
9 novembre 1989- 9 novembre 2009: Vent’anni dopo
LA FINE DEL MURO
Immane gigante ti ergevi
a segnare confini inumani,
il sole oscuravi alle genti.
Il tuo buio penetrava nel cuore,
e triste tu eri.
Il pianto sentivi, ascoltavi i lamenti
forse in te s’ istillava il dolore.
Tante mani fidenti
s’ aggrapparono a te, cercando sostegno
a folle speranza.
E tu tante volte piegavi pietoso
il tuo ruvido complice corpo:
della sorte di tanti fratelli
gioivi o piangevi.
Felice quel giorno porgesti
il tuo fianco all’ amico piccone,
e il sole filtrasti
per tanti speranza di un tempo migliore.
E adesso di te che rimane?
Dov’ è la tua pietra di spirito intrisa?
Un frammento di te conservare vorrei,
di umido pianto, di umano calore.
Se il giusto senso della storia è la progressiva caduta dei muri, che segnano confini arbitrari e ingiustificati tra gli uomini, il vero progressista è l’uomo di pace, colui che li abbatte, armato del valido piccone della parola e dell’azione; mentre chi alimenta o accetta passivamente i contrasti e le divisioni si muove nel segno della più vieta reazione.
Enrico Longo



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IL PORTAVOCE N.48