Segnali incoraggianti.
Tre fatti mi lasciano sperare anche in un momento in cui la speranza sembra essere la virtù dei folli.
Il primo. La lettera indirizzata a mybox da un giovane connazionale nato in Belgio da genitori galatonesi, il quale, in un italiano chiaro anche se non ortograficamente corretto, dichiara di seguire ogni giorno la nostra web e di esserci riconoscente, anche “in nome dei tanti galatonesi che si trovano qui nel mio paese Beringen”, per le notizie che giungono dalla nostra cittadina, alla quale tutti si sentono evidentemente molto legati. ”Grazie - dice - così almeno ci sentiamo un po’ vicini con la nostra terra”. Un riconoscimento che ci gratifica molto e che ci induce a continuare nell’impegno che ci siamo imposti. Un pensiero particolare, del resto, lo abbiamo sempre dedicato a quanti ci seguono da lontano, perché sappiamo che la nostra è stata, ed è purtroppo destinata a restare, terra d’emigrazione, per cui non smettiamo di avvertire tutta l’ importanza di stabilire un qualche legame che possa valere a rendere meno dura la lontananza dai luoghi e dagli affetti.
Il secondo. La puntata n. 33 de Il Portavoce, che, dopo le prime schermaglie tra le parti, che lasciavano presagire il solito stucchevole carosello di accuse e di rilanci, di attacchi e di difese, di tentativi di svicolamento e di mistificazioni dialettiche, si è invece incanalata secondo le regole del confronto e della concretezza, concludendo con una prima chiara proposta sulla quale si dovrà responsabilmente tornare. L’amm.ne non può ignorare la richiesta di tanti cittadini che amano lo sport e di centinaia di genitori, avveduti e responsabili, che intendono avviare all’attività sportiva i loro figli, ben consapevoli degli importanti insegnamenti che da essa discendono, specie se correttamente organizzata e vissuta, come per l’appunto accade con le tante associazioni sportive cittadine. E’ da dire, inoltre, che sembra finalmente giunto il momento di parlare chiaramente, in ogni contesto e in ogni occasione, rifuggendo da stratagemmi e tatticismi che impediscono di fatto la possibilità di esprimere il proprio pensiero e di essere compresi nelle cose che si vogliono significare. Il ricorso ai paroloni, alle frasi ad effetto, ai “massimi sistemi”, anche di fronte a questioni che potrebbero sembrare di ordinaria amministrazione, nascondono semplicemente assenza di idee o voglia di barare. E questo accade non solo in politica, ma frequentemente anche nella comune vita di relazione.
Il terzo fatto, non ultimo per importanza, l‘ iniziativa che vede protagonisti i consiglieri dell’opposizione, che chiedono la convocazione di un consiglio comunale monotematico sul tema “provvedimenti urgenti per fronteggiare l’emergenza economico occupazionale a Galatone”. Il documento, indirizzato al Presidente del Consiglio comunale e per conoscenza al Prefetto, porta la firma di tutti i consiglieri d’opposizione che, saggiamente, collaborano da tempo su questioni precise, per dare alla città una opposizione consistente e credibile. E’ da dire, peraltro, che, scorrendo il documento, si ricava l’impressione che i consiglieri siano andati ben al di là delle semplici intese e che abbiano attentamente studiato la situazione economico-sociale della nostra cittadina, se solo si entra nel merito delle proposte che appaiono serie, concrete, puntuali. Meritano sicuramente l’attenzione dell’intera assise municipale e di essere ulteriormente delibate e approfondite in un serrato confronto dialettico.
Tre fatti all’apparenza diversi e lontani ma che, invece, considerati sotto una certa prospettiva, possono alimentare la speranza che una nuova stagione si possa aprire per la nostra città, sul piano dei rapporti politici e delle relazioni sociali.
Nei momenti di grave crisi, come nei periodi di guerra, le contrapposizioni e le lacerazioni servono a ben poco, sono anzi controindicate, in quanto rischiano di aggravare ulteriormente le situazioni e di allontanare ogni barlume di soluzioni possibili. E in un momento come l’attuale sembra quanto mai opportuno lasciar perdere il fascinoso metodo delle chiacchiere e delle ideologie a buon mercato per tentare, invece, di comprendere dal di dentro e bene le questioni che ci troviamo di fronte, “fare quadrato” e provare sinceramente di darne una qualche minima soluzione.
Gli effetti della crisi si stanno facendo sentire anche nel Salento e nella nostra città, nella maniera più drammatica, con la chiusura di tante piccole imprese e la perdita di posti di lavoro. Tale situazione non può essere ignorata da chi ha voluto governare la città, nè risultare comodo alibi per non rispondere ad altre necessità che provengano da larghe frange della popolazione. Se dovesse passare il metodo del sistematico “non possumus”, dovremmo andarcene tutti a casa in attesa che passino le sciagure e i fortunali, restando noi passivi e inermi spettatori. Mai come in questo momento, invece, è necessario stare in tensione, pensare, discutere, coinvolgere, fare. Cerchiamo dunque di trovare forza e motivazione dalle parole del nostro connazionale che ci ricorda quanto forte sia il legame alla nostra terra, soprattutto quando si è costretti a lasciarla; l’avvertimento delle difficoltà ci faccia recuperare il buon senso della concordia e della discussione onesta, critica e finalizzata alla soluzione dei problemi e non a far prevalere le logiche di parte o i propri punti di vista. L’ intelligente e responsabile iniziativa degli otto consiglieri, ai quali idealmente mi associo, ci faccia comprendere l’importanza di saper superare gli steccati ideologici quando sono in gioco i problemi urgenti delle persone e delle loro famiglie. Le stesse ragioni inducano, infine, il Sindaco e il Presidente del consiglio ad aderire prontamente alla richiesta ed a prestare la giusta attenzione ad un problema che non può attendere, che rischia di aggravarsi ogni giorno di più e che potrebbe anche risultare incontrollabile, nonostante tutto l’impegno e gli sforzi che opposizione e maggioranza possano responsabilmente compiere. Un’ultima esortazione mi giunge spontanea, nell’auspicabile evenienza che tanti vogliano assistere da vicino alla discussione, che si preannuncia importante e che certamente non lascerà nessuno nell’indifferenza. Si dia, a quanti lo vogliano, la possibilità di partecipare alla seduta consiliare, si cerchino le soluzioni più opportune: o trasferendola in locale ampio e confortevole o mandandola in diretta attraverso la nostra webtv che ormai è il principale canale interno di comunicazione e lo strumento che tiene legati alla loro terra tutti i galatonesi che le vicende della vita hanno portato lontano. Anche questo sarebbe un importante segnale.
Enrico Longo
Il link del MyboxTG di venerdì 20 marzo in cui è presente "La Postilla":
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=8717
categoria:politica, comunicazione, salento, democrazia, societĂ , emigranti, galatone, myboxtv



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