venerdì, 23 ottobre 2009

postilla 39     LA POSTILLA N. 39

 

     Paesaggi in chiaroscuro

 Myboxtv, nei suoi servizi in video e nelle colonne dei blog, è ormai divenuta una preziosa finestra sulla vita sociale e politica, testimone di fatti e questioni che mettono a nudo il problematico mondo in cui viviamo, dove non sempre risulta facile orientarsi, comprendere il senso delle cose, le ragioni di accadimenti e questioni, che sembrano piovere a volte senza alcuna plausibile giustificazione. Affacciarsi alla finestra è comunque irrinunciabile, necessario per sentirsi parte di questo mondo che, pur tra tante difficoltà ed enigmi, lascia di tanto in tanto trasparire qualcosa di positivo e gratificante, un appiglio a cui aggrapparsi per cercare di coltivare una qualche speranza che il futile o il nulla non abbiano il sopravvento, che non siamo fatalmente esposti alla rovina progressiva e che il destino nostro e delle generazioni future resta comunque legato a quanto sapremo fare con la nostra intelligenza e il nostro impegno.

La prima di queste possibilità ce la offre Mimino Nuzzo, al quale sembra doveroso dedicare l’incipit di questa postilla, alla sua nobile Associazione Fulcignano, che insegna calcio e vita, tecnica e moralità, tattica e sani modelli di comportamento. Lo dichiara lui stesso ai nostri microfoni in occasione dell’apertura della stagione 2009/10, che vedrà impegnati nelle attività calcistiche un centinaio di ragazzetti dai cinque ai dodici anni d’età. Un’età fondamentale per lo sviluppo fisico-motorio, nel corso della quale, per dirla con la scienza, si viene strutturando quasi compiutamente lo schema corporeo e si acquisiscono le principali coordinazioni psicomotorie. Ma è anche un periodo della vita in cui si pongono le basi della personalità complessiva e si apre la coscienza e lo spirito all’acquisizione dei valori deputati a dare direzione e orientamento nella vita. Tutte queste cose ben le sa Mimino Nuzzo, che considera riduttivo insegnare calcio e stimolare l’agonismo, preferendo soprattutto aiutare i giovani ad entrare nella vita, forti di una formazione dove alberghino gli intramontabili valori positivi, che sono presenti nella vita sportiva se vissuta nel pieno rispetto delle regole della convivenza civile e della solidarietà. Nessun fine di lucro, quindi, ma la costante preoccupazione di secondare le più nobili esigenze della persona in costruzione, nella piena condivisione del compito educativo con la famiglia. Sono espressioni, quelle che abbiamo ascoltato, che non possono lasciare indifferenti in un momento in cui sembrano prevalere gli opposti sentimenti di onnipotenza, di prevaricazione e di successo ad ogni costo. Anche scavalcando le più elementari regole del vivere civile e democratico. Non ha mai chiesto niente a nessuno Mimino Nuzzo, che ha realizzato ogni cosa contando sulla passione e sul sacrificio personali. Complimenti, pertanto, a lui e ai tanti collaboratori che si fanno carico di un fondamentale servizio civile senza pretendere alcuna ricompensa. A loro, se non altro, vada almeno il riconoscimento della cittadinanza tutta.

Il lavoro fisso diventa il tema della settimana per una battuta più o meno estemporanea uscita da Tremonti. Avrei fatto a meno di parlare di tale argomento in un periodo in cui sembra più tristemente d’attualità la crisi occupazionale e il dramma di tanti lavoratori che da un giorno all’altro si trovano senza posto e senza prospettive. Che senso hanno le parole di Tremonti e quelle forzatamente coincidenti del premier? E che senso possono avere le discussioni senza fine e con poco costrutto che ne sono seguite sui canali televisivi e sulle colonne dei giornali? Posizioni quasi sempre determinate dall’appartenenza politica e quindi non certo il risultato di un ragionamento o di un onesto riferimento ai valori. A ben vedere, chiedersi se sia un valore il lavoro stabile o la precarietà è come formulare la domanda se risulti più gradita una vita tranquilla o una piena di incertezze. L’argomento meriterebbe più adeguato approfondimento, ma in questa sede basta chiedersi perché si debba guardare al lavoro dal solo punto di vista economicistico e non considerarlo dalla parte del lavoratore, per il significato che riveste nelle aspettative e nell’esperienza di ciascuno. La flessibilità del lavoro come conseguenza della globalizzazione è un semplice dato di fatto, non una realtà che possa rivoluzionare la scala di valori di una società che costituzionalmente pone al centro dell’attenzione l’uomo e i suoi diritti. Accettabile appare invece la posizione espressa da Benedetto XVI nell’ultima enciclica, dove, muovendosi nel tradizionale solco della dottrina sociale della Chiesa, pur accettando l’ineluttabilità dei fatti storici, non dimentica di mettere in chiara evidenza gli effetti deleteri che l’incertezza e l’instabilità del lavoro possono creare nelle persone e nelle loro stesse famiglie. La mobilità lavorativa, associata alla deregolamentazione generalizzata, - si legge nell’enciclica - è stata un fenomeno importante, non privo di aspetti positivi perché capace di stimolare la produzione di nuova ricchezza e lo scambio tra culture diverse. Tuttavia, quando l'incertezza circa le condizioni di lavoro, in conseguenza dei processi di mobilità e di deregolamentazione, diviene endemica, si creano forme di instabilità psicologica, di difficoltà a costruire propri percorsi coerenti nell'esistenza, compreso anche quello verso il matrimonio”.

Niente può dunque apparire più futile di un dibattito fatto di preconcette contrapposizioni su questo tema, che invece deve suggerire le ragioni della convergenza per creare le condizioni perché i governanti si sentanoimpegnati a dare un profilo rinnovato agli assetti economici e sociali del mondo” (…) perchè “il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l'uomo, la persona, nella sua integrità: L'uomo infatti è l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale”. Sì, la globalizzazione ha imposto la deregulation e la flessibilità, le leggi Treu, Biagi, Maroni e Sacconi avranno pure contribuito a creare nuovi posti di lavoro, ma la considerazione umanistica e personalistica del lavoro vuole che almeno il giudizio di valore vada ricercato nella persona, che nell’attività lavorativa vuole trovare risposta al duplice bisogno di realizzarsi e di contribuire al benessere collettivo. Da parte nostra auguriamoci che tali condizioni possano al più presto tornare attuali per una migliorata situazione economica della società italiana e mondiale.

La Regione, con un disegno di legge tenta il rilancio dell’agricoltura e dell’impresa di settore. Ce ne dà notizia Dino Salamanna annunciando l’approvazione del bando pubblico, relativo alla misura 112 del Piano di sviluppo rurale. L’obiettivo è di incoraggiare i giovani ad interessarsi di agricoltura, promuovere un ricambio generazionale nel settore, dove possano entrare, insieme alle tecnologie e alla progettualità, anche l’entusiasmo e il senso della compartecipazione e della rete, che rappresentano condizioni necessarie per meglio competere in campo internazionale. Speriamo che i giovani sappiano e vogliano raccogliere la sfida. Altra strategia positiva è l’interesse per lo sviluppo dell’eolico nella nostra provincia, che potrebbe assicurarci energia pulita in grande quantità e a buon mercato. Sin qui tutto bene, se non capitasse di dover constatare delle pericolose interferenze. Una grande superficie di terreno agricolo a Salice Salentino sarà sottratta alla piantagione di oliveto per ospitare pannelli del fotovoltaico. Il giovane proprietario del terreno, che potrebbe essere uno degli attori dell’auspicato rilancio dell’impresa agricola, si dichiara invece pienamente soddisfatto della possibilità che gli si offre. Incassa una bella cifra e finisce di tribolare per le tante vicissitudini che si accompagnano al lavoro dei campi: è un’operazione davvero conveniente! Ad essere minacciato è anche il parco naturale dell’antica Foresta Belvedere, il “Parco dei Paduli”. Qui, invece, non c’è condivisione. Insorgono i sindaci dei 12 paesi del parco e si oppongono al mostro che minaccia di sconvolgere la bellezza del territorio, che rappresenta una preziosa impagabile risorsa. Bene puntare sull’eolico e sulle forme di energia alternativa, ma non certamente a danno delle terre coltivate e della bellezza di un sito di pregio paesaggistico o culturale. Perché non darsi regole ben precise - mi chiedo - nell’individuazione dei siti e non assicurare maggiori controlli da parte della Provincia e della Regione, per scongiurare opportunismi ciechi e campanilismi di varia natura?

Crescono in provincia di Lecce i comuni virtuosi, ma non vengono meno gli atti contrari alla salute dell’ambiente e delle persone. Leverano, che da tempo ha avviato la raccolta differenziata spinta, compie un ulteriore passo avanti con il progetto riduci rifiuto. Il sindaco Durante, in collaborazione con commercianti e cittadini, promuove una campagna tesa a ridurre sensibilmente la produzione di materiale da imballo. Ci si muove secondo precise strategie e nella piena compartecipazione.

Il piccolo comune di Minervino è il primo in tutto il Salento ad aderire al Patto dei Sindaci per le politiche energetiche. Si tratta di una misura europea finalizzata a ridurre le emissioni di Co2 nell’atmosfera. Un comune che si muove sulle orme di Melpignano, che è uno dei fondatori dell’associazione dei comuni virtuosi. Intanto, però, a Casarano si scopre una grande massa di residui di pneumatici bruciati e un’altra discarica abusiva è sequestrata a Porto Cesareo, una località da tempo impegnata nella promozione del territorio, perché soltanto nel turismo può giocarsi le carte dello sviluppo. A Gallipoli entrerà presto in funzione l'impianto di affinamento dei reflui del depuratore consortile, che assolverà alla duplice funzione di depurazione e di irrigazione. Notizie di segno opposto, dove allo scrupolo e al civismo di alcuni, continua a far da contraltare l’irresponsabilità e l’assenza di un minimo di senso civico degli altri.

Intanto si parla di turismo. Se ne discute anche a seguito di un disegno di legge regionale che sta per essere approvato. Se ne parla a Castro in un convegno organizzato dall'Ordine provinciale dei commercialisti. "E' necessario”, dice il sen. Costa, “assecondare, anche tramite una semplificazione normativa, la volontà di coloro che decidono di diventare imprenditori turistici, perché è da loro che passa lo sviluppo del territorio". Parole che non suonerano certamente nuove a chi abbia seguito regolarmente “postilla” e “portavoce”.

E il nostro comune quale via sembra deciso a seguire? E’ nelle mani del sindaco e dei consiglieri di entrambi gli schieramenti la bozza di fondazione per La Città del Galateo. Ho notizia che se ne sta parlando, che dopo il consiglio comunale del 27 ottobre qualcosa dovrebbe venir fuori. Me lo dice Ginetto Filoni che mi assicura l’interessata attenzione del sindaco. Attendo la buona novella; se sarà, potrebbe anche la nostra cittadina accodarsi finalmente ai comuni virtuosi. Ne saremmo tutti contenti.

Enrico Longo

 
Il MyboxTG di venerdì 23 ottobre '09 in cui è presente "La Postilla":
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=11513

venerdì, 24 luglio 2009

postilla28

       LA POSTILLA N.28

 

Pubblico e privato.

Non mancano gli spunti di approfondimento nei tg della settimana. In particolare su una dicotomia tutta nostra tra pubblico e privato che, diversamente dalle altre parti del pianeta, nella nostra cittadina sembrano dover viaggiare su binari paralleli, destinati fatalmente a non incontrarsi mai. Pubblici vizi e virtù private: quanto ultimamente accaduto impone il rovesciamento dei termini del noto adagio comune. E infatti, a ben riflettere sugli accadimenti della settimana, non si può non rilevare che a positivi e a volte eccezionali eventi di privati hanno puntualmente fatto da contraltare episodi di segno opposto da parte degli autorevoli attori di parte pubblica. Inizio dal silenzio, per molti versi assordante, della loro totale assenza al ritorno trionfale di Daniele Greco. Mi limiterò a sottolineare il grande successo di questo nostro ragazzo, che ho personalmente visto crescere per cinque anni nella scuola “G.Susanna”, oggi campione europeo under 23, medaglia d’oro con lo strepitoso salto di m.17 e 20, ormai sicuro candidato per le gare olimpiche e mondiali. Un giovane che degnamente ci rappresenta, per la solenne modestia, per il garbo, per il pudore con cui si presenta al pubblico dei concittadini corsi a festeggiarlo. Nessuna autorità presente, come detto, e nessuna manifestazione ufficiale prevista. Non il sindaco, non l’assessore allo sport che nell’organigramma municipale non è previsto, né altro assessore delegato. Tutti in ritiro spirituale. Forse a riflettere, sui pubblici vizi, di cui non si può tacere e che vanno doverosamente segnalati per utili e opportune riflessioni. La prima di queste riserviamola ancora una volta alla mancata presenza nella nostra cittadina di quella massa di turisti che quotidianamente prendono d’assalto i lavori leonardeschi ad Acaya, divenuta centro d’attrazione per l’intera estate corrente. Per chi fosse interessato alla notizia, faccio sapere che i lavori di Giuseppe Manisco hanno ormai estimatori in tutte le parti del mondo e che al nostro concittadino continuano a piovere inviti per l’ esposizione anche di piccoli gruppi o singoli esemplari dell’originale e impagabile collezione. Sono il primo ad aver ricevuto la confidenza di un ulteriore suo successo, ossia la decodifica di un testo leonardesco relativo ad un’opera di primaria importanza, alla quale sta già iniziando a lavorare. Si tratta de “la vite volante” (antenata dell’elicottero) che, mi ha assicurato, farà volare in anteprima mondiale nella nostra cittadina. Mi auguro che l’amministrazione pubblica gli voglia almeno concedere l’autorizzazione.

Altri fatti che cito di sfuggita. L’estate galatea ormai desueta, anch’essa fortunatamente surrogata da qualche interessante e coinvolgente iniziativa di privati che crea comunque interesse e aggregazione. E’ di un privato cittadino, ancora, un giovane e preparato professionista galatonese, la meritoria idea di sostenere le imprese nella loro problematica esistenza, dare informazione e formazione, aiutare la gestazione e la nascita di altre attività imprenditoriali, fornire utili strumenti di documentazione e di orientamento. Attraverso Myboxtv, ancora una volta, e la voce libera e puntuale del suo tg.

Entriamo nel pubblico. Nelle ultime sedute del consiglio comunale se ne sono viste di tutti i colori. Grida e atteggiamenti scomposti, attacchi tra maggioranza e opposizione e tra membri della stessa maggioranza. Qualcuno, tra quelli che contano, sottolinea l’insipienza e la stagnazione dell’azione politica e amministrativa, la lentezza con cui procedono i lavori, attacca implicitamente un suo collega di giunta e chiama all’impegno e ad una diversa produttività. E’ un evidente segnale di malessere, la preoccupazione degli amministratori giovani e attivi che temono per la loro immagine e vedono minacciate le proprie ambizioni per più importanti traguardi futuri. Sfogano dunque la loro preoccupazione e gridano tutta l’insoddisfazione e il malessere. Non riesce facile stabilire l’attuale salute della maggioranza; qualcuno azzarda che di maggioranza vera e propria comincia ad essere difficile parlare. Altro episodio. La maggioranza cede all’insistenza della controparte e si rassegna a parlare di raccolta differenziata. Lo fa attraverso la relazione dell’assessore al ramo che se ne dichiara decisamente contrario, lasciando interdetti amici e avversari e sbigottito il pubblico presente.

Pubblico e privato anche per il problema dello sport e dell’Unione sportiva. Qui le due componenti si intrecciano e viene fuori il meglio dell’incomprensibile e del paradossale.

La fabula: da diversi mesi la società cittadina di calcio è in sofferenza. Chiede sostegno economico e soprattutto l’avvio dei necessari lavori di manutenzione del campo di via Lecce, la sistemazione del terreno di gioco, non drenato e regolarmente impraticabile in caso di pioggia, il ripristino degli impianti igienici negli spogliatoi. Del problema, sollevato da un manifesto proposto da centinaia di cittadini, si discusse nella puntata de Il Portavoce il 19 marzo, nel corso della quale il sindaco, secondo clichè, promise che tutto sarebbe stato fatto in tempi ragionevoli, nel momento in cui fosse giunto a conclusione un progetto che prevedeva una miriade di altre cose. Da allora non è successo niente e di calcio s’è parlato soltanto tra gli sportivi. Nessuna parola da parte del sindaco, né da parte del fantomatico assessore allo sport, né da parte di altro esponente politico di maggioranza. Problemi finanziari? problemi di altra natura? Niente di tutto questo. Il problema è Livio Nisi: sino a quando sarà presente tra i dirigenti della società sportiva e come sponsor ufficiale, l’amm.ne non farà niente di niente, né l’erbetta al terreno di gioco, né i servizi negli spogliatoi, né l’iscrizione al campionato, né la campagna acquisti. Deve uscire necessariamente di scena Livio Nisi, colpevole di aprire tasche e portafogli ormai da dieci anni, per assicurare la difficile sopravvivenza di una struttura che richiede tempo, impegno e, soprattutto, soldoni.

Ebbene, lasciamo Livio Nisi all’amaro destino e, in attesa di veder nascere il Maracanà e di veder arrivare i campioni nelle fila della squadra, consentitemi l’invocata pausa di riflessione che può forse aiutarmi a capire meglio come stanno realmente le cose.

Il sindaco mostra di anteporre all’interesse generale (degli sportivi) i suoi particolari rancori. Di fronte al nemico politico di sempre, dimentica le richieste di centinaia di sportivi, di ragazzi e genitori che continuano a scommettere sull’importanza formativa e sociale della pratica sportiva e ignora l’orgoglio dei cittadini di riconoscersi in una squadra di calcio che, anche se in dimensioni modeste, ha una sua non breve storia, fatta di eventi, di ricordi e di personaggi che continuano a restare stagliati nella memoria e nella coscienza di tanti. Mi viene di chiedermi: la politica è sempre e soltanto contrapposizione? Sempre e soltanto guerra contro qualcuno? Le campagne elettorali lasciano strascichi destinati a restare nel tempo e a segnare definitivamente sentimenti e azioni o l’interesse generale può giustificare almeno una tregua? E’ possibile nella nostra cittadina parlare di collaborazione, apertura, confronto, sinergia, solidarietà, impegno comune? A giudicare dall’ultimatum posto dal sindaco, sembrerebbe proprio di no.

Vorrei tanto che l’interessato smentisse queste affermazioni che provengono dalle dichiarazioni di Livio Nisi dalle colonne del tg, parole che però vengono confermate da tutte le persone con cui ho avuto modo di parlare e che sono protagonisti diretti della vicenda. Gli sportivi sono furibondi, addebitano agli amministratori la responsabilità di non aver dato alcuna risposta alle loro richieste, di non aver fatto nulla di nulla, nemmeno quello che, con un po’ di buona volontà, avrebbero potuto fare, di averli fatti arrossire dinanzi alle squadre ospiti nel corso delle partite di campionato. Queste cose sono dette oggi e sono state dette il 19 marzo nel corso della puntata de “Il Portavoce”. Da quella data, affermano, non s’è mosso nulla, non è stata presa in considerazione nessuna tra le proposte adombrate.

Pubblico e privato. Perché necessariamente in contrasto? Perché non riuscire a fare qualcosa con il concorso di tutte le persone di buona volontà? Perché continuare a conservare e a inventare steccati tra le persone che potrebbero, messe in sintonia, produrre qualcosa di buono? Perché l’esilio di Livio Nisi per procedere alle azioni necessarie? E se dopo la sua uscita di scena non si riuscisse neppure ad ottenere quanto da lui assicurato in questi dieci anni, nel corso dei quali comunque lo sport e il calcio hanno continuato a sopravvivere? Il sindaco non si rende conto di assumersi una grave responsabilità, della quale sarà chiamato a rispondere?

Pubblico e privato, due mondi inconciliabili, paralleli e destinati a non incontrarsi mai. Questo però accade a Galatone e per una certa “filosofia” imperante, perché altrove, dove si fanno prevalere il buon senso e l’interesse collettivo, sull’armonia tra pubblico e privato si costruiscono le fortune di intere collettività.

 

Enrico Longo

Il MyboxTG di venerdì 24 luglio '09 in cui è presente l'editoriale "La Postilla":

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=10207

giovedì, 19 marzo 2009

IL PORTAVOCE N.33

 

L‘ associazionismo sportivo: una risorsa per la città.

 

Una ragione remota ed una prossima e urgente. Stabilire l’importanza dello sport, la sua fondamentale funzione nel processo di costruzione della personalità, comprendere gli esiti formativi che dalla pratica sportiva, correttamente intesa, discendono per la persona e, di riflesso, per la società nella quale essa si trova ad interagire e ad operare. Su questo punto nessuna perplessità, tutti d’accordo. Sull’altro motivo, quello per il quale si sono scomodate centinaia di persone, tra genitori, amministratori, sponsor e tecnici del sodalizio, con una sofferta denuncia circa le condizioni delle strutture, si sono scatenate tutte le dinamiche che regolarmente accompagnano ogni confronto, specie se compromesso con la vita politica e amministrativa. Dietrologia, accuse, giustificazioni e rilancio, abili tentativi di svicolamento, ricorso alla dialettica e alla retorica, tutte le possibili armi d’attacco e di difesa hanno fatto la loro timida comparsa, ma, debbo dire che ero pronto a tutto, che avevo tutto previsto ed ho cercato, forse con qualche successo, di tenere dritta la barra della discussione su un argomentare concreto e centrato sulla problematica in gioco. Lasciamo perdere ogni considerazione relativa alle responsabilità, chiudiamo al passato e guardiamo avanti. Non è l’individuazione del responsabile l’oggetto della discussione perchè, senza alcun dubbio, la responsabilità è di tutte le amministrazioni cittadine che si sono succedute negli anni, tutte scarsamente sensibili ai problemi dello sport e incapaci di affrontarli con decisione collocandoli al posto giusto nella scala d’importanza tra le varie questioni. La fatiscenza di una struttura non si verifica dall’oggi al domani, la distruzione delle docce e la non igienicità degli spogliatoi sono da addebitare all’assenza di una struttura operativa per il controllo e la manutenzione, la regolare assenza alle varie manifestazioni sportive e alle gare di campionato dei ragazzetti e giovani dell’U.S. Galatone è una mancanza grave di una classe politica pronta invece a correre in massa dove sembra risultare utile la presenza. Tale latitanza è avvertita con sofferenza dai responsabili del sodalizio che si sentono anche psicologicamente soli e privi di sostegno; gli sponsor vivono la strana condizione di essere gli unici a sborsare di tasca propria cifre non indifferenti per far andare avanti la baracca e di ricevere dalla nostra gente, che sa anche essere ingenerosa e crudele, le critiche per le cose che non vanno e i sospetti di essersi abbarbicati ad un potere, quale sia poi è difficile da comprendere. Ecco, messe in chiaro queste cose, si è finalmente passati alla pars costruens. Partiamo dall’ oggi e guardiamo al futuro, prossimo e lontano. A questo punto gli interventi e le proposte non sono mancate. I consiglieri Fracasso, Maglio,Tundo e l’assessore Magurano entrano nelle questioni per l’immediato e per il medio periodo, il sindaco conferma il suo interesse a ricercare le strategie per affrontare le più generali questioni legate alla socialità giovanile e alla risoluzione dei problemi più urgenti relativi al campo sportivo di via Lecce, i responsabili dell’ Unione sportiva dichiarano la piena disponibilità a “lasciare le poltrone” se altre persone intendessero sostituirsi a loro, la rappresentante delle famiglie conferma la decisa volontà di salvaguardare l’interesse dei figli a frequentare le associazioni. Intanto, sin dall’inizio si era dato il benvenuto ad una nuova società sportiva che dal prossimo autunno gareggerà nei campionati provinciali, prova questa di un interesse sempre più avvertito per la pratica sportiva. Insomma si è discusso, si sono affrontati i problemi, si son messi da parte gli stratagemmi che riescono a non far discutere, si è passati da una fase di attacco-difesa ad una in cui si è costituita una discreta base di discussione e si è approdati ad una conclusione che da questa mattina tutti potranno conoscere, in quanto documento “a tempo indeterminato” sulla nostra rubrica “Il Portavoce” di myboxtv. Si assegni la delega ad un assessore; questi lavori a tempo pieno, parli con gli amministratori delle cittadine del Salento dove si è riusciti ad ottenere strutture moderne e funzionali, si metta in contatto col CONI, al quale preme molto la promozione dello sport e la creazione degli impianti, vada a controllare lo stato delle strutture e si renda conto delle condizioni in cui si trovano, si circondi di tecnici e persone competenti e si raccordi costantemente con le associazioni sportive. Si costituisca, dunque, una task force che aiuti a veder chiaro e ad individuare le vie percorribili, fornendo anche le risposte per l’immediato alle centinaia di giovani che vogliono e che debbono partecipare all’attività sportiva. Il sindaco, a conclusione, si dichiara sensibile e pronto alle azioni conseguenti. Se son rose...

 

Enrico Longo

Il link della trasmissione:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8707

postato da: EnricoLongo alle ore 06:11 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, sport, calcio, salento, coni, portavoce, galatone, strutture sportive