venerdì, 30 ottobre 2009

postilla40LA POSTILLA N. 40

 La svolta?

Segnali di una svolta forse timidamente in atto nelle ultime settimane son sembrati sempre più evidenti e marcati. Assessori e consiglieri che cominciano ad apparire in pubblico; il sindaco che taglia qualche nastro e fa delle improvvise comparse; qualche via cittadina rimessa a nuovo, anche perché non se ne poteva proprio fare a meno; la sorpresa di vedere qualcuno intento a dare una sistematina alle siepi di piazza Itria e a rimuovere gli storici rifiuti, lasciati dall’ineducazione e dall’assenza di ogni controllo. A dare ulteriore fiato alla speranza avevano contribuito gli echi delle espressioni di Ginetto Filoni che dava per già fatto l’intero piano di strutturazione del museo polivalente da allogare nel palazzo marchesale e la fiducia manifestata circa il benevolo accoglimento della bozza di fondazione. Infine, le parole pronunciate dal sindaco che, materializzatosi dal nulla mentre l’incontro col prof. Kiesewetter era ai saluti, presentava ai fortunati presenti la solenne profezìa: “fra tre-quattro settimane acquisterò il Castello di Fulcignano”. Ebbene, dal momento che la matematica non è un’opinione, sommando l’una e l’altra e l’altra cosa il risultato poteva legittimamente far pensare ad un significativo cambiamento di rotta nell’amministrazione della città. Ad una svolta. Ed io, nonostante l’esperienza di fatti e persone, non mi son sentito di escluderlo e con la magica accattivante parola ho deciso di titolare questa postilla, anche se, prudenzialmente, l’ho accompagnata con un interrogativo, che sarei tanto felice di poter depennare. Oggi però, dopo la partecipazione a Tribuna Galatea, di punti interrogativi sarei tentato di metterne più d’uno. Vediamo perché. Sindaco e Presidente del consiglio, formalmente invitati alla puntata, non si sono presentati. Si sarebbe dovuto discutere del progetto La Città del Galateo e della bozza di fondazione. Argomento evidentemente troppo complesso, fastidioso o indigesto che, nella migliore delle ipotesi, sembra richiedere più lunghi tempi di delibazione. Ma c’è dell’altro. Giuseppe Manisco, nonostante le rassicuranti dichiarazioni di Ginetto Filoni, non ha ricevuto sinora alcuna risposta alla formale richiesta del sito in cui alloggiare i lavori leonardeschi. Al progetto di fondazione, per concludere, non è stata data alcuna risposta. Per quanto riguarda le assenze, nihil sub sole novi: la solita mancanza di rispetto nei confronti di persone e di gruppi, il manifestarsi dei soliti malanni che colpiscono in occasione di ogni convocazione o l’idiosincrasia che coglie il sindaco tutte le volte che c’è di mezzo Livio Nisi. Anche questi motivi non destano sorpresa essendo fatti spiegabili, nel primo caso con il troppo impegno nel lavoro amministrativo che logora e rende ricettivi ai contagi e, nel secondo, facendo doveroso ricorso alle leggi della prossemica. Quel che invece preoccupa è quanto viene ad aggiungersi a queste due cose e che sembra aprire scenari diversi e ormai impensabili. Come spiegare il mutevole atteggiamento nei confronti di Giuseppe Manisco, per il quale prima si aprono e poi si chiudono le porte della disponibilità? Quale il valore da dare alle parole del vicesindaco, sicuramente sincere perché provenienti da una persona che tutti conosciamo come aperta, coerente e disponibile? E’ il vice sindaco-assessore all’urbanistica una figura di potere in seno al team dirigente o questo è tutto nelle mani del sindaco? E se così è, quale il ruolo di giunta e consiglieri? Sono, questi, tutti rassegnati a condividere le critiche ogni giorno più severe sul modo di amministrare la città, senza dar segno di alcuna divergenza verso decisioni che non condividono? In effetti, di fronte alla realtà delle cose, la sensazione che a Galatone manchi una guida capace torna con sempre maggiore evidenza. Un sindaco, un capopolo interno e vicino come ce l’hanno altre cittadine che, pur prive di risorse come quelle che noi possiamo vantare, ci stanno certamente davanti per organizzazione e sviluppo. Un Blasi o un Durante, tanto per citare due nomi, due punti di riferimento costante, presenti e disponibili, i veri artefici del progresso e dello sviluppo dei rispettivi territori. Alla testa delle operazioni e secondo una seria e rigorosa programmazione hanno saputo realizzare ottimi risultati e saputo guadagnare la fiducia e la stima dei cittadini elettori. Da noi manca, invece, ogni parvenza di programmazione, si naviga a vista, alternando exploit estemporanei che lasciano il tempo che trovano ai tempi biblici necessari anche nella realizzazione delle piccole cose. La raccolta differenziata, tanto per citare qualcosa, è stata pressochè dimenticata, nessuna azione preparatoria è stata avviata nei confronti della popolazione, mentre è andata sprecata l’importante azione formativa promossa dalla Provincia che saggiamente si è appoggiata sull’azione educativa della scuola. Per avere idea della sensibilità ambientale dei nostri amministratori basti pensare che dinanzi ad un disastro come una discarica sequestrata, per tutti motivo di preocupazione e di vergogna, non hanno trovato di meglio che accusare le opposizioni di voler mettere in cattiva luce l’amministrazione e di intaccarne l’immagine. Nessuna preoccupazione, invece, per i danni all’ambiente e alle persone. E intanto, mentre a Lecce, su iniziativa del presidente Gabellone, si pongono le basi per un turismo integrato, che vuole esaltare le peculiarità di ciascuna realtà salentina, da noi si continua ad accettare la diaspora dei nostri beni artistici e culturali. Non si comprende ancora a sufficienza il nesso tra cultura e turismo e tra questo e lo sviluppo complessivo di una realtà territoriale. La Grotta dei Cappuccini, intanto, continua a restare chiusa e inaccessibile, mentre i suoi reperti rimangono a Taranto; i lavori leonardeschi di Manisco continuano ad arricchire Acaya e a viaggiare per l’Europa; per il castello di Fulcignano, dopo le parole del sindaco, abbiamo fatto il nodo al fazzoletto: lo scioglieremo tra quattro settimane, quando saranno scaduti i termini previsti per la definizione dell’acquisto, chissà poi con quali soldi. Nell’attesa, continueremo ad interrogarci sulla sua natura di castello o recinto, che sarà svelata a seguito degli scavi. A quando gli scavi? Subito dopo l’acquisto. A voi prevedere la data. Il cuore del centro storico continua a non battere e il Villaggio S. Rita, che potrebbe lanciarci nella sfida per il turismo congressistico, si trova nello stato che sappiamo. Il dubbio, dunque, che la svolta sia destinata a tardare o che rappresenti solo una pia illusione è difficile da sciogliere. Siamo veramente alla vigilia di cambiamenti e di importanti novità o è tutta una tattica, un voler rimandare ad un tempo indefinito nella speranza che l’oblio cancelli qualunque pretesa e consenta che tutto possa andare avanti secondo il solito? E in questa seconda ipotesi come agire? Tirare i remi in barca e rinunciare a La Città del Galateo, un progetto che ormai la cittadinanza sente come suo? No, amici, non è possibile, non possiamo renderci alleati di chi non avverte la responsabilità di fare proprie le ansie diffuse, anche se si avverte la situazione paradossale che ci troviamo a vivere. Il paradosso sta nel rovesciamento del rapporto tra classe dirigente e cittadini, dove coloro che debbono chiarire e convincere sono questi ultimi e non i primi ai quali, per ironia della sorte, è stato affidato il bastone del comando. A questi strani amministratori il cittadino deve spiegare che, a ben vedere, non siamo messi proprio male come forse continuano a pensare. Abbiamo la migliore socialità della provincia, per quantità e qualità. Le associazioni sono tante e portano avanti progetti ed azioni significative in ogni campo, dando sempre più chiara evidenza dei loro benefici influssi, sul piano civile e culturale. Non è difficile constatare come abbiano saputo promuovere e soddisfare il bisogno di arte, di cultura, di teatro, di musica, di sport, di dibattito. Possediamo tesori di arte, di storia, di tradizioni, di paesaggio, di eventi. L’unico deficit è l’assenza di chi dovrebbe assicurare le condizioni perché le risorse entrino a far parte di un progetto di sviluppo, di chi dovrebbe individuare i bisogni e stabilire i traguardi. Manca, insomma, una seria ed efficiente classe dirigente. La cittadinanza, ripudiata, offesa e ancora in attesa di un chiaro e soddisfacente cenno di scuse, guarda all’opposizione, quasi un partito d’elezione, ma questa è ancora stranamente incerta, titubante, esageratamente “moderata”. Guarda ai due consiglieri provinciali che, per riconosciute capacità politiche e ruolo, possono benissimo colmare gli inspiegabili vuoti, regolarmente lasciati dagli amministratori ufficiali. La svolta è dunque vicina o una semplice illusione, destinata al solito destino della dimenticanza e dell’oblio? Per questa domanda continuo a conservare una sola risposta. La Città del Galateo è un’idea di crescita e di sviluppo, un bisogno diffuso, un traguardo irrinunciabile, che appartiene a tutti. Fermare il processo suona come un tradimento, ribadisco che nessuno può farlo, può solo ritardarlo, pagandone però le conseguenze, sul piano politico. Mancano poco più di due anni alla fine di questa consiliatura, un tempo congruo a disposizione per chi governa e per chi spera di farlo in futuro. La Città del Galateo rappresenta probabilmente il miglior banco di prova per dimostrarsi degni e capaci di proporsi come guida di una cittadinanza che mostra sempre più evidente la volontà di voler essere degnamente rappresentata.

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 30 ottobre '09 in cui è presente l'editoriale "La Postilla":
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=11656

postato da: EnricoLongo alle ore 18:18 | Permalink | commenti (14)
Commenti
#1    30 Ottobre 2009 - 20:32
 
Condivido quasi tutto. Certi passaggi sono pronto a sottoscriverli. Anzi devo dire che trovo lo spessore critico di questa postilla pregevolmente severo. Complimenti. Non condivido certamente il riproporsi della domanda “castello o recinto”.  (oltretutto riportata anche da Mauro Longo in un articolo, se non sbaglio su “il gallo”) Anzi questo busillis ormai mi fa perdere completamente la pazienza. Fossi meno tenace mi sarei già scoraggiato. Ma se si è convinti delle proprie ragioni, forti di fior di documentazione e studio, non si può cedere. Così, ogni volta che sento riproporsi questa corbelleria cosmica, mi faccio obbligo di dissentire. E non importa se l’ho fatto ieri o l’altro ieri. Ogni volta che sento riproporsi, anche fugacemente, questa solenne baggianata mi inalbero e parte il predicozzo. Voglio vedere alla fine chi la vince. La “svolta”, evidentemente, a Galatone non avverrà mai se continuiamo a credere alle favole e non alle dimostrazioni documentate. L’attrazione verso i pifferai magici, si sa, porta al baratro. Lo stiamo vivendo. E questa posizione poco critica, ma soggetta alle pie illusioni, della società galatonese è in tutti i campi, dalla cultura, alla politica, all’economia. Tempo fa, di fronte ad un ennesimo scandalo finanziario, un amico puntualmente ricordava il film di Tornatore “L’Uomo delle Stelle” con Castellitto. Storia di un impostore, cialtrone e abbindolatore, che vendeva illusioni a poco prezzo: Galatone subisce indiscutibilmente il fascino di certe seduzioni.   Questo continuare a riproporsi di una quaestio senza fondamento mi pare infatti sintomatico della vacuità della società Galatonese: si viaggia sull’improbabile senza mai accorgersi del reale. Spagnolismi e titoli professionali usurpati fanno il resto. Qui siamo, grazie addio, tutti dottori. Senza nemmeno l’ausilio della Cepu. Ma nessuno riesce a sanare il malato. Se qualcuno si fosse preso la briga di approfondire, di studiare, di leggere, disciplinando le conclusioni secondo i metodi scientifici della ricerca e senza costruirsi i famosi “castelli in aria”,  questi dilemmi non sarebbero mai sorti. Se la società galatonese fosse reattiva, colta e critica non si tornerebbe più su certe fanfaluche. Basterebbe andare a vedere l’origine del significato della parola castello per dirimere all’origine un dubbio inesistente. Fulcignano E’ UN CASTELLO. E basta. Non c’è bisogno di nessuno scavo per appurare questo. Gli scavi servono per studiare altro: estensione delle strutture lignee interne, datazioni, accrescimenti, palinsesti murari, apparati poliercetici. Che Fulcignano possa farsi rientrare in una tipologia (SOTTOLINEO “TIPOLOGIA”) denominata come “castello- recinto”, legata ad un determinato periodo storico e a certe culture ed esigenze prammatiche che hanno determinato una precisa impostazione compositiva, non ci può far venire meno questo presupposto basilare. Lo affermo fornendone documentazione rispettabile ogni volta che capita.  (vedi http://galatown.splinder.com/post/19205178/Contributo+culturale+alla+chia o http://galatown.splinder.com/post/19215111/Ancora+contributi+storici+su+F ) Ma non c’è più sordo di chi non vuol sentire. O devo a questo punto, spiacevolmente, non mi resta che pensare che le sordità sono di comodo: certe lobby non possono essere mai contraddette e non possono essere smentite o si possono autonomamente smentire per non perdere autorità. Ma l’autorevolezza, che è quella che vale, non è fatta anche di mea culpa? Io invece penso che questa scellerata idea del “recinto” ha contribuito a far sì che Fulcignano non sia mai stato consapevolmente apprezzato nella sua rarità e peculiarità storica, scientifica e monumentale. Pertanto cade a pezzi, abbandonato, senza portare alcuna ricchezza, nessun valora aggiunto a Galatone. E devo dire che piangerne l’abbandono da parte di chi contribuisce a non farlo apprezzare nella sua VERA importanza è abbastanza insincero. Continuando di questo passo la data della acquisizione e della valorizzazione del castello (ma anche del territorio che ha la fortuna di ospitarlo) si allontanerà sempre di più. Ho la fondata impressione che c’è chi ancora è legato alla poco scientifica idea romantica e romanzata di castello (ho sentito parlare di “castello che difendeva la popolazione”!!! A quando di fantasmi, principesse con trecce d’oro, draghi e sortilegi?). Sarà il caso di abbandonare queste visioni sottoculturali di un Medioevo re-inventato dai  romantici; attratte e plasmate dall’elementare immagine del periodo medievale che ci viene gratuitamente veicolata dalla cultura di massa, ben altra cosa rispetto al Medioevo storico. In questi casi possiamo parlare di medievalismo, di medioevo fantastico, o di medioevo da sussidiario, o da fumetto fantasy, ma non di Storia Medievale. Tutti liberi, s’intende, di dedicarsi al proprio onanismo intellettuale, purchè non si diffondano colpevolmente storture e falsità; contribuendo a svalutare il grande pregio storico di Fulcignano. Scusate l’ennesimo sfogo, ma ormai non ne posso proprio più. Per tenermi buono evitate di tirare ancora in ballo questa corbelleria!
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#2    30 Ottobre 2009 - 21:08
 
Caro Pinuccio, io non ho assolutamente posto il dilemma "castello" o "recinto", che qui, nella postilla è fuori luogo. Voglio soltanto sottolineare l'importanza che a Fulcignano si dia attenzione e cura e che si proceda all'acquisizione perchè diventi finalmente un bene culturale fruibile da noi e dal mondo intero. Devi convenire che spesso cadi nell'errore di non penetrare nelle ragioni della trattazione. Io ho l'abitudine di parlare e discutere sulle materie di mia competenza e il dilemma o pseudodilemma non è di mia competenza e lo lascio volentieri a te e a chi lo ha trattato in precedenza.Qui stiamo parlando di altro; esattamente delle cose che hai dichiarato di condividere. Ho già letto quanto hai scritto in proposito; qui non era il caso di ripeterlo.
Cordialità
Enrico Longo
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#3    30 Ottobre 2009 - 21:20
 
Caro Giuseppe RESTA,
mi spiace molto confessarle quanto le scrivo qui appresso, ma ho il fondato timore che certe sue interessantissime e fondate tesi si perdono nell'oceano di prolissità o, talvolta, vi naufraghino assieme all'iniziale interesse di chi pure ha molta volontà di leggerla fino all'ultima parola.
Per pietà si dia una regolata.
Non è un reato né una colpa grave se il sottoscritto (ed immagino una robusta parte degli utenti di myboxtv e delle postille del direttore Enrico LONGO) non ho seguito tutte le puntate precedenti cui Lei costantemente rimanda nel suo scritto.
Sia più diretto:
non ci sono dubbi a Fulcignano sorgeva un castello e non un recinto perché ......
Invece Lei si perde - e con Lei pure noi lettori - in polemiche logorroiche contro i cultori del medioevo fantasy e così via....
Le è così difficile immaginare che la maggior parte degli utenti non abitano nelle accademie, ma per le affascinanti vie della nostra splendida Galatone!
Ora per completare l'elenco delle cose a Lei "gradite"  (scommettendo che non resisterà alla tentazione di scrivere un altro panegirico contro l'anonimato...) mi firmerò come

Anonimo dai Matalini

P.S. Comunque complimenti al Direttore Longo per la postilla di questa sera e comunque grazie all'architetto Resta per aver ribadito la teoria del Castello
utente anonimo

#4    31 Ottobre 2009 - 10:19
 
Cerco di essere telegrafico:

@ Longo: Lo so bene che il dilemma non era quello. L'ho letta la bellissima postilla e mi sono complimentato. Ma ogni volta che la surrettizia quaestio fa capolino (e nella postilla succedeva) ormai mi parte l'embolo: sono veramente esasperato di come certe distorsioni possano avere diffusione. E lo ripeto ogni volta che la questione riaffiora. Se non era il caso che io lo ripetessi, di grazia,  non era nemmeno il caso che tu ne facessi cenno.

@ Matalini: Lei ha ragione. Perfettamente. Mi scusi però: se qualcuno afferma con la più sfacciata supponenza una imprecisione macroscopica con la sicurezza della verità assoluta seppure senza alcun fondamento non gli si può rispondere con la stessa supponenza "non è vero", ma bisogna argomentare. Perchè oggi (e qui parte la polemica logorroica sui cultori del fantasy) , come a Vojager, c'è chi può temerariamente affermare che gli asini volano, e chi dice di no. Nella comunicazione dei nostri giorni le due affermazioni hanno lo stesso trattamento. Si renderà conto che questo non è bene. Grazie.

Stop.


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#5    31 Ottobre 2009 - 10:40
 
Una ulteriore puntualizzazione:
1- in me non era alcuna "sfacciata supponenza";
2- io sono tra quelli -che non sono la totalità del genere umano- che hanno sempre ritenuto CASTELLO il bene di cui si discute e che sempre con quel nome lo hanno indicato.
Enrico Longo
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#6    31 Ottobre 2009 - 11:08
 
Ne prendo atto, ma la puntualizzazione, per quanto mi riguarda era assolutamente inutile, infatti non era alle tue parole che mi riferivo. Assolutamente.
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#7    01 Novembre 2009 - 09:25
 
per resta.
ma visto che solo gli scavi possono eliminare le ombre sul mio passato, perchè non tacere fino allo scioglimento dell'enigma?
Perchè non si dovrebbe credere a Moro e si dovrebbere credere a lei? Ha la palla magica, visto che gli archeologi di professione modestamente sostengono che nessuno può mettere la mano sul fuoco ?
Nessuno può attribuirsi verità celate che solo gli scavi possono svelare.
Quindi mi faccia il piacere di essere un pochino più modesto in futuro. Di voyager ne basta uno.


il fantasma di fulcignano
utente anonimo

#8    01 Novembre 2009 - 17:46
 
Caro Fantasma,
Se, invece di farsi legare dalle catene (sono quelle dei fantasmi, no?) di preconcetti e pregiudizi, avesse avuto la pazienza di leggere e ascoltare ciò che dico, non starebbe chiedendosi ciò che chiede nè avrebbe avuto il motivo del suggerimento alla modestia, sempre apprezzato e del quale faccio tesoro, ma che in questo caso dovrebbe anche fare un po' suo. (e dovrebbe, immagino, persino vale re per Moro, no?)

Io non ho mai preteso che si credesse "a me", ma a centinaia di libri che spiegano cosa è un CASTELLO, dalla nascita di questa tipologia, addirirttura in epoca Greca, poi coi Romani per finire ai castelli Medievali e poi Rinascimentali in Europa e nel sud della penisola Italiana.
Non sono e non mi faccio portatore di teorie personali ma solo di verità conclamate da fior di storici con titoli, lauree, curricula di ricerche e credibilità internazionale. Notizie "standard" che di fronte a certe idee a dir poco balzane e assolutamente confuse (a sentire alcuni discorsi sembra che la linea del tempo sia un gomitolo!)vedo gettare ai rovi.

Da parte mia, ho sempre allegato riferimenti bibliografici (anche nel commento "fuori di embolo" precedente) a ciò che dico in contrapposizione a "teorie", questa sì estemporanee e personalissime,  peraltro mai potute provare da trenta e più anni a questa parte. (Potrà capire l'esasperazione se le dico che queste "storie" le sento che ero appena diciannovenne...e conosco "patti" strani sull'accettazione di queste teorie da parte di un certo mondo galatonese che eticamente non posso proprio accettare e dalle quali mi sono sempre dissociato palesemente, anche con scritti sui giornali)

L'unico archeologo vero, con tanto di cattedra, pubblicazioni, curriculum e credibilità che ha visto Fulcignano è stato il Prof. Paul Arthur, Università del Salento. (Uno di quelli che Moro, aihmè, considera poco competenti, come ho sentito dire in un Immitis quia toleravi di qualche tempo fa. Sempre a proposito di modestia...).
Io, modestamente, invece concordo pienamente con la visione di Arthur,  e con quanto scrisse al Comune di Galatone intorno al 1998. E a questo ho fatto esplicito riferimento, allegandolo, anche alla mia scheda per il sito storiamedievale.net dell'Università di Bari. Probabilmente l'unica scheda dettagliata su Fulcignano che troverà se "gira" sulla Rete.

Per certi aspetti (quello tipologico e quello dell'inserimento in un contesto storico del manufatto oggi visibile) non c'è bisogno di scavi: c'è e si vede quello che c'è, cioè un castello Svevo-Angioino,
di proprietà feudale, rimasto "miracolosamente" intatto alla fase di sviluppo del 1400, al contrario di tante altre strutture rimaneggiate, modificate ed ampliate nelle epoche successive.
E' su questa posizione che punto i piedi.

Gli scavi servono invece per risalire ad altre notizie, ad altri documenti materiali che la semplice vista (nessuno mai, inoltre ha fatto un rilievo architettonico del CASTELLO degno di questo nome) può dare.

Spero di essere stato umilmente chiaro.
La ringrazio comunque per la domanda che mi ha permesso di esplicitare ancora meglio la mia posizione.




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#9    01 Novembre 2009 - 17:52
 
Dimenticavo, mi scusi:
DI VOJAGER già, secondo me, ne avanza uno! E' proprio in contrapposizione alle "storie" non provate, alle teorie suggestive ma che partono da supposizioni, che mi batto e che mi faccio prendere dalla foga.
 
Io dico: atteniamoci a quello che è un Castello nella storia e aspettiamo di sapere altro dagli scavi; altri inventano situazioni inconfermate, tipologie "uniche", senza un minimo di prova. E le inseriscono perfino in un groviglio di periodi che vanno dai Fenici agli aragonesi, come se tutto succedesse senza la disciplina del tempo. 
Proprio in perfetto Vojagerismo!!!!!!
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#10    01 Novembre 2009 - 20:38
 

Il maggior difetto dell'architetto Resta non sta nella modestia, perchè se non era modesto non starebbe a discutere sui blog come fa da anni e pure con gli anonimi, ma nel fatto che parla e svela troppi altarini in un paese che non vuole mai fare sapere cosa c'è dietro alle cose.
Il fantasmino invece non ha capito che Resta è Angela e Moro è Giacobbo. O non lo vuole capire perchè forse è di una di quelle lobby come le chiama l'architetto, che da almeno venti anni  scrive di Fulcignano sui giornali e sui blog sempre cose interessanti.

Belfagor

utente anonimo

#11    02 Novembre 2009 - 07:38
 
Bella postilla Direttore ! Digliele chiare !
Bella risposta al fantasma , architetto !
E' un tuo nemico invidioso e ha dimostrato di non aver capito niente di quanto stai dicendo !
utente anonimo

#12    02 Novembre 2009 - 08:19
 
Hai ragione architetto. La tua modestia è riconosciuta ormai in ogni angolo del mondo. Sentivo parlare addirittura di un nobel alla modestia per giuseppe resta.
speriamo di cuore che ciò avvenga, così tutta la città avrà il suo paladino.

W giuseppe resta
abbasso tutto il resto

menomale che giuseppe c'è

ma come farebbe galatone senza di lui ?

se lo chiedono ormai in troppi.
utente anonimo

#13    02 Novembre 2009 - 09:03
 
Modestamente!
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#14    02 Novembre 2009 - 10:06
 
Giornale di Galatone n° 14 – settembre-ottobre 1997 Sopralluogo a Fulcignano Su invito dell’assessore all’Urbanistica Roberto Rizzo, è stato condotto un sopralluogo al “Castello di Fulcignano”, dal prof. Paul Arthur, docente di Archeologia Medievale presso il Dipartimento di Beni Cultura/i dell’Università degli Studi di Lecce, dal dott. Francesco D’Andria, direttore del Dipartimento di Archeologia Classica. Si è così avviata una collaborazione tra l’Università e l’Amministrazione comunale per lo studio e il recupero della struttura. Riportiamo integralmente la relazione inviata al Sindaco Roberto Maglio dal prof. Paul Arthur.         Gentile Dott. Maglio, in qualità di docente dell’insegnamento di Archeologia Medievale presso l’Università degli Studi di Lecce, rispondo alla Sua lettera, prot. n. 15085, riguardante la tutela e la valorizzazione del Castello di Fulcignano. Non è necessario, in questa sede, ripercorrere tutti i dati esistenti per il sito di Fulcignano, presentati da vari studiosi, e in particolare da Vittorio Zacchino. Le fonti non gettano alcuna luce sulla fondazione del castello che, a differenza di quanto afferma lo Zacchino, non crediamo sia di età normanna, ma posteriore, sebbene sia probabilmente da collocare nell’area di un insediamento preesistente. La forma planimetrica, e i dettagli architettonici, suggeriscono che l’edificio non sia anteriore all’età sveva, quando una serie di fortificazioni in Italia, note specialmente attraverso i castelli in Sicilia, risentono di influssi architettonici orientali trasmessi dalle Crociate. La forma quasi quadrata, con quattro torri angolari (le due posteriori scomparse: una circolare, l’altra forse circolare in una prima fase e quadrata in una seconda), trova confronti nell’architettura castellare islamica, che sembra aver, a sua volta, mantenuto vivo le tradizioni tardo romane di architettura castrense. Rimangono, così, aperte le questioni sulla data di fondazione del castello, sulle sue preesistenze sulla sua esatta funzione, la sua storia e il suo abbandono, molte delle quali potrebbero essere risolte tramite indagini archeologiche. Senza dubbio il castello rappresenta una delle testimonianze più singolari del Medioevo salentino, per una serie di motivi. La sua forma è localmente inconsueta, ed è probabilmente una delle fortificazioni medievali più antiche sopravvissute nella provincia, e gode di un rimarchevole stato di conservazione, senza cospicui rimaneggiamenti. Inoltre, non essendo stato inglobato dall’attuale centro di Galatone, offre la possibilità di indagine e di un eventuale sistemazione che tenga conto non solo delle sue strutture, ma anche del suo contesto storico-ambientale. Infatti, è metodologicamente scorretto porre l’attenzione esclusivamente sul castello, senza considerare che era intimamente legato al territorio, alla viabilità e al casale di Fulcignano, attestato sin dal XII secolo, ma probabilmente ancor più antico. Si ricordi che una moneta dell’imperatore Basilio I è stata rinvenuta nell’area, e che molti casali della Puglia meridionale sono di origine bizantina. Perciò, un qualsiasi progetto scientifico di valorizzazione e tutela del castello deve necessariamente prendere in considerazione le testimonianze archeologiche almeno nel territorio immediatamente circostante il monumento. Proponiamo, dunque, che vista l’importanza storica del sito di Fulcignano e il suo ammirevole stato di conservazione, sia avviato, il più presto possibile, un progetto articolato nei seguenti punti: 1. raccolta documentaria; 2. esame dei resti in superficie nei dintorni del castello di Fulcignano con la creazione di carte tematiche che riguardano l’ambiente fisico, la viabilità e il posizionamento di eventuali resti archeologici, prestando particolare attenzione alla localizzazione ed articolazione del casale attestato dalle fonti; 3. esame delle strutture in elevato dei castello, con rilievo planimetrico e degli alzati, mappature delle tecniche edilizie e creazione di una stratigrafia e periodizzazione degli interventi antichi e moderni; 4. esecuzione di saggi di scavo mirati a definire il periodo di fondazione del castello e la consistenza dei depositi archeologici, in particolare delle fondazione e attraverso il fossato; 5. eventuali scavi estensivi per comprendere le caratteristiche del monumento e della sua vita e per mettere in luce elementi tuttora sepolti: definizione delle strutture interne (eventuale cappella, residenze, magazzini), collezione di materiali ceramici, faunistici, ecc. per valutare le caratteristiche sociali ed economiche; 6. preparazione di progetti esecutivi di: 1)restauro 2)valorizzazione pubblica/turistica, sia in loco, come parco archeologico, sia attraverso manifestazioni, mostre ed azioni pubblicitarie 7. esecuzione dei progetti di cui punti 6.1 e 6.2. È chiaro che per portare avanti il programma i cui sopra, sarebbe opportuno acquisire il castello o eventualmente alcune aree limitrofe come bene pubblico. L’insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università di Studi di Lecce può garantire il necessario apporto scientifico al progetto in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Galatone, ed è disposto a preparare un programma dettagliato, con relativa valutazione dei costi presunti. Colgo l’occasione di inviare a Lei e all’Assessore Rizzo i miei più cordiali saluti. Prof. PaulArthur Insegnamento di Archeologia Medievale
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