domenica, 31 maggio 2009

portavoce piazza costaduraTUTTI IN PIAZZA COSTADURA

 

Non ci sono alibi, non ci sono scusanti. Qualcuno aveva abbozzato un maldestro tentativo di giustificazione per la sua assenza dal palco: non ne aveva saputo nulla, non era stato informato. Myboxtv  ne aveva, invece, dato l’annuncio in prima pagina, sul mio blog ne avevo indicato ogni modalità, era stata data informazione con l’altoparlante in macchina per l’intera mattinata. Questa volta abbiamo addirittura recapitato formale invito “ad personam”: soltanto chi non vuole partecipare non sarà a conoscenza  dell’incontro di questa sera. Naturalmente l’invito è rivolto ai soli candidati galatonesi alle provinciali.

La tornata di questa sera è da considerare una prosecuzione di quella precedente, pertanto non sarà più previsto l’aumento del tempo con riferimento al candidato presidente: ciascuno avrà a disposizione lo stesso tempo con riferimento alla propria partecipazione.

Di che cosa si parlerà? Di questioni importanti e precise: promozione del territorio, turismo, ambiente, rifiuti, lavoro, prospettive economiche e di sviluppo.

Si darà inoltre risposta ad alcuni quesiti, di carattere generale, posti dagli spettatori nella precedente serata.

Gli Amici Cittadini sono invitati a partecipare per ascoltare dal vivo le argomentazioni di chi si candida a rappresentarci a Palazzodei Celestini. Questa sera, ore 20,30 in Piazza Costadura.

Vi aspetto

Enrico Longo 

venerdì, 29 maggio 2009

LA POSTILLA N.21

 

Profumo di democrazia

Mi saluta con la consueta cordialità, ma non si ferma a parlare con me, mi chiede di una bambina alla quale, mi dice, deve una risposta. Lo accompagno nella classe quarta A e mi fermo sulla soglia, ad assistere. “Avrei dovuto risponderti prima, per quest’anno non hai potuto avere la palestra in condizioni decenti. Avrei voluto, forse dovuto provvedervi subito, ma ho scoperto che tutte le palestre delle scuole cittadine versavano nelle stesse condizioni”. La bambina lo guarda sorpresa ma non appare intimidita. Anzi, tradisce un certo senso di compiacimento. Il Sindaco continua: “ Ti sembrava giusto sistemare la tua palestra e lasciare le altre nelle attuali condizioni?” – “No, non sarebbe stato giusto - osserva Arianna-, tutti hanno diritto di avere una palestra ben sistemata.” “Ecco – riprende il Sindaco - mi è sembrato giusto aspettare di avere la somma sufficiente ed adesso posso realizzare il mio proposito di assicurare a tutti gli studenti delle scuole primarie e medie di Galatone una palestra perfettamente funzionale.” Arianna guarda soddisfatta il Sindaco: non si era dimenticato di quella lettera, non suggeritale da nessuno e nata invece da una sua personalissima decisione. Quella di voler rivendicare un diritto, perché ogni scolaro deve poter dare sfogo al bisogno di muoversi in una struttura degna di questo nome. E lo aveva fatto con decisione rivolgendosi a chi le sembrava la persona giusta, il Sindaco, al quale si era rivolta con parole tanto precise quanto rispettose. Adesso poteva constatare che le sue parole avevano trovato la giusta attenzione e della cosa era evidentemente soddisfatta.

 

Il direttore del Quotidiano entra felice nell’aula dove lo aspettano gli alunni delle terze A e B seduti in semicerchio. Interessanti gli articoli del suo giornale sulla tragedia delle popolazioni d’Abruzzo che gli alunni avevano letto con intensa partecipazione; stimolante, per il direttore di Quotidiano, la lettera che i piccoli assidui lettori gli avevano indirizzato. Avevano voluto ringraziarlo per le ricche informazioni fornite attraverso i suoi articoli e per aver accettato l’onere di significare ai coetanei d’Abruzzo il senso della loro solidarietà ed agli ingegneri e architetti di fare del loro meglio per assicurare, nella ricostruzione, il massimo di sicurezza per le persone. Non accade spesso che bambini così piccoli scrivano al direttore di un giornale e che un direttore di giornale risponda e si senta in dovere di andarli a trovare a scuola, lasciando da parte, per una intera mattinata, i non pochi e non semplici problemi di redazione. Un dialogo fitto e interessante, una bella e gratificante esperienza. Per gli scolari motivati e attenti e il direttore, capace di interpretare al meglio la sua mission professionale che evidentemente vede nella comunicazione e nel dialogo con le persone la sua più alta e significativa espressione.

 

La politica in piazza, restituita a chi ne conserva la piena titolarità. La politica fatta di contenuti e non di chiacchiere, di fatti e non di parole, di verifiche, di scelte e di programmi e non di slogans o di attacchi alla persona. Fatta di confronti e di argomentazioni, di approfondimenti puntuali e di critica, stando l’uno accanto all’altro e dinanzi all’attento tribunale dei cittadini – elettori. Accettando, all’interno del confronto, il contributo degli spettatori, in forma esplicita e chiara, senza sotterfugi e anonimato. Nel rispetto reciproco e nella doverosa attenzione. Tutto ciò è possibile?

Dopo l’esperienza di ieri sera, nonostante la brusca interruzione voluta da “Giove pluvio”, di un confronto che seguiva le linee della piena ortodossìa democratica, possiamo dirlo con certezza: Sì, si può e dunque si deve.

 

Un Sindaco che sente il dovere di scusarsi e di dare spiegazioni ad una ragazzetta di nove anni; il Direttore di un importante giornale che visita a domicilio due scolaresche di terza elementare per ringraziarle delle attenzioni; una cittadinanza che ascolta attenta e in rispettoso silenzio un gruppo di candidati che altrettanto civilmente avvertono la responsabilità di dare conto di pensieri e programmi: tre fatti importanti, positivi, che lasciano ben sperare, che forse giustificano più di uno scatto d’orgoglio. Sono segnali importanti di crescita civile e culturale, un gradevole profumo di democrazia.

ENRICO LONGO

Il MyboxTG di venerdì 29 maggio in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9575

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martedì, 26 maggio 2009

costadura 2GIOVEDI 28 MAGGIO ORE 20: “IL PORTAVOCE” IN PIAZZA COSTADURA

 

Insieme ai Candidati galatonesi alle Elezioni Provinciali che riterranno di dover aderire.

Perchè?

-         Perchè i Cittadini di Galatone amano la politica e hanno il diritto di sapere;

-         Perchè chi si candida ha il dovere di informare;

-         Perchè il confronto di idee è sistema che consente una conoscenza chiara, puntuale e critica delle questioni;

-         Perchè la nostra Città è matura per poter partecipare democraticamente ad un dibattito democratico;

-         Perchè Il Portavoce e Myboxtv sono nati per stimolare e favorire il libero e pacifico confronto e l’ampia e significativa circolarità delle idee e dell’informazione.

E allora l’invito va ai Candidati Tutti e agli Amici Cittadini per vivere un paio d’ore in piazza, rispettivamente per spiegare ed ascoltare propositi e programmi di chi si è candidato a ricevere la nostra “delega” a rappresentarci nell’importante consesso provinciale.

Arrivederci a giovedì

Enrico Longo

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domenica, 24 maggio 2009

murales ebrei santa maria al bagno

 

GLI EBREI A S.MARIA AL BAGNO

 

Ad una importante e nobile pagina della nostra storia è dedicato un lavoro teatrale che gli alunni delle classi quinte del plesso “Don Milani” rappresenteranno, al termine dell’anno scolastico, ai loro genitori e a quanti ne avranno interesse. L’argomento è la presenza a S.Maria al bagno a partire dall’inverno del 1943 di un folto gruppo di Ebrei scampati all’olocausto e in attesa di ritornare finalmente alla loro patria. Gli abitanti della bella località marina, neritini, galatonesi e di altri comuni vicini, misero in mostra l’aspetto più significativo della loro natura, la solidarietà e l’accoglienza, dandone esempio di altissimo livello. E’ sembrato importante, da parte mia, trarre da tale avvenimento lo spunto per un testo teatrale da proporre ai più grandicelli tra gli alunni della mia scuola ai quali, peraltro, è stato richiesto l’impegno di approfondire l’episodio e di comprenderne appieno il significato e il valore. I ragazzetti, magistralmente orientati e diretti dalle insegnanti, hanno affrontato con grande serietà l’impegno di studio e, parallelamente, la preparazione per l’accademia. I risultati li vedremo il 1° giugno presso il teatro della Parrocchia dei SS.Medici. Sono sicuro che i ragazzi saranno all’altezza della situazione e che sapranno “raccontare” agli amici spettatori una delle più luminose pagine di storia salentina.

Ritengo utile allegare il testo teatrale dal titolo “Oltre il deserto”.

 

Enrico Longo 

Oltre il deserto Cliccando sull'icona potete leggere o salvare il file sul vostro P.C.

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venerdì, 22 maggio 2009

LA POSTILLA N.20

 

Onori ed oneri

Una settimana ricca di eventi e di fatti di rilievo per Myboxtv. Le cento puntate del tg e il giusto riconoscimento a Mauro e ai suoi giovani e brillanti collaboratori che ogni giorno puntualmente ci documentano sui fatti più importanti che ci accadono intorno. La festa dell’Unione sportiva Galatone al termine della stagione agonistica, alla quale il genio musicale di Luigi Mariano, il Signor L., ha dedicato le note e le parole più significative per spingerla, insieme alla città, a sempre più alti e importanti traguardi. Infine, l’invito all’editore, Michele Mariano, da parte di una importante testata giornalistica nazionale, “Il Sole 24 ore”, a partecipare a Milano al meeting dedicato alle più importanti web cittadine nazionali. Un riconoscimento forse inatteso ma sicuramente meritato da parte di chi, con impegno e sacrificio, assicura comunicazione, apertura sociale e circolarità di idee in una cittadina che ne avvertiva evidentemente la necessità. Una settimana segnata da una intensa attività de "Il Portavoce", tutta centrata sulla politica e sulle vicende elettorali, per dar modo a quanti seguono la rubrica di fruire di ogni utile informazione su questioni di notevole interesse e che ci riguardano tutti da vicino.

Un “tour de force” alla scoperta dei candidati, di motivi e progetti, di problemi e speranze, per una campagna elettorale diversa, partecipata, consegnata al cittadino elettore che, in ultima analisi, è il vero ed unico protagonista della vicenda. Il cittadino che ha diritto di sapere, di essere informato, di conoscere che cosa si vuole e che cosa effettivamente si pensa, in campo nazionale e in campo locale. E così nella passerella organizzata dal Portavoce, sono apparsi, uno dopo l’altro, tanti dei protagonisti della campagna per le provinciali e per le europee, ai quali si è data la possibilità di parlare di cose e non di slogans, di fatti e non di parole, di concetti e non di sentenze. Niente accuse, niente polemiche sterili, al bando la politica del “copia e incolla”, giusta attenzione alle problematiche locali, analisi delle “nostre” esigenze e delle possibili risposte, ai vari livelli. Sinteticamente alcune questioni di rilievo.

La prima, l’utilità o l’inutilità della Provincia che, per essa come per qualunque altro ente, va sancita dalla capacità o meno di risolvere i problemi delle popolazioni. Se una realtà istituzionale rimane soltanto un “centro di spesa”, può tranquillamente essere tagliata: si ha tutto da guadagnare. Sappiamo tutti che i centri di spesa sono tanti e che la politica pesa considerevolmente sulle spalle dei cittadini che pagano le tasse (e da noi non sono molti), ma se gli uni e l’altra sono volti al benessere di tutti in un sistema sensibile ai canoni più autentici della democrazia, nessuna spesa potrà mai essere considerata eccessiva ed ogni cellula dell’organizzazione statuale risulterà utile e preziosa. Ribadisco, pertanto, quanto detto nella precedente postilla: osserviamo e valutiamo “a posteriori”, sulla base delle cose fatte e non ascoltiamo le sirene di chi, per motivi misteriosi o per tornaconto personale, esorta a tagliare, qui e non lì, dove probabilmente torna comodo.

E’ venuto fuori il “meridionalismo”, problema che ho voluto presentare a tutti, perchè ciascuno si esprimesse in merito. Un meridionalismo che avrei voluto affrontare con la senatrice Poli, che ne ha fatto ragione di un movimento politico, sorto, guarda caso, a ridosso delle elezioni e a seguito di sconvolgenti vicende personali. Un meridionalismo che vogliamo endogeno, volto allo sviluppo e centrato sui nostri bisogni e sulle nostre più autentiche peculiarità. Il Sud, e il Salento, non vogliono assistenza o delocalizzazioni di grandi industrie dal nord del Paese; tale modello offre soltanto un benessere temporaneo che nel lungo periodo si traduce in sottosviluppo, nell’abbandono delle più naturali ricchezze e risorse e, cosa ancora più grave, nella rinuncia ad esercitare l’impegno creativo per ricercare le vie e le forme più adeguate alle nostre possibilità. Stiamo ancora pagando per questo meridionalismo coatto ed eterodiretto, per aver trascurato l’agricoltura e la zootecnìa, per non aver dato sufficiente sostegno all’artigianato tipico, non aver contato sulla ricchezza del nostro territorio dove il paesaggio, il mare, le campagne, i centri storici, i beni culturali, i frantoi ipogei, i muri a secco, le terme offrono più di un motivo per un turismo di eccellenza. Soltanto da qualche anno stiamo investendo sul connubio tra prodotti e sapori tipici e turismo, con risultati che stanno davanti agli occhi di tutti. Per il definitivo decollo rimangono grosse lacune infrastrutturali, relative ai trasporti e alla ricettività, alla ristorazione e alla possibilità, per chi non venga in auto, di potersi muovere agevolmente in tutte le direzioni. Mancano le risposte di tanti comuni, assenti e sordi alla necessità di “fare sistema” e di coordinare l’azione interna alla strategia generale, pensata insieme e finalizzata alla crescita complessiva del territorio provinciale. Non sono mancate, in tale contesto, frecciate critiche verso le amministrazioni cittadine di Galatone che non sembrano aver brillato per la ricerca di rapporti e collaborazioni. Oggi ancora la città appare avulsa e isolata, assente da reti e consorzi, uscita anche dall’ ASI, sorda agli interessi e alle richieste degli imprenditori locali. Quanto possano incidere l’azione illuminata e costante di un’amministrazione locale lo si può ricavare con dovizia di particolari e nella forma più evidente dalle parole del sindaco e assessore provinciale Cosimo Durante, la cui intervista consiglierei nell’archivio didattico di ogni scuola secondaria.

La Poli, come dicevo, in “tutt’altre faccende affaccendata” non ha ancora risposto all’appello: non voglio pensare che abbia deciso di snobbare la nostra cittadina. Son venuti invece Gabellone e Loredana Capone che ci hanno abbondantemente illustrato programmi e propositi per una provincia che vogliono attiva e finalmente capace di assolvere le sue funzioni di coordinamento e di promozione di uno sviluppo reale e per tutti. Uno sviluppo che sappia conservare i nostri giovani nel loro territorio e scongiurare la triste piaga della partenza come unica alternativa alla disoccupazione. Abbiamo avuto modo di ascoltare tre nostri concittadini, tutti armati di buoni propositi per portare alla ribalta le nostre più importanti urgenze. Quanto prima si cercherà di promuovere, se possibile, un confronto tra i nostri candidati, in una piazza cittadina, per dare ulteriore occasione di approfondimento di tante tematiche nella forma più incisiva della dialettica e del dibattito.

L’informazione è strumento indispensabile per la partecipazione consapevole dei cittadini e Il Portavoce cerca di assolverla, nei limiti del possibile, per il rispetto e la vicinanza che avverte con quanti, e non sono pochi, ne seguono le puntate. Essa è diritto soggettivo di questi e grava su quanti si rivolgono a loro e chiedono un voto per occupare uno scranno di potere nelle sedi istituzionali. L’informazione è infine preciso onere per quanti sono stati chiamati a governare la città, i quali non possono in alcun modo sottrarsi al dovere della trasparenza, di “dare conto”, di spiegare “il cosa e il come, perchè si o perche no” di ogni azione fatta o non fatta nell’esercizio di un potere “delegato” e che quindi viene esercitato in nome e per conto del cittadino elettore.

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 22 mggio in cui è presente "La Postilla":

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venerdì, 15 maggio 2009

  LA POSTILLA N.19   

  Utile e ornamentale.

Mentre impazza la campagna elettorale, entrata ormai nel vivo delle questioni e dei dibattiti, un argomento sovraordinato incombe sugli altri. La Provincia è un ente inutile o lo sarà presto, perchè reso tale dall’incipiente processo federalistico che assegna importanti compiti e funzioni ai Comuni e alle Regioni? Sulla materia i tre candidati alla presidenza oscillano tra posizioni diametralmente opposte, tra chi la considera ente di coordinamento di notevole rilievo e lamenta l’intempestività o la mancanza dei necessari interventi dell’amministrazione uscente in settori particolarmente importanti, come la gestione e lo smaltimento dei rifiuti; a chi, aggiungendole le funzioni di promozione e programmazione su campi di primaria importanza, rivendica con soddisfazione e orgoglio la grande considerazione acquisita dal Salento nelle platee nazionali e internazionali in ordine al turismo, alla cultura e ai prodotti tipici; a chi, pur non essendosi esplicitamente espressa, ne ha già dato un non equivoco giudizio, sottoscrivendo una proposta di soppressione. Da parte nostra, da tempo affannati a discernere il grano dall’oglio, disposti a prestare attenzione soltanto alle cose utili e necessarie alla gran parte dei cittadini e non alle oligarchie e alle piccole caste, attenti alla qualità e alla congruità delle spese, soprattutto in un momento di grave crisi economica e sociale, che vede in sofferenza tanta parte della popolazione, vorremmo soprattutto chiarezza e sincerità nei propositi e nei giudizi, senso di responsabilità e onestà intellettuale ed etica. E, pur non ritenendo di esaurire nella categoria dell’utile le dimensioni della vita e dello spirito, siamo particolarmente attenti al dilemma lockiano e propendiamo, con lui, per ciò che oggettivamente promette obbiettivo vantaggio per tutti, che “dà pane”, reale e sicuro. Ecco perché restiamo attenti a tutte quelle azioni volte a tagliare i rami secchi e ad eliminare sprechi e vacuità, a quegli enti parassiti che non danno alcun beneficio ai cittadini mentre servono soltanto a dissipare le poche risorse sulle quali possiamo contare. L’Utile o l’Ornamentale, che è come dire il necessario e l’inutile, ecco il dilemma che dovrebbe guidare le scelte di chi ha potere e, nello stesso momento, il principio che dovrebbe guidarci, tutti, nel giudicare delle istituzioni e delle persone chiamate a rappresentarci. Un principio, però, che dovremmo far valere nei confronti di tutte le realtà e non solo dell’ente Provincia che non può evidentemente risultare inutile “a priori”, ossia “ a prescindere”, secondo la celebre frase del grande comico napoletano.

Il principio non può essere limitato e circoscritto, va invece generalizzato ed esteso a tutti, a destra e a manca, ad ogni istituzione e persona pubblica, recuperando finalmente i criteri desueti e dimenticati della valutazione e del merito. Sappiamo tutti dell’esistenza di enti inutili, di altri addirittura dannosi, dell’esistenza di tasse e gabelle per loro azioni che esistono soltanto nelle carte ingiallite del tempo e della consuetudine, siamo perfettamente edotti dei costi della politica, dell’impressionante numero di persone che dicono di rappresentarci e che, quando fanno qualcosa con impegno e cognizione di causa, è soltanto per inseguire il proprio tornaconto.  E sappiamo delle resistenze che si frappongono ai lodevoli tentativi di eliminarli, di limitare i membri delle varie assise, dei ripetuti tentativi di ridurre i costi della politica che regolarmente si risolvono nel senso opposto e in controtendenza con il resto del mondo, perchè gli stipendi dei politici non possono conoscere l’offesa di tagli e riduzioni. Un criterio s’impone per discernere, come voleva J.Locke, tra utile e ornamentale, tra necessario e futile o addirittura dannoso. E questo criterio dovrebbe essere rilevato dai risultati, un criterio “a posteriori”, che sarebbe gradito a tutti i cittadini ed anche al cittadino Brunetta che, sotto qualche punto di vista, ha perfettamente ragione. Inutili i fannulloni e da eliminare gli enti che non producono risultati in termini pratici, sul piano osservabile e verificabile della realtà. E’ un criterio sicuramente opportuno, per alcuni versi anche rivoluzionario, specie se fosse applicato alla generalità degli istituti economici e sociali, se fosse esteso anche alle amministrazioni locali e agli attori che a vario titolo ne fanno parte. Perché, accanto a tante amministrazioni cittadine meritorie perché capaci di produrre sviluppo ed efficienza, tante altre  potrebbero risultare inutili e insipienti e tra tanti amministratori e consiglieri illuminati e capaci, altrettanti ne potrebbero risultare inetti, passivi e da far fuori senza particolari titubanze. Sotto questo punto di vista il criterio dell’utilità può risultare avventato e pericoloso, addirittura antidemocratico perché rischierebbe di attentare alla Costituzione, volendo sopprimere tutti gli enti inutili e le persone che sono causa della loro inutilità. Forse va applicato con prudenza e gradualità, secondo una tempistica sufficientemente serena e flessibile. Per dar modo a tutti di capire cosa si sta a fare all’interno di un’assemblea democratica, per dar loro il tempo di cercare d’imparare a saper leggere e comprendere una delibera, di fornire un minimo contributo al dibattito e alle decisioni, di assumere almeno gli standard minimi per giustificare l’occupazione di uno scranno consiliare. Perché giudicare aprioristicamente soltanto l’utilità o l’inutilità dei consigli provinciali? Perchè individuarne la legittimità di esistere soltanto attraverso le teoriche argomentazioni sugli effetti del federalismo? Non è più giusto attenderne gli atti e verificarne le capacità, anche in considerazione che non poche volte l’ente provinciale può risultare stimolo per tanti comuni dormienti? Intanto, nell’attesa che si sciolgano i dilemmi, si va a votare. Da noi si dovrà scegliere fra tre aspiranti alla presidenza e una miriade di liste e candidati. A giudicare dalla folla che si accalca per i pochi seggi a disposizione, sembra che di sparizione e inutilità dell’ente nessuno ne sappia o ne voglia sapere assolutamente nulla. Ecco perché non appare inutile richiamare la questione e metterla decisamente sul tappeto, anche a monito per chi ritenga di avviarsi al consiglio soltanto per ottenerne vantaggi, economici o morali. Raccomandiamo, dunque, a chi si candida, come presidente o come semplice consigliere, di tenere ben presente la minaccia che incombe e di prepararsi al peggio. Si dispongano tutti al giudizio e alla valutazione. Noi, da parte nostra, non dimentichiamo il diritto-dovere di osservare e di tirare le debite conclusioni. Per le cose che faranno e per quello che non saranno stati capaci di fare.

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 15 maggio in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9354

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giovedì, 14 maggio 2009

INCONTRI "TERZO GRADO"

Si viene completando il quadro delle partecipazioni dei candidati locali per il consiglio provinciale agli incontri del tipo “Terzo Grado” previsti nella rubrica “Il Portavoce”. Attualmente in calendario sono previsti questi tre appuntamenti:

 

³   lunedì,   18 maggio:   Incontro con Livio Nisi

³   martedì, 19 maggio:   Incontro con Giovanni Tundo

³  mercoledì, 20 maggio: Incontro con Carmine Caputo

 

Gli incontri si terranno tutti nella sede di Myboxtv,in via Garibaldi,alle ore 19,00, avranno la durata di "TRENTA MINUTI TRENTA" e saranno messi in rete nella stessa serata.

Invito gli altri candidati, qualora fossero interessati, a prenotarsi per un incontro telefonando al mio numero di cell. 3402804853, o telefonando al n. della web-tv 0833867438.

A seguire, come già comunicato, saranno organizzati confronti e incontri-dibattito.

In bocca al lupo a tutti

Enrico Longo

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giovedì, 14 maggio 2009

portavnisi1805[1]IL DOVERE DI INFORMARE GLI ELETTORI

 

Ho già invitato i candidati galatonesi alle Provinciali di proporsi per puntate speciali de “Il Portavoce”. Ritengo utile sottolineare che lo scopo della rubrica è consentire a TUTTI I CANDIDATI di presentarsi, far conoscere idee e programmi, entrare in contatto con i cittadini elettori, ai quali va doverosamente fornita ogni utile occasione di conoscenza e di informazione. Una precisazione si impone: la partecipazione alla rubrica esula da eventuali rapporti stabiliti tra i candidati e il gestore di Myboxtv, essendo IL PORTAVOCE e il suo conduttore svincolati da ogni interesse di ordine economico e finanziario. Partecipare alle trasmissioni non comporta, dunque, alcun onere se non quello della disponibilità a dedicare del tempo al servizio dei cittadini e della informazione.

Questo il programma della rubrica:

³ nella settimana dal 18 al 23: puntate del tipo “Terzo Grado”, incontri faccia a faccia della durata di TRENTA MINUTI precisi, uguale per tutti;

³ nei giorni successivi: confronti a due-tre-quattro candidati su tematiche specifiche senza una durata stabilita;

³ all’interno dello stesso periodo potrà anche realizzarsi una puntata aperta al pubblico.

Il primo candidato che ha richiesto di prendere parte ad un “Terzo Grado” è Livio Nisi, che aprirà la serie Lunedì, 18 maggio alle ore 19, presso gli studi di mybox.

Resto in attesa di ricevere altre richieste che saranno immediatamente soddisfatte.

Le comunicazioni possono essere effettuate chiamando al numero di Myboxtv o direttamente al mio cellulare: 3402804853.

Vi aspetto, insieme possiamo renderci utili ai nostri concittadini e dare un importante contributo alla circolarità delle idee come si conviene ad una società aperta e democratica.

Immediatamente dopo aver postato la presente comunicazione, è pervenuta richiesta del candidato Giovanni Tundo al quale, pertanto, è stata assegnata la seconda puntata che sarà ripresa martedì 19 alle ore 19, sempre nella sede di Myboxtv.

Enrico Longo

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venerdì, 08 maggio 2009

LA POSTILLA N. 18

Il Collezionista

Si muove lentamente il cittadino-elettore, tra gli annunci e gli slogans e le prime gigantografie dei nuovi messìa. Tra qualche giorno saranno tanti, acconciati, ben messi, ottimisti e sorridenti, pronti a risolvere angustie e problemi e a rinfocolare la speranza che tutto sarà risolto. Presto e bene. In attesa di leggere i programmi, come ogni volta, il cittadino elettore appunta gli slogans, che dei programmi sono, o dovrebbero essere, sintesi, cuore, epifanìa. Li trascrive pazientemente, ad uno ad uno, e cerca di capire, di andare dalla parola al concetto, dall’icasticità del messaggio alla concretezza delle cose che, forse, saranno. Ben fatti o raffazzonati, espliciti o ermetici, lunghi o corti lasciano trasparire qualcosa, dell’area politica o del personaggio. Meritano di essere appuntati ed assegnati alla memoria e il cittadino elettore pazientemente lo fa. Collezionista di pensieri e di parole, non è  che creda a tutto quanto viene leggendo e appuntando, solo che, inguaribile ottimista, non rinuncia alla speranza che prima o poi qualcosa possa veder veramente la luce e lui poter dichiarare ai quattro venti di averlo saputo in anticipo, di quella faccenda, di averne avuto tempestiva esauriente informazione. Le nuove frasi entrano ad una ad una nel prezioso notes, si aggiungono alle tante già parte della collezione, vanno a formare i primi capitoli delle nuove promesse, questa volta destinate a concretarsi in cose e fatti. Non un libro dei sogni finalmente, ma la soluzione di tanti problemi che urgono attuali, accanto ai tanti irrisolti delle passate edizioni, vicine e lontane. E scrive e le inferenze scaturiscono naturali e si vanno armonicamente annodando l’una sull’altra. Un meridionalismo non eterodiretto ed omogeneo ad un vero modello di federalismo, diverso da quello avviato dalla “vil moneta” e non dalle carte costitutive dell’autonomia; la promessa forte di presenza e disponibilità secondo l’antico e mai soddisfatto principio di sussidiarietà; l’attenzione all’intero territorio provinciale e non solo al capoluogo che, importante e significativo per più di un motivo, non sembra poter esaurire l’azione politico-aministrativa dell’ente provinciale; la ricorrenza di espressioni accattivanti che parlano di progetto e di sistema-Salento, al quale sembra guardarsi, di qua e di là, come ad un piano strategico coordinato e solidale per tutte le più importanti sfide economiche e sociali; l’attenzione per tutte le più concrete e urgenti problematiche dei comuni mortali. Una vicenda elettorale che si giocherà sui temi forti dei rifiuti, dell’economia e del lavoro, dell’impresa e dell’agricoltura, della promozione del territorio e del turismo, di zone costiere e di entroterra, di centri storici e di beni artistici e architettonici, di credito, di mobilità e di trasporti. Il tutto presentato con accattivanti espressioni che fanno sentire, il nostro collezionista, al centro delle attenzioni, delle preoccupazioni, degli affetti e che sembrano volerlo suggeritore e ispiratore: protagonista! Ha già ascoltato il primo dei candidati presidente e ne è rimasto favorevolmente impressionato: ha già appuntato le prime considerazioni. Attende di sentire le due altre candidate, del capoluogo, se avranno tempo e voglia di fermarsi nella sua cittadina, per completare il quadro introduttivo e chiudere il capitolo. Poi potrà concentrarsi sui candidati locali, in gran parte già noti. Tra un pensiero e l’altro, tra uno slogan e un’immagine, si avvia al Consiglio comunale, dove tra l’ordinaria amministrazione, è prevista la trattazione di un problema che da tanto gli sta particolarmente a cuore: la raccolta differenziata. Se ne parlerà, si deciderà qualcosa, finalmente. Vediamo di partire, di affrontare seriamente il problema dei rifiuti, che è problema grave e serio. Lo ha detto Gabellone, ci stanno litigando un ministro e un presidente, è in primo piano nel programma della Capone e della Poli, preoccupa il sindaco di Nardò che teme per la riapertura di Castellino e che ha decisamente ammonito tutti i candidati della sua città di darsi da fare. Preoccuperà sicuramente il nostro sindaco e la nostra amministrazione: Galatone in linea d’aria è vicina come Nardò a Castellino. E mentre si reca a sentire il consiglio, ripensa alle frasi ultime della sua collezione: sistema, reti, progetto, sinergie. E spontaneamente gli viene di pensare ad una città diversa da come ancora oggi gli capita di vedere, non più sola ed estranea alle azioni degli altri centri della provincia ma con essi solidalmente impegnata, una città diversa nel suo aspetto estetico, pulita, accogliente, decorosa, senza buche nelle strade e con la fontana di piazza Itria tornata a risplendere. Non c’è tempo per altri pensieri, il Consiglio comunale galoppa. Esauriti i primi punti previsti all’ordine del giorno si passa a trattare della raccolta differenziata. Un breve silenzio. Una pausa. Nessuno sembra voler avviare il discorso. Niente. Uno, due, poi un folto gruppo di consiglieri si alzano, si guardano, sembrano contarsi, si avviano fuori dall’aula. Un’interruzione? Una pausa? No, vanno via, non c’è il numero legale, la seduta è finita. Cosa dedurne, cosa appuntare nel notes? Al collezionista viene a mancare la frase importante, una frase qualunque, che spieghi, che giustifichi, che faccia sapere. Avverte ad un certo punto il senso amarognolo di essere stato sbeffeggiato, trattato male, lui e gli altri cittadini elettori, anch’essi forse collezionisti di sogni e di speranze. Si rivolge ad uno dei “disertori”, chiede di sapere, questi “fa spallucce”. Nessun diritto di sapere e nessun dovere di informare: le cose vanno così. Questa è politica, è tattica, è strategia. E lo lascia così: incerto, indifeso, debole, senza alcun diritto di spiegazione e di informazione e, cosa ancor più grave, senza alcuna parola da tenere a ricordo nel libro della memoria. A chi ricorrere? Come difendersi da questa situazione dove qualunque benpensante potrebbe vedere la negazione del legittimo diritto di sapere? Non è rifiuto di un diritto di democrazia? C’è qualcuno a cui potrebbe legittimamente chiedere giustizia? Riapre il notes, riscorre gli slogans, ne legge uno in cui si dichiara di non fare promesse e di voler invece ascoltare e operare concretamente. Bene, è proprio quel che ci vuole; forse è a costui che si dovrà rivolgere per ottenere ogni opportuno chiarimento.

Enrico Longo

Il link del MyboxTG di venerdì 8 maggio in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9277

venerdì, 01 maggio 2009

PROVINCIALI 2009

 

Candidati ed elettori

Il Portavoce entra decisamente nell’agone politico delle prossime provinciali. Già comparso Gabellone, spera di avere ospiti quanto prima gli altri due candidati alla presidenza. Successivamente sarà la volta dei rappresentanti locali che, mi auguro, riescano a conquistare in gran numero gli scranni di palazzo dei Celestini. Nel mese di giugno si svolgeranno altre votazioni, le europee e i referendum, molto importanti e per taluni versi decisive e delle quali si parlerà a tempo debito, ma gli sforzi maggiori non possono non essere indirizzati alle provinciali, per la vicinanza e il diretto interessamento alle nostre problematiche legate alla vita di ogni giorno. Lo scopo principale è mettere di fronte candidati ed elettori, far conoscere la persona, la sua cultura politica e le motivazioni, interrogare su problemi di nostro interesse, far scoprire contenuti, modi e tempi delle principali strategie e operazioni. Gabellone, non ancora noto ai più, ha avuto modo di farsi conoscere, ha parlato di tante cose, del problema dei rifiuti e dell’energia, di ambiente, di promozione e difesa del territorio, di turismo, di lavoro, dei giovani, della crisi economica e della stretta finanziaria che soffoca la piccola e media impresa, di agricoltura e di possibili prospettive per la nostra economia. Alle domande, volutamente sintetiche e puntuali, ha potuto rispondere nei tempi sufficienti, potendo prospettare le idee - forza e i nuclei tematici del “Progetto Salento” in via di definizione. Nella stessa maniera mi comporterò con gli altri due candidati, se avranno la cortesia di rispondere all’invito, dimostrando lo stesso rispetto che Gabellone ha riservato alla nostra platea di ascoltatori-elettori.

Dopo i tre leaders sarà, come detto, la volta dei candidati locali, alcuni già ufficialmente consacrati. Al momento è stabilito che Giovanni Tundo correrà per l’U.D.C., Gianni D’Agati per “Io Sud”, Biagio Faro per “Puglia prima di tutto”. Non so di altre candidature, anche se circolano degli altri nomi non ancora però ufficializzati. I primi nomi sono di sicura affidabilità; sono persone che hanno notevole esperienza e sensibilità, possono certamente essere considerati degni rappresentanti delle nostre esigenze e delle nostre speranze. Anche per essi ci sarà tutto lo spazio necessario per consentir loro di presentarsi al pubblico e di esporre nei tempi e nelle forme giuste i propri programmi. Ho previsto puntate “ad personam” con forme di “terzo grado”, confronti a due-tre candidati, qualche incontro collettivo. Naturalmente, per la campagna elettorale, Il Portavoce non seguirà la solita cadenza temporale; i vari steps si succederanno secondo ritmi ravvicinati e risponderanno alle esigenze dei vari candidati. Questi sono invitati a proporsi quando lo ritengano. Le modalità per farlo sono le più semplici: o comunicando la loro volontà a Michele Mariano, col quale peraltro potranno concludere altre forme di rapporto per la propaganda elettorale, o mettendosi in contatto direttamente con me al seguente numero di cellulare: 3402804853.

Le puntate de Il Portavoce, com’è noto, non costano nulla, richiedono soltanto la disponibilità di rendere il doveroso servizio di informazione agli utenti che, come si può constatare, crescono ogni giorno di più.

Enrico Longo

postato da: EnricoLongo alle ore 10:32 | Permalink | commenti
categoria:politica, economia, turismo, salento, democrazia, rifiuti, agricoltura, portavoce, galatone