Altri argomenti interessanti verranno certamente alla ribalta. Le questioni non mancano, ce n’è a sufficienza per una trasmissione ricca e stimolante. La puntata sarà registrata venerdì 30 gennaio alle ore 19 e sarà diffusa la mattina del giorno successivo.

A presto

Enrico Longo

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categoria:politica, turismo, rifiuti, portavoce, galatone
sabato, 17 gennaio 2009

 

 L'altra faccia della luna

La “faccia nascosta” comincia a venir fuori. Le sinistre riconoscono gli errori e vogliono ripartire, con un soggetto politico “pesante”, dice Maurizio Pinca, che sappia rispondere alle domande e ai bisogni di quanti soffrono con particolare intensità gli effetti della crisi economica e della recessione in atto. Recuperare le idee e le ideologie del passato e saperle adattare ai tempi che sono cambiati, tornare presenti e pesanti nella vita nazionale e in quella locale. Anche il PD mostra la sua faccia e comunica scelte e strategie. Il partito è in una fase di costruzione e di elaborazione di idee e progetti. All’interno è impegnato nella ricerca di utili strategie che possano rispondere alle esigenze dei cittadini e alla congiuntura economica e sociale, ad amalgamare le due anime dei partiti che lo compongono; nel contempo guarda all’esterno per studiare e approfondire i problemi reali e vivi della popolazione, che rappresenta il principale riferimento per ogni azione politica. Il tutto, nell’umiltà della classe dirigente, giovane e inesperta, che impara il difficile mestiere mentre lavora e tesse la tela per recuperare quanti, dopo aver costruito i due partiti, si sono allontanati e quanti guardano al nuovo soggetto politico con interesse e simpatia. Socialista da sempre, Luigi Maglio segue le strategie del suo partito ai vari livelli nazionali e periferici, un partito frazionato a più riprese e ridotto alle insignificanti percentuali di oggi, per individuare la strada più giusta e meglio compatibile. Essere rappresentante unico in consiglio comunale è un’esperienza difficile e frustrante, e questo è anche il pensiero di Flavio Filoni, e non si può dar loro torto. A ciò va aggiunto, ed è il sentimento di tutti, che è assolutamente poco incoraggiante rilevare l’assenza di una opposizione che svolga il compito, indispensabile in ogni democrazia, di controllo e di condizionamento dell’opera della maggioranza. Ecco perché i singoli esponenti della minoranza cercano ogni occasione per fare quadrato e ritrovarsi, non su problemi ideologici, cosa che sarebbe improponibile, ma su questioni concrete e sulla valutazione intorno alle decisioni della maggioranza, che potrebbero passare inosservate e senza alcun plausibile contrasto. Tali confronti si sono realizzati dapprima sul problema della famosa zona bis e poi su quello dei rifiuti e, in entrambi i casi, hanno sortito l’effetto sperato, ossia quello di dare più completa e obbiettiva informazione alla cittadinanza e di costringere gli amministratori ad ulteriori approfondimenti delle questioni, dopo che si manifestavano sicuri e fermi nelle decisioni. Qualcuno si è lasciato sfuggire che probabilmente la questione della zona bis è per il momento messa da parte e che in futuro potrebbe essere definitivamente derubricata. Per quanto attiene al problema dei rifiuti, si è trovata univocità di indirizzo nel ritenere la raccolta differenziata spinta il primo ineludibile passo per cominciare ad affrontare, con senso di realtà e speranza di soluzione, un problema che, altrimenti, rischia di ritornare ad essere presto una drammatica emergenza.

 Il PD, per voce del segretario, informa che sull’argomento è stata posta  significativa attenzione e che all'interno del partito è generale volontà quella di continuare a vigilare sulle mosse della civica amministrazione e di fornire alla cittadinanza informazione chiara e corretta. E’ plausibile pensare ad una normalizzazione della vita politica cittadina? E’ lecito pensare alla costituzione di una alleanza strategica del PD e dell’intera sinistra in vista delle votazioni per il rinnovo del consiglio comunale prossimo venturo, che non è “prossimo”, ma per il quale sembra necessario un lavoro serio e tempestivo di preparazione? Esistono orientamenti per le prossime provinciali?

Non si risponde, e non si può rispondere a quest’ultima domanda, ma alle altre si tenta di dare qualche indicazione. I partiti della sinistra si dovranno saper organizzare, il PD dovrà crescere nell’amalgama e nella concordia, sia in campo nazionale che in quello locale, le altre anime della sinistra debbono saper ricercare, soprattutto a livello locale, le ragioni e le vie per la sintonia e la convergenza. A questo punto viene spontaneo rilevare la diversità di situazione che intercorre tra i due blocci politici, tra la Destra e la Sinistra. La differenza sta nel prevalere del “pensiero unico” o di quello plurale, assiomatico il primo, problematico il secondo; già dato l’uno, da costruire, nel tempo e con fatica, l’altro. A sinistra sono più netti la dialettica e il confronto, il pluralismo e il dibattito; dall’altra parte tali motivi sono soltanto illusori, prevale il pensiero unico, solo apparentemente messo in discussione di tanto in tanto, più che altro per motivi utilitaristici e personali, che per ragioni ideali. Bene, comunque, il dibattito, senz’altro da preferire un contesto dove tutti possano contribuire a quanto si va costruendo, benissimo il confronto e la pluralità, ma che siano correttamente ispirati e interpretati ed abbiano una finalizzazione chiara nella pratica; siano stadi e momenti del processo elaborativo e non esauriscano, invece, l’ intera esperienza politica. In tal caso, solo impropriamente si potrà parlare di elaborazione critica, dovendosi più propriamente pensare ad un esercizio dialettico fine a se stesso, inutile e distruttivo per la vita di un partito politico. Questo è una creatura della democrazia e rappresenta il contesto e il luogo in cui più opportunamente si costruiscono i progetti politici. Vorrei che si prestasse molta attenzione a queste parole, perché ad esse si potrebbe, se si vuole, dare una interpretazione opposta a quella che voglio significare. Il partito si nutre della vita, dei problemi, delle ansie, dei bisogni, delle attese, delle speranze della società in cui esiste e opera. Ricerca con ogni mezzo il senso di tutte queste cose e a tutte deve prestare le dovute attenzioni e i necessari approfondimenti, nelle forme più adatte e nei luoghi più appropriati. Ebbene, di grazia, quali sono i luoghi più appropriati se non le sedi dei partiti? E quali le più comode e serene modalità che le discussioni, pacate o accese, convergenti o divergenti che possono svolgersi in situazioni organizzate per l’attenzione e la concentrazione? Dove tutto possa essere annotato e conservato e ciascuno possa godere della possibilità di esprimere compiutamente il proprio pensiero? A queste si possono e si debbono accompagnare, anche le manifestazioni aperte a tutti, iscritti e non iscritti, simpatizzanti o indifferenti, nel senso della massima apertura e del migliore coinvolgimento, ma queste esperienze vanno attentamente preparate e organizzate, perchè l’improvvisazione generalmente sfocia nel disordine e nella dispersione. Il progetto politico parte quindi dalla gente e ad essa ritorna; nel mezzo c’è tutto un lavoro di analisi, di approfondimento e di progettualità, che è compito del partito. Questa questione, appena accennata nel corso della puntata avrebbe richiesto, mi dicono gli ospiti, un adeguato approfondimento ed io sono stato e resto perfettamente d’accordo con loro. Nel corso della trasmissione e nei “fuori onda” del prima e del poi si sono tutti manifestati convergenti su queste idee, che, tra l’altro, mi appartengono da sempre per quella concretezza e utilità che ho sempre voluto assegnare alla politica, che trae dalla “polis” la ragione e la principale finalità. Un’ ultima osservazione l’ho voluta riservare alle “strategie”, ponendo a bruciapelo la questione dell’opportunità di apertura del centro sinistra all’UDC che politici di non certo piccolo cabotaggio ritengono opportuna, ma che non trova il consenso di tutti nei vari partiti. Sulla questione non mi sembra sia emersa una valutazione univoca, hanno prevalso la prudenza e l'attesa di decisioni dall'alto, anche se nessuno ha manifestato decisa chiusura all'ipotesi.

L’altra faccia della luna, insomma, è un po’ più chiara; la consapevolezza degli errori che si sono fatti, specialmente a livello locale, è evidente presso tutti gli ospiti. Chiare appaiono pure le strategie per l’immediato, dove si dovrà continuare a fare i conti con un consiglio comunale “abnorme” nella sua connotazione e senza una plausibile consistente opposizione. I tentativi di ricercare intese su questioni reali non possono essere condannati, anche perchè non possono avere altro significato se non quello di tentare il possibile per garantire un minimo di contrasto ad una maggioranza forte e compatta.

 

Enrico Longo

Il link della trasmissione:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8045

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categoria:politica, democrazia, rifiuti, portavoce, galatone
venerdì, 16 gennaio 2009

LA POSTILLA N.4

Guardare lontano

La promozione del territorio, l’utilizzo al meglio di ogni risorsa e possibilità, la scrupolosa osservanza di strategie utili a richiamare attenzione e interesse, la capacità di inventarsi le occasioni e di creare ogni utile strumento di richiamo per i turisti, ai quali va assicurata una confortevole permanenza: ecco alcuni dei motivi di utilità per un futuro turistico del nostro territorio, che pervicacemente continuo a considerare sua naturale vocazione. Ma il turismo, va subito detto, vuole continua, intelligente e appassionata attenzione da parte di chi amministra, che deve saper ricercare ogni occasione e strumento per coinvolgere, stimolare, sensibilizzare. Il turismo impone gli accordi, le intese, le reti, il sistema. Nulla può fare una singola amministrazione se non apre a operatori, imprenditori e commercianti illuminati e coraggiosi; ma nulla possono fare questi ultimi, se non possono contare sul sostegno di amministratori attivi e lungimiranti. Nel tg di ieri sera l’arch. Scarano è tornato a far sentire la sua voce, chiedendo attenzione e risposte concrete alle reiterate richieste di interventi di supporto al suo progetto dell’albergo diffuso, che pure qualche volta è stato inserito dal Sindaco tra le iniziative che avrebbero dato impulso e sviluppo all’economia di Galatone. Proprio oggi, al momento di muovere verso gli studi di Mybox, l’architetto mi ha informato di una mail con la quale veniva reso edotto di un significativo riconoscimento assegnato da un Ente europeo all’ “Albergo diffuso”, premiato come la migliore idea-progetto per la promozione e lo sviluppo turistico di un territorio.  Scarano chiede di portare la ricettività dagli attuali 25 a 300 posti letto e la possibilità di destagionalizzare le presenze, anche dietro l’incentivo della riduzione dei prezzi, il che porterebbe sollievo all’intero indotto e, indirettamente, all’economia cittadina. Scarano chiede ancora all’amministrazione comunale di assicurare la pulizia del centro storico, disciplinare il traffico e il parcheggio, incrementare i punti ristoro, tutte cose possibili che, a ben vedere, non esondano dalle comuni attenzioni che qualunque amministrazione deve costantemente assicurare. Una intelligente strategia, inoltre, potrebbe dar vita ad un partenariato con il mondo del commercio e dell’imprenditoria, sulla base di opportune interazioni che dovrebbe vedere Sindaco e assessorato al ramo parte centrale nel creare motivazioni e nel coordinamento delle iniziative. Scarano, ospite di una mia trasmissione del Portavoce nel luglio 2008, mi ha più volte manifestato l’amarezza per il silenzio del Sindaco e della Giunta, insieme alla rabbia di vedere distratta e non partecipe una città che potrebbe cambiare volto e condizione, solo che fosse più saggiamente amministrata. Eppure, a parole, tutti siamo d’accordo nell’individuare nel turismo, del sole e del mare, delle feste civili e religiose, del centro storico e dei beni artistici e culturali, il più importante, se non l’unico, strumento di sviluppo economico e sociale della nostra cittadina. Si dia, dunque, una risposta all’architetto Scarano e si dica a tutti noi perchè nè il Sindaco nè alcun altro esponente della giunta o del consiglio comunale abbiano sinora ritenuto di dover prendere in considerazione le sue richieste, che non appaiono nè cervellotiche nè impossibili.  Se invece lo sono, gielo si dica chiaramente. Se si ama veramente questa città e la si vuole veder progredire, è necessario saper cogliere al volo le occasioni e guardare lontano.

Altre occasioni si presentano oggi alla nostra città. Tre eventi importanti, che, al pari dell’albergo diffuso, possono rappresentare motivi di interesse e di promozione del nostro territorio. Anche queste meritano la dovuta attenzione per gli esiti che da essi possono discendere.

I tre motivi sono la ormai prossima disponibilità del palazzo marchesale, il gemellaggio con le due cittadine della Lettonia e della Polonia, il Partecipapug che ha avuto avvio nei giorni scorsi con la prima assemblea cittadina. Sono motivi apparentemente diversi e lontani, ma che, a ben vedere, possono essere ricondotti a strumenti della sopra indicata strategia di promozione turistica della nostra città e del territorio circostante. Il palazzo marchesale diventi, come vogliono in tanti, il sito di una allogazione dignitosa del nostro patrimonio librario e artistico, oltre a rappresentare lo stimolo e lo strumento privilegiato per la promozione di eventi di rilievo per la crescita culturale e civile della nostra comunità. Il gemellaggio sia soprattutto quello che deve essere nello spirito delle strategie di Lisbona, ossia la preziosa occasione d’incontro con due città appartenenti a due nazioni che hanno fatto ingresso buon ultime nel corpo della Comunità europea. Fortunata o voluta che sia stata la scelta, non c’è dubbio che può risultare azzeccata per l’occasione che offre di guardare a popoli di cultura ed economia diverse e per ciò stesso stimolanti utili confronti e integrazioni. Anche il processo di elaborazione del Pug, soprattutto nel taglio che se n’è dato, può contribuire a  modellare la città secondo criteri estetici e di funzionalità e renderla meglio adeguata in funzione della sua vocazione turistica e ricettiva. Facciamo dunque tutto quanto sta nel nostro potere, anche oltre le richieste di Scarano che non sembrano assolutamente pretenziose. Puliamo meglio le nostre strade, liberiamole dalle buche e da ogni dissesto che sembra quasi un marchio di fabbrica per Galatone e per l’intero Salento, non attardiamoci a discutere se sia meglio la raccolta differenziata o l’inceneritore perchè ormai la risposta giusta la conoscono tutti, superiamo l’atavico bizantinismo di ricercare ad ogni costo le ragioni della contrapposizione.

Non sprechiamo le occasioni che si presentano, stiamo attenti e pronti all’azione e a fare sistema, impariamo a darci degli obiettivi e a saper seguire modi e ritmi di una seria programmazione. Tutto qui,il resto potrebbe venire da sè

Enrico Longo

Il link del Myboxtg di venerdì 16 gennaio 2009 in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8041

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categoria:cultura, politica, turismo, rifiuti
mercoledì, 14 gennaio 2009

“L’altra faccia della luna”

 

Non sembri strano o ingiustificato il titolo dato alla puntata, perchè mi sembra che effettivamente il mondo della sinistra, ed anche in fondo quello del giovane PD, appaiono come l’altra faccia della luna, quella, per intenderci, rimasta sconosciuta sino a non molto tempo fa, perchè era soltanto l’altra a mostrarsi agli sguardi delle umane creature.

I partiti del centro destra, infatti, hanno fatto la loro scelta: quella di confluire nel partito unico del P.D.L., nonostante qualche mugugno e qualche temuta perdita di identità.

Non sarà neanche questa, come accade per qualunque ristrutturazione della geografia politico-partitica, una operazione semplice e lineare, ma almeno conosciamo strategie e direzioni assunte con decisione almeno dai due più consistenti partiti che compongono la coalizione che attualmente ci governa. La figura di Berlusconi e la sua leadership scontata e condivisa, anche a scapito di un reale e significativo dibattito interno, è già di per sè motivo di chiarezza; nessuno, sino ad oggi, osa contestarne qualunque decisione o qualsivoglia strategia. Di questo ne sa qualcosa Casini che continua a pagare dazio con la marginalità a cui è confinato e i continui tentativi di inventarsi credibili strategie di “emersione”.

Il P.D.e l’IDV, dapprima alleati, adesso sembrano separati e lontani; la costellazione dei partiti di sinistra sfugge agli sguardi e sembra scomparsa. Che accade nell’emisfero sinistro del mondo politico? Come procede il processo d’integrazione di Margherita e DS? E’ possibile recuperare un’intesa tra Veltroni e D’Alema e mettere d’accordo tutti i vari leaders che, solitari microcosmi, continuano a navigare a vista?  E’ pensabile, dopo la crisi del Governo Prodi, un secondo polo organico di centro sinistra che possa con forza contrapporsi al nascente PDL o dovremo rassegnarci all’attuale “strabismo” che sicuramente fa il gioco del centro destra? E’ irrilevante l’esistenza di un’opposizione consistente e organica? Galatone ricalca, più o meno, caratteristiche e criticità del mondo politico nazionale?

Che cosa succede nel centro sinistra e nella sinistra a Galatone? Quali sono le strategie utili e quelle  che concretamente si stanno perseguendo? Come procede il processo di integrazione culturale e politica all’interno del PD? Possiamo sperare, nei tempi ragionevoli, ad una normalizzazione della politica cittadina?

Tanti sono gli argomenti che potranno essere affrontati nel corso della puntata n. 29 de “Il Portavoce”. Tutti saranno trattati in assoluta serenità,  con garbo e rispetto, con l’unico intento di discutere, approfondire le questioni e fornire ai cortesi spettatori un’informazione onesta e obbiettiva. Saranno Maurizio Pinca, Corrado Longo e Luigi Maglio gli ospiti con i quali saranno approfondite le importanti questioni.

Enrico Longo

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domenica, 11 gennaio 2009

potavoce29avviso[1]

IL PORTAVOCE N.29: "L’altra faccia della luna."

 

Un viaggio nella politica e tra i partiti del centro-sinistra e della sinistra.

Con una lunga fermata nella politica cittadina.

Alla scoperta di problemi, idee, prospettive, strategie, fatti e speranze.

Compagni di viaggio saranno:

 

Luigi Maglio, Maurizio Pinca, Tiziano Resta.

 

La puntata sarà registrata Venerdì 16 gennaio e andrà in onda su myboxtv.com  la mattina del giorno dopo.

 

Un cordiale saluto

 

Enrico Longo

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categoria:politica, portavoce, galatone
venerdì, 09 gennaio 2009

 LA POSTILLA n. 3

Ragione e Fantasia

 

L’emergenza rifiuti, dalla quale siamo usciti solo provvisoriamente, m’induce a sottoporre alla vostra cortese attenzione alcune questioni che, per dovere di sintesi, vi porgo in veste scrupolosamente contenuta.

La prima: la nostra situazione non ha nulla di drammatico, in particolare è ben lontana da quella di recente vissuta dalla Campania, alla quale qualcuno l’ha incautamente avvicinata, perché da noi i problemi e le soluzioni dipendono ancora e soltanto da noi, laddove in Campania sono in gran parte sfuggiti di mano a chi detiene i legittimi poteri.

Ancora, la divisione, manichea, tra buoni e cattivi, illuminati e oscurantisti,  progressisti e conservatori, che colloca nelle categorie virtuose i sostenitori degli inceneritori – oggi, più elegantemente, detti valorizzatori – e in quelle retrograde gli oppositori,  è sbagliata e fuorviante; come è tale, peraltro, la posizione di quanti rifiutano aprioristicamente il ricorso a tali strumentazioni e si sottraggono perfino ad ogni tentativo di discussione.

Il nostro Comune, quando nel 1998 propose l’installazione dell’inceneritore non si guadagnò, secondo il mio modesto parere, alcun merito di preveggenza o di lungimiranza, e i cittadini che allora si opposero con forza all’idea non possono essere sicuramente tacciati di ignoranza o di scelleratezza. Usarono, invece, la testa e la ragione e tennero saggiamente sotto controllo l’imprudenza e l’avventura. Sì, perché si stava allogando nel nostro territorio uno strumento di prima generazione, unico in tutta l’Italia meridionale, che avrebbe certamente indirizzato da noi tutti i rifiuti di mezza Italia; senza aver avuto confronti e intese con i comuni vicini, in assenza di sufficienti certezze circa gli scarichi nell’aria e nel terreno e senza un’accurata valutazione del pregiudizio per un territorio che iniziava a ricercare le vie e le forme più idonee per rispondere ad una sua naturale vocazione turistica.

Mi son visto costretto a riprendere la questione dietro l’abbrivo di un commento sul mio blog da parte di un amico anonimo il quale, dopo aver condiviso le mie argomentazioni, mi invitava ad ammettere di aver sbagliato all’epoca, quando, assessore, mi schierai contro l’amministrazione e la sua decisione di dare il via all’inceneritore.

Al nostro Sindaco, che allora come oggi, ad ogni accenno di emergenza sbandiera la carta dell’inceneritore, che rimprovera per l’occasione mancata, e che oggi completa l’argomentare con i riferimenti a opinabili contatti con il CNR o con le Università di Pavia o di Pisa, voglio soltanto dire che è bene essere chiari nei confronti dei cittadini, lasciar perdere le fantasie in favore della più rigorosa razionalità, soprattutto su queste cose che sono di una serietà e gravità particolari e dire semplicemente le cose come stanno. Gli studi del CNR o le ricerche universitarie o i rapporti con quanti si trovano ai confini della scienza e della tecnologia non rientrano tra le materie dell’attività amministrativa; le scelte per i termovalorizzatori o per altre strumentazioni di distruzione dei rifiuti non possono gravare sulle spalle di un sindaco di un piccolo comune di 16 mila abitanti, ma, come razionalità e  disposizioni di legge vogliono, sono da considerare competenze di consessi politici e scientifici sicuramente più alti e più comprensivi. Certe argomentazioni, che non ho alcuna difficoltà a definire fantasiose, non tranquillizzano nessuno e non contribuiscono a fare chiarezza; soprattutto non risolvono in alcuna maniera l’emergenza rifiuti che, al contrario, vede allontanarsi ogni plausibile soluzione.

Non mi piace vestire i panni di chi sa e non mi sono mai ammalato di “leonardismo”, una malattia che vedo – ahimè- costantemente in ascesa, ritengo invece di poter dire che una corretta politica dei rifiuti non possa non prevedere che questi aspetti-momenti fondamentali: riduzione- differenziazione- riutilizzo o riciclo- distruzione. Un conferimento di talquale in discarica, che sarebbe il primo e l’unico sito, non è neppure da prendere in considerazione. Certamente, come dicevo, va prevista anche la distruzione, ma, ciò detto, mi fermo. Non voglio avventurarmi nel dibattito sulle strumentazioni più opportune da utilizzare; per queste decisioni lascio il compito agli esperti e alle politiche europee, nazionali e regionali. Quello che invece mi preme di sottolineare è che la distruzione viene buon ultima e non rende superflue le altre operazioni, anzi non mi sento di escludere che, facendo le operazioni previe con ogni scrupolo e con la massima responsabilità, l’ultimo stadio, quello della distruzione, possa addirittura risultare superfluo.

Questo è il punto d’attenzione che mi sembra utile porre. Ecco, impegniamoci seriamente, tutti, cittadini – imprenditori - commercianti e amministratori a ridurre drasticamente la produzione dei rifiuti; attuiamo una raccolta differenziata scrupolosa e spinta al massimo; cerchiamo di non buttar via con troppa leggerezza e infine fermiamoci a “leggere” la situazione che sarà venuta a crearsi. Se risulterà indispensabile l’ultima fase, preoccupiamoci che chi avrà il dovere di scegliere modalità e strumenti, lo faccia nel rispetto delle persone e dell’ambiente, e chi dovrà individuare i siti si preoccupi unicamente di seguire logica e imparzialità.

Facciamo chiarezza, dunque, teniamo lontane le due dimensioni della persona, tutte e due egualmente preziose e certamente utili nelle diverse occasioni. C’è solo d’aver cura di considerare che ragione e fantasia vanno utilizzate nei campi dovuti, nel mondo delle favole o in quello della realtà, tenendo ben presente che il problema dei rifiuti è, purtroppo, parte drammatica della nostra vita di tutti i giorni e non abita certo i cieli azzurri del mondo delle fate.

 

Enrico Longo

Il link del MyboxTG di venerdì 9 gennaio 2009 dove è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=7940  

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categoria:scienza, turismo, salute, rifiuti, galatone
giovedì, 08 gennaio 2009

Una iniziativa intelligente e opportuna

 

Lo aveva anticipato nel corso della puntata de “Il Portavoce” dedicata al PUG che avrebbe coinvolto nel processo di elaborazione del nuovo strumento urbanistico l’intera cittadinanza. Il vice sindaco Ginetto Filoni ha mantenuto l’impegno, dando chiara dimostrazione di sano attivismo e di seria programmazione. Nel corso di un incontro con i dirigenti scolastici ha chiesto pareri, consigli e collaborazione; il garbo e la cordialità con i quali si è presentato gli hanno fatto ottenere la piena disponibilità delle scuole. Il prossimo lunedì, 12 gennaio, alle ore 15,30 presso il Centro congressi “Massimo Vitaliano” le classi quarte e quinte delle scuole primarie insieme a quelle della scuola media saranno coinvolte nell’informazione sull’importante documento urbanistico in costruzione, che vuole dare, con il concorso di tutti, un’immagine della nostra cittadina moderna e il più possibile rispondente alle nostre necessità. Debbo dire che durante il giro tra le varie classi per dare notizia dell’iniziativa, ho avuto modo di riscontrare una evidente soddisfazione da parte degli alunni. Uno di loro si è lasciato sfuggire un ”finalmente si ricordano di noi!”, ma subito dopo ha compreso tutta l’importanza e il rispetto che gli veniva riconosciuto dagli attori dell’iniziativa. Sarà certamente una valida esperienza di “cittadinanza attiva”, nel solco delle esperienze che anche prima e meglio di quanto si legge nell’ultimo decreto Gelmini, le scuole di Galatone organizzano regolarmente ormai da tanti anni. Si inizierà con l’incontro informativo e si proseguirà con gli opportuni approfondimenti nelle varie classi e con l’elaborazione di lavori di vario genere (disegni, documenti, pitture, saggi) che saranno presentati a fine anno nel corso di apposita manifestazione cittadina. Nel mezzo ci sarà da compilare il questionario che sarà recapitato quanto prima a tutte le famiglie di Galatone, alla quale operazione auspico che attendano, insieme e in piena interazione, genitori e figli. Non sarebbe male se i rappresentanti di classe o i docenti promuovessero anche delle assemblee di classe per ulteriori approfondimenti e discussioni. Ma sì, mettiamoci al lavoro, facciamo squadra, viviamo profondamente l’impegno sinergico con i nostri amministratori per disegnare una Galatone più bella e più adatta alle esigenze di tutti noi, adulti e bambini. Facciamo tutti la nostra parte, perchè la città è di tutti e ciascuno di noi deve ritrovare in essa la "sua" città; una città che, più bella nel suo maquillage, c’induca a cambiare il nostro, possibilmente in meglio.

 

      Enrico Longo

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categoria:scuola, comunicazione, educazione, democrazia, galatone