
Pubblico e privato.
Non mancano gli spunti di approfondimento nei tg della settimana. In particolare su una dicotomia tutta nostra tra pubblico e privato che, diversamente dalle altre parti del pianeta, nella nostra cittadina sembrano dover viaggiare su binari paralleli, destinati fatalmente a non incontrarsi mai. Pubblici vizi e virtù private: quanto ultimamente accaduto impone il rovesciamento dei termini del noto adagio comune. E infatti, a ben riflettere sugli accadimenti della settimana, non si può non rilevare che a positivi e a volte eccezionali eventi di privati hanno puntualmente fatto da contraltare episodi di segno opposto da parte degli autorevoli attori di parte pubblica. Inizio dal silenzio, per molti versi assordante, della loro totale assenza al ritorno trionfale di Daniele Greco. Mi limiterò a sottolineare il grande successo di questo nostro ragazzo, che ho personalmente visto crescere per cinque anni nella scuola “G.Susanna”, oggi campione europeo under 23, medaglia d’oro con lo strepitoso salto di m.17 e 20, ormai sicuro candidato per le gare olimpiche e mondiali. Un giovane che degnamente ci rappresenta, per la solenne modestia, per il garbo, per il pudore con cui si presenta al pubblico dei concittadini corsi a festeggiarlo. Nessuna autorità presente, come detto, e nessuna manifestazione ufficiale prevista. Non il sindaco, non l’assessore allo sport che nell’organigramma municipale non è previsto, né altro assessore delegato. Tutti in ritiro spirituale. Forse a riflettere, sui pubblici vizi, di cui non si può tacere e che vanno doverosamente segnalati per utili e opportune riflessioni. La prima di queste riserviamola ancora una volta alla mancata presenza nella nostra cittadina di quella massa di turisti che quotidianamente prendono d’assalto i lavori leonardeschi ad Acaya, divenuta centro d’attrazione per l’intera estate corrente. Per chi fosse interessato alla notizia, faccio sapere che i lavori di Giuseppe Manisco hanno ormai estimatori in tutte le parti del mondo e che al nostro concittadino continuano a piovere inviti per l’ esposizione anche di piccoli gruppi o singoli esemplari dell’originale e impagabile collezione. Sono il primo ad aver ricevuto la confidenza di un ulteriore suo successo, ossia la decodifica di un testo leonardesco relativo ad un’opera di primaria importanza, alla quale sta già iniziando a lavorare. Si tratta de “la vite volante” (antenata dell’elicottero) che, mi ha assicurato, farà volare in anteprima mondiale nella nostra cittadina. Mi auguro che l’amministrazione pubblica gli voglia almeno concedere l’autorizzazione.
Altri fatti che cito di sfuggita. L’estate galatea ormai desueta, anch’essa fortunatamente surrogata da qualche interessante e coinvolgente iniziativa di privati che crea comunque interesse e aggregazione. E’ di un privato cittadino, ancora, un giovane e preparato professionista galatonese, la meritoria idea di sostenere le imprese nella loro problematica esistenza, dare informazione e formazione, aiutare la gestazione e la nascita di altre attività imprenditoriali, fornire utili strumenti di documentazione e di orientamento. Attraverso Myboxtv, ancora una volta, e la voce libera e puntuale del suo tg.
Entriamo nel pubblico. Nelle ultime sedute del consiglio comunale se ne sono viste di tutti i colori. Grida e atteggiamenti scomposti, attacchi tra maggioranza e opposizione e tra membri della stessa maggioranza. Qualcuno, tra quelli che contano, sottolinea l’insipienza e la stagnazione dell’azione politica e amministrativa, la lentezza con cui procedono i lavori, attacca implicitamente un suo collega di giunta e chiama all’impegno e ad una diversa produttività. E’ un evidente segnale di malessere, la preoccupazione degli amministratori giovani e attivi che temono per la loro immagine e vedono minacciate le proprie ambizioni per più importanti traguardi futuri. Sfogano dunque la loro preoccupazione e gridano tutta l’insoddisfazione e il malessere. Non riesce facile stabilire l’attuale salute della maggioranza; qualcuno azzarda che di maggioranza vera e propria comincia ad essere difficile parlare. Altro episodio. La maggioranza cede all’insistenza della controparte e si rassegna a parlare di raccolta differenziata. Lo fa attraverso la relazione dell’assessore al ramo che se ne dichiara decisamente contrario, lasciando interdetti amici e avversari e sbigottito il pubblico presente.
Pubblico e privato anche per il problema dello sport e dell’Unione sportiva. Qui le due componenti si intrecciano e viene fuori il meglio dell’incomprensibile e del paradossale.
La fabula: da diversi mesi la società cittadina di calcio è in sofferenza. Chiede sostegno economico e soprattutto l’avvio dei necessari lavori di manutenzione del campo di via Lecce, la sistemazione del terreno di gioco, non drenato e regolarmente impraticabile in caso di pioggia, il ripristino degli impianti igienici negli spogliatoi. Del problema, sollevato da un manifesto proposto da centinaia di cittadini, si discusse nella puntata de Il Portavoce il 19 marzo, nel corso della quale il sindaco, secondo clichè, promise che tutto sarebbe stato fatto in tempi ragionevoli, nel momento in cui fosse giunto a conclusione un progetto che prevedeva una miriade di altre cose. Da allora non è successo niente e di calcio s’è parlato soltanto tra gli sportivi. Nessuna parola da parte del sindaco, né da parte del fantomatico assessore allo sport, né da parte di altro esponente politico di maggioranza. Problemi finanziari? problemi di altra natura? Niente di tutto questo. Il problema è Livio Nisi: sino a quando sarà presente tra i dirigenti della società sportiva e come sponsor ufficiale, l’amm.ne non farà niente di niente, né l’erbetta al terreno di gioco, né i servizi negli spogliatoi, né l’iscrizione al campionato, né la campagna acquisti. Deve uscire necessariamente di scena Livio Nisi, colpevole di aprire tasche e portafogli ormai da dieci anni, per assicurare la difficile sopravvivenza di una struttura che richiede tempo, impegno e, soprattutto, soldoni.
Ebbene, lasciamo Livio Nisi all’amaro destino e, in attesa di veder nascere il Maracanà e di veder arrivare i campioni nelle fila della squadra, consentitemi l’invocata pausa di riflessione che può forse aiutarmi a capire meglio come stanno realmente le cose.
Il sindaco mostra di anteporre all’interesse generale (degli sportivi) i suoi particolari rancori. Di fronte al nemico politico di sempre, dimentica le richieste di centinaia di sportivi, di ragazzi e genitori che continuano a scommettere sull’importanza formativa e sociale della pratica sportiva e ignora l’orgoglio dei cittadini di riconoscersi in una squadra di calcio che, anche se in dimensioni modeste, ha una sua non breve storia, fatta di eventi, di ricordi e di personaggi che continuano a restare stagliati nella memoria e nella coscienza di tanti. Mi viene di chiedermi: la politica è sempre e soltanto contrapposizione? Sempre e soltanto guerra contro qualcuno? Le campagne elettorali lasciano strascichi destinati a restare nel tempo e a segnare definitivamente sentimenti e azioni o l’interesse generale può giustificare almeno una tregua? E’ possibile nella nostra cittadina parlare di collaborazione, apertura, confronto, sinergia, solidarietà, impegno comune? A giudicare dall’ultimatum posto dal sindaco, sembrerebbe proprio di no.
Vorrei tanto che l’interessato smentisse queste affermazioni che provengono dalle dichiarazioni di Livio Nisi dalle colonne del tg, parole che però vengono confermate da tutte le persone con cui ho avuto modo di parlare e che sono protagonisti diretti della vicenda. Gli sportivi sono furibondi, addebitano agli amministratori la responsabilità di non aver dato alcuna risposta alle loro richieste, di non aver fatto nulla di nulla, nemmeno quello che, con un po’ di buona volontà, avrebbero potuto fare, di averli fatti arrossire dinanzi alle squadre ospiti nel corso delle partite di campionato. Queste cose sono dette oggi e sono state dette il 19 marzo nel corso della puntata de “Il Portavoce”. Da quella data, affermano, non s’è mosso nulla, non è stata presa in considerazione nessuna tra le proposte adombrate.
Pubblico e privato. Perché necessariamente in contrasto? Perché non riuscire a fare qualcosa con il concorso di tutte le persone di buona volontà? Perché continuare a conservare e a inventare steccati tra le persone che potrebbero, messe in sintonia, produrre qualcosa di buono? Perché l’esilio di Livio Nisi per procedere alle azioni necessarie? E se dopo la sua uscita di scena non si riuscisse neppure ad ottenere quanto da lui assicurato in questi dieci anni, nel corso dei quali comunque lo sport e il calcio hanno continuato a sopravvivere? Il sindaco non si rende conto di assumersi una grave responsabilità, della quale sarà chiamato a rispondere?
Pubblico e privato, due mondi inconciliabili, paralleli e destinati a non incontrarsi mai. Questo però accade a Galatone e per una certa “filosofia” imperante, perché altrove, dove si fanno prevalere il buon senso e l’interesse collettivo, sull’armonia tra pubblico e privato si costruiscono le fortune di intere collettività.
Enrico Longo
Il MyboxTG di venerdì 24 luglio '09 in cui è presente l'editoriale "La Postilla":
categoria:politica, sport, calcio, democrazia, coni, postilla, portavoce, galatone, myboxtv, strutture sportive, imprenditorìa



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