venerdì, 23 ottobre 2009

postilla 39     LA POSTILLA N. 39

 

     Paesaggi in chiaroscuro

 Myboxtv, nei suoi servizi in video e nelle colonne dei blog, è ormai divenuta una preziosa finestra sulla vita sociale e politica, testimone di fatti e questioni che mettono a nudo il problematico mondo in cui viviamo, dove non sempre risulta facile orientarsi, comprendere il senso delle cose, le ragioni di accadimenti e questioni, che sembrano piovere a volte senza alcuna plausibile giustificazione. Affacciarsi alla finestra è comunque irrinunciabile, necessario per sentirsi parte di questo mondo che, pur tra tante difficoltà ed enigmi, lascia di tanto in tanto trasparire qualcosa di positivo e gratificante, un appiglio a cui aggrapparsi per cercare di coltivare una qualche speranza che il futile o il nulla non abbiano il sopravvento, che non siamo fatalmente esposti alla rovina progressiva e che il destino nostro e delle generazioni future resta comunque legato a quanto sapremo fare con la nostra intelligenza e il nostro impegno.

La prima di queste possibilità ce la offre Mimino Nuzzo, al quale sembra doveroso dedicare l’incipit di questa postilla, alla sua nobile Associazione Fulcignano, che insegna calcio e vita, tecnica e moralità, tattica e sani modelli di comportamento. Lo dichiara lui stesso ai nostri microfoni in occasione dell’apertura della stagione 2009/10, che vedrà impegnati nelle attività calcistiche un centinaio di ragazzetti dai cinque ai dodici anni d’età. Un’età fondamentale per lo sviluppo fisico-motorio, nel corso della quale, per dirla con la scienza, si viene strutturando quasi compiutamente lo schema corporeo e si acquisiscono le principali coordinazioni psicomotorie. Ma è anche un periodo della vita in cui si pongono le basi della personalità complessiva e si apre la coscienza e lo spirito all’acquisizione dei valori deputati a dare direzione e orientamento nella vita. Tutte queste cose ben le sa Mimino Nuzzo, che considera riduttivo insegnare calcio e stimolare l’agonismo, preferendo soprattutto aiutare i giovani ad entrare nella vita, forti di una formazione dove alberghino gli intramontabili valori positivi, che sono presenti nella vita sportiva se vissuta nel pieno rispetto delle regole della convivenza civile e della solidarietà. Nessun fine di lucro, quindi, ma la costante preoccupazione di secondare le più nobili esigenze della persona in costruzione, nella piena condivisione del compito educativo con la famiglia. Sono espressioni, quelle che abbiamo ascoltato, che non possono lasciare indifferenti in un momento in cui sembrano prevalere gli opposti sentimenti di onnipotenza, di prevaricazione e di successo ad ogni costo. Anche scavalcando le più elementari regole del vivere civile e democratico. Non ha mai chiesto niente a nessuno Mimino Nuzzo, che ha realizzato ogni cosa contando sulla passione e sul sacrificio personali. Complimenti, pertanto, a lui e ai tanti collaboratori che si fanno carico di un fondamentale servizio civile senza pretendere alcuna ricompensa. A loro, se non altro, vada almeno il riconoscimento della cittadinanza tutta.

Il lavoro fisso diventa il tema della settimana per una battuta più o meno estemporanea uscita da Tremonti. Avrei fatto a meno di parlare di tale argomento in un periodo in cui sembra più tristemente d’attualità la crisi occupazionale e il dramma di tanti lavoratori che da un giorno all’altro si trovano senza posto e senza prospettive. Che senso hanno le parole di Tremonti e quelle forzatamente coincidenti del premier? E che senso possono avere le discussioni senza fine e con poco costrutto che ne sono seguite sui canali televisivi e sulle colonne dei giornali? Posizioni quasi sempre determinate dall’appartenenza politica e quindi non certo il risultato di un ragionamento o di un onesto riferimento ai valori. A ben vedere, chiedersi se sia un valore il lavoro stabile o la precarietà è come formulare la domanda se risulti più gradita una vita tranquilla o una piena di incertezze. L’argomento meriterebbe più adeguato approfondimento, ma in questa sede basta chiedersi perché si debba guardare al lavoro dal solo punto di vista economicistico e non considerarlo dalla parte del lavoratore, per il significato che riveste nelle aspettative e nell’esperienza di ciascuno. La flessibilità del lavoro come conseguenza della globalizzazione è un semplice dato di fatto, non una realtà che possa rivoluzionare la scala di valori di una società che costituzionalmente pone al centro dell’attenzione l’uomo e i suoi diritti. Accettabile appare invece la posizione espressa da Benedetto XVI nell’ultima enciclica, dove, muovendosi nel tradizionale solco della dottrina sociale della Chiesa, pur accettando l’ineluttabilità dei fatti storici, non dimentica di mettere in chiara evidenza gli effetti deleteri che l’incertezza e l’instabilità del lavoro possono creare nelle persone e nelle loro stesse famiglie. La mobilità lavorativa, associata alla deregolamentazione generalizzata, - si legge nell’enciclica - è stata un fenomeno importante, non privo di aspetti positivi perché capace di stimolare la produzione di nuova ricchezza e lo scambio tra culture diverse. Tuttavia, quando l'incertezza circa le condizioni di lavoro, in conseguenza dei processi di mobilità e di deregolamentazione, diviene endemica, si creano forme di instabilità psicologica, di difficoltà a costruire propri percorsi coerenti nell'esistenza, compreso anche quello verso il matrimonio”.

Niente può dunque apparire più futile di un dibattito fatto di preconcette contrapposizioni su questo tema, che invece deve suggerire le ragioni della convergenza per creare le condizioni perché i governanti si sentanoimpegnati a dare un profilo rinnovato agli assetti economici e sociali del mondo” (…) perchè “il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l'uomo, la persona, nella sua integrità: L'uomo infatti è l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale”. Sì, la globalizzazione ha imposto la deregulation e la flessibilità, le leggi Treu, Biagi, Maroni e Sacconi avranno pure contribuito a creare nuovi posti di lavoro, ma la considerazione umanistica e personalistica del lavoro vuole che almeno il giudizio di valore vada ricercato nella persona, che nell’attività lavorativa vuole trovare risposta al duplice bisogno di realizzarsi e di contribuire al benessere collettivo. Da parte nostra auguriamoci che tali condizioni possano al più presto tornare attuali per una migliorata situazione economica della società italiana e mondiale.

La Regione, con un disegno di legge tenta il rilancio dell’agricoltura e dell’impresa di settore. Ce ne dà notizia Dino Salamanna annunciando l’approvazione del bando pubblico, relativo alla misura 112 del Piano di sviluppo rurale. L’obiettivo è di incoraggiare i giovani ad interessarsi di agricoltura, promuovere un ricambio generazionale nel settore, dove possano entrare, insieme alle tecnologie e alla progettualità, anche l’entusiasmo e il senso della compartecipazione e della rete, che rappresentano condizioni necessarie per meglio competere in campo internazionale. Speriamo che i giovani sappiano e vogliano raccogliere la sfida. Altra strategia positiva è l’interesse per lo sviluppo dell’eolico nella nostra provincia, che potrebbe assicurarci energia pulita in grande quantità e a buon mercato. Sin qui tutto bene, se non capitasse di dover constatare delle pericolose interferenze. Una grande superficie di terreno agricolo a Salice Salentino sarà sottratta alla piantagione di oliveto per ospitare pannelli del fotovoltaico. Il giovane proprietario del terreno, che potrebbe essere uno degli attori dell’auspicato rilancio dell’impresa agricola, si dichiara invece pienamente soddisfatto della possibilità che gli si offre. Incassa una bella cifra e finisce di tribolare per le tante vicissitudini che si accompagnano al lavoro dei campi: è un’operazione davvero conveniente! Ad essere minacciato è anche il parco naturale dell’antica Foresta Belvedere, il “Parco dei Paduli”. Qui, invece, non c’è condivisione. Insorgono i sindaci dei 12 paesi del parco e si oppongono al mostro che minaccia di sconvolgere la bellezza del territorio, che rappresenta una preziosa impagabile risorsa. Bene puntare sull’eolico e sulle forme di energia alternativa, ma non certamente a danno delle terre coltivate e della bellezza di un sito di pregio paesaggistico o culturale. Perché non darsi regole ben precise - mi chiedo - nell’individuazione dei siti e non assicurare maggiori controlli da parte della Provincia e della Regione, per scongiurare opportunismi ciechi e campanilismi di varia natura?

Crescono in provincia di Lecce i comuni virtuosi, ma non vengono meno gli atti contrari alla salute dell’ambiente e delle persone. Leverano, che da tempo ha avviato la raccolta differenziata spinta, compie un ulteriore passo avanti con il progetto riduci rifiuto. Il sindaco Durante, in collaborazione con commercianti e cittadini, promuove una campagna tesa a ridurre sensibilmente la produzione di materiale da imballo. Ci si muove secondo precise strategie e nella piena compartecipazione.

Il piccolo comune di Minervino è il primo in tutto il Salento ad aderire al Patto dei Sindaci per le politiche energetiche. Si tratta di una misura europea finalizzata a ridurre le emissioni di Co2 nell’atmosfera. Un comune che si muove sulle orme di Melpignano, che è uno dei fondatori dell’associazione dei comuni virtuosi. Intanto, però, a Casarano si scopre una grande massa di residui di pneumatici bruciati e un’altra discarica abusiva è sequestrata a Porto Cesareo, una località da tempo impegnata nella promozione del territorio, perché soltanto nel turismo può giocarsi le carte dello sviluppo. A Gallipoli entrerà presto in funzione l'impianto di affinamento dei reflui del depuratore consortile, che assolverà alla duplice funzione di depurazione e di irrigazione. Notizie di segno opposto, dove allo scrupolo e al civismo di alcuni, continua a far da contraltare l’irresponsabilità e l’assenza di un minimo di senso civico degli altri.

Intanto si parla di turismo. Se ne discute anche a seguito di un disegno di legge regionale che sta per essere approvato. Se ne parla a Castro in un convegno organizzato dall'Ordine provinciale dei commercialisti. "E' necessario”, dice il sen. Costa, “assecondare, anche tramite una semplificazione normativa, la volontà di coloro che decidono di diventare imprenditori turistici, perché è da loro che passa lo sviluppo del territorio". Parole che non suonerano certamente nuove a chi abbia seguito regolarmente “postilla” e “portavoce”.

E il nostro comune quale via sembra deciso a seguire? E’ nelle mani del sindaco e dei consiglieri di entrambi gli schieramenti la bozza di fondazione per La Città del Galateo. Ho notizia che se ne sta parlando, che dopo il consiglio comunale del 27 ottobre qualcosa dovrebbe venir fuori. Me lo dice Ginetto Filoni che mi assicura l’interessata attenzione del sindaco. Attendo la buona novella; se sarà, potrebbe anche la nostra cittadina accodarsi finalmente ai comuni virtuosi. Ne saremmo tutti contenti.

Enrico Longo

 
Il MyboxTG di venerdì 23 ottobre '09 in cui è presente "La Postilla":
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=11513

giovedì, 27 agosto 2009

gabellone-longoRITORNA IL PORTAVOCE

Con la puntata n. 46, dopo oltre un mese di riposo.

Primo ospite sarà il Presidente della Provincia, Antonio Gabellone.

Un’occasione per conoscere meglio il nuovo responsabile di palazzo dei Celestini e, attraverso la sua diretta testimonianza, avere più chiara idea dei problemi che il Salento si trova ad affrontare.

Parleremo di problemi economici, sociali, culturali. Approfondiremo le questioni legate al ciclo dei rifiuti e al marketing territoriale, che sembrano condizioni pregiudiziali per ogni ipotesi di sviluppo. Parleremo di agricoltura e di impresa, di artigianato e di turismo, di giovani. Non trascureremo infine di affrontare le questioni più importanti nel panorama politico e sociale nazionale e internazionale, ma non dimenticheremo di trattare quelle che particolarmente ci riguardano come cittadini di Galatone.

Una puntata importante con un ospite importante. Alla quale seguiranno altri appuntamenti di pari livello. Il Portavoce vuole crescere per rendersi meglio utile e degno di un territorio di grande tradizione e cultura. Sempre al servizio della Città e dei Cittadini.

Ecco in sintesi le informazioni necessarie:

 

    IL PORTAVOCE N. 46: “Presidente, ci dica…”

Data: 9 settembre 2009, alle ore 19, presso la sede della Pro Loco. E’ ammessa la partecipazione del pubblico.

 La puntata andrà in onda la mattina del giorno successivo.

 

Se avete domande da proporre al Presidente, segnalatele utilizzando un “commento”.

Grazie e a presto

Enrico Longo

mercoledì, 24 giugno 2009

avvisoportavoce44

Gli ambasciatori galatonesi in Provincia

 

Ritorna “Il Portavoce”, giunto intanto alla puntata n. 44, che non poteva non rivolgere l’attenzione ai due nostri consiglieri provinciali. Quattro chiacchiere con Giovanni Tundo e Livio Nisi, per fare il punto sulla situazione politica salentina e pugliese, per parlare di “laboratori politici”, per cercare di indovinare strategie che appaiono ancora nebulose o parzialmente indecifrabili e, soprattutto, per muoverci sul breve periodo e sui problemi che più ci interessano. Parleremo anche della situazione politica cittadina e dei riflessi che su di essa avrà potuto avere la vicenda elettorale. Cercheremo infine di conoscere più a fondo idee e valutazioni politiche dei due interlocutori ai quali, come più volte detto, assegneremo il compito di rappresentarci, come nostri ambasciatori, in seno al consiglio provinciale. Una puntata doverosa, interessante, preziosa per stabilire un rapporto che dovrà necessariamente durare nel tempo, perché il politico eletto in una competizione elettorale, insieme al diritto di rappresentanza, conserva il dovere di tenere il cittadino informato sulle questioni di suo interesse. Sono sicuro che Giovanni Tundo e Livio Nisi non si sottrarranno all’impegno.

 

venerdì, 05 giugno 2009

 LA POSTILLA N. 22

La valigia del candidato 

Una campagna elettorale forse più seria e ordinata di quelle precedenti, maggiormente indirizzata alle cose e ai programmi, anche perché sovrastata da una crisi economica incombente, che lasciava poco spazio alle banalità e agli attacchi personali. Forse qualche merito lo abbiamo avuto anche noi di Myboxtv che in ogni occasione non abbiamo mancato di suggerire concretezza e attenzione ai problemi reali, cosa che abbiamo fatto nel corso delle puntate de “Il Portavoce” e che abbiamo ripetuto nella “due giorni” in piazza con i candidati locali.

Questi stanno dunque preparando la valigia, nella speranza e con il nostro augurio che debba risultare utile al viaggio verso l’agognata meta di “Palazzo dei Celestini”. Ci auguriamo che nella valigia trovino realmente posto i nostri problemi, i sogni e le speranze di tanti giovani in attesa di poter completare il processo di inserimento sociale, le preoccupazioni di tante famiglie per la progressiva erosione del reddito e le paure di quanti vedono in pericolo il posto di lavoro. Ci sarà dunque spazio per la nostra agricoltura dimenticata, che avrebbe tutto il necessario per vedersi promuovere su piani di eccellenza specie per il vino e l’olio se solo si trovassero le ragioni della collaborazione e che si trova, invece, spezzettata in minime frazioni, ridotta in molti casi ad hobby per il tempo libero quando non del tutto lasciata morire. Un posto sufficiente per la piccola e media impresa che trova sempre maggiori difficoltà nell’ attingere al credito, per il turismo, che vorremmo plurimo e destagionalizzato, e per le infrastrutture che ne rappresentano fondamentali precondizioni. Nel corso dei dibattiti e dei confronti tutti questi problemi sono stati trattati. Ne hanno parlato i candidati presidente e ne hanno parlato gli altri nel corso del confronto in piazza. Spero che la dovuta attenzione vi abbiano dedicato anche quei candidati che hanno preferito chiudersi in austero pensoso silenzio. E’ tornato come un insistente refrain il problema dei rifiuti, sul quale tutti sembrano aver ragione e dove sembra che abbiano torto soltanto i cittadini che da un momento all’altro potrebbero vedersi costretti di nuovo a stoccarseli in casa. La discarica Burgesi funziona a singhiozzo, a fine mese chiuderà; Castellino non può e non deve riaprire, altri siti non si conoscono per cui si profila un’estate torrida anche su questo fronte. La Puglia è riconosciuta, insieme alla Liguria, terra “sicura” dal pericolo terremoti e allora potrebbe tornare utile per appostarvi una centrale nucleare, cosa che invece i Governi, regionale e centrale, escludono “a priori”. Ma sapete come si concludono queste forme di “esclusione”: con l’appello alla sensibilità della popolazione salentina, sempre buona, accogliente e disponibile, e con la causa di forza maggiore. Spero di sbagliarmi, ma questo è un problema che non tralascerei di sistemare con cura in un cantuccio della valigia. La promozione del territorio la metterei nella posizione più alta e, accanto ad essa, il turismo e le infrastrutture. Che significa promuovere il territorio? Non basta appostare un manifesto alla stazione centrale di Milano o allestire un padiglione alla Bit, cose peraltro importanti e da non trascurare. Significa anzitutto renderlo presentabile, nelle sue coste, nelle campagne, nelle periferie e nei centri storici. Significa ripulire le strade e i palazzi, i monumenti, le case cittadine, le piazze, le fontane. Rendere accessibili le chiese e le opere d’arte, studiare e rendere visibili i percorsi turistici, ben segnalati e adeguatamente illustrati da stampe e pubblicazioni ed affiancati dalla presenza di esperti. E’ inventarsi ogni possibile escamotage per mettere in mostra i prodotti locali e valorizzarli, promuovere feste, sagre, incontri. Tutte queste azioni difficilmente possono trovare realizzazione per opera di comuni singoli, richiedono invece collaborazioni e intese a livello territoriale. Nel corso del dibattito in piazza qualcuno sottolineava i privilegi di cui godrebbero i comuni della Grecìa, non considerando che i nove centri che la comprendono hanno saputo coltivare nel tempo la comune matrice linguistico-culturale sulla quale, al momento opportuno, hanno puntato per giungere ai cospicui finanziamenti, peraltro convenientemente utilizzati per la creazione di strutture ed eventi che oggi la pongono all’attenzione nazionale e mondiale. Galatone e i comuni vicini dovrebbero saper creare qualcosa di simile mettendo insieme risorse territoriali e culturali per costituirsi in distretto turistico che, per i beni territoriali e culturali presenti, non sarebbe certamente di secondaria importanza. In vicende del genere la Provincia ha ruolo e funzione di assoluto rilievo. Da qui un compito per gli eventuali eletti: creare tutte le favorevoli condizioni perché possa vedere la luce il distretto ionico salentino, unito nella costa e ricco e vario nell’entroterra. Alla base di tutto va però messo l’impegno dei Sindaci e delle rispettive amministrazioni di valorizzare al massimo ogni risorsa presente nel territorio di competenza, per mettere insieme una struttura variegata e opportunamente ben integrata. Il distretto è, infatti, un insieme organico e strutturato di offerta paesaggistica e culturale, di ricettività e svago. Ciascuno di questi motivi deve quindi trovare adeguata attenzione e realizzazione pratica.

La promozione del territorio passa anche attraverso la presenza di strutture di richiamo, un museo, un centro studi, una mostra permanente, o di eventi particolarmente significativi, come “La festa della Taranta” o “Il Premio Barocco”. Bene, a Galatone non s’è mai data risposta alla proposta di un centro studi che metta insieme, accanto al De Ferrariis, che rappresenta il personaggio più rappresentativo della nostra cultura, Giuseppe Susanna, Ercole Ugo D’Andrea, Pasquale Maria Miccolis, ecc.., ecc… Oggi questo centro studi potrebbe disporre di un sito di assoluto pregio, che è il Palazzo Belmonte Pignatelli, dove potrebbe peraltro trovare collocazione una biblioteca comunale diversa, qualitativamente e quantitativamente, da quella attuale. Galatone non dovrebbe lasciarsi sfuggire il genio di Giuseppe Manisco, una persona tanto degna quanto modesta, che ha già creato capolavori di assoluto valore e che tanto può ancora creare. Mi riferisco all’evento del tiro con le balestre, richiamo storico a vicende galatonesi del Cinquecento che, a giudicare dal numero dei partecipanti, ha riscosso un grande successo, e soprattutto ai meravigliosi lavori leonardeschi che hanno ricevuto, oltre all’apprezzamento dei cittadini anche quello dei palati più sopraffini degli esperti. Queste opere potrebbero rappresentare un elemento di forte richiamo turistico e di valorizzazione del territorio galatonese e del distretto prossimo venturo. Mi auguro che al più presto ci si renda conto del loro valore anche strategico e che se ne trovi la più adeguata collocazione nella nostra cittadina. Intanto però mi preme far presente che i lavori leonardeschi di Giuseppe Manisco saranno allogati nei mesi di luglio e agosto nel Castello di Acaya, a disposizione dei visitatori che sicuramente saranno tantissimi. Manisco continua a sperare che da settembre possano tornare a Galatone; il Sindaco di Vernole è in pressing costante perché rimangano definitivamente nel suo castello. Da parte mia comincio a temere che per poterli ammirare saremo costretti a metterci in macchina. Se fosse, sarebbe l’ennesima occasione sprecata.

Sperando comunque che stavolta non vada così, auguriamo “Buon viaggio” ai fortunati che otterranno l’elezione insieme all’invito a comporre per bene la valigia avendo cura di non dimenticare nessuna tra le cose sopra menzionate che ci stanno particolarmente a cuore.

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 5 giugno 2009 in cui è presente "La Postilla":

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venerdì, 08 maggio 2009

LA POSTILLA N. 18

Il Collezionista

Si muove lentamente il cittadino-elettore, tra gli annunci e gli slogans e le prime gigantografie dei nuovi messìa. Tra qualche giorno saranno tanti, acconciati, ben messi, ottimisti e sorridenti, pronti a risolvere angustie e problemi e a rinfocolare la speranza che tutto sarà risolto. Presto e bene. In attesa di leggere i programmi, come ogni volta, il cittadino elettore appunta gli slogans, che dei programmi sono, o dovrebbero essere, sintesi, cuore, epifanìa. Li trascrive pazientemente, ad uno ad uno, e cerca di capire, di andare dalla parola al concetto, dall’icasticità del messaggio alla concretezza delle cose che, forse, saranno. Ben fatti o raffazzonati, espliciti o ermetici, lunghi o corti lasciano trasparire qualcosa, dell’area politica o del personaggio. Meritano di essere appuntati ed assegnati alla memoria e il cittadino elettore pazientemente lo fa. Collezionista di pensieri e di parole, non è  che creda a tutto quanto viene leggendo e appuntando, solo che, inguaribile ottimista, non rinuncia alla speranza che prima o poi qualcosa possa veder veramente la luce e lui poter dichiarare ai quattro venti di averlo saputo in anticipo, di quella faccenda, di averne avuto tempestiva esauriente informazione. Le nuove frasi entrano ad una ad una nel prezioso notes, si aggiungono alle tante già parte della collezione, vanno a formare i primi capitoli delle nuove promesse, questa volta destinate a concretarsi in cose e fatti. Non un libro dei sogni finalmente, ma la soluzione di tanti problemi che urgono attuali, accanto ai tanti irrisolti delle passate edizioni, vicine e lontane. E scrive e le inferenze scaturiscono naturali e si vanno armonicamente annodando l’una sull’altra. Un meridionalismo non eterodiretto ed omogeneo ad un vero modello di federalismo, diverso da quello avviato dalla “vil moneta” e non dalle carte costitutive dell’autonomia; la promessa forte di presenza e disponibilità secondo l’antico e mai soddisfatto principio di sussidiarietà; l’attenzione all’intero territorio provinciale e non solo al capoluogo che, importante e significativo per più di un motivo, non sembra poter esaurire l’azione politico-aministrativa dell’ente provinciale; la ricorrenza di espressioni accattivanti che parlano di progetto e di sistema-Salento, al quale sembra guardarsi, di qua e di là, come ad un piano strategico coordinato e solidale per tutte le più importanti sfide economiche e sociali; l’attenzione per tutte le più concrete e urgenti problematiche dei comuni mortali. Una vicenda elettorale che si giocherà sui temi forti dei rifiuti, dell’economia e del lavoro, dell’impresa e dell’agricoltura, della promozione del territorio e del turismo, di zone costiere e di entroterra, di centri storici e di beni artistici e architettonici, di credito, di mobilità e di trasporti. Il tutto presentato con accattivanti espressioni che fanno sentire, il nostro collezionista, al centro delle attenzioni, delle preoccupazioni, degli affetti e che sembrano volerlo suggeritore e ispiratore: protagonista! Ha già ascoltato il primo dei candidati presidente e ne è rimasto favorevolmente impressionato: ha già appuntato le prime considerazioni. Attende di sentire le due altre candidate, del capoluogo, se avranno tempo e voglia di fermarsi nella sua cittadina, per completare il quadro introduttivo e chiudere il capitolo. Poi potrà concentrarsi sui candidati locali, in gran parte già noti. Tra un pensiero e l’altro, tra uno slogan e un’immagine, si avvia al Consiglio comunale, dove tra l’ordinaria amministrazione, è prevista la trattazione di un problema che da tanto gli sta particolarmente a cuore: la raccolta differenziata. Se ne parlerà, si deciderà qualcosa, finalmente. Vediamo di partire, di affrontare seriamente il problema dei rifiuti, che è problema grave e serio. Lo ha detto Gabellone, ci stanno litigando un ministro e un presidente, è in primo piano nel programma della Capone e della Poli, preoccupa il sindaco di Nardò che teme per la riapertura di Castellino e che ha decisamente ammonito tutti i candidati della sua città di darsi da fare. Preoccuperà sicuramente il nostro sindaco e la nostra amministrazione: Galatone in linea d’aria è vicina come Nardò a Castellino. E mentre si reca a sentire il consiglio, ripensa alle frasi ultime della sua collezione: sistema, reti, progetto, sinergie. E spontaneamente gli viene di pensare ad una città diversa da come ancora oggi gli capita di vedere, non più sola ed estranea alle azioni degli altri centri della provincia ma con essi solidalmente impegnata, una città diversa nel suo aspetto estetico, pulita, accogliente, decorosa, senza buche nelle strade e con la fontana di piazza Itria tornata a risplendere. Non c’è tempo per altri pensieri, il Consiglio comunale galoppa. Esauriti i primi punti previsti all’ordine del giorno si passa a trattare della raccolta differenziata. Un breve silenzio. Una pausa. Nessuno sembra voler avviare il discorso. Niente. Uno, due, poi un folto gruppo di consiglieri si alzano, si guardano, sembrano contarsi, si avviano fuori dall’aula. Un’interruzione? Una pausa? No, vanno via, non c’è il numero legale, la seduta è finita. Cosa dedurne, cosa appuntare nel notes? Al collezionista viene a mancare la frase importante, una frase qualunque, che spieghi, che giustifichi, che faccia sapere. Avverte ad un certo punto il senso amarognolo di essere stato sbeffeggiato, trattato male, lui e gli altri cittadini elettori, anch’essi forse collezionisti di sogni e di speranze. Si rivolge ad uno dei “disertori”, chiede di sapere, questi “fa spallucce”. Nessun diritto di sapere e nessun dovere di informare: le cose vanno così. Questa è politica, è tattica, è strategia. E lo lascia così: incerto, indifeso, debole, senza alcun diritto di spiegazione e di informazione e, cosa ancor più grave, senza alcuna parola da tenere a ricordo nel libro della memoria. A chi ricorrere? Come difendersi da questa situazione dove qualunque benpensante potrebbe vedere la negazione del legittimo diritto di sapere? Non è rifiuto di un diritto di democrazia? C’è qualcuno a cui potrebbe legittimamente chiedere giustizia? Riapre il notes, riscorre gli slogans, ne legge uno in cui si dichiara di non fare promesse e di voler invece ascoltare e operare concretamente. Bene, è proprio quel che ci vuole; forse è a costui che si dovrà rivolgere per ottenere ogni opportuno chiarimento.

Enrico Longo

Il link del MyboxTG di venerdì 8 maggio in cui è presente "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9277

venerdì, 01 maggio 2009

PROVINCIALI 2009

 

Candidati ed elettori

Il Portavoce entra decisamente nell’agone politico delle prossime provinciali. Già comparso Gabellone, spera di avere ospiti quanto prima gli altri due candidati alla presidenza. Successivamente sarà la volta dei rappresentanti locali che, mi auguro, riescano a conquistare in gran numero gli scranni di palazzo dei Celestini. Nel mese di giugno si svolgeranno altre votazioni, le europee e i referendum, molto importanti e per taluni versi decisive e delle quali si parlerà a tempo debito, ma gli sforzi maggiori non possono non essere indirizzati alle provinciali, per la vicinanza e il diretto interessamento alle nostre problematiche legate alla vita di ogni giorno. Lo scopo principale è mettere di fronte candidati ed elettori, far conoscere la persona, la sua cultura politica e le motivazioni, interrogare su problemi di nostro interesse, far scoprire contenuti, modi e tempi delle principali strategie e operazioni. Gabellone, non ancora noto ai più, ha avuto modo di farsi conoscere, ha parlato di tante cose, del problema dei rifiuti e dell’energia, di ambiente, di promozione e difesa del territorio, di turismo, di lavoro, dei giovani, della crisi economica e della stretta finanziaria che soffoca la piccola e media impresa, di agricoltura e di possibili prospettive per la nostra economia. Alle domande, volutamente sintetiche e puntuali, ha potuto rispondere nei tempi sufficienti, potendo prospettare le idee - forza e i nuclei tematici del “Progetto Salento” in via di definizione. Nella stessa maniera mi comporterò con gli altri due candidati, se avranno la cortesia di rispondere all’invito, dimostrando lo stesso rispetto che Gabellone ha riservato alla nostra platea di ascoltatori-elettori.

Dopo i tre leaders sarà, come detto, la volta dei candidati locali, alcuni già ufficialmente consacrati. Al momento è stabilito che Giovanni Tundo correrà per l’U.D.C., Gianni D’Agati per “Io Sud”, Biagio Faro per “Puglia prima di tutto”. Non so di altre candidature, anche se circolano degli altri nomi non ancora però ufficializzati. I primi nomi sono di sicura affidabilità; sono persone che hanno notevole esperienza e sensibilità, possono certamente essere considerati degni rappresentanti delle nostre esigenze e delle nostre speranze. Anche per essi ci sarà tutto lo spazio necessario per consentir loro di presentarsi al pubblico e di esporre nei tempi e nelle forme giuste i propri programmi. Ho previsto puntate “ad personam” con forme di “terzo grado”, confronti a due-tre candidati, qualche incontro collettivo. Naturalmente, per la campagna elettorale, Il Portavoce non seguirà la solita cadenza temporale; i vari steps si succederanno secondo ritmi ravvicinati e risponderanno alle esigenze dei vari candidati. Questi sono invitati a proporsi quando lo ritengano. Le modalità per farlo sono le più semplici: o comunicando la loro volontà a Michele Mariano, col quale peraltro potranno concludere altre forme di rapporto per la propaganda elettorale, o mettendosi in contatto direttamente con me al seguente numero di cellulare: 3402804853.

Le puntate de Il Portavoce, com’è noto, non costano nulla, richiedono soltanto la disponibilità di rendere il doveroso servizio di informazione agli utenti che, come si può constatare, crescono ogni giorno di più.

Enrico Longo

postato da: EnricoLongo alle ore 10:32 | Permalink | commenti
categoria:politica, economia, turismo, salento, democrazia, rifiuti, agricoltura, portavoce, galatone
mercoledì, 29 aprile 2009

IL PORTAVOCE N.35

 

La risposta del lavoro

Ancora sulla crisi, reale e profonda, che ci tiene tutti con il fiato sospeso. Una crisi congiunturale per le imprese, una crisi strutturale per l’agricoltura, la grande malata, la grande dimenticata. Ne abbiamo discusso con un giovane agronomo galatonese, dotto e appassionato dei problemi dell’agricoltura, e con due imprenditori che con intelligenza e lungimiranza  riescono a conservare standard produttivi, livelli occupazionali e mercati, nonostante tutto. La riduzione della domanda e la stretta del credito sono due motivi di forte preoccupazione; se le due aziende “tengono” è per la tipologia del prodotto e per la capacità d’innovazione che assicurano qualità e vincono la concorrenza. Grave, come detto, la condizione dell’agricoltura e dei suoi principali prodotti, l’olio e il vino. Proprietà estremamente frazionate, individualismo ed assenza di spirito di cooperazione, disattenzione del mondo politico ed amministrativo, mancanza di “cultura” e passione sono le prime cause della crisi permanente, che risulta ulteriormente aggravata dalle gravi carenze nei macchinari e nelle infrastrutture. La Cantina sociale, sulla via per Galatina, quasi in pieno centro abitato, non ha l’allaccio all’acquedotto e per le necessità idriche, che per le varie operazioni sono estremamente importanti, deve ricorrere a continui e defatiganti viaggi di rifornimento a mezzo botti che ritardano i tempi del lavoro e riducono sensibilmente la competitività dell’azienda. La spesa necessaria all’allacciamento è insostenibile, anche per le gravi difficoltà finanziarie che da sempre l’affliggono. Viene da chiedersi: e la politica che ci sta a fare? Cosa intendono significare i politici quando parlano di “favorire l’economia, il lavoro, l’impresa, l’agricoltura?”. Qualche giorno fa, in preparazione della puntata de “Il Portavoce”, ho fatto un lungo, interessante ed istruttivo viaggio nelle campagne galatonesi accompagnato da Matteo Baronetti che mi andava indicando e illustrando le varie situazioni e caratteristiche delle nostre coltivazioni. Ho imparato tante cose e compreso “dal di dentro” la complessità e la gravità dei problemi che affliggono l’agricoltura galatonese. Non potrò fare a meno, tra qualche mese, di dedicare una puntata ai problemi di questo fondamentale settore dell’economia, invitando a partecipare tutte quelle persone che hanno qualcosa da dire e da proporre per cercare di intraprendere le vie virtuose per un corretto affrontamento dei problemi. Abbiamo perso troppi treni per il vino e l’olio, non siamo riusciti ad ottenere marchi di qualità, contrariamente ai comuni vicini e a tanti centri del territorio salentino e regionale; siamo esclusi da tutti i circuiti che contano, accettiamo passivamente che i nostri prodotti vengano utilizzati per “tagliare” quelli che poi invadono i mercati nazionali e internazionali. La puntata è stata una discussione sulla crisi e sul lavoro con persone che ne affrontano ogni giorno aspetti e conseguenze. Concreta, dunque e istruttiva. Per tutti i cittadini che amano veder chiaro ed essere informati e per chi in questi giorni ha ricevuto mandato di rappresentare la città nelle competizioni elettorali. La politica delle cose concrete, vado raccomandando da tempo, non quella delle chiacchiere, delle polemiche, degli slogans e delle contrapposizioni ad ogni costo. Tale tipo di politica, che è poi “la politica” non può che nutrirsi delle testimonianze e dei bisogni di chi ad essa ha da chiedere cose ben precise e importanti: per se stessi e per la collettività intera.

Enrico Longo

Il link della puntata:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9118

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domenica, 19 aprile 2009

Ritorna “Il Portavoce”

Una pausa un po’ più lunga, per le festività pasquali e per i noti tristissimi eventi legati al terremoto, ma adesso ci siamo. Torna “Il Portavoce” con la seconda parte della trattazione delle questioni afferenti alla crisi economica e ai conseguenti problemi sociali. Nella precedente puntata, con la presenza di un esperto in questioni economiche e finanziarie e di osservatori politici locali, abbiamo affrontato, direi, le questioni generali, le cause che hanno provocato lo sconquasso nelle borse e nell’economia di tutti i paesi del globo, dando origine ad una crisi che ha messo in ginocchio perfino i “colossi” della finanza e dell’industria. Nel corso della puntata ci siamo pure fermati ad esaminare la proposta dell’opposizione consiliare volta a dare una plausibile “scossa” al mondo del lavoro nella nostra cittadina e a cercare, nel limite del possibile, di limitare la crisi occupazionale che tristemente minaccia la sicurezza di tante famiglie. Adesso, come peraltro annunciato, si affronteranno le questioni da un altro osservatorio, quello che forse maggiormente può darci il polso della situazione reale. Entreremo all’interno del mondo del lavoro, chiamando in causa l’imprenditoria, il commercio, l’artigianato, l’agricoltura, attraverso la presenza di autorevoli esponenti dei suddetti settori. Lo scopo è conoscere problemi, difficoltà, speranze ed auspici dalla viva voce di chi quotidianamente si trova ad affrontarli.

 In attesa di definire il quadro degli ospiti, già quasi completato, comunico che la puntata sarà registrata martedi 28 aprile alle ore 19 per essere messa in rete la mattina del giorno dopo.

A presto

Enrico Longo

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