martedì, 31 marzo 2009

IL PORTAVOCE N.34

 

Davanti alla crisi

 

Mi sembra di poter dire, al termine della puntata, che la scelta degli ospiti è risultata azzeccata. Un brillante esperto e studioso di finanza e di economia, degli acuti osservatori di questioni politiche e sociali, due consiglieri comunali di opposizione che, pur di diversa area politica, hanno fatto prevalere l’interesse generale a quello di parte. Si è registrata, purtroppo, la paventata assenza del presidente del Consiglio comunale, a causa dei preannunciati problemi familiari. Si è discusso pacatamente o in forma accesa, ma sempre seriamente e con intenti costruttivi. Di fronte a tutti noi è una crisi difficile da decifrare ma tanto minacciosa, ancora agli inizi, ma già drammatica per le conseguenze che potrà far registrare, forse destinata a durare per l’intero anno e chissà ancora per quanto. Una crisi che sta mettendo a dura prova le piccole e medie imprese, che tiene in allarme la grande industria e il mondo della finanza, che fa registrare un continuo stillicidio di buone e cattive notizie, un continuo saliscendi di borsa e ripetuti SOS lanciati da banche e aziende, il dilagante dramma della disoccupazione. Si sono esaminate le iniziative governative, le strategie dei governatori del Sud, ci si è fermati a rilevare la storica assenza di strategie economiche nella nostra cittadina e l’assenza, in tanta parte del mezzogiorno, di una classe dirigente avvezza a programmare e capace di spendere. Ci si ferma a discutere sulle parole di Fitto che rileva queste carenze e non si può fare a meno di constatarne la verità. Per l'assenza di competenze si perdono i finanziamenti e si ritardano i tempi per ricevere i fondi F.A.S. che, secondo tanti osservatori nostrani, vengono dirottati altrove o per altre opere. Mancano le risorse professionali nella nostra come in tante amministrazioni meridionali, si improvvisa, non ci si preoccupa di stimolare e sostenere l’attività imprenditoriale. Manca una cultura d’impresa. Sembra necessario e urgente muoversi seriamente in quella direzione. Ho chiesto a Maglio e Nisi di spiegare le ragioni che hanno portato gli otto consiglieri dell’opposizione a ricercare intese su determinate questioni e  hanno spiegato come esse erano la conditio sine qua non per ottenere, secondo il regolamento, la possibilità di convocare la seduta del Consiglio comunale. Da parte loro Valentino Moretto e Giuseppe Resta ribadiscono che, pur comprendendone la necessità, non possono credere che le soluzioni dei problemi li ritrovino sulle stesse posizioni e che non abbiano alcun peso le diverse ideologie e le contrastanti visioni complessive dei problemi. Dall’analisi dei vari punti si finisce però con lo scoprire che su gran parte delle proposte si può anche essere sostanzialmente d’accordo, anche se altre ne vengono avanzate da Resta e Moretto. Si scopre, insomma, che qualcosa va fatta, che la crisi deve essere fronteggiata con responsabilità e che si deve pensare in primis a quelle famiglie che vedano svanire improvvisamente l’unica fonte di guadagno. Da parte di tutti, la speranza che il Consiglio comunale si riunisca al più presto possibile e che si dia a tutti la possibilità di potervi assistere. Una puntata, insomma, interessante e ricca di tanti spunti di riflessione, che merita di essere seguita interamente.

Enrico Longo

Il link della puntata:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8820

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venerdì, 27 marzo 2009

LA POSTILLA N.13

 

La partecipazione negata

 

“Libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione!”

Così cantava un geniale cantautore italiano, un ritornello ormai vecchio di quarant’anni, che conserva intatta la sua attualità perchè, di qua e di là, per questo o per quest’altro motivo, i due termini, solidali e fortemente intrecciati nel loro più autentico significato, sono di frequente regolarmente separati, col risultato di togliere al conclamato principio di libertà la sua più naturale e ovvia estrinsecazione. La partecipazione è ridotta, è resa vacua, è negata. Le ragioni sono tante, i colpevoli altrettanti, ciascuno di noi ha pure le sue colpe.

La partecipazione è conoscenza di quanto ci accade intorno, dalle questioni economiche all’attività politica e amministrativa, da ciò che pensano (o non pensano) i politici a quanto hanno in mente (o dimenticano) di realizzare, delle intese, i contatti, le strategie (!), i propositi, le cose a breve o lungo termine. Tante cose ci sfuggono o non comprendiamo, per un costume di chiusura e di omertà eretto a regola, inspiegabilmente accettato da molti e avvertito, invece, dai pochi avvezzi alla partecipazione, come ostacolo incrollabile e duro a morire.

La partecipazione è relazione, confronto, dibattito ma i tempi dell’interazione si vanno progressivamente riducendo e le sue modalità di esercizio, nelle rare occasioni, quasi sempre sopraffatte da preconcetti, fatalismo, rassegnazione, sospetti, rifiuto. Molti tra noi non vogliono discutere, perchè disgustati – stanchi – delusi o perchè, più semplicemente, non ne hanno interesse. Qualcuno ha la verità in tasca e non la vuole esibire, qualche altro non è avvezzo ad ascoltare, un terzo, infine, spara a destra e a manca dove trova soltanto immoralità-malcostume-secondi e terzi fini. L’uno e l’altro e l’altro ancora, in sostanza, si sottraggono al dialogo e accettano indirettamente la logica del silenzio e del privatismo che politici e amministratori sanno poi opportunamente sfruttare.

La partecipazione è impegno, intelligente e collaborativo, ma i luoghi e i tempi per esercitarla sono ormai circoscritti quasi esclusivamente al mondo delle associazioni e dei circoli, ai quali dovremmo guardare con sempre maggiore attenzione e considerare ineliminabile palestra di formazione democratica.

La partecipazione è una competenza complessa per le abilità che presuppone, ma semplice da acquisire, perchè non ha bisogno di lezioni formali o di particolari sforzi intellettuali. La si apprende vivendola, attraverso l’esperienza, appunto…partecipando.

Ma la partecipazione ci sembra negata e non è difficile elencarne responsabili e modalità. E’ negata:

-         dai partiti politici che aprono i battenti soltanto quando torna comodo e dai politici restii a profferir parola quasi nascondessero segreti di stato;

-         da quegli intellettuali, egoisti e aristocratici, che fanno della conoscenza una gelosa proprietà privata e da quanti si chiudono nella propria cameretta a creare un qualcosa che, non offerto e non dato, perde qualunque valore di bene culturale;

-         da quanti, inguaribili narcisi, confondono la cultura con l’ espressione dotta o la frase ad effetto e trascurano la sua principale funzione, che è quella del comunicare e di farsi intendere;

-         da quanti, prigionieri della supponenza e dell’arroganza, sono soltanto disposti a parlare, mai a prestare ascolto o da quanti hanno già pronta la conclusione per qualsiasi argomento in discussione e considerano la verità come il punto di partenza e non come la conclusione di una faticosa ricerca.

  Ancora:

-         è negata dai giornali, perchè dietro ad ogni testata giornalistica si nascondono gli interessi dell’economia o dell’ideologia; è distorta dalla televisione, sempre più condizionata dagli ascolti e disposta ad accettare trasmissioni spazzatura, dove la vacuità e le grida la fanno da padroni;

-         è impedita dallo scarso interesse per la conoscenza e la personale informazione;

-         è ostacolata da chi detiene le leve del comando e che dall’ignoranza dei fatti ha tutto da guadagnare, per cui spegne o tenta di neutralizzare qualunque strumento di voce libera e plurale;

-         è vittima di quella scuola e di quella pedagogia che non mettano all’apice dei traguardi formativi la persona nelle sue più significative peculiarità: originalità, divergenza, senso critico, autenticità.

Se la partecipazione è negata lo è anche la libertà che ad essa si accompagna, per cui ricorre sempre più spesso il sentimento di essere cittadini a “libertà condizionata”. Perchè tante cose si pensano, si decidono e si fanno, senza che noi ne sappiamo mai nulla. Perchè nessuno ci interpella nelle azioni decisive della vita sociale o nei momenti che contano: non sappiamo nulla di ciò che accade nei palazzi del potere, non siamo interpellati nella scelta dei candidati, scopriamo di contare soltanto come elettori e non come cittadini, non comprendiamo perchè non si faccia la raccolta differenziata e ci troviamo da un giorno all’altro sommersi dalla spazzatura, scopriamo che dietro la conclamata difesa dell’ambiente e le reiterate promesse di forme d’energia pulita si ritorna al vecchio delle centrali nucleari o degli inceneritori travestiti da valorizzatori, siamo costretti ad assistere impotenti al disinteresse verso il degrado delle strutture sportive che minaccia anche quel minimo di possibilità rimasta per i nostri giovani di vivere esperienze gratificanti e formative, inciampiamo nelle tante buche che ricamano artisticamente le nostre strade, vediamo regolarmente sporche le vie della nostra cittadina, le piazze, le campagne, le spiagge e non vediamo cambiare mai nulla nonostante le ripetute richieste e le tante promesse, constatiamo con raccapriccio, contro ogni nostro intendimento e pubblico interesse, che ben sette candidati si sfidano a singolar tenzone per governare la nostra cittadina ed occupare una poltrona comoda e soporifera.

Amico anonimo, ti ringrazio per avermi fatto conoscere, attraverso un commento sul mio blog, quella poesia di un altrettanto anonimo poeta, dove son dette tante verità e tante cose sagge. Già, l’anonimato, altro epifenomeno della partecipazione negata, perchè dire ciò che si pensa può a volte risultare pericoloso in una società non ritenuta libera e giusta.

Non siamo liberi, dunque, e non tentiamo neppure di diventarlo, perchè accettiamo che tutto questo accada, rinunciamo a far sentire la nostra voce, non controlliamo che si realizzino realmente i programmi e si mantenga fede alle facili promesse, non protestiamo nelle forme giuste, non cerchiamo di capire e di farci una ragione di tutto questo, non abbiamo il coraggio di pretendere e di metterci insieme in nome del diritto di sapere, di conoscere, di partecipare, di essere cittadini consapevoli e liberi.

Sì, Gaber aveva ragione, libertà e partecipazione non possono essere declinati separatamente. Non so se la mia analisi è corretta e completa, forse soffre di qualche omissione, ma dice abbastanza. Sono tanti i responsabili e le ragioni della grave lesione del nostro diritto a partecipare, ne abbiamo fatto un elenco, volendolo, potremmo sapere da dove cominciare.

Enrico Longo

Il link del MyboxTG di venerdì 27 marzo in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8771

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mercoledì, 25 marzo 2009

portavoceavviso34 

Davanti alla crisi

Senza illusioni, senza false speranze ma anche senza rinunciare a capire, ad andare a fondo alle questioni, a ricercare ogni appiglio e possibilità, contando sulle doti intellettuali e la passione che ci contraddistinguono come gente del Sud, che ha esperienza secolare delle difficoltà e dei sacrifici, Il Portavoce invita ad affrontare la grave questione della crisi economica e sociale:

 

Martedì 31 marzo ore 19

IL PORTAVOCE N.34: Davanti alla crisi.

Ospiti:

Dino Salamanna, Giuseppe Resta, Valentino Moretto, Livio Nisi, Luigi Maglio, Giovanni D’Agati.

 

La puntata sarà postata su mybox la mattina del giorno successivo.

Ringrazio tutti gli ospiti per aver aderito all’invito e, in particolare, il presidente Giovanni D’Agati che non ha voluto mancare nonostante la presenza di gravi problemi familiari.

 

Enrico Longo

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martedì, 24 marzo 2009

Verso il Portavoce n. 34

L’argomento principale oggi sul tappeto è la grave crisi economica nazionale e internazionale che non poteva non avere riflessi anche nel Salento e nella nostra cittadina. Si tratta, se vedo bene, di una questione che non può passare sotto silenzio, che merita il necessario approfondimento da parte di tutti e non solo da parte degli amministratori e dei politici. Nei giorni scorsi abbiamo avuto occasione di leggere un documento elaborato da otto consiglieri d’opposizione, teso a chiedere la convocazione di un consiglio comunale per discutere su alcuni punti che i consiglieri ritengono funzionali ad attenuare i riflessi negativi della crisi. Al momento non c'è stata nessuna risposta da parte del Presidente del Consiglio e del Sindaco i quali, secondo tanti, sembrano orientati a fare orecchie da mercante. Se così fosse, però, si assumerebbero una grave responsabilità, non perchè le proposte debbano necessariamente essere considerate risolutive o in una certa maniera utili a risolvere qualche problema, ma per il semplice motivo che quando si rischia il naufragio ogni minimo oggetto galleggiante deve essere considerato appiglio prezioso per tentare di prolungare il galleggiamento. Con questi sentimenti ho accolto la proposta dei consiglieri e, ancor prima, la constatazione che i problemi della gente li avessero indotti a dimenticare le diversità ideologiche e i vecchi rancori. Parliamo, dunque, di economia, approfondiamone i principali motivi, discutiamone con toni pacati e da diversi angoli visuali. Con serenità e senso critico. Alla tematica saranno dedicate due puntate: nella prima saranno di scena attori politici e dell’economia, nella seconda, i rappresentanti del mondo del lavoro e dell’impresa.

La prima puntata sarà ripresa martedì 31 marzo e andrà in onda la mattina del giorno successivo; la seconda, due settimane dopo.

Ospiti della prima puntata saranno Dino Salamanna, Giuseppe Resta, Valentino Moretto e due dei consiglieri autori del documento.

 

Enrico Longo

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venerdì, 20 marzo 2009

LA POSTILLA N.12

 

 Segnali incoraggianti.

 

Tre fatti mi lasciano sperare anche in un momento in cui la speranza sembra essere la virtù dei folli.

Il primo. La lettera indirizzata a mybox da un giovane connazionale nato in Belgio da genitori galatonesi, il quale, in un italiano chiaro anche se non ortograficamente corretto, dichiara di seguire ogni giorno la nostra web e di esserci riconoscente,  anche “in nome dei tanti galatonesi che si trovano qui nel mio paese Beringen”, per le notizie che giungono dalla nostra cittadina, alla quale tutti si sentono evidentemente molto legati. ”Grazie - dice - così almeno ci sentiamo un po’ vicini con la nostra terra”. Un riconoscimento che ci gratifica molto e che ci induce a continuare nell’impegno che ci siamo imposti. Un pensiero particolare, del resto, lo abbiamo sempre dedicato a quanti ci seguono da lontano, perché sappiamo che la nostra è stata, ed è purtroppo destinata a restare, terra d’emigrazione,  per cui non smettiamo di avvertire tutta l’ importanza di stabilire un qualche legame che possa valere a rendere meno dura la lontananza dai luoghi e dagli affetti.

Il secondo. La puntata n. 33 de Il Portavoce, che, dopo le prime schermaglie tra le parti, che lasciavano presagire il solito stucchevole carosello di accuse e di rilanci, di attacchi e di difese, di tentativi di svicolamento e di mistificazioni dialettiche, si è invece incanalata secondo le regole del confronto e della concretezza, concludendo con una prima chiara proposta sulla quale si dovrà responsabilmente tornare. L’amm.ne non può ignorare la richiesta di tanti cittadini che amano lo sport  e di centinaia di genitori, avveduti e responsabili, che intendono avviare all’attività sportiva i loro figli, ben consapevoli degli importanti insegnamenti che da essa discendono, specie se correttamente organizzata e vissuta, come per l’appunto accade con le tante associazioni sportive cittadine. E’ da dire, inoltre, che sembra finalmente giunto il momento di parlare chiaramente, in ogni contesto e in ogni occasione, rifuggendo da stratagemmi e tatticismi che impediscono di fatto la possibilità di esprimere il proprio pensiero e di essere compresi nelle cose che si vogliono significare. Il ricorso ai paroloni, alle frasi ad effetto, ai “massimi sistemi”, anche di fronte a questioni che potrebbero sembrare di ordinaria amministrazione, nascondono semplicemente assenza di idee o voglia di barare. E questo accade non solo in politica, ma frequentemente anche nella comune vita di relazione.

Il terzo fatto, non ultimo per importanza, l‘ iniziativa che vede protagonisti i consiglieri dell’opposizione, che chiedono la convocazione di un consiglio comunale monotematico sul tema “provvedimenti urgenti per fronteggiare l’emergenza economico occupazionale a Galatone”. Il documento, indirizzato al Presidente del Consiglio comunale e per conoscenza al Prefetto, porta la firma di tutti i consiglieri d’opposizione che, saggiamente, collaborano da tempo su questioni precise, per dare alla città una opposizione consistente e credibile. E’ da dire, peraltro, che, scorrendo il documento, si ricava l’impressione che i consiglieri siano andati ben al di là delle semplici intese e che abbiano attentamente studiato la situazione economico-sociale della nostra cittadina, se solo si entra nel merito delle proposte che appaiono serie, concrete, puntuali. Meritano sicuramente l’attenzione dell’intera assise municipale e di essere ulteriormente delibate e approfondite in un serrato confronto dialettico.

Tre fatti all’apparenza diversi e lontani ma che, invece, considerati sotto una certa prospettiva, possono alimentare la speranza che una nuova stagione si possa aprire per la nostra città, sul piano dei rapporti politici e delle relazioni sociali.

Nei momenti di grave crisi, come nei periodi di guerra, le contrapposizioni e le lacerazioni servono a ben poco, sono anzi controindicate, in quanto rischiano di aggravare ulteriormente le situazioni e di allontanare ogni barlume di soluzioni possibili. E in un momento come l’attuale sembra quanto mai opportuno lasciar perdere il fascinoso metodo delle chiacchiere e delle ideologie a buon mercato per tentare, invece, di comprendere dal di dentro e bene le questioni che ci troviamo di fronte, “fare quadrato” e provare sinceramente di darne una qualche minima soluzione.

Gli effetti della crisi si stanno facendo sentire anche nel Salento e nella nostra città, nella maniera più drammatica, con la chiusura di tante piccole imprese e la perdita di posti di lavoro. Tale situazione non può essere ignorata da chi ha voluto governare la città, nè risultare comodo alibi per non rispondere ad altre necessità che provengano da larghe frange della popolazione. Se dovesse passare il metodo del sistematico “non possumus”, dovremmo andarcene tutti a casa in attesa che passino le sciagure e i fortunali, restando noi passivi e inermi spettatori. Mai come in questo momento, invece, è necessario stare in tensione, pensare, discutere, coinvolgere, fare. Cerchiamo dunque di trovare forza e motivazione dalle parole del nostro connazionale che ci ricorda quanto forte sia il legame alla nostra terra, soprattutto quando si è costretti a lasciarla; l’avvertimento delle difficoltà ci faccia recuperare il buon senso della concordia e della discussione onesta, critica e finalizzata alla soluzione dei problemi e non a far prevalere le logiche di parte o i propri punti di vista. L’ intelligente e responsabile iniziativa degli otto consiglieri, ai quali idealmente mi associo, ci faccia comprendere l’importanza di saper superare gli steccati ideologici quando sono in gioco i problemi urgenti delle persone e delle loro famiglie. Le stesse ragioni inducano, infine, il Sindaco e il Presidente del consiglio ad aderire prontamente alla richiesta ed a prestare la giusta attenzione ad un problema che non può attendere, che rischia di aggravarsi ogni giorno di più e che potrebbe  anche risultare incontrollabile, nonostante tutto l’impegno e gli sforzi che opposizione e maggioranza possano responsabilmente compiere. Un’ultima esortazione mi giunge spontanea, nell’auspicabile evenienza che tanti vogliano assistere da vicino alla discussione, che si preannuncia importante e che certamente non lascerà  nessuno nell’indifferenza. Si dia, a quanti lo vogliano, la possibilità di partecipare alla seduta consiliare, si cerchino le soluzioni più opportune: o trasferendola in locale ampio e confortevole o mandandola in diretta attraverso la nostra webtv che ormai è il principale canale interno di comunicazione e lo strumento  che tiene legati alla loro terra tutti i galatonesi che le vicende della vita hanno portato lontano. Anche questo sarebbe un importante segnale.

Enrico Longo

Il link del MyboxTG di venerdì 20 marzo in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8717

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giovedì, 19 marzo 2009

IL PORTAVOCE N.33

 

L‘ associazionismo sportivo: una risorsa per la città.

 

Una ragione remota ed una prossima e urgente. Stabilire l’importanza dello sport, la sua fondamentale funzione nel processo di costruzione della personalità, comprendere gli esiti formativi che dalla pratica sportiva, correttamente intesa, discendono per la persona e, di riflesso, per la società nella quale essa si trova ad interagire e ad operare. Su questo punto nessuna perplessità, tutti d’accordo. Sull’altro motivo, quello per il quale si sono scomodate centinaia di persone, tra genitori, amministratori, sponsor e tecnici del sodalizio, con una sofferta denuncia circa le condizioni delle strutture, si sono scatenate tutte le dinamiche che regolarmente accompagnano ogni confronto, specie se compromesso con la vita politica e amministrativa. Dietrologia, accuse, giustificazioni e rilancio, abili tentativi di svicolamento, ricorso alla dialettica e alla retorica, tutte le possibili armi d’attacco e di difesa hanno fatto la loro timida comparsa, ma, debbo dire che ero pronto a tutto, che avevo tutto previsto ed ho cercato, forse con qualche successo, di tenere dritta la barra della discussione su un argomentare concreto e centrato sulla problematica in gioco. Lasciamo perdere ogni considerazione relativa alle responsabilità, chiudiamo al passato e guardiamo avanti. Non è l’individuazione del responsabile l’oggetto della discussione perchè, senza alcun dubbio, la responsabilità è di tutte le amministrazioni cittadine che si sono succedute negli anni, tutte scarsamente sensibili ai problemi dello sport e incapaci di affrontarli con decisione collocandoli al posto giusto nella scala d’importanza tra le varie questioni. La fatiscenza di una struttura non si verifica dall’oggi al domani, la distruzione delle docce e la non igienicità degli spogliatoi sono da addebitare all’assenza di una struttura operativa per il controllo e la manutenzione, la regolare assenza alle varie manifestazioni sportive e alle gare di campionato dei ragazzetti e giovani dell’U.S. Galatone è una mancanza grave di una classe politica pronta invece a correre in massa dove sembra risultare utile la presenza. Tale latitanza è avvertita con sofferenza dai responsabili del sodalizio che si sentono anche psicologicamente soli e privi di sostegno; gli sponsor vivono la strana condizione di essere gli unici a sborsare di tasca propria cifre non indifferenti per far andare avanti la baracca e di ricevere dalla nostra gente, che sa anche essere ingenerosa e crudele, le critiche per le cose che non vanno e i sospetti di essersi abbarbicati ad un potere, quale sia poi è difficile da comprendere. Ecco, messe in chiaro queste cose, si è finalmente passati alla pars costruens. Partiamo dall’ oggi e guardiamo al futuro, prossimo e lontano. A questo punto gli interventi e le proposte non sono mancate. I consiglieri Fracasso, Maglio,Tundo e l’assessore Magurano entrano nelle questioni per l’immediato e per il medio periodo, il sindaco conferma il suo interesse a ricercare le strategie per affrontare le più generali questioni legate alla socialità giovanile e alla risoluzione dei problemi più urgenti relativi al campo sportivo di via Lecce, i responsabili dell’ Unione sportiva dichiarano la piena disponibilità a “lasciare le poltrone” se altre persone intendessero sostituirsi a loro, la rappresentante delle famiglie conferma la decisa volontà di salvaguardare l’interesse dei figli a frequentare le associazioni. Intanto, sin dall’inizio si era dato il benvenuto ad una nuova società sportiva che dal prossimo autunno gareggerà nei campionati provinciali, prova questa di un interesse sempre più avvertito per la pratica sportiva. Insomma si è discusso, si sono affrontati i problemi, si son messi da parte gli stratagemmi che riescono a non far discutere, si è passati da una fase di attacco-difesa ad una in cui si è costituita una discreta base di discussione e si è approdati ad una conclusione che da questa mattina tutti potranno conoscere, in quanto documento “a tempo indeterminato” sulla nostra rubrica “Il Portavoce” di myboxtv. Si assegni la delega ad un assessore; questi lavori a tempo pieno, parli con gli amministratori delle cittadine del Salento dove si è riusciti ad ottenere strutture moderne e funzionali, si metta in contatto col CONI, al quale preme molto la promozione dello sport e la creazione degli impianti, vada a controllare lo stato delle strutture e si renda conto delle condizioni in cui si trovano, si circondi di tecnici e persone competenti e si raccordi costantemente con le associazioni sportive. Si costituisca, dunque, una task force che aiuti a veder chiaro e ad individuare le vie percorribili, fornendo anche le risposte per l’immediato alle centinaia di giovani che vogliono e che debbono partecipare all’attività sportiva. Il sindaco, a conclusione, si dichiara sensibile e pronto alle azioni conseguenti. Se son rose...

 

Enrico Longo

Il link della trasmissione:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8707

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domenica, 15 marzo 2009

locandinausdibattito[1]IL PORTAVOCE N.33 - PUNTATA SPECIALE

 

L’Associazionismo sportivo: una risorsa per la città

 

Dopo meno di una settimana torna Il Portavoce con una puntata speciale per affrontare una tematica di assoluta importanza, quella dell’associazionismo sportivo. Era da tempo che pensavo di trattare specificatamente di sport, che nella puntata n. 24 era entrato soltanto in coabitazione con altri aspetti della vita sociale. Di scena l’U.S. Galatone, una macrostruttura di grande rilievo, sia sul piano quantitativo per i tanti ragazzetti e giovani che accoglie, che su quello formativo per il contributo che fornisce allo sviluppo fisico ed etico-sociale dei giovani e quindi alla città. Da qualche tempo l’U.S. lamenta mancanza di attenzione e di adeguate risposte da parte degli amministratori; solleva il problema degli impianti di calcio che necessitano di interventi urgenti, chiede agli amministratori stessi e all’intera cittadinanza di mostrare una diversa sensibilità verso le problematiche dello sport e dell’orientamento dei giovani alla pratica sportiva. Non sono pochi i genitori sensibili alla problematica, e i numeri dell’U.S. ne sono la prova più evidente, ma la pratica dello sport deve necessariamente essere estesa a tutti i giovani in età evolutiva perchè possa trasmettere insegnamenti e valori che soltanto da essa, correttamente intesa e vissuta, possono discendere. Di questo e di tanto altro si parlerà nel corso della puntata, che sarà aperta al pubblico e vedrà la partecipazione di rappresentanti dello sport cittadino, di tecnici e allievi dell’U.S. Galatone, del Sindaco e di tanti consiglieri comunali.

La trasmissione si terrà Mercoledì 18 marzo alle ore 19 presso il Centro Congressi “Massimo Vitaliano”.

La partecipazione è aperta a tutta la cittadinanza.

Enrico Longo

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categoria:cultura, politica, sport, salute, societĂ , portavoce, galatone
venerdì, 13 marzo 2009

LA POSTILLA N. 11 

Il candidato alla Provincia

 Un ente, la Provincia, che molti vorrebbero eliminare e che invece è, numericamente, in continuo aumento. Schiacciato tra l’autonomia comunale e il crescente potere della regione, rischia di vedersi ridurre progressivamente gli spazi delle competenze. Rimane comunque un importante centro di spesa e, in quanto tale, attore di non scarso rilievo per lo sviluppo complessivo del territorio. Ricordiamo che l’ente conserva competenze di alto profilo, che vanno dall’ambiente e dalla difesa del suolo alla prevenzione delle calamità naturali e quindi alla sicurezza,  dai trasporti alla viabilità, alla protezione della flora e della fauna, allo smaltimento dei rifiuti, alla salvaguardia e promozione dei beni artistici e culturali, al turismo, al problema energetico, all’edilizia scolastica delle scuole secondarie ed a responsabilità e compiti connessi. La Provincia inoltre deve assolvere ad importanti azioni di promozione e coordinamento delle attività dei comuni per la formulazione di piani programmatici e sinergie operative su questioni di assoluto rilievo. In attesa, dunque, che si decida il destino dell’ente provincia, è bene che chi si candida a farne parte vi giunga sufficientemente preparato nelle forme più giuste, sul piano psicologico e su quello delle competenze. Sul piano psicologico direi che vanno cercate le giuste motivazioni, non il successo, la vetrina, il guadagno ma la decisa volontà di fare qualcosa di utile e di positivo, di CONTARE, o meglio di contare per poter fare qualcosa di utile e positivo. Dico questo perchè sta prendendo piede la tentazione di ridurre i membri delle grandi assise politico-amministrative in semplici entità numeriche, riconoscendo il diritto di pensiero e di parola ai soli capigruppo, in attesa probabilmente di concentrarlo sul solo capo dell’assemblea, secondo una strana evoluzione che si vuole dare al sistema democratico. Il diritto di parola e di esistenza in vita va però meritato attraverso il soddisfacimento di quanto al secondo punto, quello della competenza e qui si apre il discorso sulla politica, sul suo significato e funzione. Andare dignitosamente preparati significa avere chiari e completi i problemi del territorio, in una dimensione orizzontale e storica, delle cose fatte e non fatte, di quelle trascurate e dimenticate, avere presenti le esigenze delle popolazioni, i tanti problemi e le strategie per tentare di risolverne qualcuno. Bisogna insomma studiare e studiare, osservare, parlare e riflettere. E’ un’operazione che sarebbe dovuta partire già da qualche tempo e che in questi giorni dovrebbe vedere impegnati in un lavoro di sintesi e di progetto. Galatone avrà certamente i suoi candidati, forse sono stati già individuati. Ebbene, al momento, cosa stanno facendo? Di che si stanno interessando? Delle battute di Travaglio e di Sgarbi, delle pontificazioni dei leaders maximi? Delle beghe interne ai vari partiti, degli egoismi e delle lotte senza esclusione di colpi? Forse qualcuno sta cercando le frasi ad effetto per convincere gli elettori o per confezionare  comizi capaci di ammaliare? Se è così state perdendo il vostro tempo e rischiate di farlo perdere alla città e all’intero territorio provinciale. Uscite invece, muovetevi intorno, osservate le campagne, visitate le zone artigiane e industriali, parlate con il mondo del lavoro, con i contadini, i commercianti, gli artigiani, gli imprenditori, raccoglietene umori, esigenze e problemi. Lasciate perdere gazebo e sale convegni, fermatevi a parlare con la gente comune mentre fa la spesa, chiedete dei loro figli, visitate le scuole, contate ad una ad una le buche sulla Galatone –Nardò e su tante altre strade provinciali, informatevi degli orari dei treni e di come risolvere il problema di chi sfortunatamente è obbligato a farne uso, contate quante stazioni ferroviarie si trovano a chilometri di distanza dai centri abitati mentre si continua a raccomandare l’uso dei mezzi pubblici per gli spostamenti giornalieri, parlate con gli studenti che usano i pulmann e contatene quanti quotidianamente restano a terra o non giungono in orario alle lezioni per i ritardi sistematici, registrate gli scempi che si fanno nelle campagne, le minacce alle acque, contate quante opere d’arte, monumenti e manufatti di pregio versano in condizioni pietose. C’è tanto da registrare e c’è tanto da fare; non so se il tempo che vi resta sia sufficiente a colmare le lacune del non esservi mossi per tempo, ma comunque provateci, iniziate pure oggi e non fermatevi. Imparate l’arte della politica delle cose concrete e sappiate discernere tra buona e cattiva ideologia, riservate le migliori attenzioni alle cose che contano. Mybox, nella sua prima pagina, vi ha aperto la possibilità di farvi conoscere; Il Portavoce vi dedicherà tutto il tempo necessario, vi inviterà, accetterà le vostre richieste. Sarete ospiti di puntate del tipo “terzo grado” a partecipazione individuale e sarete invitati a confronti e dibattiti. Sarete dunque presenti e avrete tutto lo spazio per potervi far conoscere, ma non sarete lasciati liberi di dire quello che vorrete, sarete incalzati sui problemi veri, sulle questioni concrete enunciate sopra, che meritano di essere approfondite e di far parte dei programmi politici. So bene che questi si fanno a livello provinciale e che sono i presidenti delle coalizioni ad avere l’assoluta primazìa. Quello che voglio dirvi, però, è che voi dovete con forza pretendere di concorrere alla loro costruzione, che dovete saper trovare gli spazi per i problemi della gente che rappresentate, che dovete sapervi battere perchè Galatone e i vostri elettori non restino dimenticati per la vostra timidezza o insipienza. E dopo sarete chiamati a rendere conto, a spiegare, a giustificare. In quel momento Il Portavoce non farà sconti a nessuno, vi metterà davanti al vero e importante tribunale della politica, che è, appunto, il popolo di quanti, ancora una volta, sono corsi alle urne coltivando la segreta speranza che qualcosa possa cambiare.

Enrico Longo

Il link del MyboxTG di venerdì 13 marzo in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8659

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categoria:politica, democrazia, portavoce, galatone
giovedì, 12 marzo 2009

Don Mimino Colazzo: una vita di Fede e di Opere

Poche parole soltanto per sintetizzare la puntata n. 32 de “Il Portavoce” dedicata a Don Mimino. Tanti ospiti sul palco, tante testimonianze, tutte coerenti nel segnalare il tratto fondamentale della sua personalità, che vedeva perfettamente coniugati la fede e le opere, il pensiero e l’azione, lo slancio immediato verso chi segnalava difficoltà e problemi. Si è parlato degli anni giovanili, della prima formazione, del carattere timido  e chiuso poi miracolosamente divenuto vulcanico ed estroverso, del carisma che costringeva a seguirlo e a imitarlo, dell’infaticabile corsa verso il deviante e chi era perduto. La pazienza di prestare attenzione, l’ascolto liberatore di chi appariva  disperato e senza futuro, la mano robusta e generosa nei confronti di chi si era perduto nella tossicodipendenza. Ho voluto sentire episodi reali, aneddoti, testimonianze vive e queste non sono certamente mancate. Tiziano Resta, Roberto Stifanelli, Enzo De Carlo hanno raccontato delle esperienze scoutistiche e dei viaggi a Castelgrande e in Albania; Marcella Calignano e Regina Resta della lunga e proficua esperienza all’interno della Caritas; Fiorella Laudisa del sodalizio instauratosi nella difficile opera di recupero di tante persone ospiti della comunità Luna. Significative le testimonianze di Caterina Aprile e di Toni Diocleziano, presenti tra il pubblico, la prima cofondatrice insieme a don Mimino della Comunità Ascolto e il secondo in qualità di scout della prima generazione e presente al suo fianco in tante iniziative. Don Salvatore ha ricordato gli anni giovanili e alcuni aspetti del carattere, apparentemente rude ma ricco di dolcezza e di generosità. Don Fabrizio, suo compagno di cordata prima nella Chiesa Matrice e poi ai SS.Medici, ha cari  significativi ricordi insieme a simpatici episodi da raccontare. Enzo Marcuccio e la signora Dolores richiamano alla memoria un episodio accaduto a Castelgrande, dove traspare la grande attenzione verso i giovani e la volontà di tutelarne in ogni modo la sicurezza e la moralità. La puntata, aperta al pubblico, vedeva presenti i fratelli, la nipote Eliana, ospite sul palco, e la vecchia madre, commossa e in lacrime per l’intera puntata. Delicato il ricordo di Eliana, nipote prediletta anche se lei non lo accetta, la persona che ricevette l’ultimo invito e ne raccolse gli ultimi pensieri. Non era felice don Mimino negli ultimi tempi, qualcosa non era andato come avrebbe voluto. Forse ad un certo punto ebbe il dubbio di avere sbagliato qualcosa o che qualcuno non avesse colto il senso e la sostanza delle sue fatiche, che non avesse speso al meglio la vita secondo un suo postulato fondamentale. Questo rimane il rammarico maggiore di chi gli fu vicino e ne apprezzò le doti di generosità e di infaticabile azione nei confronti di chi avesse bisogno di aiuto. Ebbene, oggi sappiamo che non fu così: chi ha assistito alla diretta di questa sera e chi seguirà la puntata su mybox a partire da domani mattina si renderà subito conto che la sua vita fu sempre fedele ai principi che facevano parte della sua natura e che segni profondi di essa si leggono ancora nella mente e nell’animo di chi ebbe modo di conoscerlo nel profondo e di apprezzarlo.

 

Enrico Longo

I due link della puntata:

prima parte 

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8654

seconda parte

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8655

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categoria:opere, fede, galatone
mercoledì, 11 marzo 2009

              DEDICATA A DON MIMINO

Domani la puntata n. 32 della rubrica IL PORTAVOCE sul tema “Don Mimino Colazzo: una vita di Fede e di Opere”. Tanti gli ospiti, tutte persone che conobbero don Mimino e che gli furono accanto nelle numerosissime iniziative: all’interno della Caritas, nel Movimento degli Scout, nel recupero di giovani dalle tossicodipendenze, nei viaggi per alleviare le sofferenze dovute a calamità naturali e ad ingiustizie sociali, nell’ascolto e nella partecipazione ai disagi di tante persone, nel recupero sociale e nell’orientamento dei giovani. La puntata, che sarà ripresa nel salone della Chiesa dei SS. Medici alle ore 18,30, sarà aperta al pubblico, che certamente accorrerà numeroso. Molti mi hanno assicurato la partecipazione; molti altri si rammaricano di non poter partecipare perchè lontani da Galatone per studio o per lavoro. Tutti, comunque, potranno assistere alla puntata, in diretta o a partire dal giorno dopo su mybox, e potranno richiamare alla mente un personaggio che ha lasciato una significativa impronta nella vita della Chiesa, della società galatonese e salentina e che viene ricordato con affetto e gratitudine a Castelgrande, nel Friuli, in Albania, in tutti i luoghi dove il naturale amore per l’uomo lo spingeva a fare qualcosa per alleviare la sofferenza. Ho pensato che fosse giusto dedicare una puntata a don Mimino, un atto dovuto a Lui per l’impegno di fede e di azione che ha caratterizzato l’intera sua esistenza; un doveroso omaggio a quanti gli si sentono debitori riconoscenti per gli insegnamenti che hanno ricevuto direttamente dalla parola e indirettamente attraverso l’esperienza di relazione. Ho ricevuto molte testimonianze su don Mimino, son venuti tanti a raccontarmi episodi, aneddoti, esperienze, ricordi: ho colto in tutti lo stesso rispetto e lo stesso profondo affetto. Soprattutto tra i giovani di ieri - adulti di oggi che avvertono come le parole, dolci o aspre di don Mimino, i richiami, i rimproveri e gli incoraggiamenti sono penetrati profondamente nel loro spirito, diventando imperativi morali e guida in ogni aspetto  e momento importante dell’esperienza quotidiana.

 

Enrico Longo 

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categoria:opere, fede, educazione, galatone