venerdì, 28 agosto 2009

postilla31

LA POSTILLA N.31

Uomini o Numeri

Il primo febbraio del 1927, in occasione dell’inaugurazione della biblioteca Scolastica Popolare “Angelo Primitivo” così scriveva Pasquale Miccolis, uomo tanto colto quanto legato alla sua Galatone e al Salento:

“Galatone ha avuto purtroppo la sventura di non esser tenuta in quella condizione e considerazione che meriterebbe, un po’ per colpa degli eventi, e un po’ troppo anche per colpa degli uomini, specie di quelli che han preso parte alla così detta classe dei dirigenti e degli abbienti che sappiamo non essere pochi. In noi galatei non manca né spirito d’intraprendenza né impulsività, ma ci manca l’amore della cooperazione, la filantropia e quella pratica della vita che rende i nostri fratelli di altri paesi più fortunati, più positivi, più evoluti.”

A tanti anni di distanza sembra che nella nostra città le cose non siano granchè cambiate. Vediamo perché.

Sembra trovare conferma l’idea che intorno ad un evento di un certo rilievo si vada costruendo la rinascita di un territorio. E’ stato così per Gallipoli, che poi ha ritenuto di dover rinunciare al “Premio Barocco” a tutto vantaggio di Lecce. E’ stato così con i comuni della Grecìa salentina che della “Notte della Taranta” hanno fatto un evento culturale e sociale di grandissimo rilievo, sino a promuovere il loro territorio sul piano mondiale. Collaborazione e sinergia le condizioni previe; intelligenza politica e lungimiranza degli uomini il vero segreto.

La rinuncia di Gallipoli – detto tra noi -è sostanzialmente l’effetto di quei vizi segnalati dal Miccolis, gelosie e lotte senza quartiere che si volgono sistematicamente contro quei temerari che mostrino intenzione e capacità di fare qualcosa di nuovo. 

A Galatone si sta forse muovendo qualcosa. Si affaccia una nuova idea di cultura, fatta di concretezza e disponibilità, di solidarietà e di convergenza verso traguardi condivisi. Si assiste alla nascita di nuove associazioni, di giornali e di pubblicazioni, si viene scoprendo la presenza di artisti, di cantautori, di scrittori e, quel che lascia più sperare, si rileva ogni giorno più nettamente l’emergenza di un nucleo crescente di giovani e di adulti che mostrano di apprezzare le belle iniziative dove la fanno da padroni la buona musica, l’arte, la cultura. E’ mancato in passato lo strumento che portasse il tutto in superficie e lo facesse conoscere al grosso pubblico ed oggi lo si può ritrovare nella webtv cittadina. Si aspettava ancora il collante che fosse motivo di relazionalità e di coordinamento ed anche questo sta venendo fuori “per esplosione” di una volontà che va facendosi ogni giorno più generale. La Città del Galateo può rappresentare questo collante, essendo un moto sociale che nasce dalla generale insoddisfazione per uno stato di fatto che non piace a nessuno, per una condizione di ritardo e di sottosviluppo che si ritiene ingiustificata e che appare ogni giorno di più derivata da una metodologia nella conduzione della politica, programmaticamente e rigorosamente “reazionaria”: alla cultura, alla socialità, alla collaborazione, alla promozione del territorio.

Giuseppe Manisco, con la sua arte, con la sua intelligenza, con il suo disinteressato e più volte acclarato amore per la Città, rappresenta una preziosa risorsa per questo “rinascimento” da tutti voluto e da tutti atteso. “Il Palio delle contrade”, giunto alla V edizione e ormai “adulto”, comincia a presentarsi come l’evento intorno al quale annodare le fila della promozione del territorio e dello sviluppo turistico.

Abbiamo tutti potuto vedere, l’altra sera, gli spalti pieni, i parcheggi esauriti, l’entusiasmo alle stelle. L’intera cittadinanza di Galatone, tantissimi turisti accorsi da ogni dove. C’erano tutti tranne….gli amministratori cittadini. Perché? Scarsa informazione o qualcosa d’altro? Ecco, appunto, qualcosa d’altro. Ovvero un programma amministrativo proditoriamente volto ad impedire lo sviluppo della Città, che deve rimanere attardata, chiusa, immobile e rigida su posizioni di retroguardia, lontana dagli esempi virtuosi di altre cittadine che ho spesso indicato quali modelli da imitare.

Dunque, dopo aver dato il patrocinio alla V edizione del Palio, il Sindaco ha inviato una lettera agli assessori e ai consiglieri di maggioranza chiedendo-imponendo di non prendere parte alla manifestazione, perché…Già perchè?

 Nella lettera non sembra esplicitamente dichiarato, ma il motivo va ricercato nella presenza del solito nemico, di altri consiglieri e assessori provinciali e dello stesso Presidente della Provincia. Presenze che sembrano disturbare il Nostro Amministratore che considera una vera iattura per la buona immagine delle manifestazioni e quindi della Città la partecipazione, da parte di tanti altri comuni invece ricercata e invocata, di personalità di livello provinciale. E per fortuna non hanno minacciato la loro presenza esponenti regionali o nazionali!

Qualche consigliere (uno solo) ha tradito e si è presentato; qualche assessore (uno solo) ha tradito e si è presentato; un consigliere, raggiunto telefonicamente da qualcuno per avere conferma della lettera, ha confermato dichiarando di vergognarsi, ma non si è presentato neppure lui; gli altri non si sono né vergognati né presentati.

Uomini o numeri? Rappresentanti degli elettori e quindi del popolo che li ha votati o semplici entità numeriche disposte a farsi dirigere da chi va riconosciuto come capo indiscusso? Mi chiedo e vi chiedo: il consigliere comunale, rappresentante del popolo, eletto con i voti del popolo, dal quale ha ricevuto il mandato di governare, se è cosciente della consegna ricevuta e se ne assume l’onere nel senso della responsabilità e dell’etica della generale utilità, può ascoltare altre campane così palesemente in contrasto con l’interesse pubblico e con la propria coscienza? In tal caso non si può “obbedir tacendo”, né vergognarsi in privato, si può e si deve dare ragione pubblica di quanto viene richiesto, stabilire una propria decisione ed agire di conseguenza. Le risposte dignitose alle eventuali minacce non possono che essere queste: il consigliere si dissocia e resta nel gruppo o si dichiara indipendente; l’assessore, se necessario, può anche andarsene a casa. Tra il Capo e la Gente niente può farci scegliere la strada della cieca obbedienza contro l’interesse della Città. Siamo uomini o Caporali? diceva Totò. A quale delle quattro categorie di Sciascia vogliamo appartenere?

 Da parte mia di alternative ne vedo una sola: uomini o numeri, politici pensanti o semplici pedine. In ultima analisi: portatori di un progetto politico fatto di scelte-opzioni-valori-socialità- o semplici entità numeriche di uno schieramento che gode soltanto del potere e della poltrona indipendentemente da ogni altra considerazione?

Per quanto ci riguarda, come cittadini desiderosi di crescita civile e di progresso, ritorniamo con la giusta attenzione alle parole di Pasquale Miccolis del lontano 1927 e facciamo le nostre scelte. Possiamo accettare che Galatone, governata dai soliti e secondo il solito, resti definitivamente lontana dai “nostri fratelli di altri paesi più fortunati, più positivi, più evoluti.”?

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 28 agosto '09 in cui è presente l'editoriale "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=10623

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giovedì, 27 agosto 2009

gabellone-longoRITORNA IL PORTAVOCE

Con la puntata n. 46, dopo oltre un mese di riposo.

Primo ospite sarà il Presidente della Provincia, Antonio Gabellone.

Un’occasione per conoscere meglio il nuovo responsabile di palazzo dei Celestini e, attraverso la sua diretta testimonianza, avere più chiara idea dei problemi che il Salento si trova ad affrontare.

Parleremo di problemi economici, sociali, culturali. Approfondiremo le questioni legate al ciclo dei rifiuti e al marketing territoriale, che sembrano condizioni pregiudiziali per ogni ipotesi di sviluppo. Parleremo di agricoltura e di impresa, di artigianato e di turismo, di giovani. Non trascureremo infine di affrontare le questioni più importanti nel panorama politico e sociale nazionale e internazionale, ma non dimenticheremo di trattare quelle che particolarmente ci riguardano come cittadini di Galatone.

Una puntata importante con un ospite importante. Alla quale seguiranno altri appuntamenti di pari livello. Il Portavoce vuole crescere per rendersi meglio utile e degno di un territorio di grande tradizione e cultura. Sempre al servizio della Città e dei Cittadini.

Ecco in sintesi le informazioni necessarie:

 

    IL PORTAVOCE N. 46: “Presidente, ci dica…”

Data: 9 settembre 2009, alle ore 19, presso la sede della Pro Loco. E’ ammessa la partecipazione del pubblico.

 La puntata andrà in onda la mattina del giorno successivo.

 

Se avete domande da proporre al Presidente, segnalatele utilizzando un “commento”.

Grazie e a presto

Enrico Longo

lunedì, 24 agosto 2009

DSCF1611Grazie Giuseppe Manisco

Per la bella serata che ci hai fatto vivere.

Per aver fatto di Galatone il centro d’interesse per una intera serata.

Per averci fatto gonfiare il petto dinanzi ai tanti turisti che son giunti a rinviare la partenza per poter assistere alla manifestazione.

Il Palio delle contrade è ormai un evento maturo, importante ed utile per far compiere alla nostra cittadina qualche passo significativo sulla via della promozione del territorio e dello sviluppo turistico.

Da mesi stai contribuendo a promuovere il nome della tua e nostra città attraverso i lavori leonardeschi che sei stato costretto ad esporre ad Acaya, perché qui da noi non hai trovato asilo, per la miopia da cui la nostra politica non riesce a liberarsi.

I tuoi lavori, frutto del genio e del sentimento, sono invece un bene ineguagliabile per avviare la via virtuosa dello sviluppo e della rinascita.

Vorrei che da questo blog ti giungesse, attraverso un commento, il grazie di tutta la città. Ricevi intanto il mio grazie anche per l’amicizia che più volte mi hai voluto significare

Enrico Longo

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venerdì, 21 agosto 2009

montagna[1]Piccoli e grandi uomini

Noi al mare o sui monti o in viaggio in cerca di bellezze di paesaggio o d’arte un mesetto di riposo lo concediamo al nostro cervello; i grandi della politica, invece, così adusi al lavoro e alla fatica del corpo e della mente, creano - producono - ammaestrano - senza posa, anche col solleone. Riposo fisico, non mentale per queste menti vulcaniche ed esplosive.

Nessuna sfera dell’esperienza umana è lasciata scoperta, nessun ambito del pensare e dell’agire. E mentre il Presidente del Consiglio si è interamente dedicato alla morale e all’etica, il suo “fraterno amico” Bossi si è lanciato sulla pedagogia e sulla nobile arte della musica. La scuola deve educare al separatismo, di qua i nordici, di là i sudici; l’inno di Mameli non è musicalmente bello, nel caso di un festival europeo rischieremmo di non qualificarci neppure per i quarti di finale, meglio il “Va’, pensiero”; i dirigenti scolastici e gli insegnanti sudisti ( o sudici) debbono conoscere il dialetto della provincia dove vanno ad operare e così via con tanti pensieri e proposte. Idee, contenuti, riforme; nella mente di Bossi in quel di Ponte di legno non c’è spazio per il relax, per il riposo. Le idee già tutte pronte, gli ambiti chiari e precisi. Si passi subito al resto: procedure, metodi e tecniche e criteri di valutazione, come si conviene ad ogni buona teoria pedagogica. Ma anche per questi aspetti è quasi tutto chiaro e pronto; anche in questo caso i leghisti danno prova di rigorosa e seria organizzazione. Scurati? Damiano? Bruner? No, certamente e nemmeno si farà ricorso ai grandi della psicologia e della pedagogia del passato. Niente Piaget, niente Popper e niente Montessori e niente nessun altro. I primi due poi sono stranieri, la terza addirittura al di sotto della linea gotica.

Per quanto riguarda la didattica del dialetto basta seguire la metodologia della signora Bossi, che insegna e se ne intende. Ecco, i dialetti si possono apprendere attraverso le canzoncine: “Oh mia bella Madunina”….ed è presto fatto: l’idoneità è conseguita. Per quanto riguarda la legge…ci pensa Calderoli, sempre al fianco di Bossi, con penna e taccuino e uno schema di legge pronto in testa. Come accadde per la riforma elettorale, fatta subito, con l’incredibile velocità e sicurezza del grande giurista. Venne fuori quella che lui stesso definì “una porcata” e che il mondo intero battezzò “porcellum”. Ebbene, anche in questa occasione, tutto è già pronto, manca solo il nome. Vogliamo attendere che sia ancora lui ad ispirarlo o tentiamo già noi di proporne qualcuno?

                                             

Al cinema Arena di Galatone tanta gente e nessun politico di maggioranza, nemmeno chi avrebbe dovuto sedere in tribuna come relatore. Assente anche il sostituto e il sostituto del sostituto. Presenti, tra il pubblico, due consiglieri di maggioranza per i quali, all’annuncio della loro presenza, non s’è avvertito neppure un timido pallido applauso. Per quasi tre ore si è parlato di sud, di problemi socio-economico-culturali e di sviluppo nella più completa assenza dei grandi politici nostrani che, volere o volare, sono quelli cui attualmente abbiamo affidato il nostro destino. A cose fatte, comunque, poco male, a parte la figuraccia. Ascoltando Veneziani e Blasi abbiamo avuto tutti conferma di quali siano le ragioni del nostro ritardo e quali le direzioni dello sviluppo. Qualcuno alla fine commentava di comprendere l’assenza dei nostri grandi della politica oltre a scoprire che ci stiamo muovendo ( se ci stiamo muovendo) nella direzione esattamente opposta a quella adombrata dal libro e dai relatori.

 

A proposito del libro di Veneziani, letto e apprezzato a tutte le latitudini, a nord come al sud: secondo voi l’avranno letto Bossi e Calderoli?

A presto

Enrico Longo

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venerdì, 14 agosto 2009

getmedia

    UN NESSO PROBLEMATICO

 

Una piccola indagine su due parole importanti, che sicuramente racchiudono tanti significati e risvolti nell’azione pratica.

Un’indagine che può risultare utile e che forse merita di essere affrontata. Una indagine utile e importante per me, in quanto ho intenzione di dedicarle una puntata de Il Portavoce alla ripresa del mese di settembre. Una indagine importante per il contributo che può offrire da parte di quanti vivono l’esperienza varia e complessa della vita di ogni giorno, interrogandosi su tante cose e ricercando le ragioni di tanti fatti e problemi ai quali spesso non sanno dare una plausibile spiegazione o che lasciano perplessi. Cose e fatti che forse nascondono una relazione o un conflitto, appunto, tra politica e cultura.

 Non si tratta di un test o di una serie di quiz e quindi non ci sono soluzioni precostituite. Attendo invece con particolare curiosità le risposte, che vorrei numerose e che ritengo utili per vedere più chiaramente su tante questioni intorno alle quali ci troviamo spesso a riflettere.

Pensando al bene più generale, ossia ad una intera nazione o ai cittadini di una regione, o di una provincia, o di una città:

Quale significato dare alla parola Cultura?

Quale significato dare alla parola Politica?

Che rapporto possiamo trovare tra Cultura e Politica?

Dal loro intrecciarsi può scaturire un certo qual vantaggio per i cittadini-elettori?

Si parla spesso di Cultura politica e di Politica culturale: quale significato dare a queste espressioni?

 

Quali considerazioni ritenete che si possano fare sulle seguenti affermazioni:

1.     Cultura e Politica sono due realtà affatto diverse, che debbono restare in comparti separati

2.     La Cultura fa bene alla politica

3.     La Cultura rischia di rendere teorica e improduttiva l’attività politica

4.     Il politico sufficientemente colto è un politico migliore

5.     Al politico non serve la cultura, servono invece altre capacità e doti personali

 

Se non ti ritrovi in nessuna delle questioni che sono state poste, o in aggiunta a quanto hai ritenuto di prendere in considerazione, scrivi quello che ritieni utile sulla problematica in questione.

Le risposte e le osservazioni possono essere fatte attraverso un commento in calce al presente post.

Grazie per la preziosa collaborazione

Enrico Longo

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categoria:cultura, politica, comunicazione, democrazia, società, postilla, portavoce, galatone
giovedì, 13 agosto 2009

ANTONIO_GALATEO

LA CITTA’ DEL GALATEO: Notiziario

Nella seduta del 5 agosto u.s. il Gruppo ha approvato il documento relativo alla Mission e ai 5 punti relativi ai contenuti. Il documento è consultabile su questo blog.

E’ apparso di fondamentale importanza dedicare il tempo necessario ai nuclei fondanti del progetto allo scopo di giungere ad una condivisione sicura e convinta. Su tali questioni, infatti, sarà costruita l’intelaiatura dell’intera progettualità.

La Mission, così come è stata formulata, mette in evidenza l’importanza e la complessità dell’azione che mira al “recupero, valorizzazione, diffusione della nostra cultura e dei beni culturali” aggiungendo anche “in un contesto socio-ambientale decoroso e funzionale”. L’azione deve quindi dispiegarsi verso il miglioramento qualitativo dell’intera vita cittadina, dove deve essere prestata attenzione alla bellezza e alla pulizia dell’ambiente e all’organizzazione seria e funzionale di ogni attività. Se inizialmente, quindi, l’attenzione si è concentrata sulle strutture culturali, in seguito saranno oggetto di attenzione e di coinvolgimento tutti i possibili aspetti della vita sociale: associazionismo, agricoltura, commercio, impresa, sport, formazione, ecc…

Documentazione acquisita:

-                        schede informative sullo stato dei seguenti beni culturali: S.Angelo della Salute, Castello di Fulcignano,Grotta Cappuccini. Le schede illustrano i seguenti punti: ubicazione, proprietà, stato, epoca, descrizione, possibili usi, costo previsto per la piena fruizione sociale.

-                        Relazione del dott. Francesco Potenza, dirigente del settore cultura del Comune, sullo stato dell’arte relativamente a Museo, Biblioteca, Archivio storico. La relazione conclude con l’affermazione che per le suddette strutture, per le quali le amm.ni cittadine si sono mosse da tempo, lo stadio delle opere si attesterebbe intorno al 90%.

-                        Una nota del dott. Alberto Chiantera, nostro concittadino e direttore del Museo della Radio d’epoca di Verona, indirizzata a Vittorio Zacchino e al Sindaco, con la promessa di mettere a disposizione in “comodato d’uso” n. 100 pezzi di Radio d’epoca, “per la realizzazione di un polo culturale presso il Castello di Galatone.

-                        La dichiarata disponibilità di Giuseppe Manisco di allogare nel Castello la sua collezione di lavori leonardeschi, gli archi e le faretre, l’ultimo lavoro leonardesco che sta realizzando e quant’altro produrrà in futuro che risulti omogeneo alla struttura monumentale. 

Nel corso dei tre incontri si è pure parlato di organizzazione interna, ma si è deciso di rimandare la questione ad un secondo momento, sembrando, come detto, necessario delibare compiutamente l’insieme delle questioni che attengono alle motivazioni e agli ambiti dell’azione.

A fine mese si riprenderanno gli incontri, si spera di avere sempre nuove adesioni perché il Movimento è per la cittadinanza, ma soprattutto DELLA cittadinanza. E’ un movimento culturale di base, un movimento “pro” e non “contra”, che vuole crescere e veder crescere la Città.

Nell’ultima decade di settembre è prevista una grande convention alla quale ci auguriamo di vedere presente l’intera cittadinanza.

A presto per ulteriori informazioni 

Enrico Longo

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domenica, 09 agosto 2009

     QUELLA TRAGICA NOTTE

 

Un solo pensiero, semplice e profondo insieme, per ricordare quattro giovani vite venute a mancare tragicamente nel momento più bello dell’esistenza, negli anni della spensieratezza e della gioia più autentica. Una grande tragedia per i loro genitori, per i familiari, per gli amici; una grande tragedia per l’intera città che ne condivise sofferenza e dolore. Questa sera sospendiamo ogni altro pensiero, ogni altra fatica. Si fermi l’estate: è solo il tempo del ricordo, della solidarietà, della speranza e…della fede!

Dedichiamoli a Chiara, Matteo, Elisa, Enrico, quattro ragazzi che vogliamo sentire presenti nella nostra comunità.

Enrico Longo

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categoria:fede, galatone
venerdì, 07 agosto 2009

postilla30

LA POSTILLA N.30

Socialità e Politica

Forse comincia ad apparire sempre più evidente l’ anomalìa che viviamo nella nostra città, nella quale è netto il contrasto tra socialità e politica, tra paese reale e paese legale, tra possibilità di crescita e assenza di progettualità.

Il paese reale ci dice ogni giorno più chiaramente di una vitalità insospettabile e di una ricchezza di interessi e di abilità diffusi tra non pochi cittadini. Non volendo apparire un visionario o vittima di strumentalizzazioni, passo a citare schematicamente alcuni motivi che assumo quali indicatori di sostegno per le mie considerazioni.

Primo: l’interesse diffuso per la cultura. I video di myboxtv su tematiche culturali ne sono chiara dimostrazione facendo segnare altissimi indici di visitatori. Basta scorrere ultimamente l’intervista al critico letterario Luigi Scorrano o le puntate della nuova rubrica “Il Taccuino” per averne conferma.

Secondo: l’interesse per la lettura testimoniata dal successo della rivista di problematiche socio-culturali “A Levante” e dalla comparsa di giornali e fogli locali che vanno letteralmente a ruba al loro apparire.

Terzo: la massiccia presenza, tra la cittadinanza, di talenti autentici in molti campi: nella musica, nella danza, nell’atletica, nelle arti marziali, nella letteratura, nell’arte.

Quarto: la presenza di figure di spessore nel campo del lavoro, ossia nel commercio, nell’ artigianato e nell’ impresa, che fanno guardare a Galatone con interesse crescente da tutte le parti d’Italia. Un importante imprenditore galatonese che ha conquistato mercati e cuori d’Austria e un vetusto creativo artigiano che da decenni sorprende e meraviglia ne rappresentano degnissimi esempi.

Quinto: un crescente interesse per lo sport, e per il calcio in particolare, scoperto ormai quale utile strumento formativo, sia da parte delle famiglie che delle associazioni religiose, come quella dei SS. Medici che intorno a tale pratica e alla funzionale struttura costruita attorno alla Chiesa, ha saputo creare le condizioni per trattenere su attività positive e formative tantissimi giovani, restando polo di riferimento e di richiamo. Per aver prova di questo basti considerare quanti ragazzi frequentano le associazioni di calcio (Unione Sportiva e Ass. Calcio Fulcignano) o i tornei di calcetto ai quali ormai abitualmente prendono parte, accanto agli atleti interessati, interi nuclei familiari con mamme, papà e nonni.

Sesto: la presenza più volte richiamata e a tutti evidente di un patrimonio artistico-culturale di rilievo, che ultimamente si è arricchito del restaurato palazzo marchesale che può degnamente rappresentare l’immagine di una città che, pur consapevole delle oggettive difficoltà economiche e sociali, rivendica un futuro migliore e tende con decisione allo sviluppo.

A far da corona a tutto questo, infine, la presenza di un importante mezzo di informazione e di comunicazione come Myboxtv che possiamo esibire con orgoglio come uno strumento polivalente di produzione e di socializzazione culturale.

Una città vivace, dunque, ricca di possibilità e di voglia di fare, frenata spesso in tante iniziative dalla mancanza di risorse e di sostegni, materiali e umani, e con queste considerazioni entriamo nella seconda faccia della medaglia, quella che mette in tutta evidenza l’insipienza di una classe dirigente che sembra guardare da tutt’ altra parte e non ai problemi che urgono intorno.

Accanto alle positività sociali abbiamo una politica da retroguardia, incapace di “leggere” la realtà e tutta “attorcigliata” su se stessa, su questioni e modi di essere che non hanno alcun punto di contatto con quanto le accade intorno. E non mi riferisco soltanto all’attuale amministrazione. Quanto la politica risulti lontana dal mondo reale è un fatto che non nasce oggi e che affonda le radici in un modo di essere che ha preso piede da più di qualche anno e che per alcuni particolari aspetti ci caratterizza da sempre. Trucchi e trucchetti, teorume e dispute inconcludenti, sezioni dei partiti chiuse e inaccessibili per quattro anni su cinque, bloccate sui soliti nomi e sui soliti vizi, luoghi di egoismi e rivalità insanabili, incapaci di maturare un progetto di sviluppo plausibile e concreto. Di qua la gente, di là i politici; di qua le risorse, di là le scelte; di qua le possibilità, di là la perenne inconcludenza. Due mondi diversi, separati, lontani e a ben vedere la prima causa dell’immobilismo innaturale nel quale siamo costretti a dimenarci. Un cambio di rotta, deciso e immediato, si impone. Un’ amministrazione vicina ai cittadini e attenta a coglierne problemi ed esigenze. Assessori capaci e presenti nei rispettivi campi della socialità, dove si parla di lavoro, di cultura, di rifiuti, di economia, di turismo. A questi discorsi invece sembrano quasi refrattari, se ne sottraggono sistematicamente e in ogni modo. Sempre indisposti, sempre impegnati in altri compiti istituzionali. A prendere per buone le loro giustificazioni dovremmo ritenere che abbiamo i politici dalla salute più cagionevole e i più attivi d’Europa! Uno iato incomprensibile e pericoloso, quello tra cittadinanza e politica, il primo e più importante problema che ci troviamo di fronte e che va affrontato con serietà e impegno da entrambe le parti, se si vuole realmente far prevalere il superiore interesse della città. Senonchè i politici son risultati sinòra, non solo indisponibili, ma addirittura nemici di ogni tentativo volto a recuperare una certa apertura nei vari settori della vita sociale. Incontri, convegni, dibattiti sono risultati inconcludenti o senza alcun seguito, mentre si sono rimarcate in ogni modo le ragioni della contrapposizione e dei rancori personali. La webtv cittadina, che sempre più manifesta l’utilità della sua presenza per le stimolazioni culturali, per la relazione e la comunicazione tra le persone e per la crescita democratica, è apparsa ad un certo momento il peggior nemico della maggioranza di governo cittadino, che ha tentato in ogni modo di indurla al silenzio. Grazie a Dio, senza riuscirci.

Queste mie parole non debbono essere interpretate come un attacco fine a se stesso all’attuale amm.ne cittadina, ma come l’invito e la speranza che questa voglia cambiare radicalmente e velocemente contenuti e metodi dell’azione politico-amministrativa. La città non è soddisfatta di come vanno le cose, non si sente rappresentata e non vede raccolte e interpretate le proprie più intime esigenze. Si vuole una città diversa, pulita, ordinata, orgogliosa delle proprie tradizioni e della propria identità, dei beni culturali e artistici che ne fanno realtà degna di competere con le altre località che godono delle attenzioni e delle presenze di visitatori e turisti, che possa esibire con orgoglio le proprie risorse, che entri nelle reti tra città e in tutte le possibili forme di partenariato che oggi rappresentano preziose occasioni per ottenere finanziamenti e per la promozione del territorio. Tutto questo è avvertito come un fatto necessario e improcrastinabile ogni giorno di più da un numero crescente di persone, a giudicare da quanto si legge e si sente.

Tutto questo è auspicabile ed è anche possibile, ma postula e vuole che si superino gli innaturali ed antieconomici steccati tra cittadini e loro rappresentanti, tra elettori ed eletti, che nell’interesse comune debbono trovare le ragioni dell’intesa e del raccordo.

Tutto questo sta trovando ampio spazio di discussione e di approfondimento in un movimento spontaneo di popolo, nato da poco e in fase di costruzione, che registra attenzione e consenso costantemente crescenti e che nel prossimo mese di settembre muoverà i decisivi passi verso la più ampia socializzazione. Voglio augurarmi che almeno in quella fase, lungi dall’ ennesimo disimpegno o da un aperto ostracismo, possa trovare nella classe dirigente, finalmente ravveduta, tutto il consenso e il necessario sostegno per la migliore riuscita. I risultati di questa alleanza sarebbero presto evidenti.

 

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 7 agosto '09 in cui è presente l'editoriale "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=10335

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lunedì, 03 agosto 2009

De-FerrariisLA CITTA’ DEL GALATEO - BOZZA

Mi sembra utile pubblicare alcuni punti nodali del progetto LA CITTA’ DEL GALATEO, riferiti alla Mission e ad alcuni nuclei tematici caratterizzanti con la preghiera rivolta a tutti di fornirmi valutazioni e proposte di modifica e/o di integrazione. Nel segno del rispetto, del coinvolgimento, dello sforzo comune che deve tutti guidarci in questa importante vicenda. Mi sembra opportuno fermare l'attenzione sui principi fondanti del progetto, rimandando a fasi successive le questioni pratiche, perchè, appunto, il progetto riguarda la cultura e la promozione delle risorse culturali. Per il momento tralascio anche di trattare altre questioni, già delibate e approfondite e messe sulla carta, perchè ritengo fondamentale avere importanti contributi su tali motivi.

 

MISSION: RECUPERO – VALORIZZAZIONE – DIFFUSIONE DELLA NOSTRA CULTURA E DEI BENI CULTURALI IN UN CONTESTO SOCIO-AMBIENTALE DECOROSO E FUNZIONALE

 

PUNTO 1

La figura del De Ferrariis, certamente la più degna di rappresentare la città di Galatone, dà nome al progetto e al marchio che lo rappresenta e che lo vuole diffondere, ma non ne esaurisce motivazioni e iniziative conseguenti.

 

PUNTO 2

Il progetto vuole promuovere il Recupero, la Conservazione, la Conoscenza e la Valorizzazione della nostra Cultura, intesa in un significato antropologico, e quindi in tutte le sue possibili caratterizzazioni: storiche, architettoniche, artistiche, economiche, sociali.

Mira quindi alla ricerca e a dar rilievo ad ogni motivo significativo, di ieri e di oggi, che contribuisca a dare il senso della nostra Identità, del nostro “essere” ed “essere stati”, del nostro passato e del nostro presente.

Letteratura - Storia – Arte – Musica – Lavoro – Economia – Tradizioni- Sport – Eventi sono tutti motivi importanti e significativi che trovano spazio all’interno del progetto, per i quali si vuole dare il giusto spazio di Conoscenza, Ricerca, Approfondimento, Divulgazione: Partecipazione.

 

PUNTO 3

Il Movimento guarda con attenzione a tutto quanto accade di importante e di positivo nella realtà, segue con interesse e, laddove possibile, sostiene lo sforzo di studio e ricerca dei cittadini, incoraggia in ogni modo l’impegno dei giovani verso la cultura e la scienza, si prodiga in ogni modo perché tale attività positiva e gratificante possa essere esercitata dal più alto numero possibile di persone. La sua considerazione Sociale della Cultura la orienta però costantemente ad indirizzare verso la Socialità ogni azione di recupero, ricerca, iniziativa, sollecitando in ogni modo l’apertura e la relazione tra le persone e la circolarità delle idee e delle conoscenze.

 

PUNTO 4

L’intero progetto e ogni sua sezione hanno carattere fondamentalmente “Dinamico” in quanto decisamente volte a giustificare la partecipazione e la fruizione del pubblico.

 

PUNTO 5

La promozione culturale deve essere accompagnata e sostenuta dalla promozione del Territorio in ogni suo aspetto e da una buona organizzazione della vita cittadina. Una Città pulita, con arredo urbano adeguato per genere e buon gusto, con strade ben tenute e con traffico controllato e, là dove necessario, interdetto o limitato, con modalità di parcheggio che non creino intralcio al movimento dei veicoli e delle persone, sono tutte condizioni imprescindibili per valorizzare il patrimonio che si vuole offrire alla fruizione dei visitatori. Attenzione particolare va posta al problema dei rifiuti per i quali vanno individuate le forme più opportune. La raccolta differenziata e il recupero sollecito “a domicilio” degli ingombranti rappresentano condizioni pregiudiziali per la buona riuscita del progetto.

Vi prego inserire un commento

Cordialità

Enrico Longo 

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