LA POSTILLA N. 22
La valigia del candidato
Una campagna elettorale forse più seria e ordinata di quelle precedenti, maggiormente indirizzata alle cose e ai programmi, anche perché sovrastata da una crisi economica incombente, che lasciava poco spazio alle banalità e agli attacchi personali. Forse qualche merito lo abbiamo avuto anche noi di Myboxtv che in ogni occasione non abbiamo mancato di suggerire concretezza e attenzione ai problemi reali, cosa che abbiamo fatto nel corso delle puntate de “Il Portavoce” e che abbiamo ripetuto nella “due giorni” in piazza con i candidati locali.
Questi stanno dunque preparando la valigia, nella speranza e con il nostro augurio che debba risultare utile al viaggio verso l’agognata meta di “Palazzo dei Celestini”. Ci auguriamo che nella valigia trovino realmente posto i nostri problemi, i sogni e le speranze di tanti giovani in attesa di poter completare il processo di inserimento sociale, le preoccupazioni di tante famiglie per la progressiva erosione del reddito e le paure di quanti vedono in pericolo il posto di lavoro. Ci sarà dunque spazio per la nostra agricoltura dimenticata, che avrebbe tutto il necessario per vedersi promuovere su piani di eccellenza specie per il vino e l’olio se solo si trovassero le ragioni della collaborazione e che si trova, invece, spezzettata in minime frazioni, ridotta in molti casi ad hobby per il tempo libero quando non del tutto lasciata morire. Un posto sufficiente per la piccola e media impresa che trova sempre maggiori difficoltà nell’ attingere al credito, per il turismo, che vorremmo plurimo e destagionalizzato, e per le infrastrutture che ne rappresentano fondamentali precondizioni. Nel corso dei dibattiti e dei confronti tutti questi problemi sono stati trattati. Ne hanno parlato i candidati presidente e ne hanno parlato gli altri nel corso del confronto in piazza. Spero che la dovuta attenzione vi abbiano dedicato anche quei candidati che hanno preferito chiudersi in austero pensoso silenzio. E’ tornato come un insistente refrain il problema dei rifiuti, sul quale tutti sembrano aver ragione e dove sembra che abbiano torto soltanto i cittadini che da un momento all’altro potrebbero vedersi costretti di nuovo a stoccarseli in casa. La discarica Burgesi funziona a singhiozzo, a fine mese chiuderà; Castellino non può e non deve riaprire, altri siti non si conoscono per cui si profila un’estate torrida anche su questo fronte. La Puglia è riconosciuta, insieme alla Liguria, terra “sicura” dal pericolo terremoti e allora potrebbe tornare utile per appostarvi una centrale nucleare, cosa che invece i Governi, regionale e centrale, escludono “a priori”. Ma sapete come si concludono queste forme di “esclusione”: con l’appello alla sensibilità della popolazione salentina, sempre buona, accogliente e disponibile, e con la causa di forza maggiore. Spero di sbagliarmi, ma questo è un problema che non tralascerei di sistemare con cura in un cantuccio della valigia. La promozione del territorio la metterei nella posizione più alta e, accanto ad essa, il turismo e le infrastrutture. Che significa promuovere il territorio? Non basta appostare un manifesto alla stazione centrale di Milano o allestire un padiglione alla Bit, cose peraltro importanti e da non trascurare. Significa anzitutto renderlo presentabile, nelle sue coste, nelle campagne, nelle periferie e nei centri storici. Significa ripulire le strade e i palazzi, i monumenti, le case cittadine, le piazze, le fontane. Rendere accessibili le chiese e le opere d’arte, studiare e rendere visibili i percorsi turistici, ben segnalati e adeguatamente illustrati da stampe e pubblicazioni ed affiancati dalla presenza di esperti. E’ inventarsi ogni possibile escamotage per mettere in mostra i prodotti locali e valorizzarli, promuovere feste, sagre, incontri. Tutte queste azioni difficilmente possono trovare realizzazione per opera di comuni singoli, richiedono invece collaborazioni e intese a livello territoriale. Nel corso del dibattito in piazza qualcuno sottolineava i privilegi di cui godrebbero i comuni della Grecìa, non considerando che i nove centri che la comprendono hanno saputo coltivare nel tempo la comune matrice linguistico-culturale sulla quale, al momento opportuno, hanno puntato per giungere ai cospicui finanziamenti, peraltro convenientemente utilizzati per la creazione di strutture ed eventi che oggi la pongono all’attenzione nazionale e mondiale. Galatone e i comuni vicini dovrebbero saper creare qualcosa di simile mettendo insieme risorse territoriali e culturali per costituirsi in distretto turistico che, per i beni territoriali e culturali presenti, non sarebbe certamente di secondaria importanza. In vicende del genere la Provincia ha ruolo e funzione di assoluto rilievo. Da qui un compito per gli eventuali eletti: creare tutte le favorevoli condizioni perché possa vedere la luce il distretto ionico salentino, unito nella costa e ricco e vario nell’entroterra. Alla base di tutto va però messo l’impegno dei Sindaci e delle rispettive amministrazioni di valorizzare al massimo ogni risorsa presente nel territorio di competenza, per mettere insieme una struttura variegata e opportunamente ben integrata. Il distretto è, infatti, un insieme organico e strutturato di offerta paesaggistica e culturale, di ricettività e svago. Ciascuno di questi motivi deve quindi trovare adeguata attenzione e realizzazione pratica.
La promozione del territorio passa anche attraverso la presenza di strutture di richiamo, un museo, un centro studi, una mostra permanente, o di eventi particolarmente significativi, come “La festa della Taranta” o “Il Premio Barocco”. Bene, a Galatone non s’è mai data risposta alla proposta di un centro studi che metta insieme, accanto al De Ferrariis, che rappresenta il personaggio più rappresentativo della nostra cultura, Giuseppe Susanna, Ercole Ugo D’Andrea, Pasquale Maria Miccolis, ecc.., ecc… Oggi questo centro studi potrebbe disporre di un sito di assoluto pregio, che è il Palazzo Belmonte Pignatelli, dove potrebbe peraltro trovare collocazione una biblioteca comunale diversa, qualitativamente e quantitativamente, da quella attuale. Galatone non dovrebbe lasciarsi sfuggire il genio di Giuseppe Manisco, una persona tanto degna quanto modesta, che ha già creato capolavori di assoluto valore e che tanto può ancora creare. Mi riferisco all’evento del tiro con le balestre, richiamo storico a vicende galatonesi del Cinquecento che, a giudicare dal numero dei partecipanti, ha riscosso un grande successo, e soprattutto ai meravigliosi lavori leonardeschi che hanno ricevuto, oltre all’apprezzamento dei cittadini anche quello dei palati più sopraffini degli esperti. Queste opere potrebbero rappresentare un elemento di forte richiamo turistico e di valorizzazione del territorio galatonese e del distretto prossimo venturo. Mi auguro che al più presto ci si renda conto del loro valore anche strategico e che se ne trovi la più adeguata collocazione nella nostra cittadina. Intanto però mi preme far presente che i lavori leonardeschi di Giuseppe Manisco saranno allogati nei mesi di luglio e agosto nel Castello di Acaya, a disposizione dei visitatori che sicuramente saranno tantissimi. Manisco continua a sperare che da settembre possano tornare a Galatone; il Sindaco di Vernole è in pressing costante perché rimangano definitivamente nel suo castello. Da parte mia comincio a temere che per poterli ammirare saremo costretti a metterci in macchina. Se fosse, sarebbe l’ennesima occasione sprecata.
Sperando comunque che stavolta non vada così, auguriamo “Buon viaggio” ai fortunati che otterranno l’elezione insieme all’invito a comporre per bene la valigia avendo cura di non dimenticare nessuna tra le cose sopra menzionate che ci stanno particolarmente a cuore.
Enrico Longo
Il MyboxTG di venerdì 5 giugno 2009 in cui è presente "La Postilla":
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9710