venerdì, 26 giugno 2009

nisitundo

IL PORTAVOCE N. 44

Gli ambasciatori galatonesi in Provincia

Una puntata abbastanza vivace, a volte pungente, che ha toccato molti punti caldi dell’attualità politica. Si è iniziato a parlare della campagna elettorale testè trascorsa, interessante e costruttiva secondo Tundo; volta decisamente contro di lui, secondo Livio Nisi che, in particolare, attacca l’amministrazione cittadina che sembra averlo eretto a nemico numero uno. Tundo non crede nel progetto della Poli e non vede intorno alcun "laboratorio politico". La Senatrice non ha operato come una candidata alla presidenza della Provincia, ma soltanto per sè, per fare proseliti e ricercare modi e forme per assicurarsi visibilità e puntare alle future scadenze elettorali. Non vede alcun futuro per una intesa significativa tra l’UDC e IO SUD, due forze politiche che hanno poco o nulla in comune. Io Sud, dice Tundo, è emanazione della parte più intransigente ed estremistica di Alleanza nazionale, del vecchio MSI, mentre la base del suo partito si richiama decisamente ai valori della moderazione. Livio Nisi sottolinea la serietà e la compostezza della sua parte politica per l’intera campagna elettorale e, per quanto lo riguarda personalmente, tiene a ribadire di non aver voluto rispondere ai numerosi attacchi e alle offese che gli sono piovuti abbondantemente dai suoi avversari. Il laboratorio pugliese dunque non convince, come non risulta plausibile quel meridionalismo che viene sempre più decisamente sbandierato come il contenuto che darebbe ragione del progetto politico e che dovrebbe rappresentare il “collante” capace di tenere insieme dei partiti ideologicamente lontani e storicamente avversari. Debbo dire che Tundo e Nisi mi sembrano molto in sintonia su quasi tutte le questioni. Ho l’impressione, e lo faccio presente, che mi sembra di intravvedere nella nostra Galatone la presenza di motivi per un “laboratorio politico” di segno diverso, che farebbe pensare ad un riavvicinamento sostanziale tra UDC e PDL e che porterebbe, come sembra auspicare Livio Nisi, alla ricostituzione di un quadro politico “normale”, dove la normalità consisterebbe nel riapprodo del partito di Casini, e di Ruggeri, alla "casa madre". Tundo tace e sembra decisamente acconsentire. La sintonia è ancora più evidente quando si entra a discutere della situazione venutasi a creare in città. “Miceli è stato battuto due volte”, dice Nisi, sia nella prima tornata con la sconfitta del suo “rappresentante”, sia nella seconda quando, pur spendendosi apertamente e con ogni forza in favore della Capone, è risultato battuto ancora più chiaramente. Perché Miceli ha deciso di scendere in campo? Perché ha messo in gioco la sua maggioranza con il rischio di frazionarla e di indebolirla dinanzi all’elettorato? La maggioranza sarà d’ora in avanti costretta a vita grama e ad un accresciuto vivacchiamento, sostengono i due ospiti, o addirittura rischia di crollare dinanzi alle prime avversità, come potrebbe accadere con il bilancio. I due consiglieri non sembrano avere eccessiva fiducia sulla sua tenuta nel medio termine, anzi non riescono a nascondere il convincimento che prima o poi qualcosa possa accadere. Da un lato questa sembra una loro speranza, dall’altro non riescono a nascondere la preoccupazione di non trovare sostegno nell’amministrazione di Galatone nel momento in cui si troveranno ad affrontare quei problemi che intendono portare all’attenzione del Consiglio provinciale. I problemi li esplicitano e alcuni sembrano decisamente interessanti: messa in sicurezza delle strade, valorizzazione della zona costiera e del Villaggio S.Rita, costituzione del distretto ionico-salentino, promozione delle risorse artistiche e culturali della città e creazione di strutture stabili e motivi di richiamo turistico...Insomma, i due consiglieri hanno le idee abbastanza chiare e tanta voglia di fare. Forse nutrono anche la tacita speranza o coltivano un disegno nascosto di un improvviso crollo. Indovinate di chi?

Enrico Longo

Il link della puntata:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9952

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categoria:politica, turismo, societĂ , portavoce, galatone
mercoledì, 24 giugno 2009

avvisoportavoce44

Gli ambasciatori galatonesi in Provincia

 

Ritorna “Il Portavoce”, giunto intanto alla puntata n. 44, che non poteva non rivolgere l’attenzione ai due nostri consiglieri provinciali. Quattro chiacchiere con Giovanni Tundo e Livio Nisi, per fare il punto sulla situazione politica salentina e pugliese, per parlare di “laboratori politici”, per cercare di indovinare strategie che appaiono ancora nebulose o parzialmente indecifrabili e, soprattutto, per muoverci sul breve periodo e sui problemi che più ci interessano. Parleremo anche della situazione politica cittadina e dei riflessi che su di essa avrà potuto avere la vicenda elettorale. Cercheremo infine di conoscere più a fondo idee e valutazioni politiche dei due interlocutori ai quali, come più volte detto, assegneremo il compito di rappresentarci, come nostri ambasciatori, in seno al consiglio provinciale. Una puntata doverosa, interessante, preziosa per stabilire un rapporto che dovrà necessariamente durare nel tempo, perché il politico eletto in una competizione elettorale, insieme al diritto di rappresentanza, conserva il dovere di tenere il cittadino informato sulle questioni di suo interesse. Sono sicuro che Giovanni Tundo e Livio Nisi non si sottrarranno all’impegno.

 

venerdì, 19 giugno 2009

postilla24

 LA POSTILLA N.24

    La discesa di Carlo VIII

Mi ero ripromesso di lasciare da parte per un po’ la politica, dimenticare la discesa del nuovo Carlo VIII e i numerosi interrogativi al seguito. Rispettiamo, mi dicevo, il diritto dei cittadini elettori di prepararsi all’espressione del voto nella piena serenità e nel rispetto delle proprie decisioni.  Occupiamoci di altro. Il mondo non vive soltanto di politica, mi andavo ripetendo, e nella nostra cittadina gli eventi di un certo rilievo non mancano. Uno incombeva, il saggio di fine anno di “Punto Danza”, che  ogni volta attira l’interesse di moltissimi galatonesi e di persone dei comuni vicini, essendo ormai diffusa tra molti centri del Salento l’attenzione per l’importante scuola di danza galatonese. Intanto nel tg di Myboxtv i galatonesi avevano avuto conferma che, come già da me anticipato, i lavori leonardeschi di Giuseppe Manisco erano destinati al Castello di Acaya, dall’11 luglio al 31 ottobre. Come dire che lo “scippo” si era ormai consumato con l’evidente scorno per una classe politica cittadina che non fa una piega nel vedersi sottrarre dei beni culturali di grande pregio che possono rappresentare importante richiamo per visitatori e turisti. Niente da fare, non si è riusciti a reperire nella nostra città una parvenza di sito per queste opere che sono frutto del genio di un nostro concittadino e che dovrebbero restare nostre. Non voglio aggiungere altro, ho già detto abbastanza, anche perchè, se sono indifferenti i politici, non mi è sembrata particolarmente allarmata la cittadinanza. Tra questi pensieri mi avviavo dunque al saggio delle allieve di Patrizia Conte e Stella Bruno, due giovani artiste che hanno il pregio di insegnare grazia e armonia a tante giovanissime creature, alle quali offrono apprezzabile orientamento verso l’estetica e la socialità. Dei benefici formativi indotti dalle grandi maestre Patrizia e Stella sono diretto testimone da tempo, dietro l’osservazione che ho avuto occasione di esercitare nel corso delle tante esperienze condivise tra la mia scuola e Patrizia Conte. Le fanciulle acquistano armonia nei movimenti, grazia e gentilezza nei comportamenti, finezza espressiva e facilità di relazione, traguardi decisamente importanti nel globale processo di costruzione della personalità, con indubbi riflessi anche sul piano intellettuale e della capacità di concentrazione. Il Teatro Italia di Gallipoli è, come ogni anno, stracolmo, lo spettacolo delle piccole e meno piccole danzatrici è incantevole. Sul palco ho detto che Patrizia Conte è un “prodotto locale di pregio”; ho dimenticato di fare riferimento a Stella Bruno, altrettanto brava e leggiadra, maestra attenta e particolarmente seguita dalle allieve. Un “duo” che rappresenta degnamente la nostra cittadina, divenuto ormai importante richiamo per i centri vicini. Ottimi anche gli attori di “Civico Venti” e un gruppetto di danzatori di "Hip Hop" e “Breakdance”, capaci di incredibili acrobazie e virtuosismi motori di ogni genere, diretti dall’ottimo maestro Gianni Guagnano. Ulteriore conferma di una cittadina vivace e piena di voglia di fare e dei risultati che si ottengono attraverso la collaborazione e le sinergie. Così pensavo mentre, facendo ritorno alla macchina, sfioravo gli ammassi di rifiuti maleodoranti, insopportabile offesa per una splendida località come Gallipoli, già invasa dai turisti e dalle stelle dello spettacolo. Ed erano i rifiuti a richiamarmi alla realtà e a costringermi alla politica. Perchè su tale questione, esplosa come era facile pensare in piena campagna elettorale, si è giocata gran parte della dialettica elettorale tra Gabellone e la Capone. Il problema dei rifiuti, appunto, sul quale sembra che non sappiamo dire altro che parole, e che, per l’intera contesa elettorale, ha fatto aggio su tante altre questioni che avrebbero sicuramente meritato maggiore attenzione. Uscito improvvisamente da un lungo inspiegabile silenzio, nel duello tra i due candidati alla presidenza e tra i nostri candidati consiglieri, si è con forza inserito D’Alema, guadagnando subito la scena. Ha tenuto a far sapere di accordi formali stabiliti con l’UDC e con la Poli in tutto il territorio pugliese. Intese definite e certe anche nel Salento, dove però non si è messo nero su bianco, dove l’accordo c’è ma non si dice. Questa la notizia come uscita chiaramente dalla viva voce del Presidente D’Alema nella mattinata di domenica nello spazio antistante la scuola “Don Milani”. Parole dette a chiare lettere, volutamente e più volte ripetute, a scanso di equivoci e per non ingenerare dubbi: a ciascuno di noi trarne le opportune deduzioni. Ma la venuta di D’Alema apre più di un interrogativo anche se forse oggi non è il momento giusto di scavare dentro a tante questioni o di tentare forzature interpretative che rischierebbero di risultare sbagliate e fuorvianti. Ragioni locali o nazionali? Determinare l’esito del ballottaggio o mirare ad intaccare la forza berlusconiana, o entrambe le cose? Strategie politiche o tattiche opportunistiche? Azione finalizzata alle regionali della prossima primavera o al congresso autunnale del PD? Meridionalismo? Volontà di bilanciare le asimmetrie politiche tra nord e sud, che vedono quest’ultimo non rappresentato e non difeso? Ma, soprattutto, perchè il patto con la Poli non è stato certificato? Per paura da parte della senatrice di creare un referendum con la sua base? Per timore di mettere allo scoperto la percentuale di non fedelissimi? E ancora, come si comporteranno i seguaci della Poli della nostra cittadina? E quelli dell’UDC? La maggioranza consiliare galatonese è concorde nelle decisioni o rischia l’implosione?

Ebbene, la risposta a tanti di questi interrogativi non sembra facile oggi, potrà esserlo probabilmente tra qualche tempo, intanto non possiamo non registrare che il leader del PD ha scosso significativamente le acque della politica ed ha forse reso ancora più incerto l’esito del ballottaggio e del referendum nostrano.

Per adesso basta così, ma sulle tante questioni si dovrà necessariamente tornare.

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 18 giugno in cui è presente l'editoriale "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9867

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venerdì, 12 giugno 2009

leternaillusione1[1] 

LA POSTILLA N. 23

L’eterna illusione

E’ il titolo di uno dei più apprezzati film di Frank Capra, nel quale giunge a maturazione la visione del mondo del grande regista siculo-americano, nella quale andavano ad intrecciarsi il realismo tragico della grave depressione economica con l’ irrinunciabile ottimismo fatto di incrollabile fiducia nelle risorse dell’uomo e nel trionfo delle virtù migliori. Non un’astratta aspirazione, una semplice utopìa, un sogno coltivato e non raggiungibile, neppure del tutto la foscoliana ricerca di diafane giustificazioni al vivere e all’ operare, l’eterna illusione è invece la fede costante in un reale e solido appiglio, capace di far superare difficoltà e disgrazie, ingiustizie e furberìe che da sempre abitano l’esistenza degli uomini. Il grande regista trovava questo sicuro appiglio nella socialità e negli slanci generosi e concordi di cui è capace un contesto di uomini ricchi delle doti utili nei momenti critici, da ricercare fondamentalmente nell’offerta generosa di quel piccolo contributo individuale che, nel generale concorso, si trasforma, appunto, in una grande ricchezza e in una forza insuperabile.

Da qualche settimana ci risulta impossibile partecipare agli eventi e alle iniziative promosse in città, siamo costretti a scegliere o a fare rapide apparizioni e fughe. Gli studenti portano sulla scena lavori teatrali e saggi conclusivi di un anno di lavoro; l’ Unione sportiva festeggia il trionfo dello sport anche fra le note e storiche difficoltà logistiche; di qua la performance degli allievi di Diego Gira, che ha iniziato alla nobile arte della musica centinaia di fanciulli e ragazzi, fra qualche giorno il saggio di danza degli allievi di Patrizia Conte che ogni volta dimostra come possa essere insegnata la grazia e l’armonia dei movimenti; gli studenti dell’industriale sapientemente guidati dai loro docenti si sono avvicinati alla poesia di Ercole Ugo D’Andrea, l’Associazione A Levante ci propone un libro che ha il Sud come protagonista e che certamente va letto e studiato, Giuseppe Manisco ci chiama tutti in piazza a rivivere una pagina di storia locale. Insomma, una città vivace, vitale, ricca di risorse intellettuali e di voglia di crescere. Myboxtv ce ne rende ogni giorno piena testimonianza. Accanto alle tante apprezzabili iniziative ci informa di una campagna elettorale felicemente conclusasi col successo di un nostro candidato e con la certezza di averne un secondo, del ricorrente problema dei rifiuti che a causa dei bizantinismi tutti nostri sembra destinato a durare, dell’abbandono in cui versano luoghi e beni monumentali, dell’indifferenza con cui si assiste allo scippo dei lavori leonardeschi, per i quali non si è riusciti a trovare un sito capace di accoglierli. Una realtà a due facce insomma, una città che attende una guida e una chiara direzione di marcia, anche perchè risente, come tutte le altre cittadine vicine e forse anche di più, della crisi economica divenuta ormai crisi occupazionale, assiste da anni alla fuga dei giovani verso il lavoro, sopporta la stagnazione della quale sembra dover restare prigioniera. Il tutto nella serafica imperturbabilità di chi dovrebbe in un certo qual modo fare qualcosa. La forza della socialità, che era la leva della Weltanshauung capriana, resta inutilizzata, le risorse intellettuali e materiali della città rimangono sterili e inespresse. Il turismo è di là da venire, il Santa Rita continuerà ad essere una landa selvaggia e desolata, il Castello di Fulcignano e gli altri beni artistici e culturali sembrano condannati a restare nelle pagine ingiallite scritte da imperterriti illusi. Nella nostra città, nella quale non mancano certamente gli strumenti per fare della bella musica, manca il direttore d’orchestra, l’approccio alla von Ehrenfels, la persona capace di ricondurre il tutto all’unità e a dare il senso del cammino da intraprendere. Chi sappia leggere la situazione può capire che non siamo sprovveduti di tutto, che abbiamo le risorse per crescere, che attendiamo soltanto le risposte opportune per iniziative plausibili, che non siamo da retroguardia e che possiamo giustamente pretendere di vincere non pochi confronti, che non siamo “profondo sud”, come accettiamo che si continui a pensare. Abbiamo bisogno di una politica nuova, diversa, di politici nuovi e diversi, di uomini che abbiano il senso della concretezza e della strategia, che sentano come propri i problemi della gente e che abbiano voglia e forza di aprirsi e coinvolgere. A stare rintanati e soli non si può coltivare, come insegna il regista americano, quell’eterna illusione che è, come voleva l’Aliotta, “fede dell’uomo operante”, fede-azione produttiva di cose e di fatti. Non serve riprospettare dinanzi all’insoluto problema ambientale la “sciagurata” decisione di non accogliere l’inceneritore di venti anni fa o ripetere le vecchie retoriche dei tempi che furono. Oggi la gente attende risposte precise a questioni attentamente e socialmente delibate e tradotte in progetto. Una politica nuova, dunque, aperta alla vivace socialità della quale Myboxtv continua ad essere attenta e fedele “cassa di risonanza”. L’auspicio è che Giovanni Tundo e chi uscirà vincitore dal referendum tutto nostro del 21 giugno sappiano adeguatamente impersonarla.

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 12 giugno 2009 in cui è presente l'editoriale "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9790

mercoledì, 10 giugno 2009

Palazzo dei CelestiniReferendum tutti nostri

La linea di neutralità che mi ero imposto quale conduttore de Il Portavoce mi portava a sostenere fondamentalmente il “Partito della Città” e questo partito ha già un rappresentante a Palazzo dei Celestini. La vittoria di Giovanni Tundo non può non far piacere a chi auspicava che Galatone fosse rappresentata nel non insignificante consiglio provinciale. Si va dunque al ballottaggio tra Gabellone e la Capone che, a ben vedere, ha degli immediati riflessi su un duello tutto nostrano. Alla vittoria dell’uno o dell’altra dei candidati alla presidenza sono infatti legate le sorti di Livio Nisi e Donato Filoni, attori protagonisti di un referendum tutto nostro, il che fa pensare che almeno per noi la seconda tornata del voto rivesta un’importanza forse anche maggiore della prima. Saremo chiamati a scegliere tra due persone che tutti conosciamo, che tutti stimiamo, che entrambe avremmo voluto portare di peso alla provincia, ma tra le quali dovremo necessariamente scegliere. Va da sè comunque che Galatone avrà un secondo consigliere e quindi il "Partito della Città" risulterà corroborato, anche perchè l'uno o l'altro saranno consiglieri di maggioranza. Ma il derby tra Nisi e Filoni non è l’unico referendum che si è giocato in questa campagna elettorale, altri se ne sono tenuti che meritano di essere ricondotti in superficie per ogni utile analisi e come regolazione dei comportamenti futuri.

Trasparenza e opacità, chiarezza ed ermetismo, presenza e clandestinità, disponibilità e chiusura, umiltà e arroganza: ecco alcuni tratti che abbiamo potuto constatare tra i vari candidati in corsa. Quasi dei referendum comportamentali sui quali, alla luce dei risultati, ciascuno di noi può stabilire quali siano usciti vincenti. Giovanni Tundo ha speso la sua “faccia”, si è presentato in piazza, ha vinto il “sacro terrore emotivo”, di cui sono stato testimone prima della “diretta”, si è sottoposto al confronto, si è messo a disposizione di tutti in piazza S. Antonio. Altri hanno preferito le ore serali e gli angoli nascosti, il “pissi pissi” tradizionale e altri mezzucci. Hanno pagato la trasparenza e la chiarezza, la presenza e la disponibilità; i comportamenti d’altro genere non sembrano avere incontrato il favore dell’elettorato.

L’Amministrazione comunale è scesa decisamente in campo, con tutte le sue forze, optando per la Poli e a sostegno di un solo candidato. Alla prudente signorile sentimentale e utopistica via della neutralità è stata preferita la proposizione della propria forza presente in Consiglio comunale; non il buon senso e lo stile ma la logica dei muscoli e dei numeri. E così ha dato vita, forse inconsapevolmente, ad un ulteriore referendum, pro o contro l’amministrazione. Il risultato parla chiaramente di una maggioranza dai piedi d’argilla, più supposta che reale, autolesionistica, vittima anche di quei modelli di comportamento sopra descritti risultati sconfitti nell’altro citato referendum. Di tutto questo si dovrà presto tenere conto.

Prepariamoci dunque al secondo round, importante per noi che dovremo far valere la preferenza per l’uno o per l’altro, ma speriamo pure che i risultati dei vari “referendum tutti nostri” possano tornare utili per le future contese elettorali nelle quali gli elettori auspicano evidentemente trasparenza e correttezza comportamentale.

Enrico Longo

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venerdì, 05 giugno 2009

 LA POSTILLA N. 22

La valigia del candidato 

Una campagna elettorale forse più seria e ordinata di quelle precedenti, maggiormente indirizzata alle cose e ai programmi, anche perché sovrastata da una crisi economica incombente, che lasciava poco spazio alle banalità e agli attacchi personali. Forse qualche merito lo abbiamo avuto anche noi di Myboxtv che in ogni occasione non abbiamo mancato di suggerire concretezza e attenzione ai problemi reali, cosa che abbiamo fatto nel corso delle puntate de “Il Portavoce” e che abbiamo ripetuto nella “due giorni” in piazza con i candidati locali.

Questi stanno dunque preparando la valigia, nella speranza e con il nostro augurio che debba risultare utile al viaggio verso l’agognata meta di “Palazzo dei Celestini”. Ci auguriamo che nella valigia trovino realmente posto i nostri problemi, i sogni e le speranze di tanti giovani in attesa di poter completare il processo di inserimento sociale, le preoccupazioni di tante famiglie per la progressiva erosione del reddito e le paure di quanti vedono in pericolo il posto di lavoro. Ci sarà dunque spazio per la nostra agricoltura dimenticata, che avrebbe tutto il necessario per vedersi promuovere su piani di eccellenza specie per il vino e l’olio se solo si trovassero le ragioni della collaborazione e che si trova, invece, spezzettata in minime frazioni, ridotta in molti casi ad hobby per il tempo libero quando non del tutto lasciata morire. Un posto sufficiente per la piccola e media impresa che trova sempre maggiori difficoltà nell’ attingere al credito, per il turismo, che vorremmo plurimo e destagionalizzato, e per le infrastrutture che ne rappresentano fondamentali precondizioni. Nel corso dei dibattiti e dei confronti tutti questi problemi sono stati trattati. Ne hanno parlato i candidati presidente e ne hanno parlato gli altri nel corso del confronto in piazza. Spero che la dovuta attenzione vi abbiano dedicato anche quei candidati che hanno preferito chiudersi in austero pensoso silenzio. E’ tornato come un insistente refrain il problema dei rifiuti, sul quale tutti sembrano aver ragione e dove sembra che abbiano torto soltanto i cittadini che da un momento all’altro potrebbero vedersi costretti di nuovo a stoccarseli in casa. La discarica Burgesi funziona a singhiozzo, a fine mese chiuderà; Castellino non può e non deve riaprire, altri siti non si conoscono per cui si profila un’estate torrida anche su questo fronte. La Puglia è riconosciuta, insieme alla Liguria, terra “sicura” dal pericolo terremoti e allora potrebbe tornare utile per appostarvi una centrale nucleare, cosa che invece i Governi, regionale e centrale, escludono “a priori”. Ma sapete come si concludono queste forme di “esclusione”: con l’appello alla sensibilità della popolazione salentina, sempre buona, accogliente e disponibile, e con la causa di forza maggiore. Spero di sbagliarmi, ma questo è un problema che non tralascerei di sistemare con cura in un cantuccio della valigia. La promozione del territorio la metterei nella posizione più alta e, accanto ad essa, il turismo e le infrastrutture. Che significa promuovere il territorio? Non basta appostare un manifesto alla stazione centrale di Milano o allestire un padiglione alla Bit, cose peraltro importanti e da non trascurare. Significa anzitutto renderlo presentabile, nelle sue coste, nelle campagne, nelle periferie e nei centri storici. Significa ripulire le strade e i palazzi, i monumenti, le case cittadine, le piazze, le fontane. Rendere accessibili le chiese e le opere d’arte, studiare e rendere visibili i percorsi turistici, ben segnalati e adeguatamente illustrati da stampe e pubblicazioni ed affiancati dalla presenza di esperti. E’ inventarsi ogni possibile escamotage per mettere in mostra i prodotti locali e valorizzarli, promuovere feste, sagre, incontri. Tutte queste azioni difficilmente possono trovare realizzazione per opera di comuni singoli, richiedono invece collaborazioni e intese a livello territoriale. Nel corso del dibattito in piazza qualcuno sottolineava i privilegi di cui godrebbero i comuni della Grecìa, non considerando che i nove centri che la comprendono hanno saputo coltivare nel tempo la comune matrice linguistico-culturale sulla quale, al momento opportuno, hanno puntato per giungere ai cospicui finanziamenti, peraltro convenientemente utilizzati per la creazione di strutture ed eventi che oggi la pongono all’attenzione nazionale e mondiale. Galatone e i comuni vicini dovrebbero saper creare qualcosa di simile mettendo insieme risorse territoriali e culturali per costituirsi in distretto turistico che, per i beni territoriali e culturali presenti, non sarebbe certamente di secondaria importanza. In vicende del genere la Provincia ha ruolo e funzione di assoluto rilievo. Da qui un compito per gli eventuali eletti: creare tutte le favorevoli condizioni perché possa vedere la luce il distretto ionico salentino, unito nella costa e ricco e vario nell’entroterra. Alla base di tutto va però messo l’impegno dei Sindaci e delle rispettive amministrazioni di valorizzare al massimo ogni risorsa presente nel territorio di competenza, per mettere insieme una struttura variegata e opportunamente ben integrata. Il distretto è, infatti, un insieme organico e strutturato di offerta paesaggistica e culturale, di ricettività e svago. Ciascuno di questi motivi deve quindi trovare adeguata attenzione e realizzazione pratica.

La promozione del territorio passa anche attraverso la presenza di strutture di richiamo, un museo, un centro studi, una mostra permanente, o di eventi particolarmente significativi, come “La festa della Taranta” o “Il Premio Barocco”. Bene, a Galatone non s’è mai data risposta alla proposta di un centro studi che metta insieme, accanto al De Ferrariis, che rappresenta il personaggio più rappresentativo della nostra cultura, Giuseppe Susanna, Ercole Ugo D’Andrea, Pasquale Maria Miccolis, ecc.., ecc… Oggi questo centro studi potrebbe disporre di un sito di assoluto pregio, che è il Palazzo Belmonte Pignatelli, dove potrebbe peraltro trovare collocazione una biblioteca comunale diversa, qualitativamente e quantitativamente, da quella attuale. Galatone non dovrebbe lasciarsi sfuggire il genio di Giuseppe Manisco, una persona tanto degna quanto modesta, che ha già creato capolavori di assoluto valore e che tanto può ancora creare. Mi riferisco all’evento del tiro con le balestre, richiamo storico a vicende galatonesi del Cinquecento che, a giudicare dal numero dei partecipanti, ha riscosso un grande successo, e soprattutto ai meravigliosi lavori leonardeschi che hanno ricevuto, oltre all’apprezzamento dei cittadini anche quello dei palati più sopraffini degli esperti. Queste opere potrebbero rappresentare un elemento di forte richiamo turistico e di valorizzazione del territorio galatonese e del distretto prossimo venturo. Mi auguro che al più presto ci si renda conto del loro valore anche strategico e che se ne trovi la più adeguata collocazione nella nostra cittadina. Intanto però mi preme far presente che i lavori leonardeschi di Giuseppe Manisco saranno allogati nei mesi di luglio e agosto nel Castello di Acaya, a disposizione dei visitatori che sicuramente saranno tantissimi. Manisco continua a sperare che da settembre possano tornare a Galatone; il Sindaco di Vernole è in pressing costante perché rimangano definitivamente nel suo castello. Da parte mia comincio a temere che per poterli ammirare saremo costretti a metterci in macchina. Se fosse, sarebbe l’ennesima occasione sprecata.

Sperando comunque che stavolta non vada così, auguriamo “Buon viaggio” ai fortunati che otterranno l’elezione insieme all’invito a comporre per bene la valigia avendo cura di non dimenticare nessuna tra le cose sopra menzionate che ci stanno particolarmente a cuore.

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 5 giugno 2009 in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9710

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martedì, 02 giugno 2009

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IN BOCCA AL LUPO!

E così si è dato il via ai confronti in piazza di candidati alle elezioni. Non è una cosa semplice e non è una cosa facile ed è una esperienza che nasconde diverse insidie. La prima può essere l’emozione che tradisce soprattutto il neofita, perchè trovarsi in mano un microfono e parlare dinanzi ad una folla eterogenea per ideologia e carattere non è semplice. Poi c’è la preoccupazione di non risultare all’altezza nel confronto, perchè l’avversario può saperla più lunga. Insomma l’emozione e la preoccupazione sono stati d’animo comprensibili che qualche volta fanno brutti scherzi e possono ridurre la performance nella “diretta”. Si sa, infatti, che dietro e dopo il dibattito segue la “valutazione” del pubblico e, in particolare, dei “valutatori di mestiere”, ossia di quelle persone che si danno autonomamente la patente di “saccenti” e si lanciano in giudizi e valutazioni quasi sempre poco generosi. Il confronto, tutto sommato, è stato positivo per più di una ragione. Anzitutto si è parlato di “problemi” e non di chiacchiere, secondo i programmi e come ci si era ripromessi di fare. Sono venuti in superficie il ruolo della Provincia e le diverse ipotesi in merito, il problema giovanile non limitato all’aspetto ludico-edonistico ma come motivo per piani di sviluppo economico sociale e culturale; si è parlato di ambiente e di energia, di promozione del territorio e di turismo, di agricoltura e di impresa, di energia e nucleare e di ciclo dei rifiuti. Ci si è tenuti lontani da quella che ho definito “politica di retroguardia”, centrata sulle battute e sugli slogans  d’importazione, sui concetti “presi a prestito” dai divi tv della politica, che sembrano tanto di moda. Si è discusso, si è cercato di presentare il proprio punto di vista con semplicità e chiarezza; s’è detto a sufficienza per poter essere giudicati da parte dei cittadini elettori. Soltanto nel momento finale è emersa qualche piccola trasgressione, sia da parte dei candidati che da un paio di spettatori. Niente di particolare, tutto subito rientrato. Rivedendo e riascoltando i sette items nei quali Myboxtv presenta il dibattito, si può con calma e maggiore attenzione ritornare sulle questioni e sulle tesi dei candidati, che non sono certamente banali o di scarso rilievo.

La politica in piazza, dunque, come deve essere e come può essere nella nostra cittadina che è più civile e matura di quanto si voglia continuare a pensare. La numerosa partecipazione, l’attenzione, la disciplina e il rispetto manifestato dal pubblico degli amici cittadini sono il migliore indicatore di quanto vengo dicendo. L’unico mio rammarico è l’essere stato costretto a tenere la seconda “puntata” al coperto, in uno spazio sicuramente insufficiente e forse non confortevole per il tantissimo pubblico presente. Purtroppo il rischio di pioggia incombeva anche la seconda sera e qualche avvisaglia, infatti, se n’è avuta.

A conclusione sento il bisogno di esprimere l’ augurio che qualcuno dei candidati, presenti o assenti alle due serate, riesca a raggiungere Palazzo dei Celestini e questo nell’interesse della nostra città oltre che del Salento. Galatone ha bisogno di essere rappresentata in tutte le sedi possibili, perchè attualmente sembra pericolosamente priva di cure e di attenzioni. Le sue risorse, di territorio - di cultura - di arte e di storia, meritano di essere convenientemente valorizzate e, se possibile, finalizzate allo sviluppo complessivo che riesca a far sentire i benefici sulla popolazione e sui giovani in particolare. E’ nozione acquisita che la “filiera” dello sviluppo non ha una sola base di partenza e che la cultura, l’arte, il prodotto locale, la tradizione o l’evento possono innescare insospettabili processi di marketing e di attenzione. Niente altro da aggiungere, per qualche giorno "Il Portavoce" starà in silenzio, anche perchè ritiene di aver fatto quanto era possibile fare. Ribadisco che candidarsi è sempre un atto di coraggio e di generosità se si pone l’interesse generale al di sopra di ogni personale ambizione. Con la speranza che sia così, non mi resta che augurare a tutti il più sincero “In bocca al lupo”, soprattutto nell’interesse di una comunità che attende ancora una decisa spinta alla crescita e allo sviluppo.

Enrico Longo

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categoria:cultura, politica, democrazia, portavoce, galatone, myboxtv