
L’universitas civium
Galatone festeggia il suo campione. Il grande manifesto mette insieme Amministrazione e Cittadinanza. Bene così. Una importante sinergia che dovrebbe continuare. Perché cittadini e amministratori appartengono allo stesso mondo e sono legati da un patto che ha trasferito una delega e non un potere assoluto. Il sindaco, la giunta e i consiglieri comunali hanno il diritto di “lavorare” e decidere, ma hanno anche il “dovere” di farlo nell’interesse degli elettori, verso i quali debbono assicurare trasparenza ed esauriente informazione. La democrazia di oggi richiede, per la legge dei numeri e della complessità delle questioni, l’istituto della “rappresentanza” e della delega, ma i delegati non possono dimenticare che il soggetto della vita sociale, economica e culturale è il cittadino, che deve essere in ogni modo chiamato a partecipare attraverso congrue forme di informazione e di relazione. Un tempo il governo della città era la piazza e l’universitas; oggi questa forma, improponibile come sistema, non è da dimenticare quale strumento estemporaneo per questioni di un certo rilievo o in momenti di particolari difficoltà. L’universitas dovette essere chiamata in causa in occasione della vicenda dell’inceneritore, ha ragione di tornare in gioco in questo momento perché venga informata del destino che si vuole dare al palazzo marchesale, sul quale si raccontano storie e storielle che magari saranno false, ma che debbono essere smentite da chiare e precise parole degli amministratori. Per le decisioni finali non ci si può sottrarre dal ricorso, appunto, al parere della piazza. Buon gusto ed etica impongono agli amministratori di far ricorso al tribunale dei cittadini tutte le volte che si debba decidere su questioni che dispieghino gli effetti oltre la durata di una consiliatura. Ciò anche in presenza di atti pienamente legittimi. Si tratta nella fattispecie di rispetto per la cittadinanza, che ha delegato per cinque anni e non per un tempo indeterminato. Mi auguro comunque che la performance di Daniele Greco possa rappresentare l’occasione per una decisa svolta nei rapporti tra cittadinanza e politici e che inauguri un sistema virtuoso di vicinanza e di rispetto che vanno garantiti in ogni contesto civile e realmente democratico.
Intanto procede l’edificazione della “Città del Galateo”. Un primo e un secondo incontro. Si pongono le basi della condivisione, si allarga l’interesse e la partecipazione. Si aggregano sempre più numerosi i giovani, che mostrano di trovarsi immediatamente in sintonia con le più profonde motivazioni del progetto. La “Città del Galateo” è un movimento culturale che nasce da un bisogno diffuso e sentito di vedere finalmente diversa
Si sente l’assenza di una biblioteca, di un centro studi capace di ordinare ed esaltare personaggi e motivi della storia e della civiltà galatea, di offrire all’interno ed agli ospiti un museo degno di questo nome, recuperando i tesori emigrati altrove e dando libero sfogo alla nostra arte e alla nostra cultura. Nella nostra cittadina scopriamo ogni giorno giovani artisti, musicisti, uomini di cultura e studiosi costretti a vivere nell’anonimato o a consumare nel chiuso delle proprie abitazioni i risultati delle proprie scoperte. Non si dà alla cultura la dovuta attenzione e il giusto riconoscimento come motivo di sviluppo e di promozione sociale ed economica. Il moto spontaneo e crescente di popolo, che dovrebbe essere accolto con soddisfazione dall’amministrazione cittadina, sembra invece toccarne la suscettibilità. Non si comprende perché. Chiusura, sospetti, ermetismo, ambiguità, cose dette e non dette sembrano intensificarsi in questo periodo, come se ci si sentisse assediati da qualcosa dalla quale ci si deve difendere. Almeno per un primo momento perché forse, in fondo, si cova la speranza che presto o tardi tutto debba finire. Un atteggiamento di difesa che non capisco e che ritengo vada denunciato e respinto con forza. Il Coordinamento non vuole fare la guerra a nessuno. Non sono il sindaco o la giunta i nemici da combattere ma le loro negligenze e le loro tattiche che sembrano eterogenee agli obiettivi del gruppo e agli interessi della città. L’Amministrazione cittadina ha il dovere istituzionale di “promuovere” e “coordinare” nei vari settori, in quello dell’ambiente, della salute, della viabilità, della cultura, dello sport. Dovrebbe pertanto gioire nel rilevare che i cittadini sono pronti e al loro fianco nei progetti di promozione e di coordinamento dello sviluppo e della crescita. E invece in ogni occasione risulta assente, latitante, sfuggente. Assente ad una assemblea di sportivi promossa alla vigilia della scadenza dei termini per l’iscrizione al campionato, assicurata dal “defenestrato” Livio Nisi e dai soliti tenaci sostenitori che hanno voluto neutralizzare la chiara strategia di eliminazione della squadra di calcio che “pretenderebbe” l’erbetta e il drenaggio al terreno di gioco e addirittura servizi igienici funzionali negli spogliatoi. Ieri sera il vicesindaco, nel corso della premiazione di Daniele Greco, si è lasciato sfuggire che non si vive di solo calcio (che costa) ma anche di altri sport, come l’atletica o le arti marziali (che costano soltanto a chi li pratica). Dimenticando, però, che il calcio è uno sport di massa, che non pesa eccessivamente alla cittadinanza e che può risultare importante strumento di formazione sociale ed etica.
Nessuno ha intenzione di far loro la guerra, nessuno ha mire politiche o desideri nascosti di creare maggioranze diverse e contrarie.
Assente naturalmente l’amministrazione cittadina al primo e al secondo incontro e questo è un dato che non sorprende. L’assessore alla cultura, segnalato quale membro organico del Comitato di coordinamento, sinora non s’è visto. Impegni. Voglio sperare altrettanto importanti e altrettanto culturali. Si oscilla tra il dubbio che per ogni cosa tutto sia stato già deciso e il sospetto che nulla sia stato neppure ipotizzato. Si sta acquistando il Castello di Fulcignano? Si può fare o si farà qualcosa per la grotta dei Cappuccini? Si sta pensando di recuperare il patrimonio dei reperti prestati ai musei di Lecce e di Taranto? Quando e come si provvederà? Sul palazzo marchesale si raccontano storie e leggende, si dice di tutto. La presenza del dott. Potenza, dirigente del settore cultura del Comune, ci ha fortunatamente consentito di avere importanti ragguagli sullo stato dell’arte per quanto attiene alla biblioteca, all’archivio storico e al museo: qualcosa sembra essersi mosso in una direzione compatibile con la mission e i contenuti del progetto in cantiere. Non esistono dunque ragioni per alcun contrasto con l’amm.ne cittadina, la quale invece può trovare la collaborazione di persone aduse ad operare su questioni culturali e il consenso della popolazione nella misura in cui saprà adeguatamente suffragare l’azione onesta e disinteressata di tante persone.
Tutto sarebbe restituito all’ordinaria amministrazione.
Enrico Longo
Il MyboxTG di venerdì 31 luglio '09 in cui è presente "La Postilla":
categoria:cultura, politica, economia, turismo, democrazia, società , rifiuti, commercio, pulizia, postilla, portavoce, galatone, strutture sportive



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